Corruzioni mondiali

Poco dopo essere stata lanciata e fatta esplodere con grande fragore, la bomba della corruzione mondiale dei qatarioti si sta rivelando sempre più un boomerang. Per la banale ragione che qualcuno si è posto l’ovvia domanda per quale ragione i qatarioti avrebbero dovuto corrompere con “sacchi di banconote” la Kaili, che nei vertici dell’Unione Europea conta poco o nulla, quando quello che volevano l’avevano già ottenuto da tempo. L’obiezione è stata sollevata dalla difesa della Kaili che ha detto in sostanza, che i soldi trovati nella sua casa appartengono al compagno e padre della sua bambina di due anni, e che non hanno niente a che vedere con il Qatar ma semmai con l’attività di lui con le ONG con cui traffica. L’obiezione è assolutamente ragionevole, l’Unione Europea ha deciso sin dal 2019 che stringere rapporti con il Qatar fosse vantaggioso, era stato aperto un ufficio dell’Unione proprio a Doha, erano stati stretti rapporti di collaborazione e di scambi commerciali che sono andati a vantaggio di diverse imprese europee, di cui alcune impegnate nella realizzazione delle opere per lo svolgimento dei mondiali di calcio. La Kaili, solo recentemente, era stata nominata rappresentate dell’Unione per i paesi del Golfo, e il suo compito era di rappresentare e seguire la linea politica assunta dall’Unione Europea con pochissimo se non inesistente margine di autonomia. Oltretutto, la guerra in Ucraina ha reso ancor di più importante una relazione con il Qatar per via della necessità di trovare gas da ogni parte del mondo e, com’è noto, il Qatar lievita su una enorme bolla di gas oltre a galleggiare su un mare di petrolio.

Quindi non c’era alcuna ragione per corrompere la Kaili con sacchi di banconote, perché costei non contava niente e i giochi erano già stati fatti prima e altrove. E poi i qatarioti saranno pure corruttori, ma non sono mica scemi e anche se hanno i forzieri pieni, i soldi non li buttano di sicuro. Si dice che la corruzione avesse come scopo la tutela dell’immagine del Qatar, ma sarebbe stato molto più semplice, meno costoso ed enormemente più efficace, corrompere giornali e giornalisti che stanno lì apposta per questo, piuttosto che una rappresentante del Parlamento Europeo che non decide su nulla. Insomma, se c’è stata corruzione da parte del Qatar questa è avvenuta molto prima, quando la UE ha preso le sue decisioni sugli scambi commerciali, sul mondiale di calcio, sul gas e sul petrolio dei qatarioti. E’ probabile che ci sia stata corruzione, ma non diversamente da come fanno la grande maggioranza delle lobbies registrate a Bruxelles: regali e regaletti, vacanze, finanziamenti più o meno mascherati a centri culturali per improbabili produzioni intellettuali, per conferenze di altrettanto improbabili oratori e così via di seguito.

E allora, che è successo, e perché ora e non prima? Avanzo un’ipotesi che non mi sembra affatto peregrina. Gli americani volevano dare un duro colpo all’immagine del Qatar per via delle sue posizioni sul prezzo del gas e del petrolio, soprattutto, troppo vicine alla Russia e alla Cina e certamente non conformi ai desiderata del deep state Usa. Insomma, l’occasione dei mondiali era troppo ghiotta per non approfittarne e sporcare pesantemente l’immagine del paese e mandargli un avvertimento pesante, che è rivolto ai qatarioti ma anche a sauditi ed emiratini. I servizi Usa e GB conoscono bene le storie di corruzione e gli intrecci finanziari tra europei e arabi ed è probabile che ora vedremo uscire altre poco edificanti simili vicende se la Lega Araba non decide di troncare le proprie relazioni con la Cina e la Russia. Allo stesso tempo, gli anglosassoni hanno dato anche un forte avvertimento ai deputati e ai partiti europei dicendogli in sostanza, che se non restano allineati e coperti, oltre a qualche straccio come la Kaili, sono in grado di far saltare in aria tutto il pentolone compresi gli abiti buoni conservati dentro l’armadio con la naftalina. Perché al di là delle dichiarazioni di intenti, agli americani non è andata giù la prospettiva di doversi accollare da soli l’intero peso della fornitura di armi e denaro all’Ucraina, visto che da più parti in Europa si è lamentata la mancanza di riserve di armi da buttare nel calderone ucraino. Insomma, l’accusa palesemente forzata di corruzione per la Kaili è una pistola puntata alla tempia di Borrell e Von der Leyen e tutti i dirigenti europei coinvolti nella miriade di piccole e grandi corruzioni che hanno caratterizzato le politiche dell’Unione negli ultimi anni (e non solo). Già stanno venendo fuori analoghi episodi per le politiche verso il Marocco e il Messico e, se negli Usa dovesse cambiare il vento nei confronti delle multinazionali farmaceutiche, potrebbero scoppiare gli scandali per le forniture di vaccini contro il Covid.

Lo scontro è durissimo negli Usa, e già Fauci è finito nell’occhio del ciclone Twitter avviato da Elon Musk. E poi se il Parlamento europeo viene descritto pubblicamente per quello che è effettivamente, ovvero un covo di corrotti e lobbisti per conto delle multinazionali, il colpo alle istituzioni europee sarebbe durissimo e forse mortale, con buona pace degli europeisti convinti, e con grandi vantaggi per la Nato e gli Usa che sarebbero a quel punto gli unici rappresentanti degli interessi europei nel continente. Insomma, un’altra mossa verso la guerra totale, togliendo di mezzo anche l’inutile orpello di un’Unione Europea che in questo clima, è del tutto inutile per gli interessi dei guerrafondai anglosassoni e prima si toglie di mezzo e meglio è. credo che ne vedremo delle belle nelle prossime settimane.

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Un pensiero riguardo “Corruzioni mondiali

  1. CONDIVIDO IL QUADRO GEO-POLITICO DESCRITTO. DOBBIAMO SEMPRE RICORDARE CHE IL TOMBINO NAUSEANTE DEL MALAFFARE VIENE APERTO SOLO DAGLI ANGLO-USA-SIONISTI QUANDO LO RITENGONO UTILE AI LORO INTERESSI. LORO CREANO GLI “IDOLI MEDIATICI” E LORO LI DISTRUGGONOIPETO — QUANDO LO RITENGONO UTILE AI LORO SPORCHI INTERESSI. MEDITATE GENTE, MEDITATE !

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