Dilettanti allo sbaraglio o partita a scacchi?

Che sta succedendo con il governo? Piroette, giravolte, retromarce, avanzate fulminee, minacce e ingiurie, tradimenti e baci in bocca, alleanze che si formano e svaniscono in un batter d’occhio, incarichi conferiti e sospesi, insomma, ci si capisce ben poco. La sensazione è che si tratti di dilettanti allo sbaraglio che dicono e smentiscono contemporaneamente le proprie posizioni con la velocità della luce. Tuttavia,non credo che sia proprio così, ma che dietro queste apparenti e incomprensibili giravolte ci sia un gioco particolarmente complesso e che si stia consumando una battaglia tra protagonisti di cui sappiamo ben poco.

Cerchiamo di vedere le cose con ordine.

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Qualche considerazione sui presupposti filosofici della Faz

Come scriveva Althusser, la struttura giuridica e sociale è l’espressione sovrastrutturale dei rapporti economici dominanti. Si tratta quindi di intervenire su questi rapporti economici e il punto essenziale è sottrarre alla logica politica e sociale, e quindi al conflitto tra le classi, l’elemento che determina i rapporti economici nella nostra società, ovvero la creazione di denaro e la sua distribuzione. Il denaro moderno è un’invenzione relativamente recente e la sua diffusione capillare nella società è ancora più recente, poiché risale al secondo dopoguerra. Se consideriamo che in Italia, ma praticamente in tutto il mondo occidentale, fino alla seconda guerra mondiale la maggior parte della forza lavoro era impiegata in agricoltura ed usava il denaro raramente, anche se subiva pesantemente le conseguenze delle crisi finanziarie periodiche che sempre più duramente colpivano le economie dalla metà del settecento fino alla crisi del ’29.

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Solidar: la rivoluzione del blockchain per una nuova società

La tecnologia Blockchain, che è alla base del BItcoin e dell’Ethereum, le due cryptocurrencies più note delle oltre mille che sono sorte negli ultimi mesi, è di per sé una vera rivoluzione.  Non ha bisogno di un server centrale per funzionare, poiché i dati di tutte le transazioni sono contenuti in modo criptato in ognuna di esse e solo una transazione, quella che interessa chi la pone in essere, è leggibile in chiaro.  Questo fatto ha due effetti essenziali: il primo è che le transazioni non hanno costi, a differenza di quello che avviene con le banche, e il secondo è che le transazioni possono essere perfettamente anonime.  La terza caratteristica essenziale di questa tecnologia è che, proprio per queste sue caratteristiche, essa è inarrestabile e di fatto sta determinando la fine del monopolio delle banche sull’emissione di denaro e soprattutto la fine del regime di scarsità che questo monopolio comporta.

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Acquistare un mio libro

 

Per acquistare FAZ ZONE DI AUTONOMIA FINANZIARIA” pubblicato nel 2003 in prima edizione con il titolo  “UN’ALTRA MONETA” e in terza edizione nel 2012, il costo è di 11 euro  + 2 EURO per la spedizione. 

Per acquistare “DOVE VA L’ECONOMIA? INTERVISTA A DOMENICO DE SIMONE (A CURA DI CARLO GAMBESCIA)” il costo è di 8 euro + 2 per la spedizione.

SE COMPRATE ENTRAMBI I LIBRI IL COSTO DI SPEDIZIONE E’ SEMPRE DI 2 EURO PER ENTRAMBI I LIBRI. SE AVETE PROBLEMI MANDATEMI UN MESSAGGIO SU MESSENGER. o lasciate un messaggio qui. 

Per acquistare fate queste due operazioni: 

  1. Un versamento sul mio conto Paypal domenicodesimone@inwind.it del prezzo del libro e della spedizione, e indicando il titolo del libro. METTETE NELLE NOTE DEL VERSAMENTO PAYPAL L’INDIRIZZO FISICO DOVE VOLETE RICEVERE IL LIBRO.
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PRESENTAZIONE DEL LIBRO “FAZ ZONE DI AUTONOMIA FINANZIARIA”

Per avere un’idea dei temi trattati nel libro, leggete questo articolo, in cui si parla dei presupposti filosofici del progetto Faz, oppure questo video del seminario tenuto al Movimento Rete di San Marino,  o questo articolo (in inglese) in cui si descrive brevemente il progetto, oppure questo articolo in italiano

PRESENTAZIONE DEL LIBRO “DOVE VA L’ECONOMIA? INTERVISTA A DOMENICO DE SIMONE (A CURA DI CARLO GAMBESCIA)“.

Una breve ma intensa critica del pensiero economico, condotta con abilità e ingegno da Carlo Gambescia. “Le trasformazioni sociali hanno natura politica in un ambito politico. E’ vero che questa è l’esperienza storica, ma quello che sostengo è che la politica finisca con la scoperta che la scarsità non è più necessaria. Ora è chiaro che i tempi e i modi perché questa rivoluzione si compia sono forse molto lunghi. O forse no, la storia ci ha mostrato periodi in cui le accelerazioni sono state rapidissime e hanno portato in breve tempo a trasformazioni gigantesche. La politica è decisione laddove c’è la necessità di decidere, ovvero di tagliare qualcosa o qualcuno, ed è esattamente questo il portato della logica della scarsità. Nella società dell’abbondanza non c’è bisogno di politica allo stesso modo in cui nella società della stampa non c’è bisogno di amanuensi: essa semplicemente non serve. Comprendo che la prospettiva dia le vertigini: devono essere le stesse che provarono gli uomini che compresero come e quando la società contadina dei primi del novecento si sarebbe trasformata e furono davvero in pochi a pensarlo”. 

 

Quanto vale un Solidar?

Mi è stata posta da più parti questa domanda e la riposta non è semplice. Per trovarla dobbiamo fare alcuni ragionamenti sulle monete in generale, su quelle virtuali, sul mercato e sull’economia.

Il “valore” di una moneta dipende essenzialmente dal mercato. Se la domanda di moneta supera l’offerta il “valore” sale, altrimenti scende. Metto il termine valore tra virgolette perché in realtà si tratta di un valore relativo, ovvero del prezzo che quella moneta ha rispetto ad altre monete o a un paniere di monete. In sé una moneta non ha alcun valore, così come tutte le cose perché, com’è noto i valori sono categorie dello spirito e appartengono all’umano e non al mondo materiale. In questo si parla più appropriatamente di prezzi e non di valori. Fatta questa doverosa precisazione che prego tutti di tenere sempre bene a mente, entriamo nel merito.

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IV International Conference on Social and Complementary Currencies: Money, Consciousness and Values for Social Change

Dal 10 al 14 maggio si tiene a Barcellona la IV Conferenza Internazionale sulle Monete Complementari, che quest’anno ha come titolo: Moneta, coscienza e valori  per il cambiamento sociale. Questo tema è particolarmente interessante perché si tratta di creare una moneta che non sia solo uno strumento di scambio che magari favorisce l’economia locale, come accade per quasi tutte le monete complementari del mondo,  ma di ideare uno strumento che favorisca il cambiamento sociale. Questa è l’ambizione del progetto Faz e per questa ragione abbiamo chiesto di  partecipare alla Conferenza inviando un abstract del progetto. L’abstract è stato accettato, e successivamente abbiamo dovuto preparare il paper che presenterà il progetto alla conferenza.  Il paper è in inglese e lo riporto qui di seguito così come è stato presentato.La conferenza prevede la presentazione di otto progetti e di otto conseguenti workshop, uno per ciascun progetto. Il termine per la presentazione del paper era il 15 aprile e ancora non sappiamo come sarà collocata la presentazione del progetto Faz. Lo comunicherò non appena l’organizzazione ce lo farà sapere e lo pubblicherà sul sito. Questo è il sito della Conferenza: http://symposium.uoc.edu/event_detail/3642/programme/iv-conferencia-internacional-de-monedas-sociales-y-complementarias_-dinero-conciencia-y-valores-par.html

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Relazioni economiche e forme di governo

La mia relazione al convegno sulle Forme della democrazia organizzato dal Movimento Roosevelt  a Roma l’8 e il 9 aprile 2017

Dalla democrazia nell’economia della scarsità, a forme di autogoverno nell’economia dell’abbondanza.

La democrazia è la forma di governo gestita dal “demos”, termine con il quale oggi indichiamo genericamente il “popolo” ma che nell’antica Grecia aveva una sua specificità ben più articolata e concreta. Questa specificità era l’organizzazione territoriale concreta in cui era divisa la cittadinanza e che era articolata in una pluralità di “demi” che nell’Attica di Clistene raggiunsero il numero di 139 poi saliti a 174 secondo Strabone.

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Uomini e schiavi

Silvano Agosti nello splendido discorso nel filmato qui sopra, fotografa con precisione lo stato della coscienza degli uomini in questo nostro tempo. Gli uomini sono schiavi e sono felici di esserlo. Le generazioni precedenti a questa si erano rese conto di questo fatto ed hanno lottato con forza contro la schiavitù moderna. Questa generazione non lo capisce, non lo sente, ha paura della libertà, ha paura della coscienza. Hanno paura di essere umani. Rifiutano istintivamente ogni discorso di liberazione, perché pensano di essere liberi. Inutile parlare della differenza tra lavoro creativo e lavoro necessario, tra locatio operis e locatio operarum, che pure i latini avevano chiarissima. Non la capiscono, perché non sono in grado di capirla. Sono talmente immersi nella logica del denaro che tutto quello che è gratuito non vale niente o, peggio, nasconde qualche trappola o qualche imbroglio per fare denaro. D’altra parte, se il denaro è il valore assoluto che comprende in sé tutti gli altri, non può che essere così. Gli parli di libertà, di creatività, di coscienza e ti guardano spaventati e impauriti. Preferiscono cullarsi nei caldi e comodi mondi virtuali che i mass media gli propongono, piuttosto che immaginare un mondo in cui essi stessi sono protagonisti.

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Roma Raggiante

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E così, tra alti lai dei partiti tradizionali, pianti dei soliti raccomandati, contumelie dei palazzinari e giubilo del popolo che le ha votate, Roma e Torino hanno una sindaca del M5S. Grande sorpresa a Torino, dove si pensava che il vecchio Fassino avrebbe comnque prevalso, come peraltro indicavano le previsioni della vigilia. Ma mai fidarsi dei sondaggi che con il fiuto politico non hanno niente in comune. E questo diceva che  la gente ha grande voglia di cambiamento e di facce nuove. Ma si sa che i politici sono istupiditi e resi sordi dalla loro arroganza, e le capacità di analisi e di ascoltare la gente le hano buttate nel cestino della spazzatura. Meglio così, ora la possibilità di cambiare è concreta e c’è del gusto a rottamare chi si era presentato come un rottamatore.

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Seminario sulla FAZ a San Marino

foto san marinoIl nove gennaio scorso sono stato invitato dal Movimento Rete di San Marino a tenere un seminario sulla Faz. Questo è il video dell’evento. Il seminario è durato quasi otto ore, comprese un paio di pause, ed ho affrontato in modo abbastanza approfondito sia gli aspetti teorici che quelli pratici del progetto Faz.  È stato molto intenso e coinvolgente e spero che ne possa derivare un’esperienza concreta per l’attuazione dei principi della faz.

Lo scontro di civiltà

andrea-vicentino-battle-of-lepantoCi siamo. L’umanità è arrivata al bivio dello scontro decisivo. Due civiltà sono a confronto, ed alla fine dello scontro ne resterà una sola. Non è la prima volta che accade nella storia dell’umanità né sarà l’ultima. Sempre che alla fine dello scontro resti qualcosa che somiglia ad una civiltà. Perché stavolta è a rischio la sopravvivenza stessa dell’umanità: un conflitto nucleare ne segnerebbe l’inevitabile declino e la scomparsa dalla faccia della terra nel breve volgere di qualche generazione. È un rischio di cui dobbiamo tenere conto, c’è e non possiamo fare finta di niente.

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Roma: la soluzione è l’idea di Totila?

colosseo-assemblea1Roma fa schifo. È una città che vive di menzogne, di truffe, di piccole e grandi mafie, di chiacchiere inutili, di disorganizzazione, di degrado, di sporcizia, di incuria. Che fa finta di ammantarsi di una gloria che non le appartiene più da tempo, perché gli antichi romani sono morti tutti, e non è una battuta. C’è un sito online che si intitola “Roma fa schifo”. Questo è un sentimento comune a molti, a quanto pare. Le ultime vicende del sindaco Marino, la dicono lunga sulla natura della città.

Certo, Marino si è comportato in modo superficiale, e probabilmente è inadatto a fare il Sindaco di una città in stato terminale come Roma. Ha di fatto esposto il fianco ai suoi nemici, e tra questi tutto il circo massmediatico italiano, con quello romano in prima fila.  Doveva immaginare che l’esplosione di “Mafia capitale” avrebbe scatenato i poteri mafiosi forti contro di lui. Avrebbero accusato di ogni nefandezza persino San Francesco, figuriamoci uno “tenero” come Marino. È questa la natura di Roma, Fatta di veleni, di colpi bassi, di difesa dei privilegi e delle mafie. “Roma fa schifo” ha affrontato questo argomento in un articolo che ha centrato la questione, descrivere l’ambiente nel quale prospera la mentalità pseudo mafiosa che attanaglia Roma da decenni.

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Cronache da una società detestabile: i ladri in casa

ladrincasaQuando eravamo ad Alessandria per la Festa del Pensiero, dove ho tenuto una breve conferenza e diversi interventi, in un ambiente molto interessante e stimolante, sono entrati i ladri in casa. Hanno rubato poco o nulla, qualche pezzo d’argento che era stato regalato in quelle occasioni che occorrono nella vita, e la mia è lunga, ma hanno devastato molto. Evidentemente cercavano soldi che ovviamente non hanno trovato e non troverebbero mai, semplicemente perché non ce ne sono. Chiamata la polizia e i carabinieri alle 14 si è presentata una volante alle 19,30. Mi viene il dubbio se fare la denunzia, a quanto pare è del tutto inutile. E d’altra parte questo nostro detestabile paese è una sorta di manna per i ladri. Niente controlli preventivi, niente indagini, se ti difendi dentro casa ti accusano di eccesso colposo in legittima difesa, la polizia e i carabinieri sono impotenti perché non hanno più mezzi.

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A proposito del cafone collettivo (risposta antirazzista a Blondet)

lombrosoIn un articolo sul suo sito, Maurizio Blondet stigmatizza certe pessime abitudini e pratiche di malagestio del turismo nel mezzogiorno d’Italia e dei meridionali in genere nel resto del paese. L’articolo ha suscitato varie polemiche e commenti che tuttavia, a mio parere colgono poco nel segno. Gli strali contro gli “osco-campani”, anche denominati “osco-fescennini”, sono impietosi. Una certa mentalità un po’ gretta e meschina, rigorosamente individualista che poco si cura del bene comune senza comprendere che in quel bene comune trarrebbe anche maggiore soddisfazione il bene personale, è ben diffusa in tutta la penisola, e la conosciamo bene. Che sia terreno di coltura della camorra e delle varie mafie che si contendono il territorio nazionale è pure noto. E lo sfogo di Blondet è comprensibile, così come l’invettiva. Tuttavia non è affatto condivisibile. A prescindere dal tono anti-meridionalista che pervade tutto  l’articolo, da un intellettuale ci si aspetta altro dal razzismo più o meno manifesto che trasuda dal suo articolo. Capisco che vedere maltrattato il sito di Pompei, che se fosse in Germania sarebbe in testa alle classifiche mondiali dei siti archeologici visitati da turisti e studiosi, così come l’emblematica “sparizione” dei carrelli per i bagagli, finiti nelle mani di un racket pseudomafioso all’aeroporto di Orio al Serio, fanno rivoltare le budella, ma un intellettuale deve sempre ragionare sulle cause e non sugli effetti. Altrimenti si finisce per fare del razzismo gratuito, e di tutto abbiamo bisogno tranne che di questo. E soprattutto non si capiscono le cause di questi comportamenti e non se ne possono trovare i rimedi. Quindi nessuna polemica sul razzismo di Blondet, ma ragionamenti sulle cause. Altrimenti non ne usciamo mai vivi.

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La generazione perduta

DisoccupazioneIl Fondo Monetario Internazionale lancia l’allarme per l’Italia. Ci vorranno vent’anni per far tornare l’occupazione ai livelli prima della crisi. Lo stesso tempo previsto per il Portogallo, mentre la Spagna, sempre secondo il FMI, impiegherà solo dieci anni. Insomma, prospettive cupe per la gente ed il loro  futuro. Ovviamente si parla di occupazione degli adulti, poiché la disoccupazione giovanile continuerà a battere record su record, al punto che si parla di una generazione perduta. Direi che sono due generazioni che hanno perduto la speranza e l’entusiasmo, visto che la crisi finanziaria è iniziata dieci anni fa ma che la crisi  dell’occupazione e dell’economia è divenuta significativa sin dai primi anni novanta del secolo scorso. Ovviamente, tale recupero dei livelli occupazionali sarà possibile solo in presenza di “una significativa accelerazione della crescita“, ovvero dell’araba fenice date le condizioni attuali dell’economia e le prospettive nere del futuro.

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