Roma Raggiante

raggiosole

E così, tra alti lai dei partiti tradizionali, pianti dei soliti raccomandati, contumelie dei palazzinari e giubilo del popolo che le ha votate, Roma e Torino hanno una sindaca del M5S. Grande sorpresa a Torino, dove si pensava che il vecchio Fassino avrebbe comnque prevalso, come peraltro indicavano le previsioni della vigilia. Ma mai fidarsi dei sondaggi che con il fiuto politico non hanno niente in comune. E questo diceva che  la gente ha grande voglia di cambiamento e di facce nuove. Ma si sa che i politici sono istupiditi e resi sordi dalla loro arroganza, e le capacità di analisi e di ascoltare la gente le hano buttate nel cestino della spazzatura. Meglio così, ora la possibilità di cambiare è concreta e c’è del gusto a rottamare chi si era presentato come un rottamatore.

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Uscire dall’euro e dall’Europa? Il ritorno dei nazionalismi

euro4Da qualche tempo le critiche all’euro sono diventate di moda, e da più parti si levano voci che reclamano un’immediata uscita dalla camicia di forza della moneta unica, con il coro di altre voci che reclamano anche l’uscita dell’Italia dalla UE. La cosa preoccupante è che si tratta per lo più di voci che provengono da ambienti che fino a qualche giorno fa difendevano a spada tratta non solo l’Unione Europea ma anche l’Euro, e che cercavano di ridicolizzare ogni tentativo di avanzare critiche serie al trattato di Maastricht ed agli accordi che l’hanno seguito. Gli stessi parlamentari che hanno votato all’umanità l’adesione al trattato di Lisbona, la costituzione dell’Eurogendfor,  e tutte le altre leggi che, come sottolinea giustamente Barnard nel suo articolo, nessuno ci ha mai chiesto di votare. D’altra parte, non sarebbe stato necessario, visto il coro unanime della politica, dei giornali, delle televisioni e persino dei sondaggi. Per la verità, il trattato di Lisbona è stato pensato e scritto in modo deliberatamente oscuro e incomprensibile, proprio per evitare che a qualcuno venisse in mente di chiedere una consultazione popolare su di esso, ma dubito francamente che se pure fosse stata organizzata, in Italia un qualsiasi referendum sull’Europa avrebbe avuto un esito diverso dal consenso pressoché cieco e unanime che è stato espresso dal Parlamento in entrambi i suoi rami. Il grafico qui a fianco esprime chiaramente questa situazione. Nel 2002 la fiducia nell’Unione Europea era ai massimi livelli. Ora la situazione è praticamente invertita, la fiducia nell’Unione ha raggiunto il livello che aveva la sfiducia dodici anni fa. In Italia c’è un problema culturale enorme, la gente non sa, non capisce, non si informa, non legge, non discute se non quando è proprio costretta a farlo. E anche allora, preferisce gli slogan, le parole d’ordine semplici, le soluzioni apparenti, le prese di posizione preconcette e che fanno leva sugli impulsi deteriori e banali. La riflessione, il ragionamento, la discussione anche accesa, ma leale e franca tra posizioni contrapposte non fa parte del nostro DNA. Come ha efficacemente detto Gino Strada l’altra sera a Servizio Pubblico, discutere con certa gente è come discutere con l’aspirapolvere.

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Grillo, grillino e grilletto

Forse ha ragione il mio amico Marco Giustini quando sostiene che in Italia la coscienza politica è troppo rudimentale per riuscire a superare lo steccato del tifo calcistico. La vicenda del voto a Grasso per l’elezione a Presidente del Senato ne è una prova: dopo diverse votazioni, si è arrivato al ballottaggio e Grasso è stato eletto con i voti dello schieramento di centrosinistra e delle autonomie. Però è stato votato anche da tredici senatori del M5S, il cui voto peraltro, è stato ininfluente, ma questo fatto ha costituito l’evento politico della giornata. Anatemi, scomuniche, maledizioni, confessioni, tradimenti si sono accavallati durante tutta la giornata di sabato e domenica.

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Perché votare per il M5S

M5SCi ho pensato a lungo,  e fino a qualche giorno fa ero arrivato alla conclusione che anche in questa tornata elettorale, non sarei andato a votare. Sono una ventina di anni che non voto, e chi conosce qualcosa di questo ventennio capirà le mie ragioni. Tuttavia, mentre fino alle scorse elezioni non avevo avuto dubbio alcuno, in queste qualche possibile alternativa si è manifestata all’orizzonte. Quindi, ci ho pensato su.

Dico subito quali sono le alternative possibili: Il M5S e Ingroia. Ma alla fine avevo scartato anche queste. Cominciamo daccapo.

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