Europa guerra e politica

Non avrei mai pensato che sarei stato tentato dal fare il tifo per la Le Pen nelle elezioni francesi. Ma in questa situazione, dato che il candidato della sinistra Mélenchon non ha alcuna possibilità di venire eletto, temo che l’unica alternativa credibile per il popolo francese sia proprio Marina Le Pen. Macron è il candidato della élite industriale e finanziaria della Francia, mentre la Le … Continua a leggere Europa guerra e politica

Sanzioni, c’è qualcosa che non quadra, forse ci stiamo sanzionando addosso

Secondo i nostri geniali gestori del sistema finanziario, le pesantissime sanzioni prese dai paesi occidentali a carico della Banca Centrale Russa, e dell’intero sistema finanziario della Federazione, avrebbero dovuto portare al default della Russia, alla riduzione del rublo a carta igienica e all’immiserimento dell’economia russa al punto da riportarla a una situazione comparabile a quella che si era verificata subito dopo lo scioglimento dell’URSS. In … Continua a leggere Sanzioni, c’è qualcosa che non quadra, forse ci stiamo sanzionando addosso

Sulle conseguenze economiche della guerra

Si discute molto in questi giorni oscuri delle conseguenze economiche delle sanzioni, sia per la Russia che per i paesi europei e anche, di riflesso per il resto del mondo. C’è una narrazione occidentale che esalta l’efficacia delle sanzioni prese nei confronti della Russia perché si ritiene che l’economia russa ne sarà violentemente condizionata almeno a medio termine. Si rileva anche che, tuttavia, anche i … Continua a leggere Sulle conseguenze economiche della guerra

Della guerra e della pace

La distruzione della ragione Difficile dire qualcosa di ragionevole anche dopo un mese dall’inizio della guerra in un mondo in cui la ragione sembra essersi eclissata. György Lukács nel suo Ontologia dell’essere sociale scrisse che “L’ideologia non è forse mai stata così importante come per l’appunto nell’epoca della deideologizzata manipolazione raffinata degli uomini“. La nuova fisica che univa indissolubilmente soggetto e oggetto in una unità … Continua a leggere Della guerra e della pace

Poteri e vaccini

Ho scritto poco o nulla sulle vicende che vedono una parte consistente e variegata della popolazione del mondo contrapporsi all’obbligo, variamente mascherato, di assumere un vaccino per contrastare l’epidemia di Covid 19 che ci tormenta da un paio di anni. Giusto un articolo sulla Pfizer, nel quale espongo (ma non sono certo stato io a scoprirlo) che si tratta di un’associazione per delinquere più volte condannata a pene o sanzioni molto pesanti dalle Autorità sanitarie americane e di altri paesi del mondo. Ma questo è solo un aspetto della questione e non spiega lo scontro in atto né le sue conseguenze, anche se dà un’indicazione sui alcuni dei suoi presupposti. Ho deciso qui di di esprimere la mia opinione su tutta la vicenda per cercare di capire come andrà a finire e cosa accadrà nei prossimi mesi. La questione è complicata e ha molteplici aspetti da tenere in considerazione e sui quali riflettere. Cercherò di non essere troppo prolisso, ma dico subito che è difficile sintetizzare troppo senza perdere il filo.

Continua a leggere “Poteri e vaccini”

La prevedibile caduta del M5S

La scomparsa del M5S dalla scena politica in questa tornata elettorale era prevedibile e tutto sommato, auspicabile. Per la semplice ragione che il "Movimento" aveva tradito da tempo il progetto originario e i risultati della sua partecipazione alla vita politica locale e nazionale sono stati disastrosamente mediocri. Qual era il progetto originario? L'idea del M5S degli inizi era di rovesciare la società partendo dal basso e la partecipazione alle istituzioni doveva essere un corollario di questa "rivoluzione" e non certo il fulcro centrale dell'azione. Il presupposto era che le istituzioni non sono realmente riformabili e che la società va cambiata in concreto nell'azione sul territorio, coinvolgendo la gente, ormai totalmente disaffezionata alla "politica", nella costruzione di un nuovo soggetto che ricucisse il tessuto sociale lacerato da corruzione, egoismi, poteri, particolarismi, invidie e burocrazie bizantine. La partecipazione alle istituzioni doveva rappresentare il momento del controllo, per impedire che i poteri forti potessero ostacolare il progetto di rivoluzione che doveva scuotere la società civile. Per questa ragione, in parlamento e nelle istituzioni locali, poteva andare chiunque, perché non avrebbe avuto il compito di condurre lì la rivoluzione, ma solo di fare i "cani da guardia" e impedire altre corruzioni, gestioni del potere, lobbysmi, e inciuci che potessero fermare la rivoluzione da fare nella società. 
Continua a leggere “La prevedibile caduta del M5S”

pandemia, vaccini, politica, scienza e superstizione

Non ho mai scritto niente sulle vicende della pandemia e di come viene trattata nel mediatico, dal governo, sui media e sui social, per la banale ragione che mi sembrava più urgente affrontare gli aspetti economici dei provvedimenti del governo italiano e di quelli dei governi di tutto il mondo, che entrare in un vespaio di polemiche per lo più inutili, demagogiche e pretestuose. Ora che è arrivato il primo delle decine di vaccini in costruzione / sperimentazione nel mondo, e visto quello che sta succedendo intorno a questo vaccino, mi è venuta la voglia di dire la mia. Come al solito dirò quello che penso senza curarmi delle conseguenze. Ho sempre fatto così nella mia vita, e per me la cosa più importante è riuscire a guardarmi allo specchio la mattina quando faccio la barba senza avere l’impulso irresistibile di sputarmi in faccia.

Continua a leggere “pandemia, vaccini, politica, scienza e superstizione”

In ricordo di Angelo Quattrocchi, l’ultimo grande anarchico

La rivista “Buduàr” ha dedicato uno spazio a Angelo Quattrocchi, scomparso prematuramente undici anni fa, fondatore e anima pulsante della Malatempora anzi, come dice Paola Biribanti che ha redatto lo splendido articolo su di lui, la casa editrice Malatempora in carne ed ossa. Angelo era anarchico, probabilmente l’ultimo vero anarchico del secolo scorso per il quale la sovversione era il pane quotidiano. Aveva un coraggio … Continua a leggere In ricordo di Angelo Quattrocchi, l’ultimo grande anarchico

Sulla necessità della caduta dei tassi di interessi un estratto da un mio libro del 2001

Nell’ormai lontano 2001 ho pubblicato con la Malatempora un libro il cui titolo sarebbe dovuto essere “Dove va la Nuova Economia” in cui, tra l’altro, davo una definizione e una ragione al termine e alla natura di Nuova Economia un po’ più approfondita della banale -allora in voga- identificazione della Nuova Economia con la crescita esponenziale delle borse avvenuta tra la fine del 1999 e … Continua a leggere Sulla necessità della caduta dei tassi di interessi un estratto da un mio libro del 2001

Economia della scarsità, solidarietà, sacrificio ed economia dell’abbondanza

Nelle società antiche il sacrificio umano, così come quello degli animali, era praticato regolarmente. Non c’era evento importante che non fosse preceduto, o seguito o accompagnato da sacrifici di animali e di esseri umani. La vita umana individuale valeva poco o nulla, quello che contava era la sopravvivenza del gruppo e, per ingraziarsi gli dei e favorire il loro intervento a favore della comunità, il sacrificio di uno o più membri di essa era ritenuto essenziale. Sappiamo per certo che alcune società sceglievano i membri da sacrificare tra i giovani più belli e nobili, e li allevavano con questo obiettivo per qualche anno, rendendo loro i massimi onori e facendoli vivere negli agi e nel lusso, affinché si presentassero agli dei nel modo migliore e rendessero testimonianza del livello di raffinatezza che la società da essi dei tutelata, aveva raggiunto grazi al loro intervento. Essere scelti per il sacrificio era un onore oltre che un dovere. D’altra parte il significato originario del termine “sacrificio” viene da “sacrum facere“, ovvero compiere un atto sacro agli dei. Inoltre, la coscienza di sé era molto labile se non inesistente, soprattutto nelle società gilaniche (quelle che hanno preceduto il patriarcato e che Bachofen ha definito con il termine di “matriarcali“; Marija Gimbutas, antropologa americana, ha coniato il termine “gilanica” per indicare che questa società non aveva alcun senso del potere, di cui l'”Archè” è una delle tre articolazioni). Sacrificarsi per la comunità era naturale e doveroso e questo nelle guerre accadeva spesso. Per quanto concerne le comunità gilaniche, che erano essenzialmente pacifiche e conoscevano poco o nulla la guerra, il riferimento è alla resistenza all’invasione delle società Kurgan o patriarcali. Compiere questo sacrificio agli dei davanti a tutta la comunità che ti sostiene e ti acclama era la massima aspirazione di ogni giovane nobile di stirpe e di animo. Infine, quelle società non avevano un senso del tempo sviluppato come il nostro, e la lunghezza della vita non aveva alcun significato. In ogni caso si doveva morire e farlo compiendo un gesto sacro agli dei e alla comunità era fortemente desiderabile.

Continua a leggere “Economia della scarsità, solidarietà, sacrificio ed economia dell’abbondanza”

Governo Conte: un’occasione storica

Voci ricorrenti dei soliti ben informati, dicono che il Governo Conte è sotto assedio, e che non potrà durare oltre ottobre/novembre. La ragione è semplice. Il paese, superata la fase critica dell’emergenza sanitaria, con risultati non molto soddisfacenti ma comunque il peggio è passato, si trova ora ad affrontare un’altra emergenza, ben più grave e profonda che mette a repentaglio la sopravvivenza stessa di molte famiglie e aziende, l’emergenza economica. La popolazione è molto stanca e provata dopo tre mesi di lock down, ma soprattutto sta diventando chiaro che le promesse di aiuto da parte dello Stato sono solo promesse che difficilmente potranno diventare realtà in tempi brevi. Molte aziende hanno riaperto i battenti a fine maggio, ma si sono rese conto che difficilmente potranno andare avanti per molto tempo, con fatturati in caduta libera e costi rimasti pressoché invariati. Le disposizioni sul contenimento della pandemia, rendono difficoltosa la ripresa dei rapporti sociali e la circolazione delle persone, e le aziende ne soffrono le conseguenze.

Continua a leggere “Governo Conte: un’occasione storica”

Ma che succede ai BTP che li vogliono tutti?

Da qualche settimana assistiamo a un fenomeno davvero particolare. Il Tesoro emette BTP per 10/15 miliardi e il mercato ne chiede almeno dieci volte tanto. Che succede, vi chiederete? Ma come, i BTP tanto vituperati, con lo spread che sale fin sopra la vetta del Monte Bianco, sono davvero così tanto richiesti? Beh, la cosa è (relativamente) semplice. Nel mondo stanno girando circa 24 mila miliardi di obbligazioni a tasso negativo, per lo più emesse da stati. Persino Sua Maestà la Regina d’Inghilterra ha visto la sua banca centrale emettere per la prima volta nella storia di un paese anglosassone, un Gilt a 3 anni a un rendimento lordo del -0,003%, per 3,75 miliardi di sterline. C’è molta preoccupazione per i conti delle finanziarie e delle banche sul presupposto che i rendimenti con il tasso negativo si comprimano troppo, ma in realtà non è così.

Continua a leggere “Ma che succede ai BTP che li vogliono tutti?”

Sta scadendo il tempo, è l’ora di costruire una Faz

Stiamo a un punto di svolta. Il decreto rilancio contiene alcune novità interessanti, ad esempio estende a molte più imprese l’accesso alla liquidità garantita dallo Stato e limita l’istruttoria delle banche ad un controllo “formale” dell’autocertificazione dell’impresa. Qualcosa dovrebbe venirne fuori, anche se è del tutto insufficiente. Il MES e il Recovery Fund si sono rivelati due trappole, come denunciamo da tempo, e oltretutto il RF se arriva lo farà in misura insufficiente e troppo tardi. Qui o si prendono immediatamente misure drastiche immettendo liquidità nel sistema ora, oppure a ottobre, al massimo a novembre viene giù tutto, banche comprese. Il PD ovviamente non lo capisce, e spinge per il MES che è come curare con l’acqua calda un tumore. Ma loro sono servi del potere finanziario, nemmeno delle banche, dove la coscienza della gravità della situazione si sta facendo strada. Ho parlato con alcuni amici dirigenti di banche, che sono fortemente pessimisti. D’altra parte nemmeno l’economia più solida può sostenere la chiusura o il fallimento del 30/40% delle imprese del terziario e per le altre la prospettiva di una riduzione dei ricavi superiore al 50%.

Continua a leggere “Sta scadendo il tempo, è l’ora di costruire una Faz”

Il governo ha adottato una moneta complementare ma non se n’è accorto

La situazione economica del paese è sempre più difficile e le prospettive si fanno oscure e drammatiche. La crisi è troppo profonda per essere affrontata con strumenti ordinari, e di questo ne sono coscienti tutti a partire da un governo che l’ha dichiarato sin dall’inizio, andando però, poi a cercare soluzioni là dove non ci sono alternative di sistema credibili. L’Europa solidale e pronta a intervenire, nonostantene abbia i mezzi, non c’è se non nei sogni o nei desideri. La realtà è un’altra, ovvero che il gruppo finanziario al potere ha stretto le fila e non intende mollare il comando per nessuna ragione.  La conseguenza è che i programmi di intervento di volta in volta sbandierati dai leader europei che ancora ci credono (o fanno finta di crederci) si stanno rivelando o trappole mortifere o comunque del tutto insufficienti per raggiungere lo scopo di restituire agli asfittici paesi del sud Europa i mezzi necessari per affrontare seriamente questa crisi.

Continua a leggere “Il governo ha adottato una moneta complementare ma non se n’è accorto”

MES, Recovery Fund e l’Europa dei Miserabili

Alla fine, la montagna partorì un topolino (Parturient Montes nascetur ridiculus mus), e questo verso di Orazio dall’Ars Poetica riassume perfettamente l’impotenza dell’Europa delle banche in questa situazione di emergenza. Orazio ce l’aveva con i poeti che promettevano mari e monti sui loro scritti futuri e poi se ne uscivano con qualche verso zoppicante (non lo scazonte di Ipponatte!) e noi, più modestamente dati i tempi, ce la dobbiamo vedere con l’Europa della miseria e dei miserabili, che ha frantumato in mille irriconoscibili pezzi il sogno di una grande Europa coltivato dai nostri predecessori. Ma procediamo con ordine.

Continua a leggere “MES, Recovery Fund e l’Europa dei Miserabili”