Il governo degli imbecilli

L’etimologia della parola imbecille è semplice e chiara. Il termine viene dal latino “Imbecillis“, variante del comunissimo “Imbecillus” che significa senza (in) bastone (bacillus), e quindi debole e inabile al movimento. il termine è poi passato a definire coloro che non hanno un appoggio con cui la mente può progredire nel cammino della conoscenza, e in generale, quelli incapaci di ragionamenti che abbiano un minimo … Continua a leggere Il governo degli imbecilli

Prospettive economiche per l’Italia con la guerra in corso

Lasciate perdere le sciocchezze che raccontano i politici nostrani che, pur di servire il loro padrone americano, sono capaci anche di farti credere che possiamo costruire in sei mesi impianti che producono energia dal metano delle latrine pubbliche (gli antichi vespasiani da ripristinare al più presto) e che gli asini volano (su questo, devo dire che non avrebbero tutti i torti, viste le fulminanti carriere di certi asini che “volano” nell’empireo della politica). D’altra parte, li avete votati e ora ve li tenete così come sono, ignoranti, voltagabbana, poltronari, ipocriti e servi del potere finanziario. Per chi vuole riflettere, offro in comunicazione questo report dell’ufficio studi del noto sito di complottisti e “novat-telappesca” (neologismo che propongo per indicare tutti quelli che non la pensano esattamente come il mainstream vorrebbe che (non) pensassero) che si chiama Banca D’Italia. In questo report, fottendosene delle minchiate dei politici, si dice chiaramente che se la guerra finisce domani mattina, la crescita del Pil dell’Italia si attesterebbe quest’anno intorno al 3% (rispetto all’ottimistico 4,2% delle precedenti previsioni), se durasse ancora due o tre mesi, la crescita sarebbe non superiore al 2%, e che se invece la guerra durasse a lungo, si entrerebbe per almeno due anni, in una spirale recessiva per cui il Pil calerebbe di almeno lo 0,5% all’anno. Il tutto per le conseguenze delle sanzioni imposte alla Russia per andarci a fare la guerra per conto degli americani.

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Europa guerra e politica

Non avrei mai pensato che sarei stato tentato dal fare il tifo per la Le Pen nelle elezioni francesi. Ma in questa situazione, dato che il candidato della sinistra Mélenchon non ha alcuna possibilità di venire eletto, temo che l’unica alternativa credibile per il popolo francese sia proprio Marina Le Pen. Macron è il candidato della élite industriale e finanziaria della Francia, mentre la Le … Continua a leggere Europa guerra e politica

Sanzioni, c’è qualcosa che non quadra, forse ci stiamo sanzionando addosso

Secondo i nostri geniali gestori del sistema finanziario, le pesantissime sanzioni prese dai paesi occidentali a carico della Banca Centrale Russa, e dell’intero sistema finanziario della Federazione, avrebbero dovuto portare al default della Russia, alla riduzione del rublo a carta igienica e all’immiserimento dell’economia russa al punto da riportarla a una situazione comparabile a quella che si era verificata subito dopo lo scioglimento dell’URSS. In … Continua a leggere Sanzioni, c’è qualcosa che non quadra, forse ci stiamo sanzionando addosso

Sulle conseguenze economiche della guerra

Si discute molto in questi giorni oscuri delle conseguenze economiche delle sanzioni, sia per la Russia che per i paesi europei e anche, di riflesso per il resto del mondo. C’è una narrazione occidentale che esalta l’efficacia delle sanzioni prese nei confronti della Russia perché si ritiene che l’economia russa ne sarà violentemente condizionata almeno a medio termine. Si rileva anche che, tuttavia, anche i … Continua a leggere Sulle conseguenze economiche della guerra

Della guerra e della pace

La distruzione della ragione Difficile dire qualcosa di ragionevole anche dopo un mese dall’inizio della guerra in un mondo in cui la ragione sembra essersi eclissata. György Lukács nel suo Ontologia dell’essere sociale scrisse che “L’ideologia non è forse mai stata così importante come per l’appunto nell’epoca della deideologizzata manipolazione raffinata degli uomini“. La nuova fisica che univa indissolubilmente soggetto e oggetto in una unità … Continua a leggere Della guerra e della pace

Poteri e vaccini

Ho scritto poco o nulla sulle vicende che vedono una parte consistente e variegata della popolazione del mondo contrapporsi all’obbligo, variamente mascherato, di assumere un vaccino per contrastare l’epidemia di Covid 19 che ci tormenta da un paio di anni. Giusto un articolo sulla Pfizer, nel quale espongo (ma non sono certo stato io a scoprirlo) che si tratta di un’associazione per delinquere più volte condannata a pene o sanzioni molto pesanti dalle Autorità sanitarie americane e di altri paesi del mondo. Ma questo è solo un aspetto della questione e non spiega lo scontro in atto né le sue conseguenze, anche se dà un’indicazione sui alcuni dei suoi presupposti. Ho deciso qui di di esprimere la mia opinione su tutta la vicenda per cercare di capire come andrà a finire e cosa accadrà nei prossimi mesi. La questione è complicata e ha molteplici aspetti da tenere in considerazione e sui quali riflettere. Cercherò di non essere troppo prolisso, ma dico subito che è difficile sintetizzare troppo senza perdere il filo.

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La prevedibile caduta del M5S

La scomparsa del M5S dalla scena politica in questa tornata elettorale era prevedibile e tutto sommato, auspicabile. Per la semplice ragione che il "Movimento" aveva tradito da tempo il progetto originario e i risultati della sua partecipazione alla vita politica locale e nazionale sono stati disastrosamente mediocri. Qual era il progetto originario? L'idea del M5S degli inizi era di rovesciare la società partendo dal basso e la partecipazione alle istituzioni doveva essere un corollario di questa "rivoluzione" e non certo il fulcro centrale dell'azione. Il presupposto era che le istituzioni non sono realmente riformabili e che la società va cambiata in concreto nell'azione sul territorio, coinvolgendo la gente, ormai totalmente disaffezionata alla "politica", nella costruzione di un nuovo soggetto che ricucisse il tessuto sociale lacerato da corruzione, egoismi, poteri, particolarismi, invidie e burocrazie bizantine. La partecipazione alle istituzioni doveva rappresentare il momento del controllo, per impedire che i poteri forti potessero ostacolare il progetto di rivoluzione che doveva scuotere la società civile. Per questa ragione, in parlamento e nelle istituzioni locali, poteva andare chiunque, perché non avrebbe avuto il compito di condurre lì la rivoluzione, ma solo di fare i "cani da guardia" e impedire altre corruzioni, gestioni del potere, lobbysmi, e inciuci che potessero fermare la rivoluzione da fare nella società. 
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Quarantasei anni dopo Saigon, Kabul

Dopo quarantasei anni, a Kabul si sono viste le medesime scene che ci presentò nel 1975 la precipitosa fuga da Saigon degli americani, incalzati dalla irresistibile avanzata dei Vietcong. Non ho alcuna simpatia per il governo dei Talebani, e tanto meno per la loro ideologia e per le loro tradizioni sociali e politiche. Non fosse altro per come trattano le donne, fatto peraltro comune a gran parte del mondo islamico. Ma quando gli americani decisero di attaccare l’Afghanistan, reo di aver ospitato Al Qaeda e Osama Bin Laden che, ricordo, aveva lavorato a lungo con i servizi di sicurezza americani, mi sembrò una scusa bella e buona per fare i cani da guardia del nemico supremo Iran, per mettere una spina nel fianco della nemica Russia, per dare un segnale di forza a tutto il mondo islamico, e per fare qualche affaruccio. Presidente era un Bush, e si sa che i Bush sono petrolieri, che cercavano allora di impadronirsi delle riserve degli stati ex URSS che gravitano intorno all’Afghanistan. Il progetto, che poi era la reale causa della guerra in Afghanistan, consisteva nella costruzione di un gasdotto che portasse il gas del Mar Caspio, direttamente al mare attraverso il Pakistan e l’India e magari anche un oleodotto per sfruttare le enormi riserve di petrolio del Kazakistan.

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Una storia surreale

Mi viene a trovare un amico per annunciarmi la sua candidatura al Primo Municipio di Roma e chiedermi un supporto. La sua idea è di proporre il mio progetto nel Municipio per dare un aiuto alle attività economiche e sostenere iniziative culturali. Mi chiede anche la mia disponibilità a candidarmi o comunque a partecipare a manifestazioni pubbliche a sostegno della sua candidatura. Gli dico che … Continua a leggere Una storia surreale

Pasqua 2021

Nel giorno di Pasqua i cristiani si salutano congratulandosi l'un l'altro e dicendo "Cristo è risorto!", saluto che non fa solo riferimento all'evento che caratterizza il cristianesimo (il sacrificio, l'ultimo sacrificio umano, e la resurrezione della carne), ma soprattutto vuole essere di buon auspicio per il futuro anno, da vivere nella luce della parola di verità di Cristo. Tuttavia, permettetemi di dubitare che Cristo sia davvero risorto quest'anno, così come era rimasto nel Santo Sepolcro per tutto l'anno passato rifiutandosi di uscire a vedere le follie del genere umano che dovrebbe essere composto da suoi compagni, dopo la sua resurrezione. Durante la seconda guerra mondiale, nel Natale del 1943, Federico Tosti, straordinario poeta romanesco, scrisse una poesia dedicata alla nascita di Gesù di cui ricordo i due versi finali: dopo aver visto quello che stava succedendo sulla terra, tra missili, bombe, ammazzamenti e sofferenze inaudite, Gesù: 

“e pe’ fa’ prima prese l’ascensore / e se chiuse tremanno in paradiso!”

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Patologia del potere

Gli americani, che di soldi se ne intendono parecchio, dicono che l’Amministratore Delegato della migliore società quotata al Nasdaq vede a 18 mesi di distanza il proprio fallimento. Già, perché l’innovazione è diventata così veloce che ci vuole davvero poco per essere scavalcati e triturati dalla concorrenza, in una gara al massacro, una corsa ad eliminazione in cui sopravvive solo il più forte finché riesce a mantenersi tale. Insomma, il sistema economico e finanziario segue pedissequamente la legge della jungla, nella quale sopravvive il più forte e il più furbo e gli altri sono destinati a soccombere. Prendete ad esempio, la Pfizer: l’azienda farmaceutica americana ha conseguito nel 2019 un fatturato di 51,75 miliardi di dollari e un utile netto di 16,27 miliardi, pari al 31,4% del fatturato. Difficile fare meglio, ma anche difficile ripetere questa performance. E dato che sono diversi anni che la multinazionale americana del farmaco si colloca a questi livelli, più o meno come la sua consorella Novartis, multinazionale e svizzera di origine, i commerciali della società devono essere particolarmente bravi per riuscire a vendere tutte queste pillole agli abitanti della terra.

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pandemia, vaccini, politica, scienza e superstizione

Non ho mai scritto niente sulle vicende della pandemia e di come viene trattata nel mediatico, dal governo, sui media e sui social, per la banale ragione che mi sembrava più urgente affrontare gli aspetti economici dei provvedimenti del governo italiano e di quelli dei governi di tutto il mondo, che entrare in un vespaio di polemiche per lo più inutili, demagogiche e pretestuose. Ora che è arrivato il primo delle decine di vaccini in costruzione / sperimentazione nel mondo, e visto quello che sta succedendo intorno a questo vaccino, mi è venuta la voglia di dire la mia. Come al solito dirò quello che penso senza curarmi delle conseguenze. Ho sempre fatto così nella mia vita, e per me la cosa più importante è riuscire a guardarmi allo specchio la mattina quando faccio la barba senza avere l’impulso irresistibile di sputarmi in faccia.

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I BUONI PROPOSITI PER IL 2021

Cari amici,

Arrivati a una certa, età il rito di elencare i buoni propositi per il nuovo anno diventa davvero stucchevole. Per me lo è diventato da un bel po’, anche perché ogni anno finisco per ripetere le stesse cose e alla fine diventa difficile credere che possano davvero realizzarsi. Anzi più passa il tempo, più mi rendo conto che le condizioni minime perché certi eventi accadano sono sempre più evanescenti. Mi sto riferendo al progetto Faz, all’idea di riuscire a trasformare questa società facendo una rivoluzione silenziosa, com’era nei propositi dei cinque Stelle prima che si trasformassero in una riedizione comica della peggiore Democrazia Cristiana di provincia. D’altra parte cosa vuoi aspettarti da gente senza cultura, senza esperienza, senza radici, senza ideali, insomma il vuoto totale? L’idea di Beppe Grillo era di mandare in Parlamento gente così, ma non per governare bensì per fare da guardia al Potere e impedire loro i giochi cui sono adusi da decenni. La vera rivoluzione si doveva fare nella società civile, costruendo nuove relazioni, un nuovo modo di fare economia, di vivere i rapporti, insomma gettare le basi per un nuovo patto sociale nel quale il reddito di cittadinanza avesse un ruolo importante se non centrale. Si trattava di aggredire la corruzione diffusa nella società, frutto della mancanza di senso civico che nel nostro paese è endemica per ragioni storiche e politiche, fino a depotenziarla, creando le condizioni nelle quali fosse più conveniente, a livello individuale un comportamento “onesto” rispetto a uno “disonesto”. Difficile, ma non impossibile. E mentre le “istituzioni” incontravano difficoltà crescenti, ostacolate dai “cani da guardia dell’onestà”, nella società civile doveva prendere forma e crescere un nuovo modello di vita sociale che avrebbe costruito il nuovo patto sociale.

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In ricordo di Angelo Quattrocchi, l’ultimo grande anarchico

La rivista “Buduàr” ha dedicato uno spazio a Angelo Quattrocchi, scomparso prematuramente undici anni fa, fondatore e anima pulsante della Malatempora anzi, come dice Paola Biribanti che ha redatto lo splendido articolo su di lui, la casa editrice Malatempora in carne ed ossa. Angelo era anarchico, probabilmente l’ultimo vero anarchico del secolo scorso per il quale la sovversione era il pane quotidiano. Aveva un coraggio … Continua a leggere In ricordo di Angelo Quattrocchi, l’ultimo grande anarchico