Italiani Scrocconi e fannulloni? Tedeschi truffatori e falsari!

La battaglia durissima e senza precedenti che si sta consumando intorno alla nomina di Paolo Savona a Ministro dell’economia, sta assumendo toni intollerabili, con attacchi violenti da parte della stampa italiana, come al solito ricca di falsità, allarmi, valanghe di fango e menzogne,  e recentemente con la discesa sul campo di battaglia delle “sturmtruppen”, anch’esse armate di falsità e menzogne, oltre che di insulti e pregiudizi. Facciamo un po’ di chiarezza.

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Relazioni economiche e forme di governo

La mia relazione al convegno sulle Forme della democrazia organizzato dal Movimento Roosevelt  a Roma l’8 e il 9 aprile 2017

Dalla democrazia nell’economia della scarsità, a forme di autogoverno nell’economia dell’abbondanza.

La democrazia è la forma di governo gestita dal “demos”, termine con il quale oggi indichiamo genericamente il “popolo” ma che nell’antica Grecia aveva una sua specificità ben più articolata e concreta. Questa specificità era l’organizzazione territoriale concreta in cui era divisa la cittadinanza e che era articolata in una pluralità di “demi” che nell’Attica di Clistene raggiunsero il numero di 139 poi saliti a 174 secondo Strabone.

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Uomini e schiavi

Silvano Agosti nello splendido discorso nel filmato qui sopra, fotografa con precisione lo stato della coscienza degli uomini in questo nostro tempo. Gli uomini sono schiavi e sono felici di esserlo. Le generazioni precedenti a questa si erano rese conto di questo fatto ed hanno lottato con forza contro la schiavitù moderna. Questa generazione non lo capisce, non lo sente, ha paura della libertà, ha paura della coscienza. Hanno paura di essere umani. Rifiutano istintivamente ogni discorso di liberazione, perché pensano di essere liberi. Inutile parlare della differenza tra lavoro creativo e lavoro necessario, tra locatio operis e locatio operarum, che pure i latini avevano chiarissima. Non la capiscono, perché non sono in grado di capirla. Sono talmente immersi nella logica del denaro che tutto quello che è gratuito non vale niente o, peggio, nasconde qualche trappola o qualche imbroglio per fare denaro. D’altra parte, se il denaro è il valore assoluto che comprende in sé tutti gli altri, non può che essere così. Gli parli di libertà, di creatività, di coscienza e ti guardano spaventati e impauriti. Preferiscono cullarsi nei caldi e comodi mondi virtuali che i mass media gli propongono, piuttosto che immaginare un mondo in cui essi stessi sono protagonisti.

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Cronache da una società detestabile

preventivo ConTe1La società italiana sta diventando sempre più detestabile. La situazione è talmente incancrenita che non credo ci possano più essere rimedi diversi da un totale azzeramento e ricostruzione. Ma ci vorranno generazioni per farlo. Vorrei fare di queste cronache una specie di rubrica, raccontando le cose più assurde che possono capitare nella vita quotidiana. Il sistema riesce a far diventare difficili se non impossibili persino le cose più semplici, ed ovviamente sempre in danno dei più deboli. Mi rendo conto che non serve a molto, visto che i miei articoli sono letti, al più, da qualche migliaio di persone, mentre il sistema racconta le sue ignobili bugie raggiungendo ogni volta milioni di persone, ma almeno mi sfogo e invito i miei lettori a fare altrettanto, sia nei commenti sia segnalandomi le loro cronache di ingiustizia quotidiana. Il problema è che viviamo in un ambiente in cui la truffa e l’inganno sono considerate delle virtù. Non certo apertamente, perché al contrario,  quando il truffatore si fa scoprire, tutti sono pronti ipocritamente a dargli addosso in nome di non si sa bene quale etica. Ma appena è passata l’ondata di ipocrita indignazione, ricominciano tutti a fare esattamente le stesse cose che hanno appena finito di stigmatizzare così duramente. Sepolcri imbiancati, ipocriti, gente marcia e priva di ogni scrupolo.

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A proposito del cafone collettivo (risposta antirazzista a Blondet)

lombrosoIn un articolo sul suo sito, Maurizio Blondet stigmatizza certe pessime abitudini e pratiche di malagestio del turismo nel mezzogiorno d’Italia e dei meridionali in genere nel resto del paese. L’articolo ha suscitato varie polemiche e commenti che tuttavia, a mio parere colgono poco nel segno. Gli strali contro gli “osco-campani”, anche denominati “osco-fescennini”, sono impietosi. Una certa mentalità un po’ gretta e meschina, rigorosamente individualista che poco si cura del bene comune senza comprendere che in quel bene comune trarrebbe anche maggiore soddisfazione il bene personale, è ben diffusa in tutta la penisola, e la conosciamo bene. Che sia terreno di coltura della camorra e delle varie mafie che si contendono il territorio nazionale è pure noto. E lo sfogo di Blondet è comprensibile, così come l’invettiva. Tuttavia non è affatto condivisibile. A prescindere dal tono anti-meridionalista che pervade tutto  l’articolo, da un intellettuale ci si aspetta altro dal razzismo più o meno manifesto che trasuda dal suo articolo. Capisco che vedere maltrattato il sito di Pompei, che se fosse in Germania sarebbe in testa alle classifiche mondiali dei siti archeologici visitati da turisti e studiosi, così come l’emblematica “sparizione” dei carrelli per i bagagli, finiti nelle mani di un racket pseudomafioso all’aeroporto di Orio al Serio, fanno rivoltare le budella, ma un intellettuale deve sempre ragionare sulle cause e non sugli effetti. Altrimenti si finisce per fare del razzismo gratuito, e di tutto abbiamo bisogno tranne che di questo. E soprattutto non si capiscono le cause di questi comportamenti e non se ne possono trovare i rimedi. Quindi nessuna polemica sul razzismo di Blondet, ma ragionamenti sulle cause. Altrimenti non ne usciamo mai vivi.

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Il voto in Grecia

Athena_GiustinianiConfesso che avevo molti timori sul voto in Grecia. Spiegare alla gente che il vero nemico – al di là degli schieramenti politici che sono un teatrino mediatico ma in pochi lo sanno – è il potere finanziario non è facile per niente. Da una parte c’era Tsipras, giovane, forte e coraggioso, ma sempre un’incognita per chi ragiona sui propri risparmi o sul proprio stipendio, e dall’altra la Troika, cattivi, duri, spietati ma che hanno i soldi, e quando si tratta di soldi la gente è disposta a tutto. E una cosa sono le dichiarazioni di principio e quelle ai sondaggi, altra cosa è quello che si fa nell’urna. Insomma, temevo che la paura prendesse il sopravvento.

E invece i Greci hanno dimostrato che sono un popolo coraggioso e che ragiona. E che se ne frega degli schieramenti politici ed ha capito benissimo dove sta il nemico, appunto nella finanza e nell’assurdità di questo sistema economico. E non è stata una vittoria risicata all’ultimo voto, come i media nostrani sostenevano e che, ormai l’abbiamo capito bene, sono servi del potere finanziario più di ogni altro, ma di un vero e proprio trionfo con oltre il 61% dei voti. Anzi per la verità qui si diceva che il Sì avrebbe trionfato con una grande margine di consensi, giusto per far capire quanta sensibilità politica e giornalistica ci sia nel nostro disgraziatissimo paese. Ora cominceranno qui i pompieri a gettare acqua sul fuoco e dire che il voto non conta, che la Grecia non può fare a meno dell’Europa, che dovremo fare sacrifici per sostenere i Greci, eccetera eccetera.

In Italia, dove gli esercizi di ipocrisia e di servilismo sono all’ordine del giorno, il potere finanziario è intoccabile. Basta leggere i commenti e le prese di posizione della nostra stampa per capirlo ma anche di certi intellettuali. Per esempio, la proposta dei CCF di Stefano Sylos Labini ed altri economisti, che non è la panacea di tutti i mali, ma è una proposta che si può attuare subito e che darebbe un qualche impulso all’economia, viene clamorosamente fraintesa da economisti “di sinistra” e deliberatamente ignorata dai media. Non è una sorpresa, qui i servi fanno quadrato intorno al loro padrone. E se provi a parlare di alternative economiche gli italiani ti guardano stupiti come se fossi un marziano. Non dico della Faz, che qualche complicazione ce l’ha, ma dei CCF, appunto. Quando si tratta di soldi diventano tutti conservatori e pensano al proprio portafoglio. In Grecia no, i Greci sono un popolo libero e se ne fregano che Syiriza è alleata ad Alba dorata in questa battaglia. Perché è chiaro che il nemico è il potere finanziario, almeno a loro e che chiunque lo combatta è benvenuto. Poi ci si dividerà di nuovo, poiché certe posizioni e certe mentalità sono incompatibili, ma qui si tratta di salvare l’umanità dal disastro economico e dall’usura. I greci l’hanno capito, in Italia non lo capisce nessuno o fanno finta di non capirlo. Qui sono servi, in Grecia sono liberi. Onore ai Greci.

A proposito degli eventi del primo maggio, riflessioni su giustizia, verità e movimento.

ipocrisia dei media Quattordici anni fa ho scritto queste riflessioni sulla giustizia, sulla verità e sul movimento. Era il 2001 ed avevo ancora nel naso l’odore acre dei lacrimogeni generosamente lanciati sulla scogliera di Genova, dove ci eravamo rifugiati, e in bocca il sapore amaro della  decisione di lasciare l’attività di avvocato. Avevo la sensazione di entrare in un mondo inesplorato, difficile da capire, difficile anche orientarsi.  Qualche tempo dopo, inserii questo brano nel libro “Un’altra moneta”, poiché mi sembrava doveroso invitare a riflettere sul tema del potere e delle sue ancelle, appunto la “Verità” e la “Giustizia”. Ma stavo mettendo in discussione i capisaldi stessi della società in cui viviamo, quei capisaldi ai quali tutti, ipocritamente, chi più chi meno, chi scientemente ipocrita, chi senza rendersene conto, fanno riferimento quando parlano della loro società ideale. Appunto, una società ideale, ovvero figlia di ideologie che dovremmo eliminare definitivamente dal nostro orizzonte. Stavo anche rovesciando le basi stesse della cultura sulla quale mi ero formato che mette la ricerca della verità ed il perseguimento della giustizia sul punto più alto della sua etica. Ma era necessario farlo.

Come spesso succede, quando si scrivono cose che appaiono enormi, su questo brano è calato un imbarazzato silenzio. So che in molti mi attaccheranno, soprattutto perché non lo capiranno. La verità e la giustizia sono gli obiettivi di tutte le azioni politiche, sociali, individuali, collettive. Nel libro che sto scrivendo sull’economia dell’abbondanza ne parlerò in modo più approfondito. Ora mi sembra il caso di riproporlo così come l’ho scritto, per provare a rilanciare la discussione a margine delle riflessioni, spesso superficiali e ipocrite che ho letto sugli eventi del primo maggio.

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Sul Reddito di Cittadinanza, un nuovo patto sociale e la Faz

cropped-cropped-cropped-faz1551.pngC’è una grande confusione sotto il cielo a proposito del Reddito di Cittadinanza. Secondo Confucio sarebbe un indice molto positivo, poiché più confusione c’è e più si parla dell’argomento e questo entra nella coscienza della gente. Bisogna essere molto ottimisti, e continuare a fare chiarezza. L’argomento è decisivo, soprattutto in un momento come questo nel quale in tutto il mondo i rumori della guerra sovrastano le voci della ragione.  È comprensibile, il sistema economico non riesce a risolvere nessun problema e nelle società emergono tensioni sempre più forti verso la rottura del patto sociale. La guerra è la risposta tradizionale alle tensioni, brucia le energie, genera nuovi guadagni, toglie di mezzo coloro che vogliono cambiare il sistema, semplifica la lotta sociale. Tuttavia dobbiamo provare ad immaginare e realizzare un mondo diverso, soprattutto ora che queste idee, anche nella confusione generale, hanno cominciato a camminare nelle coscienze con grande velocità.

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Uscire dall’euro e dall’Europa? Il ritorno dei nazionalismi

euro4Da qualche tempo le critiche all’euro sono diventate di moda, e da più parti si levano voci che reclamano un’immediata uscita dalla camicia di forza della moneta unica, con il coro di altre voci che reclamano anche l’uscita dell’Italia dalla UE. La cosa preoccupante è che si tratta per lo più di voci che provengono da ambienti che fino a qualche giorno fa difendevano a spada tratta non solo l’Unione Europea ma anche l’Euro, e che cercavano di ridicolizzare ogni tentativo di avanzare critiche serie al trattato di Maastricht ed agli accordi che l’hanno seguito. Gli stessi parlamentari che hanno votato all’umanità l’adesione al trattato di Lisbona, la costituzione dell’Eurogendfor,  e tutte le altre leggi che, come sottolinea giustamente Barnard nel suo articolo, nessuno ci ha mai chiesto di votare. D’altra parte, non sarebbe stato necessario, visto il coro unanime della politica, dei giornali, delle televisioni e persino dei sondaggi. Per la verità, il trattato di Lisbona è stato pensato e scritto in modo deliberatamente oscuro e incomprensibile, proprio per evitare che a qualcuno venisse in mente di chiedere una consultazione popolare su di esso, ma dubito francamente che se pure fosse stata organizzata, in Italia un qualsiasi referendum sull’Europa avrebbe avuto un esito diverso dal consenso pressoché cieco e unanime che è stato espresso dal Parlamento in entrambi i suoi rami. Il grafico qui a fianco esprime chiaramente questa situazione. Nel 2002 la fiducia nell’Unione Europea era ai massimi livelli. Ora la situazione è praticamente invertita, la fiducia nell’Unione ha raggiunto il livello che aveva la sfiducia dodici anni fa. In Italia c’è un problema culturale enorme, la gente non sa, non capisce, non si informa, non legge, non discute se non quando è proprio costretta a farlo. E anche allora, preferisce gli slogan, le parole d’ordine semplici, le soluzioni apparenti, le prese di posizione preconcette e che fanno leva sugli impulsi deteriori e banali. La riflessione, il ragionamento, la discussione anche accesa, ma leale e franca tra posizioni contrapposte non fa parte del nostro DNA. Come ha efficacemente detto Gino Strada l’altra sera a Servizio Pubblico, discutere con certa gente è come discutere con l’aspirapolvere.

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Lettera aperta a Paolo Barnard

Leggo sul blog di Paolo Barnard queste “considerazioni” a proposito di Warren Mosler e, incidentalmente, dei texani che ne hanno sostenuto in un primo tempo le teorie e dei gruppi MMT e poi MEMMT che lui stesso ha creato. Sulla MMT, o meglio sulle teorie di Mosler ho già scritto le mie considerazioni in questo articolo dell’anno scorso. Sulla scoperta dei texani e dello strumento unico della Rivoluzione ho scritto tre anni fa in quest’altro articolo. Questo primo articolo era parecchio polemico, contrariamente alle mie abitudini, ma credo fosse inevitabile. In un certo senso anticipava quello che è successo. Ora che Paolo Barnard è rimasto da solo, tradito sia dai cow boys texani che dal trader Warren Mosler, abbandonati dagli stessi gruppi MMT che aveva creato in tutta Italia e infine buttato fuori dalla Gabbia di Paragone, per la stessa ragione di fondo, ovvero che il potere e i suoi uomini fanno sempre schifo, dovunque li metti, mi sembra giusto scrivergli. Forse, con la testa sgombra dalle lucciole della MMT sarà in condizioni di ragionare.

Caro Paolo, mi dispiace. Anche se in qualche modo te l’avevo detto, comunque mi dispiace. Non me ne frega niente degli insulti che hai elargito a me (a quanto mi hanno riferito) ed a tutti quelli che in Italia, fuori dal pensiero mainstream, hanno cercato di dare un senso alla critica al sistema finanziario ed economico. Spesso scrivendo sciocchezze o banalità, ma almeno ci hanno provato in buona fede e non meritavano di essere buttati tutti nel cesso come hai fatto. Non c’era bisogno di andare in Texas per scoprire comunismo sovietico, bastava farne oggetto di una riflessione meno viscerale e più razionale.

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La guerra in Ucraina e la democrazia

russi e ucrainiDopo la rivoluzione di  Maidan, che ha cacciato il governo del corrotto Victor Yanukovych, che a sua volta aveva cacciato il governo della corrotta Julia Tymoshenko,  in Ucraina tira aria di guerra. I media occidentali, dopo aver inneggiato al trionfo della democrazia per la cacciata di Yanukovych, adesso gridano all’invasione e mostrano ragazze ucraine che agitano foto di Putin travestito da Hitler. Ora, finché queste favole le raccontano i medi americani, la cosa potrebbe anche avere un senso. In fondo, il Maccartismo negli USA non è mai morto, e pure se tutto si può dire di Putin tranne che è comunista, la Russia si terrà questa nomea almeno per i prossimi quattrocento anni, e persino se restaurassero la dinastia dei Romanov! Gli americani sono molto più ottusi di Berlusconi, quando addita i comunisti in Italia (A proposito, ne conoscete qualcuno? No Vauro no, grazie…).

Mettiamo un po’ di ordine nelle vicende drammatiche di queste ore, che rischiano di riportare la guerra in Europa centrale a poca distanza da noi, come accadde con la guerra di Jugoslavia, che finì in un bagno di sangue e nella frantumazione del paese. Questo è ciò che rischia anche l’Ucraina, vista la situazione e la composizione etnica del suo vasto territorio.

Dico subito che quella del popolo che scende in piazza per la democrazia e contro il dittatore e si fa ammazzare per l’Europa Unita è una favola per gonzi americani. A quanto pare, anche noi Europei dobbiamo aver assunto la stessa faccia da gonzi, forse a forza di mangiare schifezze da McDonald’s, perché ce la propinano anche a noi e in molti ci credono pure. Appunto mettiamo un po’ di ordine e cerchiamo di capire che sta succedendo.

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Il non-incontro tra Grillo e Renzi e il programma di governo

Come molti italiani e, immagino, buona parte dei miei lettori, ho seguito lo streaming dell’incontro tra la delegazione del M5S guidata da Beppe Grillo e il Premier incaricato Matteo Renzi. L’unica cosa corretta che ho sentito nei commenti successivi è stata che si è trattato in realtà di un non-incontro. D’altra parte, vista la distanza che c’è tra le parti, era difficile pensare che potesse andare diversamente. Tuttavia, i dieci minuti di meta-colloquio, sono stati divertenti e i due, che hanno innato il senso dello spettacolo, sono riusciti a tirarne su uno anche in un tempo così fugace.

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Ma che schifo!

pubblicità su windSulla pagina della mia email di Wind è capitata questa pubblicità che, in varie forme, è da qualche tempo ricorrente. Il giovane felice e contento che sta in barca a godersi la vita perché scommette quattrini in quella lotteria che è il Forex e vince, e da lì, scrive alla sua insegnante alle superiori per dirle che guadagna quattro volte quello che guadagna lei.

A me fa veramente senso questa roba e a voi? Possibile che debbano essere questi i modelli di vita e di lavoro da perseguire? Giocare alla lotteria e sperare di vincere? Per poi guadagnare multipli di quello che si prende facendo il lavoro più bello e più utile al mondo, insegnare cultura alle nuove generazioni? Già è poco tollerabile che un lavoratore dell’arte pedatoria o uno degli altri gladiatori che frequentano le pedane e i campi da gioco con successo guadagnino consistenti multipli di qualunque altra attività nel mondo civile diversa dalle truffe della finanza e dalle ruberie della politica. Ma almeno gli eroi della pedata al pallone sono pochi e per uno che guadagna milioni ce ne sono centinaia di migliaia che lo fanno per divertimento e per sport.

Ma qui si tratta di un modello di massa, la stessa pubblicità dice che chiunque può raggiungere quei risultati. Ovviamente non dice che la maggior parte perde i soldi che scommette. Non è il caso di prenderli a schiaffi a due a due finché non diventano dispari?

Ancora su Wikipedia e i servi sciocchi

Su Wikipedia italiana e sui garzoni di bottega del sistema che controllano quello che si dice sull’economia per scongiurare che qualcuno possa dire cose appena diverse dal pensiero dominante ho già scritto due articoli un anno e mezzo fa, uno qui e un altro a questo link. Poi mi sono disinteressato alle vicende di questi signori.

Ieri sera, invece, ho scoperto per caso che su Wikipedia c’è una voce in cui mi si cita ripetutamente con coro di insulti e diffamazioni, come è d’abitudine per i servetti del sistema che controllano la redazione delle voci italiane.

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