Auguri e buoni propositi per il 2023

Auguri a tutti per il Nuovo Anno, con l’espressione tipica degli antichi romani che brindavano ad Anna Perenna, la dea che portava il nuovo anno nelle società gilaniche. Ceteris (dies) (dedicabuntur) Annae Perennae, come ci ricorda Ovidio nei Fasti per la festa delle Idi di Marzo, quando prima di partire per la guerra, i legionari andavano a Villa Glori a portare un voto alla Dea e poi si imboscavano dentro una fratta con la loro donna per brindare e fare l’amore tutta la notte. Non erano molti quelli che avevano una donna, allora, e Ovidio riferisce che erano considerati molto fortunati gli uomini che potevano fare questo rito che risale a un’epoca antecedente il ratto delle Sabine, perché poi le donne ce l’avevano più o meno tutti. Perciò, se siete cosi fortunati da avere il vostro amore con voi, andate all’altare di Anna Perenna (sta dietro Piazza Euclide a Roma, l’hanno trovato una ventina di anni fa scavando per fare un garage sotterraneo), dedicatele la vostra statuina di buon augurio e cercatevi una fratta dove fare l’amore e bere il vino che porta all’oblio, che del domani non v’è certezza alcuna, come ci ricorda Lorenzo il Magnifico.

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Corruzioni mondiali

Poco dopo essere stata lanciata e fatta esplodere con grande fragore, la bomba della corruzione mondiale dei qatarioti si sta rivelando sempre più un boomerang. Per la banale ragione che qualcuno si è posto l’ovvia domanda per quale ragione i qatarioti avrebbero dovuto corrompere con “sacchi di banconote” la Kaili, che nei vertici dell’Unione Europea conta poco o nulla, quando quello che volevano l’avevano già ottenuto da tempo. L’obiezione è stata sollevata dalla difesa della Kaili che ha detto in sostanza, che i soldi trovati nella sua casa appartengono al compagno e padre della sua bambina di due anni, e che non hanno niente a che vedere con il Qatar ma semmai con l’attività di lui con le ONG con cui traffica. L’obiezione è assolutamente ragionevole, l’Unione Europea ha deciso sin dal 2019 che stringere rapporti con il Qatar fosse vantaggioso, era stato aperto un ufficio dell’Unione proprio a Doha, erano stati stretti rapporti di collaborazione e di scambi commerciali che sono andati a vantaggio di diverse imprese europee, di cui alcune impegnate nella realizzazione delle opere per lo svolgimento dei mondiali di calcio. La Kaili, solo recentemente, era stata nominata rappresentate dell’Unione per i paesi del Golfo, e il suo compito era di rappresentare e seguire la linea politica assunta dall’Unione Europea con pochissimo se non inesistente margine di autonomia. Oltretutto, la guerra in Ucraina ha reso ancor di più importante una relazione con il Qatar per via della necessità di trovare gas da ogni parte del mondo e, com’è noto, il Qatar lievita su una enorme bolla di gas oltre a galleggiare su un mare di petrolio.

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C’era una volta la destra sedicente anti imperialista…

Ieri sera ho visto su Rai 1 dal computer (che la televisione l’ho buttata una trentina di anni fa), la partita tra la Francia e il Marocco. Confesserò che facevo il tifo per il Marocco, sostenuto dall’intero popolo arabo in una partita che aveva una forte valenza di riscatto dall’imperialismo coloniale degli occidentali. E invece è stata una partita di calcio, bella nello svolgimento, con la squadra marocchina che si è battuta con una grande prestazione, e quella francese che alla fine ha vinto 2-0 sia per il valore superiore dei suoi giocatori, che hanno sfruttato al meglio le occasioni che hanno avuto, sia per un po’ di fortuna, entrambi i goal sono stati favoriti da deviazioni fortuite che hanno messo il giocatore francese in condizione di battere a rete con relativa facilità. C’è da aggiungere che la squadra francese è tale solo di nome, visto che ben 13 dei suoi giocatori sono originari dell’Africa, e anche questo sta a indicare che anche sul piano calcistico l’Africa e il cosiddetto terzo mondo sta studiando per battersi alla pari con i ricchi e viziati europei che lo sport non lo fanno più e prendono a mani basse giocatori dall’Africa, dal Sud America e dall’Oriente.

Direte, ma che c’entra la semifinale del mondiale con il titolo? C’entra perché dopo la partita e una infinita serie di inutili chiacchiere, è andato in onda il programma Porta a Porta che annunciava rivelazioni sul “Qatar gate” e considerazioni sulla manovra finanziaria del governo Meloni. Hanno cominciato con questo, mandando in onda anche le dichiarazioni in Parlamento della Primo Ministro Meloni che, a proposito della politica economica del nostro paese ha dichiarato espressamente che l’Italia intende proporsi come hub dell’energia per tutta l’Europa. Se non ci fosse da piangere ci sarebbe da mettersi a ridere a crepapelle per almeno un paio di giorni, vista la situazione catastrofica delle forniture di energia che è seguita alle demenziali politiche dell’Unione Europea.

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Un evento epocale

Nel silenzio assordante dei nostri media si è svolto in questi giorni un evento che è destinato a cambiare la storia del mondo e modificare profondamente gli equilibri di potere nel pianeta. Il vertice a Riyad tra il Presidente della Cina Xi Jinping e i leader dei ventidue paesi della Lega Araba, capitanati dal principe ereditario saudita Mohammad bin Salman, durato quattro giorni, ha portato oltre a una serie di accordi commerciali per diverse decine di miliardi, soprattutto l’intesa di trattare il petrolio e le altre commodities dell’interscambio tra la Cina e il mondo arabo, non più in dollari ma in Yuan, la moneta cinese. In attesa che venga definito un nuovo accordo di interscambio tra le nazioni del Brics, cui i paesi arabi hanno chiesto di partecipare, e una nuova struttura del potere finanziario, con la creazione di un Fondo Monetario separato da quello anglosassone e di una Banca mondiale che si rivolga con spirito non rapinoso ai paesi terzi del mondo, accordo che nei voti dei partecipanti dovrà creare una moneta di interscambio diversa dal dollaro, cinesi e arabi hanno dato un colpo violento e forse mortale al petroldollaro.

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Once upon a time…

C’era una volta il New York Times, un giornale indipendente, che controllava tutte le notizie prima di pubblicarle, che sbugiardava corrotti, falsari e finti democratici. Una volta, perché l’articolo di cui vedete riportato il contenuto sulla prima pagina del Corriere italiano, che ormai è un’accozzaglia di servi stupidamente lecchini e completamente decerebrati, è l’emblema di quanto si possa divenire stupidi pur di servire il padrone. L’articolo del Corriere si riferisce a una “inchiesta” (tra virgolette perché una volta le inchieste erano roba seria), del NY Times Magazine, dal titolo “The untold story of Russiagate and the road to Ukraine“, comparsa sul settimanale della ex prestigiosa editrice americana la scorsa settimana. Bene, e che dice questa inchiesta? Che il Russiagate per le elezioni del 2016, aveva un lato rimasto nascosto che ora il NY Times porta alla luce con le sue sconvolgenti scoperte.

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FUORI L’ITALIA DALLA GUERRA

Ho aderito a questa campagna di mobilitazione per tenere l’Italia fuori dalla guerra. Il primo gesto è firmare la petizione, che non ha alcun colore né insegne di partiti. E’ un grido contro la guerra e contro tutte le guerre, e ha l’obiettivo di raggiungere 100.000 firme per diffondere la coscienza del pericolo che sta correndo l’Europa e l’Italia partecipando alle operazioni di guerra in … Continua a leggere FUORI L’ITALIA DALLA GUERRA

Governo o no?

Alla tenera età di 86 anni, e con la montagna di soldi e di potere stratificato sulla quale sta assiso, Berlusconi ha il diritto di dire quello che pensa e che vuole sulla politica italiana e pretendere che il governo al quale dovrebbe partecipare abbia certe posizioni in politica estera. L’appiattimento della Meloni sulle posizioni dei neocons americani gli risulta particolarmente indigesto e, da politico navigato qual è, si rende conto che risulta indigesto anche alla maggioranza degli italiani.

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Dell’ipocrisia

L’ipocrisia era l’unico peccato che Gesù non poteva sopportare. “Tutti i peccati vi saranno perdonati, tranne quelli contro lo Spirito Santo” (Marco 3, 28-30) e l’ipocrisia è il peccato dei peccati. Perché l’ipocrita non si pente, non si mette davanti a Dio a dire a sé stesso, quello di cui accuso gli altri io stesso l’ho fatto, non riesce a concepire un momento di verità, … Continua a leggere Dell’ipocrisia

Rubrichetta delle corbellerie dei media

Questa non fa parte delle usuali falsificazioni che ci regalano i media nostrani, e non si tratta di un media di grande diffusione, ma Google news te la propina come se niente fosse e merita comunque attenzione. La definirei amore per l’ossimoro. E’ indicativa del livello di disattenzione generale, e del completo abbandono della logica pur di attirare l’attenzione. Ma come si fa a chiedersi … Continua a leggere Rubrichetta delle corbellerie dei media

Relazioni economiche e forme di governo

Dalla democrazia nell’economia della scarsità, a forme di autogoverno nell’economia dell’abbondanza.

[questo breve saggio è una relazione che feci al Convegno dell’aprile 2017 tenuto dal Movimento Roosevelt sulle forme della democrazia. Riassume e introduce gli argomenti che sto cercando di trattare nel mio libro ancora in scrittura da diversi anni, sull’economia dell’abbondanza. Lo riporto qui perché a mio avviso è essenziale per cercare di capire cosa sta realmente succedendo in questo momento, Il momento è gravissimo e denso di incognite, ma allo stesso tempo, ricco di potenzialità per una radicale trasformazione delle società umane e per la loro liberazione. L’alternativa è tra la distruzione e la liberazione. Sta a noi scegliere.]

pozzo di thorLa democrazia è la forma di governo gestita dal “demos”, termine con il quale oggi indichiamo genericamente il “popolo” ma che nell’antica Grecia aveva una sua specificità ben più articolata e concreta. Questa specificità era l’organizzazione territoriale concreta in cui era divisa la cittadinanza e che era articolata in una pluralità di “demi” che nell’Attica di Clistene raggiunsero il numero di 139 poi saliti a 174 secondo Strabone.

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Rubrichetta sulle fake news – breve riassunto delle corbellerie precedenti

Una summa delle corbellerie sparate dalla sedicente stampa nostrana e che ci è toccato sorbire nei mesi scorsi, è riassunta efficacemente da Alberto Scotti in questo suo breve intervento sul sito di Giorgio Bianchi, e che riporto integralmente: “I russi si sono fatti saltare il ponte da soli, Putin è sceso con la chiave inglese e ha svitato il tappo del gasdotto, la nonnina ucraina … Continua a leggere Rubrichetta sulle fake news – breve riassunto delle corbellerie precedenti

Rubrichetta (quasi) quotidiana sulla malafede dei media

Sui media italiani e, forse peggio, su quelli di tutto il mondo occidentale, ogni giorno si leggono titoli e notizie che falsano completamente la realtà e la visione degli eventi. Insomma, pura malafede. Ho deciso di prenderne una al giorno (o quasi, dipende dal mio poco tempo), e mostrarvela. Il titolo del Corriere della Sera online di oggi è emblematico di questa malafede nel raccontare … Continua a leggere Rubrichetta (quasi) quotidiana sulla malafede dei media

Elezioni 2022

Mi rendo conto di non aver scritto nulla su queste elezioni, dando tutto per scontato, ma forse non lo è affatto. A me il gioco che è stato imbastito appare chiaro e adesso lo descrivo rapidamente. La guerra e le sciagurate decisioni politiche dell’Europa stanno precipitando l’Unione in una recessione che durerà a lungo e che sarà molto dolorosa per tutte le fasce sociali.

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L’errore fatale del potere

Ci sono momenti nella storia in cui gli uomini al potere commettono degli errori tattici che si rivelano a posteriori essere tragici errori strategici. In genere questo accade quando il potere è più forte e dominante, e la causa è spesso l’arroganza, la presunzione e la superficialità degli uomini di potere. Un esempio classico è quello commesso da Augusto quando affidò a Publio Quintilio Varo le province germaniche appena conquistate e presuntuosamente ritenute già pacificamente romane. Varo era un burocrate che sapeva poco o nulla di guerra e tanto meno dei Germani e dei Cherusci, la tribù alla quale apparteneva Arminio. Si fidò completamente di lui allontanando gli ufficiali romani che cercarono di metterlo in guardia, e finì nella trappola di Teutoburgo nella quale perì insieme a due legioni e alle speranze romane di una rapida espansione nell’est europeo. L’errore tattico fu fatale per le mire espansionistiche romane, e si trasformò in un limite strategico, poiché da quel momento il fiume Reno rappresentò il limite invalicabile all’espansione romana ad est.

Quel limite all’espansione territoriale segnò anche l’inizio del declino dell’impero, la cui economia si fondava essenzialmente sulla tratta degli schiavi che rappresentavano il motore dell’economia romana e consentivano agli imperatori di tenere bassa la pressione fiscale interna e alimentare le legioni con nuova linfa vitale. Commentando le imprese di Giulio Cesare in Gallia notai che durante i nove anni di campagne militari, la resa di gran lunga maggiore fu la vendita del milione circa di schiavi che Cesare mandò a Roma, e che rappresentò i nove decimi di tutti i ricavi delle sue campagne in Gallia. Il rimanente, era costituito dai tributi che tutte le tribù della Gallia furono costrette a mandare a Roma durante lo stesso periodo.

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Il Price cap e le facce di tolla

Questa storia del “price cap” sul prezzo del petrolio e del gas è davvero surreale. Le continue menzogne sulla guerra in Ucraina hanno ampiamente dimostrato che i nostri governanti, sia in Italia che in Europa, hanno la faccia come il culo, ma le loro dichiarazioni e le cose che intendono fare per cercare di alleviare (almeno così dicono), il peso del costo dell’energia sulle popolazioni, sono davvero incredibili. Ovviamente per chi conosce un pochino come stanno le cose e di cosa stiamo parlando. Perché quelle facce da culo al governo e le loro immagini speculari sui media, raccontano tutta un’altra storia, del tutto falsa, evidentemente falsa, l’ennesima sfrontata e insopportabile bugia.

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