Critica della Modern Monetary Theory

 

Ho già scritto un paio di anni fa su questo argomento prendendo spunto dalla pubblicazione dell’opuscolo di Paolo Barnard sulla teoria che egli propugna in Italia. In quell’articolo c’erano diversi cenni di critica verso la teoria per quello che se ne capiva dagli scritti di Barnard. Mi riservavo di scrivere un articolo completo appena possibile, ed ora credo sia arrivato il momento di farlo.

 

La MMT è una teoria sostanzialmente “cartalista”. Sostiene, invero, che la moneta acquisti valore perché emessa dallo Stato e non per il suo valore intrinseco, come per la moneta metallica o per le riserve a fronte delle quali sono emesse le banconote. I principali sostenitori della teoria fanno capo all’università del Missouri Kansas City e sono Randall Wray, Stephanie Kelton, William Black, Michael Hudson oltre a Warren Mosler, fondatore del Centro per la Piena Occupazione e la Stabilità del Prezzi presso la stessa Università che ne è il principale ideatore.

Il fondamento della teoria è che lo Stato può emettere tutta la moneta necessaria per raggiungere la piena occupazione e per la spesa pubblica. Uno Stato sovrano non può fallire, appunto perché può sempre pagare i titoli di debito che ha emesso. Non ci sono quindi limiti razionali al deficit né al debito che, in un’organizzazione del genere, si risolve in un mero artificio contabile. La tassazione non ha lo scopo di generare le risorse per la spesa pubblica, ma di controllare la quantità di moneta emessa: lo Stato aumenta le tasse se l’economia si espande troppo e le abbassa quando l’economia ristagna. Com’è dimostrato dal Giappone, il livello del debito non rappresenta un problema, anzi esso rappresenta la ricchezza dei cittadini quando, come in Giappone, è detenuto in gran parte dagli stessi cittadini.

Il programma di piena occupazione viene perseguito dallo Stato generando attività lavorative per tutte le categorie di persone che non trovano o hanno perduto l’occupazione nel settore privato. In questo modo, il livello dei salari, che deve essere sufficiente per garantire una vita dignitosa al lavoratore ed alla sua famiglia, determina un minimo anche nel settore privato, poiché nessuno lavorerebbe nell’industria privata per un salario inferiore a quello garantito dallo Stato. Il denaro entra in circuito prevalentemente perché creato dallo Stato, tuttavia questo non comporta l’eliminazione del denaro di debito della M2 poiché le banche continueranno a svolgere le loro funzioni anche se i privati avranno meno interesse a rivolgersi al mercato privato. L’emissione di titolo del debito pubblico, che sarà ridenominato debito di Stato, sarà facoltativa, visto che lo Stato può creare tutta la moneta che vuole.

 Questo il sistema nelle sue linee generali. La prima critica che viene mossa a questo sistema è che esso genererebbe una crescente inflazione, ma gli MMT replicano dicendo che la moneta creata dallo Stato per alimentare spesa pubblica e occupazione non può generare inflazione ma ricchezza, poiché si tratta di spese produttive.

Su questo punto ho molti dubbi.

  1. Non è affatto vero che la spesa pubblica sia sempre produttiva, anzi è spesso verificato il contrario. Nella storia, la spesa pubblica effettuata dagli Stati comunisti dell’URSS e paesi satelliti ha generato grandi benefici quando è stata indirizzata verso investimenti produttivi o settori di cui era nota la redditività ed il ritorno in termini di beni, ma ha causato sfracelli nel conti pubblici e nell’economia privata quando la spesa è stata indirizzata verso investimenti scelti secondo una logica politica. Michele Boldrin, che insegna economia alla Washington University di Saint Louis, sostiene che non c’era bisogno di inventare la MMT, bastava prendere il socialismo che esiste da secoli per avere gli stessi effetti.

  1. La MMT presuppone un forte dirigismo centralista dello Stato. Questi emette la moneta, la introduce nel sistema finanziando investimenti produttivi e garantendo la Piena Occupazione. Ciò comporta una enorme burocrazia che si occupi sia di ideare e realizzare gli investimenti produttivi, sia di creare i posti di lavoro per garantire la Piena Occupazione. Con la conseguenza che i criteri per queste due attività, che occuperebbero parte consistente del PIL, avrebbero due possibili indirizzi strategici, o quello politico, o quello burocratico, come è amaramente accaduto proprio nei paesi di socialismo reale.

 Entrambe queste opzioni sono deleterie.

    1. Per l’indirizzo politico basti ricordare che in tutto il mondo il “divorzio” tra Tesoro e Banca Centrale, ovvero l’autonomia di questa nelle decisioni di politica finanziaria, fu dovuto alla insostenibilità delle pressioni delle lobbies politiche sui conti pubblici ed alla necessità di avere una gestione tecnica della politica monetaria. Che poi questa separazione abbia creato altri problemi, è un’altra questione, ma è falso che la sottomissione delle politiche monetarie alle decisioni del Governo sia la panacea di tutti i mali, anzi.

    2. Per l’indirizzo burocratico, ricordo quello che John K. Galbraith racconta in “Money” a proposito del successo dell’economia dell’URSS. Dopo il primo piano quinquennale che effettivamente ebbe un grande successo, i burocrati si trovarono di fronte al compito i fare il secondo piano, e per non sbagliare, visto che gli errori si pagavano con la vita o con l’esilio in Siberia, molti decisero di fare esattamente le stesse cose che avevano avuto tanto successo con il primo piano quinquennale, con conseguenze ovviamente disastrose.

  1. Siamo d’accordo sul fatto che la moneta debba essere emessa per finanziare investimenti produttivi, e questo è un punto essenziale del progetto Faz, ma il punto nodale è che la decisione sugli investimenti deve essere degli imprenditori e non dello Stato, e che il ruolo di questo è limitato alla spesa pubblica in quanto necessaria, e in misura proporzionale agli investimenti nel loro complesso, e non ad libitum. Il meccanismo di finanziamento degli investimenti deve essere il più possibile automatico: le imprese ricevono i finanziamenti che chiedono in base al merito creditizio ed alla capacità di restituzione, e non in base alle decisioni della burocrazia o della politica, che comportano spesso corruzione o favoritismi clientelari. La valutazione della redditività della spesa pubblica deve essere fatta a posteriori, in base al moltiplicatore keynesiano, ed in funzione del tempo occorrente perché questa spesa dispieghi i suoi effetti nell’economia. In questo senso, gli effetti della spesa pubblica produttiva, sono in genere molto più lenti di quella privata ed hanno un tempo di obsolescenza più lungo. Di questo si dovrà tenere conto nello stabilire il tasso negativo per quelle emissioni, che concorrerà a formare il tasso medio che sarà determinato dall’autorità monetaria in un range costituito dalla media di tutti gli investimenti effettuati. Nel progetto Faz, l’autorità monetaria determina sia il livello del Reddito di Cittadinanza, sia il livello del tasso negativo nell’ambito dei dati in suo possesso, e lascia la decisione di collocarsi all’interno del range possibile che ne deriva alla politica. In altri termini, un rallentamento dell’economia può essere combattuto ponendo il tasso negativo al massimo del range possibile ed incrementando il RdC egualmente al massimo possibile, mentre un surriscaldamento dell’economia si può contrastare con manovre in senso opposto.

  1. Il Reddito di Cittadinanza ha lo stesso effetto, per i redditi e per i minimi salariali, della Piena Occupazione ma senza i costi di questa e lasciando i cittadini liberi di scegliere la propria occupazione con cui incrementare il proprio reddito e, soprattutto, esprimere la propria creatività. Questa è l’unica garanzia di crescita culturale e spirituale di un popolo che necessariamente porta con sé una crescita ed una maturazione anche sul piano economico. Il meccanismo della Piena Occupazione sembra inevitabilmente destinato a garantire la sottooccupazione a costi molto elevati, problema cronico di tutte le economie di socialismo reale. I tempi di reazione della burocrazia rispetto alle esigenze del mercato sono necessariamente molto più lenti ed il rischio permanente è che la formazione sia sempre inadeguata rispetto alle esigenze, con tutti i problemi che questo comporta.

  1. Il punto nodale è che le decisioni sulle scelte economiche e sulla migliore allocazione delle risorse devono venire dal basso, e non essere imposte dall’alto. Questa è una delle poche lezioni chiare della storia e del capitalismo che ha mostrato la maggiore efficienza proprio in mercati concorrenziali, mentre la presenza di mon8opoli o oligopoli ne ha sempre ridotto l’efficienza. Un ruolo importante dello Stato sarà quindi quello di regolare la concorrenza evitando l’instaurazione di monopoli e di oligopoli colpendo con imposte progressive gli accumuli di materie prime o di beni essenziali (quali la casa, i terreni, le tecnologie, le scoperte scientifiche, eccetera). Questo serve anche ad evitare che il tasso negativo possa essere vanificato dall’uso di altri beni come moneta, anche se questo problema, di un certo rilievo all’epoca in cui Keynes scrisse la critica alla proposta di Gesell, oggi è limitato a un certo livello di transazioni, ma non ha alcuna influenza rispetto alla vita quotidiana.

  1. Un ulteriore rilevo critico è dato dal fatto che il debito non è affatto neutro rispetto alla distribuzione della ricchezza, anzi esso è l’elemento essenziale perché questa con il tempo diventi fortemente squilibrata. Il debito, infatti, comporta il pagamento di interessi ed i tassi sono facilmente manovrabili da parte di chi crea moneta sotto forma di debito e dal parte della speculazione finanziaria, nella misura in cui può incidere sulla quotazione dei titoli di debito. Il pagamento degli interessi sul debito aggregato, di cui la MMT non pare preoccuparsi più di tanto, è lo strumento attraverso il quale opera il trasferimento di ricchezza dall’economia reale alla rendita. È proprio la rendita finanziaria il problema, e il tasso negativo risolve alla radice questo problema.

  2. Un punto nodale che la MMT trascura del tutto è una delle ragioni principali per cui le economie occidentali sono in crisi e con esse, tutte le economie del mondo. Il problema, noto ormai da oltre settant’anni, è la cosiddetta trappola della liquidità. Se la moneta può essere accumulata come una merce qualsiasi, essa lo sarà certamente in tempi di crisi, finché gli operatori e i risparmiatori non riacquistano fiducia nella ripresa economica e non decidono di spendere i capitali accumulati. Finché rimane fermo nelle banche, nei paradisi fiscali, dentro i materassi, il denaro non vale niente per l’economia, perché non gira e non produce alcun effetto. Il problema si pone quando, riacquistata la fiducia ed a seguito delle politiche della Banca Centrale (tipo il QE operato dalla FED) o dallo Stato MMT, con un allentamento del prelievo fiscale ed un deficit spending positivo, una enorme massa di moneta accumulata ed inutilizzata arriva all’improvviso sul mercato generando inflazione. I meccanismi di stabilizzazione della MMT consistono nel prelievo fiscale e nel rastrellamento di liquidità tramite l’emissione di Titoli di Stato con un interesse superiore alla redditività prevista negli investimenti, ma a parte il fatto che queste due misure appaiono comunque insufficienti, il loro effetto sarà quello di aumentar le diseguaglianze sociali invece di ridurle. L’unico modo per impedire gli effetti indesiderati della trappola della liquidità è di togliere al denaro in sé la funzione i riserva di valore e questo è possibile solo per mezzo del tasso negativo. In un ambiente a tasso negativo le oscillazioni della velocità di circolazione sono certamente molto inferiori a quelle cui siamo abituati in un sistema monetario in cui il denaro svolge la funzione di riserva di valore.

– Segue –

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28 pensieri su “Critica della Modern Monetary Theory

  1. Fabrice ha detto:

    Alla fine dei conti, stringendo il succo del succo, bisogna dire che uno stato con sovranità monetaria può stampare tutta la moneta del mondo che vuole ma quello che conta davvero per un buon funzionamento di un’economia nazionale sono principalmente due cose:

    a) se i prodotti e i servizi offerti dalla stato sono davvero efficienti ed efficaci per il benessere dei cittadini nel medio e lungo termine.

    b) se i prodotti e i servizi offerti dalle imprese private sono competitivi ossia efficienti ed efficaci per i consumatori in ambito nazionale ed internazionale.

    Insomma, uno stato con sovranità monetaria è una condizione necessaria ma non sufficiente per il buon funzionamento di un’economia nazionale!!

    Un altro punto per il buon funzionamento di un’economia nazionale con stato con sovranità monetaria è che i titoli statali non dovrebbero mai andare in mano a banche private ma solo ed esclusivamente a clientela retail ( privati cittadini ) ed a enti, istituti, società e fondi di natura pubblica, in questo modo si eviterebbero alla radice speculazioni e conflitti d’interesse sul debito pubblico!!

    Pure questa, condizione necessaria ma non sufficiente perchè poi quello che conta davvero sono i due punti di cui sopra!!

    Comunque, ottima l’analisi di De Simome, complimenti!!

    In particolare, per quanto riguarda:

    “Il fatto che la MMT consideri neutro il debito lo considero aberrante, e lo dico a chiare lettere.”

    Concordo al 110%!!

    Ergo, da questa premessa errata, la MMT arriva poi a conclusioni errate!!

    Comunque, di seguito uno dei migliori testi di economia al mondo totalmente sconosciuto, eccolo:

    “Grow Your Economy. Seven Simple Principles to Create Extraordinary Value”

    by Lee Wibberding

    ( acquistabile su amazon.com/it )

    In altre parole, “La Semplicità è la Massima Sofisticazione” by Leonardo da Vinci.

    Cordiali saluti.

    Fabrice

    • Luca C. ha detto:

      La sovranità monetaria determina la possibilità da parte dello stato (purché naturalmente certe scelte rimangano in ambito politico, e non tecnocratico) di svalutare la propria moneta, se in difficoltà. La svalutazione aiuta l’esportazione delle merci, anche di quelle che magari sono di qualità non proprio eccelsa, e favorisce una ripresa dell’economia. Cosa che oggi non è possibile perché siamo costretti a subire una moneta non nostra, cosicché anche le tanto decantate (anche dal padrone di casa) PMI stanno morendo come mosche, dopo che le partecipazioni statali sono state ridotte ai minimi termini e l’industria privata è stata cannibalizzata da multinazionali straniere. Nel medio periodo (che a questo punto possiamo tranquillamente chiamare Medio Evo) avrai sempre meno prodotti e servizi offerti dallo stato come dall’impresa privata, e di qualità sempre più bassa. Ma all’origine di questo vi è proprio la cancellazione della sovranità monetaria, prima ancora dell’euro con la decisione di lasciare ai mercati aperti la decisione sul tasso di sconto.

      • Fabrice ha detto:

        100 milardi di euro di evasione fiscale all’anno in Italia non dipendono dall’esistenza o meno della sovranità monetari nazionale perchè anche ai tempi della svalutazione competitiva della lira l’evasione fiscale era già altissima!!

        La criminalità organizzata nazionale che inquina molto l’economia esisteva anche ai tempi della svalutazione competitiva della lira, così come esiste anche ora!!

        ( anche se in misura leggermente minore )

        Una mare di sprechi di denaro pubblico ( andarsi a leggere “Lo Spreco” by Gian Antonio Stella. Dire che sia stato uno spreco è un eufemismo!!! ) è avvenuto ai tempi della lira ( soprattutto anni 70 e anni 80 ) e avviene ancora oggi anche se in misura minore ma avviene lo stesso, ad esempio la TAV e recentissimo esempio i 300 milioni di euro sul referendum trivelle che se accorpato con le prossime amministrative quei soldi sarebbero stati risparmiati, per non parlare poi dei risparmi previdenziali sulle pensioni d’oro dei parlamentari sulle quali ieri si è espresso chiaramente il presidente dell’Inps, Tito Boeri, dicendo che ci potrebbero essere risparmi di 150 milioni di euro all’anno, ecc, ecc, ecc…..!!!

        Che i migliori cervelli italiani vadano all’estero non dipende dal fatto che l’Italia non abbia più sovranità monetaria nazionale ma dipende dal fatto che non ci sono stati governi nazionali e non c’è un’amministrazione pubblica capaci di attrarre e selezionare i migliori cervelli italiani; per quanto riguarda il comparto privato italiano si sa che nelle maggior parte delle aziende private italiane la selezione del personale non avviene con giusti criteri meritocratici rivolgendosi ad agenzie terze specializzate nel trovare le migliori risorse umane ma avviene tramite segnalazioni interne e nel peggiore dei casi tramite raccomandazioni del politico, del sindacalista, del parente influente, per diritto dinastico…!!

        E che fa l’Italia per risolvere il problema?

        Abbiamo un presidente della camera dei deputati, una certa Boldrini, che va dicendo che l’Italia avrà bisogno di 350mila immigrati extracomunitari ( poveri ignoranti africani e medio orientali ) all’anno per almeno i prossimi dieci anni……!!!

        No Comment!!!!

        Le ricordo anche che l’Italia ormai da qualche decennio ( circa trent’anni ) ha uno dei più bassi tassi di mobilità sociale dell’Occidente e quindi ciò è avvenuto e stava avvenendo già ancora ai tempi della lira!!

        Per non parlare poi della spesa militare che per stare nella Nato ci è costato un botto di soldi sia con la lira che con l’euro ma non ci abbiamo concluso niente perchè se neanche sappiamo difenderci dall’invasione di extracomunitari che è stata provocata da USA, UK e Francia con le loro guerre inutili, beh che dire? No Comment!!!!

        Mi fermo qua per carità di patria!!

        Ergo, appunto come dicevo nel mio primo post e lo ripeto, la sovranità monetaria nazionale è condizione necessaria ma non sufficiente per fare ripartire l’Italia!!

        Insomma, bisogna riconoscere che i grossi problemi di oggi dell’Italia sono anche soprattutto frutto dei grossi problemi del passato recente e non recente, non riconoscerlo vuol dire solo raccontarsi delle bugie per scaricarsi di dosso responsabilità onerose, con tutte le conseguenze negative del caso!!!!

        Cordiali saluti.

        Fabrice

        • Luca C. ha detto:

          All’inizio degli anni Ottanta con tutti i suoi limiti culturali l’Italia aveva un’economia che tirava, e rientrava tra le prime sette potenze industriali del mondo. Le PMI non crescono nel deserto delle buone intenzioni (da cui è lastricata la strada che porta all’inferno, com’è noto) ma da un contesto che prevede la sostenibilità del debito, un sistema di partecipazioni statali ammirato nel mondo e un tessuto di imprese private di tutto rispetto. Prevede altresì la Cassa del Mezzogiorno, che con tutti i suoi difetti ha permesso che anche il Sud avesse infrastrutture decenti e una produzione industriale.
          Oggi i personaggi come Stella instillano nella mente degli italiani che ogni e qualsiasi spesa intrapresa per fini istituzionali e di rappresentanza è uno spreco. Si aboliscano tutte le auto blu, e si risolverà il problema del debito pubblico italiano. Anzi, si risolverebbero tutti i problemi dell’Italia, che diventerebbe come Lamerika, dove non c’è né evasione fiscale né criminalità organizzata, com’è noto.
          Con il blocco del turn over, il blocco della contrattazione e il blocco degli scatti d’anzianità come vuoi che faccia la pubblica amministrazione ad attirare i migliori cervelli italiani (!). Del resto, se la gran maggioranza dell’opinione pubblica, anche sulla scorta dei libri di Stella e Rizzo, ritiene che un dipendente pubblico è un parassita per definizione, perché le politiche pubbliche non dovrebbero accanirsi contro i dipendenti pubblici (nota bene: non sono un dipendente dello stato o degli enti locali, quindi non rompermi con argomenti “ad hominem”).
          Quella certa Boldrini di cui al tuo post precedente è una funzionaria di quell’ONU che ha sancito ufficialmente la necessità di un’immigrazione di rimpiazzo, per poter pagare le pensioni e sostenere il welfare. Resta che se, come tu stesso riconosci, viene incoraggiata l’emigrazione degli italiani e viene incoraggiata l’immigrazione dei nigeriani e dei malinesi sarà alquanto difficile ottenere forza lavoro qualificata e ben pagata, anziché scivolare, come appunto stiamo facendo, verso il Terzo Mondo.

          • Fabrice ha detto:

            1PS al mio ultimo post: avevo scritto che i costi per le finanze pubbliche della Tav in Val di Susa erano pari a 400 milioni di euro, ovviamente sbagliavo perchè andavo molto di fretta, quei 400 milioni di euro si riferiscono solo ai costi per mettere in sicurezza il cantiere da ogni forma di protesta!!

            Fonte:http://www.dagospia.com/rubrica-29/cronache/no-tav-ci-sono-costati-400-milioni-vagonata-soldi-spesi-2011-121178.htm

            Invece il costo complessivo della quota italiana dell’opera sale a 7 miliardi 789 milioni, «con un fabbisogno ancora da finanziare di 4 miliardi 514 milioni di euro»…..

            http://www.ilfattoquotidiano.it/2015/02/03/alta-velocita-torino-lione-i-costi-aumentano-miliardi-in-spese/1392118/

            2PS al mio ultimo post:

            In questi giorni l’Istat ha pubblicato la nota informativa che contiene anche le informazioni sui derivati dello Stato. L’immagine è impietosa: i derivati ci sono costati per cassa 3,8 miliardi di euro e per competenza quasi 6,8. Cioè a dire che abbiamo concretamente pagato 3,8 miliardi e rinviato all’anno dopo altri 3 miliardi.

            abbiamo appreso ben prima della pubblicazione della Nota dell’Istat dei pagamenti del 2015 e sappiamo che nel primo quadrimestre 2016 abbiamo probabilmente già effettuato un altro pagamento di oltre 800 milioni di euro. E questo “bel risultato” a meno di possibili ristrutturazioni che saranno certamente dei capestri ancora peggiori; a cui si aggiungono oltre 4 miliardi di spesa per interessi sui derivati prevista per il 2016……

            Fonte: http://www.beppegrillo.it/2016/05/in_questi_giorn_1.html

            NO COMMENT!!!!!

          • Fabrice ha detto:

            Nel caso i cui lei Avvocato De Simone non voglia aprire l’ultimo link perchè va di fretta o non ne ha voglia, ecco qui un dato da tenersi bene a mente che la dice lunga su tutta la faccenda, eccolo:

            “Nubi dense sui derivati”

            Dopo queste audizioni abbiamo mitragliato il Governo con una serie di interrogazioni e abbiamo appreso ben prima della pubblicazione della Nota dell’Istat dei pagamenti del 2015 e sappiamo che nel primo quadrimestre 2016 abbiamo probabilmente già effettuato un altro pagamento di oltre 800 milioni di euro. E questo “bel risultato” a meno di possibili ristrutturazioni che saranno certamente dei capestri ancora peggiori; a cui si aggiungono oltre 4 miliardi di spesa per interessi sui derivati prevista per il 2016.

            Sommando questi ai 19 miliardi già pagati negli anni scorsi siamo a 24 miliardi, cioè, fatemelo dire, una manovra finanziaria del nostro “buon Governo”………

            http://www.beppegrillo.it/2016/05/in_questi_giorn_1.html

            E siccome è stranoto che l’Italia entrò nell’euro tramite trucchi contabili con i derivati e allora insistere per così tanti anni nell’utlizzo dei derivati sulle finanze pubbliche per poi perdere ben 24 miliardi di euro vuol dire solo che hai una classe politica mooolto incompetente o mooolto in malafede o un mix delle due cose!!

            Non si scappa, più chiaro di così si muore!!!!

        • Fabrice ha detto:

          Guardi che io non ho gli anelli al naso e quindi per me Stella non è il Vate della Verità Assoluta!!

          Tutt’altro!!

          Quel testo era solo un esempio per spiegare un principio fondamentale ossia che sprecando denaro pubblico per almeno due decenni ( anni 70 e anni 80 ), subito dopo la caduta del Muro di Berlino l’Italia non fu capace di sfruttare le occasioni di rinnovamento politico, sociale ed economico ( tangentopoli, la breve stagione dei sindaci ) perchè appunto proveniva da quel lungo periodo vizioso dov’era abituata a scialacquare allegramente!!

          Per quanto riguarda, “Anzi, si risolverebbero tutti i problemi dell’Italia, che diventerebbe come Lamerika, dove non c’è né evasione fiscale né criminalità organizzata, com’è noto”

          Ma guardi che gli USA sono il paradiso fiscale N 1 al mondo!!

          ( UK sono invece N 2 al mondo!! )

          Per saperne di più, di seguito una lettura molto interessante, eccola:

          http://www.amazon.it/tesoro-Viaggio-paradisi-nascosto-globalizzazione/dp/8807883597

          Fra le altre cose, gli USA hanno il più alto tasso di omicidi fra le nazioni occidentali, eccolo:

          http://www.rischiocalcolato.it/2014/07/i-grafici-giorno-omicidi-diffusione-delle-armi-nel-mondo.html

          Per quanto riguarda,

          “Con il blocco del turn over, il blocco della contrattazione e il blocco degli scatti d’anzianità come vuoi che faccia la pubblica amministrazione ad attirare i migliori cervelli italiani (!).”

          Guardi che per migliori cervelli italiani, io intendo gente giovane e un pò meno giovane davvero preparata e compentente da selezionare per avviare subito alla carriera dirigenziale partendo da posizione di quadro all’interno della pubblica amministrazione!!

          Com’è sta storia, i soldi per fare la TAV in Val di Susa ( opera totalmente inutile!! ) si sono trovati ( 400 milioni di euro ), per fare sprechi di due miliardi di euro in opere inutili negli ultimi dieci anni ( http://www.nonsprecare.it/spreco-di-denaro-pubblico-per-opere-inutili ) si sono pure trovati, 150 milioni di euro l’anno per assicurare ricche pensioni d’oro a vecchi parlamentari si trovano sempre ogni anno, ecc. ecc… e non si trovano i soldi per rinnovare come si deve da cima a fondo i quadri e i dirigenti della pubblica amministrazione ( secondo il principio che ho segnalato ) e per fare aggiornamento professionale??

          Risposta:

          “You Cannot Be Serious!!” by John McEnroe, tennis legend.

          E come mai un fenomeno negativo del genere è ancora presente in Italia vista l’attuale situazione storica veramente critica?

          Ecco la risposta:

          C’è sempre corruzione dietro lo spreco di denaro pubblico

          http://www.giuristidiamministrazione.com/wordpress/ce-sempre-corruzione-dietro-lo-spreco-di-denaro-pubblico/

          Come vede non è colpa dell’euro e/o del destino cinico e baro!!

          Comunque la taglio qua per sempre la discussione perchè partiamo da presupposti diversi ( lei dice che lo spreco di denaro pubblico è stato ed è irrilevante, io invece dico, dati alla mano, che lo spreco di denaro pubblico è stato ed è ancora rilevante!! ) e quindi arriviamo a conclusioni diverse!!

          E’ stato un vero piacere discutere con lei e complimenti per il lavoro che fa in questo suo blog!!

          Cordiali saluti.

          Fabrice

        • Domenico De Simone ha detto:

          Grazie per la vostra discussione. La mia opinione, che peraltro ho già espresso in numerosi scritti, è che la sovranità monetaria è un falso problema. Riprendere la sovranità monetaria significa che l’emissione della moneta dipende dal Ministero del Tesoro e quindi dal governo, e la storia ci ha insegnato che questo porta spesso a disastri economici e certamente genera inflazione a due cifre. Per la banale ragione che non c’è governo al mondo che non usi la leva finanziaria per mantenersi al potere. Certamente la situazione attuale è persino peggiore, con una Banca Centrale Europea che ha come fine il contenimento dell’inflazione e che quindi può solo adottare politiche monetarie restrittive. Il problema è più ampio e riguarda la natura di strumento di potere della moneta. Se non si risolve questo problema non usciremo mai da Scilla e Cariddi. E l’unico strumento possibile è adottare una moneta a tasso negativo. E soprattutto impedire che l’emissione della moneta venga usata come strumento di potere.

          • Luca C. ha detto:

            L’inflazione a due cifre è perfettamente gestibile, in un contesto in cui i redditi da lavoro ne siano difesi dalla scala mobile (che in Italia è stata abbattuta). In ogni caso, in presenza di una disponibilità di merci assolutamente non paragonabile per quantità a quella degli anni Settanta innescare l’inflazione a due cifre sarebbe ben più difficile, specialmente in un contesto di calo generale dei prezzi del petrolio.
            L’emissione della moneta non dipende mai dal Ministero del Tesoro, ma bensì dalla Banca centrale. Al limite il Ministro del Tesoro decide il tasso di sconto, se abbassarlo o se aumentarlo. E può farlo in modo efficace in un contesto in cui i titoli di stato non siano collocati sul mercato aperto, ma piazzati nelle aste, e acquistati dalla Banca centrale per la parte residuale.
            E’ meglio che a decidere il tasso di interesse sia un Ministro del Tesoro che è espressione di un governo che gode di una legittimazione democratica, o è meglio che il tasso sia definito dall’avidità dei mercati e dalla discrezionalità di un vertice della Banca centrale (europea o nazionale) che non gode di nessuna legittimazione democratica, e che si preoccupa solo di salvaguardare gli interessi dell’alta finanza, ovvero dei super ricchi?
            Perché alla fine è questo il punto, gentile De Simone: il potere non ammette comunque vuoti, e se lo togli ai politici se lo prendono i finanzieri e i loro servitori.
            Forse nelle società gilaniche che piacciono a te non sarà così, ma oggi non stai in una società gilanica (sempre ammesso che questo sia un modello desiderabile).
            Aggiungerei che anche la moneta a tasso negativo può essere usata come strumento di potere: oggi i tassi bancari sui conti correnti sono negativi, in Italia, cosicché anche difendere il risparmio dall’erosione è diventato impossibile, sempre che tu non sia un trader di borsa professionale, capace di guadagnare in ogni situazione. Non è anche questo un meccanismo per creare maggiore povertà e maggiore sopraffazione da parte di pochissimi sui molti?
            Tu disprezzi la politica, e si vede. Padronissimo, ma allora vattene con gli ultràs del liberismo, quelli che sostengono lo “stato minimo”. Difficilmente i grillini (che pure in genere non sono delle aquile, secondo me) potrebbero sposare in toto le tue tesi.

          • Fabrice ha detto:

            Lei Avvocato De Simone si è mai chiesto come mai in diversi paesi occidentali grosse società private ( nel settore industriale, commercio, finanziario, bancario, assicurativo, ecc.. ) nazionali e internazionali fanno ricorso a società di head hunter ossia società specializzate nella ricerca di risorse umane eccellenti e invece ciò non avviene nel settore pubblico?

            Secondo me non è come dice lei che i politici sono brutti e cattivi per definizione perchè invece per quello che ho potuto vedere e capire molto dipende dal fatto che la politica viene inquinata dai soldi delle lobby private!!

            Questo è storicamente da tempo un grosso problema in USA, in Europa in UK e ora in Italia grazie a Renzie c’è addirittura una legge che qualsiasi privato può mantenere l’anonimato nel finanziamento alle fondazioni dei politici, eccolo:

            http://espresso.repubblica.it/archivio/2016/01/07/news/fondazioni-i-soldi-nascosti-dei-politici-1.245811

            Altra domanda fondamentale, lei si è mai chiesto come mai la giustizia in Italia non funziona per niente? A chi conviene?

            Eccolo qua!!

            A )Franco Roberti, Procuratore nazionale antimafia, davvero Davigo è rimasto solo?
            Niente affatto. Si può discutere sul suo gusto per la battuta, ma sulla sostanza delle cose i magistrati sono quasi tutti d’accordo. A cominciare dalle leggi per far funzionare i processi, che non arrivano.

            Vedi quella sulla prescrizione: se ne parla da anni e in Parlamento non c’è mai la maggioranza.
            Guardi, se uno non vuole pensar male, rischia di impazzire. Prima assurdità: la prescrizione inizia a decorrere non quando il reato e il possibile autore vengono scoperti, ma quando il fatto viene commesso. Cioè molto prima che il pm lo venga a sapere ed eserciti il diritto punitivo dello Stato chiedendo il rinvio a giudizio.

            E le altre assurdità?
            Quando il pm chiede il processo, di solito, non c’è più il tempo di portarlo a termine perché i termini continuano a decorrere fino alla Cassazione. Anche per la corruzione, malgrado la timida riforma appena fatta. E poi l’ex Cirielli del 2005 ha di fatto dimezzato i termini, già prima insufficienti, anche perché i tempi dei processi sono eterni, con tre gradi di giudizio pressoché automatici (un sistema unico al mondo)……..

            http://www.ilfattoquotidiano.it/2016/04/26/franco-roberti-una-giustizia-che-funziona-non-interessa-colletti-bianchi-e-malaffare-le-leggi-non-arrivano-mai/2669824/

            B) “Per ladri e bidonisti è sempre Natale. In Italia, i reati di appropriazione indebita e truffa sono puniti con pene inferiori a tre anni e quindi non prevedono il carcere: quasi un invito a delinquere” by Luigi Ferrarella/Diritti e Rovesci, pagina 26, Sette ( settimanale Corriere della Sera ), 18/12/2015.

            In conclusione, Il rapporto tra cittadini e il rapporto tra cittadini e Stato è regolato dalla forza della legge. Quando non vi è cogenza di legge, vige la legge del più forte e il debole soccombe. Allora uno “Stato di Diritto” degrada in anarchia!!

            In questo caso è palese la responsabilità politica ed istituzionale per collusione e incapacità ( a mio avviso, carte alla mano, più collusione che incapacità!! ) Così come è palese la responsabilità dei media per omertà e dei cittadini per emulazione o codardia!!

            Cordiali saluti.

            Fabrice

            PS non potevo non fare l’ultima battuta per completare in sintesi il discorso una volta per sempre!!

  2. eles515 ha detto:

    caro Domenico sei un signore
    non posso dire di conoscere per filo e per segno tutto ciò di cui si sta discutendo ma risulta oltremodo irritante l’atteggiamento di chi ritiene di sapere tutto lui e neppure è al corrente che i tuoi libri li può avere gratis.
    Con infinita simpatia per chi da decenni parla di reddito universale.ciao
    lorenzo

  3. francesco conforto iera ha detto:

    Troppa superficialità e inesattezze … consiglierei o di vedere i filmati delle conferenze o di esprimere un giudizio di antipatia x la teoria, ma aprioristicamente senza inventarsi argomenti … comunque mi interessa di studiare la tua “via” … spero di dedurla dagli articoli senza dovere spendere soldi x comprare i testi.
    Articoli come questo non fanno onore all’onestà di nessuno studioso … anzi si prestano a considerazioni certo non positive perchè quando si confuta una teoria falsandone i suoi fondamenti si arriva a parlare di aria fritta.

    • Domenico De Simone ha detto:

      Inventare argomenti? Ma che dice? Ho fatto delle critiche ben precise e non invento un bel niente né tanto meno “falsifico i suoi fondamenti”. Ma come si permette! Piuttosto ne deduco che lei non conosce affatto la MMT e i suoi fondamenti. E comunque, è buona regola, quando si formulano affermazioni ed accuse così gravi, di dire e dimostrare in che cosa consistano la falsificazione e l’invenzione. Perché altrimenti compie la solita opera di disinformazione e di trollaggio tipica di certe religioni.

      Per quanto riguarda i miei scritti, da oltre quindici anni stanno tutti sul web liberamente scaricabili e leggibili, oltre che nelle librerie. Basta guardare sul sito che si scopre questo arcano. Strano, no? Per me non lo è visto che sono contro il copyright e considero che le idee debbano circolare liberamente. Molto strano, per la logica proprietaria di questo mondo, al punto che le idee che ti arrivano gratis sono “senza valore”, vista l’identificazione dei concetti di valore e di prezzo che viene comunemente adottata in questa società.

  4. Luca Ceccarelli ha detto:

    Il “divorzio” tra Tesoro e Banca centrale in Italia è diventato un modo per rendere prima difficile e poi decisamente impossibile ogni e qualsiasi decisione seria di politica industriale, oltre a essere stato (e qui penso che probabilmente abbia ragione Nino Galloni) la prima causa della crescita costante del debito pubblico italiano.
    Peccato che per quanto riguarda questo secondo elemento si è preferito puntare i riflettori sulle ruberie dei politici, le mazzette, le auto blu, e, come usa dire oggi, i “privilegi della casta”.
    Per quanto riguarda il primo elemento, lei scrive “la decisione sugli investimenti deve essere degli imprenditori, non dello stato”. E qui non sono d’accordo: se trattasi di decisioni relative a un negozietto o una piccola manifattura può anche starci, ma per quanto riguarda la decisione sulle infrastrutture e sulle industrie pesanti, neanche per idea, a meno di non voler lasciare tutto in mano ai poteri occulti e alle potenze straniere.
    Peccato, De Simone, perché la MMT merita certamente delle critiche severe, specialmente nel travisamento della valutazione del debito, ma purché queste critiche non si riducano alle solite ricette secondo cui “il governo non è la soluzione ai problemi, ma il problema”. Sono più di trent’anni che sperimentiamo queste ricette, e i risultati mi sembrano decisamente fallimentari.

    • Domenico De Simone ha detto:

      Il fatto che la MMT consideri neutro il debito lo considero aberrante, e lo dico a chiare lettere. Quanto alla spesa pubblica, e più in generale ai rapporti tra iniziativa imprenditoriale pubblica e privata, credo che ci sia un equivoco di fondo. Una cosa è l’iniziativa imprenditoriale, che per me deve essere degli imprenditori, ovvero di quelli che sono capaci di organizzare i fattori di produzione in modo efficiente. altra cosa è il capitale per realizzare queste iniziative che, nella Faz è sostanzialmente pubblico. Difficile spiegarlo in poche righe, dovrebbe leggere il progetto per capirlo. Quello che intendo dire che addebitarmi una veste liberal è del tutto fuorviante.
      L’ossatura della produzione nel nostro paese è delle PMI, e nel sistema MMT questa finisce sotto la direzione dello Stato, con conseguenze incalcolabili. Quanto alla spesa pubblica, lasciarla nelle mani della politica può risultare deleterio. Abbiamo sotto gli occhi tre recenti e chiari esempi di come la logica politica possa indirizzare la spesa pubblica verso lo spreco e la distruzione di ricchezza: la TAV, il Ponte di Messina e gli F35. Tutte e tre le iniziative mosse da logiche politiche, politico affaristiche o di alleanza, ma non certo da logiche economiche, che stanno causando enormi problemi e danni incalcolabili. È un problema antico quello di coniugare l’efficienza con le scelte politiche, problema che a mio avviso si può risolvere solo con una radicale trasformazione della politica. La Faz cerca di accennare ad una risposta a questo problema, ma si tratta di discuterne apertamente e senza pregiudizi. Basta che non mi si venga a dire che il ritorno dell’economia sotto il controllo statale è la panacea di tutti i mali, perché altrimenti mi arrabbio.
      L’amico Nino ha molte ragioni, ma sta di fatto che un ragione importante del divorzio fu il fatto che l’inflazione era allora sopra il 20% e la ragione era dovuta alle innumerevoli ed intollerabili interferenze nella legge finanziaria delle lobbies partitiche, economiche e politiche. Resto dell’opinione che la creazione del denaro sotto il controllo dello Stato sia un guaio peggiore dell’indipendenza della Banca centrale. Anche qui occorre un approccio radicale, che è quello che tento di fare con la Faz.

      • Luca C. ha detto:

        Riconosco che la mia conoscenza della Faz è alquanto sommaria, e sarà mia cura approfondirla.
        Sono altresì d’accordo sul fatto che sia un errore considerare il debito come neutro rispetto alle diseguaglianze economiche.
        Non lo sono invece rispetto all’idea che la politica non debba avere capacità di spesa pubblica. La TAV, il Ponte sullo stretto, dice lei… ho lavorato per un periodo in un ex Iacp, e ho potuto constatare come la mancanza di fatto di risorse pubbliche per l’edilizia popolare abbia determinato il deterioramento di quell’ente, oltre alla fine dell’edilizia residenziale pubblica (almeno a Roma).
        In quanto all’inflazione a due cifre di quel periodo, l’eccessiva circolazione monetaria di quel periodo rispetto alla disponibilità effettiva di merce in circolazione ne era con tutta probabilità la causa principale. E non parliamo poi tanto del divorzio tra Banca centrale e Governo, che probabilmente doveva esserci, ma della politica dissennata di quei governatori della Banca centrale che hanno condotto una politica monetaria oltremodo discutibile. E questo, detto da uno che in quella realtà ci lavora.

    • francesco conforto iera ha detto:

      “… travisamento della valutazione del debito …”. Mi scuso se uso il tu, ma in rete penso debba essere un obbligo … vorrei sentire la tua … e mi rammarico di non averla sentita da Domenico de Simone, del quale mi impegno a leggere, nel limite di quanto mi è possibile, tutto il pensiero economico.

  5. Riccardo ha detto:

    “Dire che è “falso affermare che il denaro entri in circuito perché prevalentemente creato dallo Stato” significa negare l’evidenza. Il PLG non si fa mica con i bruscolini, visto che bisogna creare oltre tre milioni di posti di lavoro, stante l’attuale livello di disoccupazione. Che nella MMT rimanga il sistema del leverage è un problema e non un vantaggio, visto che comunque rimane inalterato un meccanismo di creazione di interessi che non è altro che un meccanismo di creazione di rendita finanziaria.”

    Non ho capito dove vuole arrivare: prima dice che la spesa pubblica porta ad uno stato socialista tipo URSS e poi vorrebbe abolire il sistema bancario privato? Non capisco.

    “Sulla “seconda inesattezza” non capisco cosa voglia dire. La critica riguarda le decisioni di investimento che, nel caso della MMT sono prese dal Governo o dalla Burocrazia statale, e poiché per finanziare questi programmi si crea moneta (giustamente) non capisco che ruolo debba svolgere la Banca Centrale se non quello di stampare moneta su ordine del governo.”

    Le consiglio di leggere Soft currencies economics, Mosler 1993. Vi troverà parecchie risposte.

    “E io non capisco come si possa parlare di transitorietà rispetto ai PLG. A prescindere dalla considerazione che in Italia non c’è nulla di più definitivo del transitorio, non vedo per quale ragione e in base a quali interessi i lavoratori assunti nel PLG possano passare al sistema privato.”

    Anche qui sono costretto a consigliarle qualcuno delle decine di papers a riguardo prodotti dalla UMKC e dal Levy Institute, altrimenti dovrei scrivere un trattato per risponderle.

    “La creazione di un posto di lavoro costa in media 200.000 euro. Che fa lo Stato, spende 600 miliardi per dare occupazione a tre milioni di persone ma solo per qualche mese, e poi li butta? Crea aziende di stato e poi le passa ai privati? “

    Ammesso e non concesso che le cifre siano quelle da lei riportate (In Argentina il programma Jefes non ha avuto di certo quei costi), i PLG si orienterebbero principalmente sui servizi e in quei settori fondamentali che in ogni paese dovrebbero essere in mano allo Stato (sistema giurisdizionale, ordine pubblico, sistema militare, ma anche altri servizi essenziali). Il sistema GEPI non ha nulla a che fare con i PLG.

    “Magari la realtà è un po’ diversa. Quanto al fatto che il RdC liberi le persone dal bisogno e le spinga verso attività creative, non lo vedo affatto come un esercizio di ottimismo, ma come un fatto necessario per liberare le persone. La libertà è il punto centrale, la libertà individuale, che nei Lavori Pubblici Forzati francamente non vedo affatto.”

    E in che modo il reddito di cittadinanza farebbe tutto ciò? Secondo lei quindi i lavoratori, percependo un rdc (che il più delle volte risulta essere una cifra irrisoria), sarebbero liberi di scegliere o creare il proprio posto di lavoro. In effetti, più che ottimistica, mi sembra una visione avulsa da qualsiasi realtà. Di nuovo: non ha capito il meccanismo dei PLG. Vedi sopra.

    “Quando parlo di debito non mi riferisco solo al debito pubblico, ma al debito tout court, al debito aggregato, quello di Stato, enti locali, imprese e famiglie. Che attualmente in Italia ammonta ad oltre 5.000 miliardi e che genererà quest’anno circa 400 miliardi di interessi, pari ad un quarto del PIL. Questo è il problema di un sistema che si fonda sul debito. Se non si affronta questo problema, non si risolve proprio nulla.”

    In un’economia che gira come dovrebbe, il sistema di credito/debito è sostenibile da parte del settore privato. Il problema sussiste quando i deficit, essendo troppo bassi, non permettono l’immissione di sufficiente ricchezza finanziaria al netto nel settore privato. Il sistema euro ne è la prova evidente, lungi dall’essere una crisi di debito pubblico è infatti un problema di debito privato. (I-S) + (G-T) + (X-M) = 0.
    Continuo inoltre a non capire quale per lei sarebbe la soluzione: eliminazione del sistema bancario?
    Mi permetta, infine, di consigliarle tutta la letteratura prodotta dagli autori mmt prima di muovere le sue (legittime) critiche. Appare evidente una mancanza in tal senso.
    Saluti
    R.

    • Domenico De Simone ha detto:

      Anche io le consiglierei di leggere qualche mio libro, altrimenti resta un dialogo tra sordi. È evidente che non conosce la Faz né la sua filosofia né il suo funzionamento. Capisco che i cowboy hanno un fascino maggiore di un avvocato, come li definisce sprezzantemente il giornalista Barnard, anche io da bambino ne ero attratto irresistibilmente, poi però sono cresciuto e soprattutto ho capito dove sta la cultura. La cosa divertente è che questo lo sanno anche gli americani, ma in Italia gli esercizi di esterofilia sono una sorta di sport nazionale, secondo solo al ruolo di Commissario Tecnico della Nazionale di calcio. De hoc satis.

  6. Riccardo ha detto:

    “Il denaro entra in circuito prevalentemente perché creato dallo Stato, tuttavia questo non comporta l’eliminazione del denaro di debito della M2 poiché le banche continueranno a svolgere le loro funzioni anche se i privati avranno meno interesse a rivolgersi al mercato privato. L’emissione di titolo del debito pubblico, che sarà ridenominato debito di Stato, sarà facoltativa, visto che lo Stato può creare tutta la moneta che vuole.”

    Il meccanismo della spesa in deficit, secondo la mmt, non inficia in alcun modo l’espansione in leverage del credito e quindi l’incentivo agli investimenti grazie alla creazione di prestiti (che sono anch’essi investimenti). La mmt abbraccia il sistema endogeno di creazione della moneta, è falso affermare che il denaro entri nel circuito prevalentemente perché creato dallo Stato. Mosler parla semplicemente di tenere alti i deficit fino al raggiungimento della piena occupazione.

    “Per l’indirizzo politico basti ricordare che in tutto il mondo il “divorzio” tra Tesoro e Banca Centrale, ovvero l’autonomia di questa nelle decisioni di politica finanziaria, fu dovuto alla insostenibilità delle pressioni delle lobbies politiche sui conti pubblici ed alla necessità di avere una gestione tecnica della politica monetaria. Che poi questa separazione abbia creato altri problemi, è un’altra questione, ma è falso che la sottomissione delle politiche monetarie alle decisioni del Governo sia la panacea di tutti i mali, anzi.”

    Seconda inesattezza: le politiche monetarie rimangono in mano alla BC che ha, come gran parte della letteratura post keynesiana insegna, una funziona “accomodante” nei confronti della domanda di moneta e “difensiva” nei confronti della spesa in deficit, in relazione al controllo dei livelli delle riserve bancarie.
    “Siamo d’accordo sul fatto che la moneta debba essere emessa per finanziare investimenti produttivi, e questo è un punto essenziale del progetto Faz, ma il punto nodale è che la decisione sugli investimenti deve essere degli imprenditori e non dello Stato, e che il ruolo di questo è limitato alla spesa pubblica in quanto necessaria, e in misura proporzionale agli investimenti nel loro complesso, e non ad libitum. Il meccanismo di finanziamento degli investimenti deve essere il più possibile automatico: le imprese ricevono i finanziamenti che chiedono in base al merito creditizio ed alla capacità di restituzione, e non in base alle decisioni della burocrazia o della politica, che comportano spesso corruzione o favoritismi clientelari.”

    La spesa dello Stato deve avere, come anche Keynes ci ha insegnato, una funzione anti ciclica, l’innalzamento dei deficit è funzionale alla situazione contingente e non si spinge oltre. Per questo motivo, il raggiungimento della piena occupazione è da ritenersi uno spartiacque o, se vogliamo, un punto di rottura tra l’aumento del deficit e il rilassamento di quest’ultimo. Raggiunto il pieno impiego, o comunque un bassissimo livello di disoccupati, il ruolo dello Stato si ridimensiona fortemente avendo come obiettivo il mantenimento della situazione raggiunta. Per il meccanismo dei finanziamenti ho già risposto sopra.

    “Il Reddito di Cittadinanza ha lo stesso effetto, per i redditi e per i minimi salariali, della Piena Occupazione ma senza i costi di questa e lasciando i cittadini liberi di scegliere la propria occupazione con cui incrementare il proprio reddito e, soprattutto, esprimere la propria creatività.”

    Appare evidente che non si sia capito il meccanismo e la funzione dei Programmi di lavoro garantiti (da ora PLG) per arrivare alla piena occupazione. Se ne ignora, infatti, sistematicamente, il carattere di transitorietà che ne esplicita lo scopo. Quest’ultimo è da ricercare principalmente in un aumento della domanda aggregata tale da far ripartire l’economia privata e, di conseguenza le assunzioni di lavoratori che passeranno dai PLG al settore privato. In questo senso gli impieghi garantiti dallo Stato sono essenzialmente da considerare come un serbatoio da cui attingere. A differenza del reddito di cittadinanza, i PLG garantiscono un aumento, non solo di consumi, ma soprattutto di beni e servizi a favore di tutto il paese. Inoltre, non se ne comprende la funzione di stabilizzatore dei prezzi, efficace in particolar modo in caso di shock economici dovuti a crisi settoriali (vedi shock petrolifero). Infine, pensare che col solo reddito di cittadinanza i cittadini possano, in breve tempo, scegliere la propria occupazione ideale, mi sembra una visione quantomeno ottimistica..per usare un eufemismo.

    “l meccanismo della Piena Occupazione sembra inevitabilmente destinato a garantire la sottooccupazione a costi molto elevati, problema cronico di tutte le economie di socialismo reale.”

    Falso, vedere sopra.

    “Un ulteriore rilevo critico è dato dal fatto che il debito non è affatto neutro rispetto alla distribuzione della ricchezza, anzi esso è l’elemento essenziale perché questa con il tempo diventi fortemente squilibrata. Il debito, infatti, comporta il pagamento di interessi ed i tassi sono facilmente manovrabili da parte di chi crea moneta sotto forma di debito e dal parte della speculazione finanziaria, nella misura in cui può incidere sulla quotazione dei titoli di debito. Il pagamento degli interessi sul debito aggregato, di cui la MMT non pare preoccuparsi più di tanto, è lo strumento attraverso il quale opera il trasferimento di ricchezza dall’economia reale alla rendita. È proprio la rendita finanziaria il problema, e il tasso negativo risolve alla radice questo problema.”
    Proprio per questo motivo la mmt vuole limitare al massimo l’emissione dei titoli di stato. Si parla di titoli a scadenza massima 6 mesi. Anche in questa occasione mi sembra una critica mossa da pregiudizio. Tra l’altro, i tassi reali per uno Stato a moneta sovrana sono, in molti casi, proprio negativi, cosa che limiterebbe, come da te riportato, la corsa alle rendite finanziarie.
    “L’unico modo per impedire gli effetti indesiderati della trappola della liquidità è di togliere al denaro in sé la funzione i riserva di valore e questo è possibile solo per mezzo del tasso negativo. In un ambiente a tasso negativo le oscillazioni della velocità di circolazione sono certamente molto inferiori a quelle cui siamo abituati in un sistema monetario in cui il denaro svolge la funzione di riserva di valore.”

    Come sopra. Uno degli scopi della mmt è proprio quello di riportare l’economia su base reale e non finanziaria.

    • Domenico De Simone ha detto:

      Dire che è “falso affermare che il denaro entri in circuito perché prevalentemente creato dallo Stato” significa negare l’evidenza. Il PLG non si fa mica con i bruscolini, visto che bisogna creare oltre tre milioni di posti di lavoro, stante l’attuale livello di disoccupazione. Che nella MMT rimanga il sistema del leverage è un problema e non un vantaggio, visto che comunque rimane inalterato un meccanismo di creazione di interessi che non è altro che un meccanismo di creazione di rendita finanziaria.

      Sulla “seconda inesattezza” non capisco cosa voglia dire. La critica riguarda le decisioni di investimento che, nel caso della MMT sono prese dal Governo o dalla Burocrazia statale, e poiché per finanziare questi programmi si crea moneta (giustamente) non capisco che ruolo debba svolgere la Banca Centrale se non quello di stampare moneta su ordine del governo.

      E io non capisco come si possa parlare di transitorietà rispetto ai PLG. A prescindere dalla considerazione che in Italia non c’è nulla di più definitivo del transitorio, non vedo per quale ragione e in base a quali interessi i lavoratori assunti nel PLG possano passare al sistema privato. La creazione di un posto di lavoro costa in media 200.000 euro. Che fa lo Stato, spende 600 miliardi per dare occupazione a tre milioni di persone ma solo per qualche mese, e poi li butta? Crea aziende di stato e poi le passa ai privati? L’esperienza della GEPI negli anni settanta e ottanta non è bastata per capire che questa logica non funziona? Altro che ottimismo, qui stiamo al sogno dello Stato perfetto che tutto vede e tutto sa perché è come Dio. Magari la realtà è un po’ diversa. Quanto al fatto che il RdC liberi le persone dal bisogno e le spinga verso attività creative, non lo vedo affatto come un esercizio di ottimismo, ma come un fatto necessario per liberare le persone. La libertà è il punto centrale, la libertà individuale, che nei Lavori Pubblici Forzati francamente non vedo affatto. Anzi, mi sembra un meccanismo paragonabile al sistema fiscale di Diocleziano più che a quello di una società moderna.

      Quando parlo di debito non mi riferisco solo al debito pubblico, ma al debito tout court, al debito aggregato, quello di Stato, enti locali, imprese e famiglie. Che attualmente in Italia ammonta ad oltre 5.000 miliardi e che genererà quest’anno circa 400 miliardi di interessi, pari ad un quarto del PIL. Questo è il problema di un sistema che si fonda sul debito. Se non si affronta questo problema, non si risolve proprio nulla.

  7. IVAN INVERNIZZI ha detto:

    1Si chiarisce molto bene cosa e’ la spesa pubblica positiva in mmt.la spesa pubblica positiva o produttiva che dir dri volglia e’ quella spesa che aumenta direttamente la produzione e/o la produttivita’ e che per questo non e’ inflattiva.La mmt propone infatti la piena occupazione garantita con i plg e non il reddito di cittadinanza ,la cassa integrazione il sussidio di disoccupazione o altre forme di spesa improduttiva
    6 minuti fa · Mi piace

    Ivan Invernizzi 2La mmt non presuppone alcun forte dirigismo centralista,molti progetti anzi sono del tutto delocalizzati.I Piani Di Lavoro garantito sono infatti gestiti a livello di municipalita’.La spesa a deficit produttiva poi non e’ detto debba andare a finanziare dei carrozzoni pubblici.Il deficit puo’ essere creato sia aumentando la spesa pubblica sia diminuendo le tasse,la mmt propone di portare quasi a 0 cuneo fiscale e di abolire l’iva il che gia’ di per se’ aumenterebbe il deficit stimolando i consumi e le assunzioni.Se metti la gente al lavoro con il deficit avrai piu’ capitale circolante ma anche maggiore produzione.Se poi anche si volesse aumentare la spesa pubblica per creare deficit non necessariamente si dovrebbero finanziare imprese pubbliche,si potrebbe infatti semplicemente fare delle gare di appalto per dei lavori o dei servizi fatte da aziende private
    6 minuti fa · Mi piace · 1

    Ivan Invernizzi Contabilità della ragioneria dello stato alla mano non ha fondamento dire che il divorzio tra bc e tesoro e’ stato dovuto ai”partiti spreconi” …casomai e’ la giustificazione politica che si e’ voluto dare ha una perdita di sovranità popolare
    5 minuti fa · Mi piace

    Ivan Invernizzi 3 che la decisione degli investimenti debba essere degli imprenditori e non dello stato e’ una visione piu’ politica che economica…economicamente parlando dipende dalla struttura di mercato di un settore produttivo.Un monopolio naturale funziona meglio se gestito da pubblico che dal privato per esempio Esistono settori,come quello ambientale,che per le sue caratteristiche di inescludibilità e’ largamente condiviso debba essere sottoposto a una particolare attenzione dello stato.
    5 minuti fa · Mi piace

    Ivan Invernizzi 4 il reddito di cittadinanza e’ spesa improduttiva inflazionistica.aumenti il capitale circolante senza aumentare la produzione.5 vale quello detto al punto 1 piu’ il fatto che in economia esistono diversi monopoli naturali.Come fa ad esserci concorrenza per le autostrade?la liberalizazione-privatizazione delle ferrovie a portato a diminuzione dei costi ed miglioramento dei servizi?e la privatizzazione dell’acqua?…..
    5 minuti fa · Mi piace

    Ivan Invernizzi 6Questo punto chiarisce l’incomprensione del concetto di sovranita’ monetaria.Uno stato che emette la sua valuta non ha nessun bisogno di emettere titoli di stato,nel caso lo facesse sarebbe un modo per drenare riserve bancarie e dare un investimento sicuro ai cittadini.Nel caso li decidesse di emettere avrebbero(come e’ stato fino al divorzio della bc dal tesoro)interesse reale par fluttuante intorno allo 0 e nominale oscillante intorno all’inflazione.Un paese a moneta sovrana non avrebbe nessun problema di interessi su debito…perché dovrebbe averne?
    4 minuti fa · Mi piace

    Ivan Invernizzi 7La trappola della liquidità e’ effettivamente un problema ed infatti lo si risolve con la spesa a deficit positiva dello stato che ha un potere propulsivo dell’economia ch apunto la politica monetaria,come il qe,non ha.Spendendo lo stato aumenta i profitti e quindi i profitti attesi nel settore privato cambiando le aspettative dei soggetti economici ed invertendo il ciclo.E’ sempre successo cosi’:new deal crisi del 29 usa,social democrazie crisi del 29 scandinavia,nazismo post weimar………

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