Governo o no?

Alla tenera età di 86 anni, e con la montagna di soldi e di potere stratificato sulla quale sta assiso, Berlusconi ha il diritto di dire quello che pensa e che vuole sulla politica italiana e pretendere che il governo al quale dovrebbe partecipare abbia certe posizioni in politica estera. L’appiattimento della Meloni sulle posizioni dei neocons americani gli risulta particolarmente indigesto e, da politico navigato qual è, si rende conto che risulta indigesto anche alla maggioranza degli italiani.

Credo che sia questo il nodo vero che deve essere sciolto per fare il nuovo governo, la posizione che assumerà in politica estera e il grado di indipendenza dalle politiche belliciste dell’attuale amministrazione americana e dei vertici dell’Unione Europea. Certamente Berlusconi è filo atlantista, non ce lo vedo proprio a sfilare per le strade di Roma portando un cartello con su scritto “Fuori l’Italia dalla Nato!”, figuriamoci. Ma da qui a sostenere un governo bellicista che continui a fornire armi all’Ucraina e che sia appiattito sulle posizioni guerrafondaie dei neocons americani ce ne corre. D’altra parte Berlusconi l’ha detto chiaramente e ha ammonito tutti a non dubitare della sua fedeltà al patto Atlantico, ma allo stesso tempo ha ribadito la sua amicizia con Putin, che sottende anche a ribadire la validità della sua politica di apertura verso la Russia e i suoi accordi per il gas e il petrolio russo che hanno portato in questa situazione di dipendenza energetica dell’Italia. L’atlantismo estremo di Giorgia Meloni, d’altra parte, è un fatto recente: le posizioni della destra sovranista erano altre solo qualche anno fa, e non certo appiattite sul bellicismo della Nato e dei neocons. Ma chi l’ha seguita per un poco sa che Giorgia Meloni ha un senso dell’opportunismo spiccato e che per andare al governo del paese stringerebbe un patto con il diavolo. Nella destra sovranista che pure l’ha seguita e appoggiata ormai la Meloni è diventata la nemica numero uno per via del suo tradimento dell’essenza stessa del cosiddetto sovranismo. Berlusconi non è certo sovranista e come politico è quello che è: per quanto mi riguarda ne ho scritto anche troppo sulle sue performance in politica nei trent’anni dalla sua discesa in campo nell’agone politico. Tuttavia, è innegabile che Berlusconi è un politico navigato e che ha fiutato la trappola in cui si potrebbe cacciare un nuovo governo appiattito su posizioni neocons. Senza alcuna possibilità di trovare realmente alternative energetiche, senza soldi, con il paese che già sta sull’orlo di una crisi di nervi drammatica, con le imprese che chiudono e le piazze in subbuglio, continuare a mandare armi all’Ucraina e sostenere la guerra significherebbe proseguire la politica di Draghi caricandosi sulle spalle le conseguenze delle politiche antipopolari e suicide del suo governo. Con il rischio di essere travolti da una rivolta popolare senza avere nessuno strumento per tenerla a bada, ed essere costretti ad alzare bandiera bianca dopo pochi mesi, magari per far tornare Draghi nelle vesti del salvatore della patria. Proprio lui che ha affossato l’Italia verrebbe presentato a quel punto come quello che la salva, ma che in realtà deve garantire il sostegno acritico e piatto del paese all’esercito Usa e alla guerra della Nato. La Meloni ha dichiarato poco fa che se non c’è una adesione piena all’atlantismo e alla Nato il governo non si farà. La mossa della disperazione che svela la vera natura della crisi, che è arrivata prima della formazione del governo, il che la dice lunga sulle difficoltà del momento. Berlusconi non ci pensa per niente a farsi prendere a schiaffi dai guerrafondai, e d’altra parte alla sua età fa quello che vuole, anche mandare venti bottiglie di lambrusco a Putin che gli ha regalato per il suo compleanno venti bottiglie di vodka. Salute, si direbbe, ma nella UE non l’hanno presa bene e sono partite indagini per capire se questo scambio di regali non violi le sanzioni. Il senso del ridicolo è andato del tutto perduto a Bruxellese dintorni. Si tornerà a votare? Forse, oppure se non nascerà il governo Mattarella chiamerà direttamente il “tecnico” di sua fiducia, qualche altro Goldman Sachs o lo stesso Draghi. Chissà, vedremo.

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Un pensiero su “Governo o no?

  1. CONCORDO PERFETTAMENTE. QUESTA IL BERLUSCA E’ CADUTO NEL TRAPPOLONE PREPARATO DAI SERVIZI NON TANTO SEGRETI DEGLI STATI UNITI. A VOLTE LA STORIA SI RIPETE ANCHE SE – NELLOCASIONE – CON MODALITA’ FARSESCHE DATI I PERSONAGGI: ” TU QUOQUE FILI MI ” STELVIO IL LANZICHENECCO DI AREZZO

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