Elezioni 2022

Mi rendo conto di non aver scritto nulla su queste elezioni, dando tutto per scontato, ma forse non lo è affatto. A me il gioco che è stato imbastito appare chiaro e adesso lo descrivo rapidamente. La guerra e le sciagurate decisioni politiche dell’Europa stanno precipitando l’Unione in una recessione che durerà a lungo e che sarà molto dolorosa per tutte le fasce sociali.

La cosa era abbastanza chiara dopo il primo mese di guerra, quando le prime sanzioni, che erano per lo più scontate, furono rinforzate con pacchetti di ulteriori sanzioni sempre più surreali e chiaramente autolesionisti. In questi due articoli, uno del 29 marzo e l’altro del 31 marzo scorso, paventavo le conseguenze gravi delle sanzioni per l’economia europea, e il serio dubbio che le sanzioni fossero rivolte più contro l’Europa che contro la Russia, e che fossero funzionali al processo di difesa degli Usa del loro potere imperiale. La cosa è divenuta più chiara nei mesi seguenti e ora è assolutamente evidente che il vero obiettivo degli Usa era di prendere tre piccioni con una fava, annientare ogni ipotesi di collaborazione dell’Europa con la Russia, far scoppiare una guerra in mezzo all’Europa in cui Russi e nazioni europee si dissanguassero a lungo, e dare un duro colpo alla macchina economica europea, così come alla possibilità che nascesse una politica europea degna di questo nome, per concentrarsi sulla guerra alla Cina che è il reale obiettivo finale di queste manovre geopolitiche. Naturalmente, se l’ho capito io che notoriamente capisco niente di economia e di politica, figuratevi se non l’avessero capito i governanti con il cervello in funzione e che stanno per lo più dall’altra parte dell’oceano e che qui hanno alcuni servitori fedeli che capiscono e molti pupazzetti messi lì a fare numero. Che ad un certo punto la Russia potesse tagliare del tutto le forniture di gas all’Europa era stato ampiamente preventivato, e d’altra parte la “guerra del gas” non è iniziata ora, ma molti anni fa, l’articolo riportato risale al marzo del 2014. Una politica accorta e intelligente, che ha sempre manifestato una certa indipendenza dall’alleato americano, parlo di Angela Merkel, aveva chiaramente capito dove fosse l’interesse della Germania e di conseguenza quello dell’Europa e ha cercato in tutti i modi di perseguirlo, Poi gli Usa ne hanno chiesto la testa e si è dovuta ritirare a vita privata. Uscita di scena la Merkel, il castello di collaborazioni, alleanze, contratti, scambi economici e gasdotti che aveva pazientemente costruito, è stato velocemente abbattuto dall’insipienza e dal servilismo del pupazzo Scholtz e dei suoi ministri che – udite! udite! – stanno forse al livello di Di Maio, il che è tutto dire. gli altri tre pupazzetti, la baronessa Von Der Leyen, Michel e Borrell hanno contribuito in maniera notevole alla devastazione di vent’anni di politica estera tedesca ed europea, riportando l’Unione nell’alveo del più prono servilismo nei confronti degli Usa. Questi sono i pupazzi di scena, cha dubito capiscano realmente quello che sta accadendo e quello che succederà. Tra i pupazzi che capiscono, recentemente insignito nientepopodimenoche da Kissinger dell’ambito titolo di “politico dell’anno”, annoveriamo il banchiere Mario Draghi, da sempre fedele esecutore delle direttive dei gestori del potere finanziario, direttive che esegue con molta bravura e fedeltà. Il Draghi, ha capito al volo che l’aria che tirava era pessima per i governanti europei e ad un certo punto ha deciso di tirarsi fuori dai giochi per evitare che ricadesse su di lui la responsabilità del disastro prossimo venturo. In Europa non l’ha capito nessuno e i governanti al potere continuano a restare in sella anche se il cavallo sulla cui groppa sono assisi, sta cominciando già a recalcitrare e tirare calci. Ma ancora non è niente, tra ottobre e dicembre arriverà il peggio e con questo anche i salvatori delle patrie. tornando alle nostre beghe casalinghe, Draghi si è tolto di mezzo giusto in tempo perché la gente dimentichi le sue responsabilità, che peraltro sono state accuratamente nascoste da un mediatico che non è mai stato nella storia più servile di questo, e che la gente non ha mai potuto capire se non forse per intuito e diffidenza nei confronti dei governanti. Ci saranno le elezioni e andrà al potere probabilmente la Meloni, che non avrà nemmeno il tempo di sedersi sulla poltrona di Presidente del Consiglio che si troverà a dover affrontare una delle peggiori crisi della storia del paese, una crisi devastante e senza soluzioni che questa volta, colpirà tutti gli strati sociali, anche quelli che generalmente vengono solo sfiorati dalle crisi economiche, come i dipendenti pubblici. Qualunque cosa faccia, la Meloni e il suo governo, saranno facilmente additati come i responsabili della crisi, per incapacità o che altro, e sorgerà dalla sera al mattino, un coro sempre più forte e unanime per richiamare Draghi al governo della Repubblica nel ruolo di salvatore della patria. E così a nessuno verrà in mente l’insana idea di lavorare per far cessare la guerra o magari non mandare armi e soldi agli ucraini fottendosene ampiamente dell’esplosione di povertà nel nostro paese, o addirittura di cercare di trovare un accordo con il diavolo Putin e i suoi alleati. Draghi eseguirà fedelmente le direttive continuando nella politica suicida di fornire armi e soldi all’Ucraina e sanzioni alla Russia e alla Cina, e magari anche alla Turchia e all’India per essere troppo vicini alla Russia. d’altra parte se dobbiamo andare a fare la guerra serve un governo che sia fedele a prova di bomba alle direttive Usa, anche a costo della rovina del paese (che è già iniziata).

Questo è quanto e credo che basti per dare l’idea di quello che ci aspetta. Personalmente, dopo una lunga indecisione con propensione all’astensione, sono andato a votare per ISP, sia per simpatia e stima verso Giorgio Bianchi sia per vedere quanta gente ha coscienza della necessità dio opporsi a questo disegno folle e suicida che ci vede correre a perdifiato verso la guerra e forse verso l’olocausto nucleare in Europa. Non ci resta che pregare per chi ci crede.

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