Poteri e vaccini

Ho scritto poco o nulla sulle vicende che vedono una parte consistente e variegata della popolazione del mondo contrapporsi all’obbligo, variamente mascherato, di assumere un vaccino per contrastare l’epidemia di Covid 19 che ci tormenta da un paio di anni. Giusto un articolo sulla Pfizer, nel quale espongo (ma non sono certo stato io a scoprirlo) che si tratta di un’associazione per delinquere più volte condannata a pene o sanzioni molto pesanti dalle Autorità sanitarie americane e di altri paesi del mondo. Ma questo è solo un aspetto della questione e non spiega lo scontro in atto né le sue conseguenze, anche se dà un’indicazione sui alcuni dei suoi presupposti. Ho deciso qui di di esprimere la mia opinione su tutta la vicenda per cercare di capire come andrà a finire e cosa accadrà nei prossimi mesi. La questione è complicata e ha molteplici aspetti da tenere in considerazione e sui quali riflettere. Cercherò di non essere troppo prolisso, ma dico subito che è difficile sintetizzare troppo senza perdere il filo.

Per sgombrare il campo dagli equivoci, vi dirò subito delle mie scelte personali in materia. Io ho fatto il doppio vaccino Moderna, sulla base di un semplice calcolo personale. Chi mi conosce sa che mi perseguita, ormai da oltre trent’anni, una malattia autoimmune, il Morbo di Crohn, per il quale assumo farmaci immunosoppressori quotidianamente. Si tratta di una cura sintomatica ma efficace per prevenire le conseguenze nefaste del morbo. Il problema di tutte le malattie autoimmuni consiste nel fatto che all’improvviso il sistema immunitario, invece di prendersela con batteri o virus estranei al corpo, si mette ad attaccare una qualche parte del corpo con violenza tale da indurre gravi conseguenze. Nel mio caso, il morbo ha scelto un posto del piffero, l’angolo di Treitz nel duodeno, il punto in cui il duodeno compie una bella inversione a U e diventa colon, e che si ritrova attaccato come una cozza allo scoglio il pancreas e poco più giù la milza. Il morbo di Crohn è un testardo paranoico, quando se la prende con un punto dell’organismo non c’è verso di convincerlo ad andare da qualche altra parte o che quello non c’entra niente con le sue paranoie. Morale, gli attacchi del sistema immunitario in un punto preciso dell’intestino provocano infiammazioni violente che, nell’intestino, hanno il poco piacevole effetto collaterale di irrigidire le pareti e creare una strozzatura. Dopo un po’ di attacchi, la strozzatura si chiude e una volta si moriva di peritonite, perché prima o poi la sacca peritoneale si rompeva, adesso si deve intervenire con urgenza chirurgicamente per asportare la parte irrigidita e ricucire l’intestino. Ovviamente la ricucitura è anch’essa una strozzatura ma in quale modo l’intestino ricomincia a funzionare. Solo che quel paranoico del sistema immunitario indotto dalla testardaggine del Crohn, continua ad attaccare l’area che aveva inizialmente originato la sua ira funesta anche se non c’è più il punto preciso di prima. Ne sceglie un altro e ricomincia daccapo. Se uno ha un sistema immunitario particolarmente forte, è praticamente spacciato. Ho visto ragazzi operati per tre o quattro volte nel corso di un anno, e ogni volta gli toglievano 30/40 centimetri di intestino. Per questa ragione, l’unico modo di rallentare il decorso della malattia è tenere a bada il sistema immunitario con farmaci che ne deprimono le reazioni a virus e batteri. Nel mio caso, poi, la faccenda è particolarmente importante perché le operazioni chirurgiche al Treitz sono molto delicate e rischiose e non so se reggerei un secondo taglio nello stesso punto. Soprattutto perché è sempre in agguato una pancreatite fulminante post operatoria, visto che il pancreas sopporta malamente di essere smucinato come avviene durante l’operazione. Le conseguenze negative dell’assunzione di immunosoppressori sono che le energie scarseggiano, che durante gli attacchi della malattia mi tocca mettermi a letto perché non ho la forza nemmeno di alzare un dito, ma tutto sommato lo stato di salute è mediamente discreto e riesco a mantenermi in vita con una decente capacità produttiva. C’è chi sta peggio, insomma, e tutto sommato non posso lamentarmi troppo. La conseguenza positiva è che le reazioni scomposte del sistema immunitario sono ovviamente scomparse. e poiché la fase acuta dell’infezione da Covid 19 consiste proprio in una reazione scomposta del sistema immunitario che provoca la cosiddetta “tempesta di citochine” nei polmoni che, se non viene fermata per tempo, provoca la morte del paziente per soffocamento, ho la fortuna di essere praticamente esentato da queste conseguenze dannose per la banale ragione che il mio sistema immunitario ha una forza di reazione paragonabile a quella di una formica un bel po’ malandata. Insomma, i vaccini, il cui scopo è quello di insegnare al sistema immunitario come reagire di fronte a un virus per eliminarlo dal corpo, mi fanno un baffo, anzi nemmeno quello, visto che sono cinquant’anni e passa che ne ho due e il terzo non saprei dove metterlo.

La premessa è d’obbligo, perché siamo in un paese di ipocriti e sepolcri imbiancati, e il solito “Pierino il cretino” che si alza su e ti contesta le contraddizioni confondendo i piani certamente non mancherà. Dirò pure che in precedenza non ho mai fatto il vaccino anti influenzale, per la semplice considerazione che considero questi sedicenti vaccini per buona parte inutili allo scopo, dato che i virus si presentano ogni anno in forma nuova e tendono a cambiare e sfuggire al vaccino anche durante la stagione. Non è che non servano a niente, ma certo non rappresentano un vaccino, termine che nell’immaginario popolare è legato all’idea dell’immunità totale da una malattia mortale, come il vaiolo, la poliomelite, la difterite e che sono, quindi, stati resi obbligatori senza che nessuno trovasse niente a che ridire, anzi. Questi farmaci, vengono chiamati vaccini così la gente li prende per strumenti salvifici e li compra, o meglio li fa comprare dal proprio governo. Questo è un altro aspetto decisivo della questione e tra un po’ di arrivo. Chiudo la prima parte dicendo che questi sedicenti vaccini comunque un po’ di prevenzione la fanno, ma non impediscono che i vaccinati stessi possano contrarre una qualche variante del virus tra le migliaia che questo è in grado di produrre nel corso della sua esistenza. Ho un esempio in casa: un collega di studio, polivaccinato insieme alla sua famiglia con moglie e due figli, anch’essi polivaccinati, ha scoperto di aver ripreso il virus, in forma relativamente lieve ma che comunque li ha costretti a letto con la febbre e in quarantena, per non contagiare amici e parenti. Molti medici e studiosi del campo sostengono che è possibile fare prevenzione con costi infinitamente minori sia in termini di qualità della vita personale e sociale che in termini di esborsi economici, utilizzando dei farmaci dotati di determinati principi attivi (non entro nel merito perché non sono medico e non faccio il virologo, ma ripongo fiducia nelle parole di medici e ricercatori del campo che sono stati a suo tempo insigniti anche del Nobel per la medicina, che a lungo è rimasta una cosa seria, e di amici medici cui riconosco da tempo immemore la valenza professionale e l’onestà intellettuale), che sono in grado di impedire le reazioni scomposte del sistema immunitario al pari e meglio dei vaccini.

So benissimo che dopo aver scritto questa frase, per la legge di Murphy, salterà su un imbecille a dire che sono un “novax” termine con il quale, nella società degli idioti qual è diventata la nostra, si identificano tutti coloro che esprimono una qualche critica al conformismo dilagante. Non è un gran male, tutto sommato ancora ci va bene, dato che fino a un paio di centinaia di anni fa, si finiva sul patibolo o sul rogo esprimendo un proprio pensiero critico, e qui al massimo si ottiene la reazione degli imbecilli e degli ignoranti che notoriamente sono terrorizzati dal pensiero critico e non hanno la più pallida idea di come si possa confutarlo per esprimere la propria contraria idea senza ricorrere alla violenza, arrogante, presuntuosa e totalizzante. Sento alla radio (che non ho la televisione per scelta compiuta una trentina di anni fa e pure più), di una campagna pubblicitaria del Governo che invita la popolazione ad avere fiducia nella scienza. Faccio sommessamente notare che l’essenza della scienza è proprio il pensiero critico, senza il quale l’umanità ha vissuto tempi bui di oscurantismo ed ignoranza, che il governo stesso dovrebbe interrogarsi sul fatto di promuovere riforme dell’istruzione che distruggono la cultura e la formazione del pensiero critico e spingono per la semplificazione della cultura e una specializzazione minuziosa che comporta l’abbandono o quasi di ogni capacità critica, che qui non è in discussione la scienza in sé, come in perfetta malafede, nell’ambito di quella semplificazione ignorante viene propagandisticamente agitato, ma la sedicente scienza delle multinazionali di BigPharma che hanno dimostrato in passato di non avere alcuna cura dell’interesse generale a vivere in buona salute, ma solo un interesse specifico a far crescere il proprio fatturato a qualunque costo. I casi di campagne propagandistiche condotte dalle major del farmaco in perfetta malafede, che hanno prodotto danni irreparabili alla salute di alcuni, di molti e di intere fasce di popolazione, ma benefici immensi alle casse delle aziende, sono innumerevoli, e nel mio articolo sulla Pfizer ne faccio un parziale elenco limitato ai casi più eclatanti. Come quello in cui la casa farmaceutica è stata condannata dalla FDA a pagare una multa per pratiche scorrette e vietate nella pubblicizzazione di farmaci, di oltre due miliardi di dollari, che sembra una cifra mostruosa, ma che diventa una piccola voce di costo a fronte di un fatturato di decine di miliardi di dollari portato da quella pratica. Questa non è scienza, ovviamente, e la gente lo sa bene. E quando il Governo o i sedicenti studiosi che impazzano sugli schermi identificano il pensiero critico nei confronti di BigPharma come un attacco alla scienza, fanno un’operazione ignobile e degna dei servi corrotti di BigPharma. Il punto è che è infinitamente più complicato indurre le singole persone a comprare una pasticca per un certo effetto taumaturgico, il che comporta che devi convincere le Sanità dei singoli paesi che quel farmaco fa bene, i medici a prescriverlo, e la gente a prenderlo, che convincere un paese a rendere di fatto obbligatorio un vaccino anche se è poco efficace. Si producono e si vendono molte più dose con costi enormemente più bassi. Le BigPharma finanziano le università nella ricerca perché si aspettano di avere vantaggi da quella ricerca. L’onestà intellettuale vorrebbe che la ricerca fosse fine a sé stessa, perché l’obiettivo di essa è la conoscenza non l’attività produttiva che, semmai, è un corollario dell’attività di ricerca. La legislazione italiana sulle start up ha tentato di regolamentare questa materia favorendo gli spin off dalle facoltà universitarie e dai centri di ricerca di attività giunte ad una maturazione pratica. Peccato che poi si finisca per far partire la ricerca proprio con l’obiettivo di arrivare allo spin off e a prendere tanti soldi dallo Stato. Se poi è BigPharma a finanziare la ricerca, viene naturale finalizzarla agli interessi della casa farmaceutica che tanto generosamente tiene in vita (e pure con un certo comodo) intere generazioni di ricercatori o sedicenti tali. Insomma, i casi di corruzione nella ricerca, nella generazione dei protocolli di cura, e poi di governanti e funzionari e manager della sanità,, fino alla corruzione di decine di migliaia di medici di base, sono il frutto di una pratica corrente e certamente non episodica. Cosa c’entra questo con la scienza? Assolutamente nulla, ma dato che la gente, spinta a non conoscere, a non studiare, a non criticare, a non capire, si fida ciecamente di quello che gli viene propalato dal piccolo o dal grande schermo, la confusione di critica con l’avversione alla scienza, mentre è esattamente il contrario, passa tranquillamente. La cosa passa anche attraverso pratiche scorrettissime come quella di mettere gente come Agamben e Cacciari, oltre ai numerosi ricercatori anche premi Nobel per la medicina, sullo stesso piano dei complottisti che vedono rettili alieni dominare il mondo o terrapiattisti e altre bagattelle simili. L’attacco vergognoso ad Agamben e Cacciari da parte del Corriere della Sera che, negli anni ruggenti chiamavo, non a torto, il Corriere dello Zar, meriterebbe un approfondimento serio e la cacciata agli inferi del ludibrio universale di coloro c h e l’hanno confezionato e sferrato. Naturalmente non succederà niente del genere, anzi gli autori di questi misfatti godranno di particolari privilegi da parte dei manutengoli del potere reale. Dubito che qualcuno abbia la faccia tosta di riuscire a guardarsi allo specchio senza che gli vengano irresistibili conati di vomito, ma tanto ci sono abituati a considerare la propria morale in termini puramente economici. Ogni uomo ha un prezzo, diceva qualcuno tanti anni fa, e dopo aver messo da parte questa idiotissima e cinica considerazione, magari sono pure soddisfatti di essere riusciti a strappare un prezzo relativamente alto. Sono i critici e gli spiriti liberi ad essere additati dal potere al pubblico ludibrio: è il rovesciamento dell’etica che la logica del potere porta inevitabilmente con sé. Quello stesso rovesciamento, che portò i piemontesi a chiamare unità d’Italia la loro conquista del Regno delle Due Sicilie, definire “briganti” i patrioti che lottarono contro questa conquista, ed “eroi” i traditori e i corrotti che la resero possibile. O definire come giusto e sacrosanto un atto ignobile e vigliacco come la distruzione di Pontelandolfo e Casalduni e il massacro della popolazione, comprese donne, bambini e preti sbudellati con una ferocia che fece scuola, ottant’anni dopo, ai peggiori nazisti.

La logica di tutto ciò è la metamorfosi del potere che, a distanza di mille e cinquecento anni, riprende l’antica idea rivoluzionaria della Chiesa di Roma che, privata delle legioni, cominciò a sviluppare l’idea di Sant’Agostino sulla confessione. Questa diventa uno strumento più duttile, complesso ma immensamente più efficace del domino sui corpi indotto dalla conquista militare. Il controllo delle anime è molto più potente del controllo dei corpi e soprattutto ha costi infinitamente minori. La logica del potere (sulla quale ho già scritto e che meriterà un ulteriore approfondimento in un prossimo articolo in cui definirne la natura, i contorni e il modus operandi), dopo aver scatenato guerre a ripetizione negli ultimi duemila anni, alla ricerca del migliore interprete, di fronte al rischio dell’estinzione dell’umanità a seguito dell’ennesimo conflitto nucleare, ha dovuto ripiegare sulle guerre locali, ma soprattutto ha ripreso la vecchia idea che ha consentito alla Chiesa di Roma di dominare il mondo occidentale fino almeno alla Riforma Protestante. Arma a doppio taglio, però, che la Chiesa ha usato in modo straordinariamente efficace, mentre il potere contemporaneo, per poterla usare deve contemporaneamente, ridurre il livello culturale medio, utilizzare strumenti di diffusione di massa che però consentono alla gente di assumere informazioni anche altrove, e quindi mettendo a repentaglio la credibilità dello stesso sistema di potere. E’ vero che questo spinge in tutti i modi per abbassare il livello culturale e di coscienza, ma allo stesso tempo offre gli strumenti adatti perché le persone possano informarsi da più parti e incrementare in modo esponenziale la loro conoscenza. La lezione della Chiesa è stata scimmiottata, ma non compresa fino in fondo. E d’altra parte la Chiesa stessa aveva appreso la lezione dagli imperatori diventati dei dell’Olimpo, così che l’impero divenisse eterno per definizione e gli imperatori la fonte di ogni verità. La televisione e il cinema non bastano per questo scopo, erano molto più credibili gli imperatori romani, e lo strumento della penitenza e della confessione dei peccati, che ti mette nelle mani del “perdono” non trova un corrispondente efficace nella moderna gestione del controllo delle anime.

Tornerò sull’argomento del potere e sulla sua sorte. Ci sto scrivendo da quasi dieci anni un libro, che vede pochi alti e molti bassi per la mancanza di tempo e di concentrazione sufficiente, e d’altra parte il “potere” opera benissimo proprio in questo senso, frantumando le volontà e la determinazione, e disturbando continuamente la concentrazione costringendoti ad occuparti di altro. Ma l’esito della battaglia è inevitabile, la morte del potere è segnata. Oppure è segnata la morte dell’umanità intera.

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7 pensieri su “Poteri e vaccini

  1. Avevano detto di avere la soluzione per questa pandemia. Vaccini, green pass, super green pass, restrizioni, lockdown,,….. a cosa sono serviti? A nulla!!! due anni di bugie e siamo al punto di partenza. un fallimento totale!!!

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  2. gentile Domenico, ma se il tuo sistema immunitario non reagisce alle “sollecitazioni” esterne io francamente non riesco a capire i motivi per cui ti sei sottoposto ad inoculazione.
    per il resto, nulla da eccepire.
    cordialmente,
    Federico

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    1. Caro Federico, Viaggio spesso in treno, giro per musei e concerti, ho sovente cene di lavoro in ristoranti e serve il green pass per ogni cosa. Tra poco, tra l’altro, diventerà obbligatorio anche per accedere in Tribunale. Tu dirai che è una questione di principio. Per me la questione di principio è l’obbligo vaccinale, che il governo dovrebbe avere la faccia di introdurre e prima o poi lo faranno, seguendo i governi di molti altri paesi europei e non. E francamente considero la questione finanziaria molto più decisiva di questa sui vaccini. Forse più complicata e difficile da capire, ma l’essenza della lotta per il potere sta altrove.

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      1. ritengo l’operazione Covid funzionale alla guerra ibrida finanziaria in corso… peraltro, dovrebbe essere evidente considerando che Big Pharma è componente essenziale delle oligarchie finanziarie dominanti

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        1. Infatti, hai ragione. Ma proprio per questo non è la battaglia decisiva, serve solo a sollevare un gran polverone e comunque a far capire che il “potere” c’è e comanda. Sul piano finanziario, però, ti faccio osservare che tutto il fatturato annuo di Bigpharma è si e no un dieci per cento di quanto ogni giorno gira sulle borse. Tradotto in termini militari è come una scaramuccia con qualche morto tra guardie di confine.

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  3. Condivido buona parte delle sue valutazioni. Mi permetto di integrare facendo riferimento alle cure attuali che si basano sui famosi protocolli. senza tener conto delle caratteristiche psicofisiche individuali e – soprattutto nel caso degli anziani – delle possibili piccole patologie dovute all’invecchiamento. Il disastro attuale è dovuto alla riforma sanitaria che ha distrutto la medicina territoriale. Il MEDICO di famiglia odierno è uno scrivano di ricette gestite addirittura dal paziente. Inoltre il suo aggiornamento è gestito dalle stesse case farmaceutiche che – ovviamente – mirano soprattutto al PROFITTO. Stelvio

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