Solidar: la rivoluzione del blockchain per una nuova società

La tecnologia Blockchain, che è alla base del BItcoin e dell’Ethereum, le due cryptocurrencies più note delle oltre mille che sono sorte negli ultimi mesi, è di per sé una vera rivoluzione.  Non ha bisogno di un server centrale per funzionare, poiché i dati di tutte le transazioni sono contenuti in modo criptato in ognuna di esse e solo una transazione, quella che interessa chi la pone in essere, è leggibile in chiaro.  Questo fatto ha due effetti essenziali: il primo è che le transazioni non hanno costi, a differenza di quello che avviene con le banche, e il secondo è che le transazioni possono essere perfettamente anonime.  La terza caratteristica essenziale di questa tecnologia è che, proprio per queste sue caratteristiche, essa è inarrestabile e di fatto sta determinando la fine del monopolio delle banche sull’emissione di denaro e soprattutto la fine del regime di scarsità che questo monopolio comporta.

Le banche e i finanzieri di tutto il mondo si stanno interrogando su come fermare la valanga, e allo stesso tempo su come utilizzare questa nuova tecnologia, ma è come fermare l’onda del mare con le dita e impedire ad altri di utilizzarla è perfettamente inutile. Mi ricorda i tentativi di regolamentare internet fatti con vari provvedimenti legislativi che si sono rivelati del tutto inutili se non controproducenti. Per ora non è sorta una nuova economia che usi stabilmente queste cryptocurrencies. Il Bitcoin è molto usato in alcuni tipi di transazioni commerciali e dalla speculazione finanziaria, ma non ha generato di per sé un nuovo modo di fare economia, né questo era il suo obiettivo. Il Bitcoin è nato nel 2009 e a gennaio il suo valore in dollari era zero. Ci ha impiegato circa un anno e mezzo per arrivare alla bella cifra di 0,06 dollari per un Bitcoin, per la semplice ragione che nessuno aveva ancora capito l’importanza e la novità della tecnologia blockchain. Si è dovuto attendere l’aprile del 2011 per avere una quotazione di un dollaro per un Bitcoin e l’agosto del 2012 per arrivare a 10 dollari per un Bitcoin. Il punto è che il prezzo di qualsiasi cosa, anche di una cryptovaluta dipende dal mercato e quindi dalla legge della domanda e dell’offerta. Tutte le cryptovalute hanno un numero prefissato di unità e ciascuna di esse può essere presa è acquistandola sul mercato oppure affidandosi al “mining”, ovvero impegnando i propri computer nella soluzione di equazioni sempre più complesse dalle quali si ricava un blocco contenente il tesoro nascosto. Insomma, è un po’ come andare a cercare l’oro nel Klondike, bisogna trovare la vena e poi scavare e scavare finché non si trovano le pepite d’oro.  Quindi,le cryptovalute sono caratterizzate dalla scarsità, come le monete bancarie, ma a differenza di queste non è necessario indebitarsi per averle. Questa scarsità ha indotto la speculazione finanziaria a interessarsi di esse e, allo stesso tempo, ha generato la enorme crescita del prezzo di mercato quando un numero crescente di soggetti economici e finanziari ha cominciato a usarle per le proprie transazioni. La crescita è stata tumultuosa e rapidissima: nell’aprile 2013 il BItcoin raggiungeva i 100 dollari e a novembre del 2013 i mille dollari. Poi il rezzo ha ripiegato velocemente fino a un minimo di 177 dollari nel 2015 a causa dell’incertezza normativa e delle voci messe ad arte in circolazione per le quali il Bicoin era la moneta delle transazioni illegali.  Schiarite queste nubi, il Bitcoin ha ripreso la sua corsa arrivando di nuovo ai mille dollari a febbraio di quest’anno e moltiplicandosi ancora fino all’attuale quotazione che si aggira intorno ai seimila dollari. La capitalizzazione di mercato del Bitcoin è attualmente di circa 100 miliardi di dollari.  Sulla scia del Bitcoin, l’Ethereum esordisce a settembre 2015 con una quotazione di 1,5 dollari, scende fino a 0,42 dollari e risale poi rapidamente fino agli attuali 277 dollari, dopo aver raggiunto un massimo di 416,17 dollari a settembre scorso. La capitalizzazizone di mercato dell’Ethereum è attualmente di circa 26 miliardi di dollari.

Anche l’Ethereum si fonda su una tecnologia blockchain, è caratterizzato da scarsità e però rispetto al Bitcoin ha il vantaggio che nel suo programma può contenere anche transazioni diverse da quelle puramente monetarie, come le obbligazioni, ad esempio o altro genere di contratti. Insomma, un’evoluzione del Bitcoin, con alcune funzioni aggiunte che lo rendono molto interessante e funzionale.  Le altre cryptovalute funzionano più o meno come il BItcoin ma presto ne usciranno altre che avranno funzioni simili a quelle dell’Ethereum.

L’esistenza molte cryptovalute farà sì che il valore di esse tenderà a diminuire col tempo, anche se sono probabili bolle speculative sui prezzi  di alcune di esse. Il punto fondamentale è che nessuna di queste cryptovalute è in grado di generare un’economia che applichi gli stessi principi di libertà e di autonomia che la tecnologia blockchain permette.

Il fatto che queste cryptovalute fossero caratterizzate da scarsità mi ha fatto concludere che esse erano inadatte per una comunità che volesse applicare i principi della Faz e che di fatto si trattava di un nuovo modo, anche se rivoluzionario, di costruire un derivato che ha come sottostante il lavoro dei computer per trovarle. Tuttavia, La tecnologia  blockchain con la sua assoluta libertà e gratuità era però estremamente interessante se si fosse potuto applicare ad essa i due principi della Faz, ovvero il tasso negativo e il Reddito di Cittadinanza.

Nel frattempo, il panorama delle cryptovalute si arricchiva della presenza delle freicoin, nate in Germania per costruire una valuta che fosse caratterizzata dal tasso negativo secondo le indicazioni di Sylvius Gesell, l’economista tedesco che per primo le ha teorizzate (e anche applicate se pure per brevissimo tempo nel governo socialista della Baviera poi spazzato via dall’avvento del nazismo) e che ha molti seguaci ed estimatori in Germania e nel mondo. Com’è noto io sono un seguace di Gesell, anche se l’applicazione dei suoi principi della moneta deperibile è fatta con criteri diversi e un po’ più complessi di quanto lui non avesse previsto. D’altra parte le tecnologia attuali erano inimmaginabili negli anni trenta del secolo scorso e che ci sia un’evoluzione sull’applicazione dei principi da lui genialmente scoperti è nelle cose.

Una costola delle freicoin è l’associazione tedesca Winc e. V.  con cui abbiamo collaborato un anno per arrivare a costruire il Solidar, una cryptocurrency che è caratterizzata sia dal tasso negativo che dal Reddito di Cittadinanza. Per ora anche il Soldar si basa sulla scarsità, ne è stato fissato un numero massimo (120 milioni) da raggiungere attraverso il mining, ma questa caratteristica sarà sostituita in un tempo ragionevole dalle equazioni del progetto Faz per cui la moneta in circolazione deve essere sempre adeguata alle attività correnti e agli investimenti. Ma ci vorrà qualche tempo e per ora va bene così.

Il vantaggio del Solidar rispetto alle altre cryptovalute è che esso è una moneta stabile, a larga diffusione e che può generare un’economia autonoma. Infatti, chi lo prende troverà conveniente spenderlo nella comunità per evitare di subire a lungo gli effetti del tasso negativo che erodono il capitale accumulato, ma questo comporta una elevata velocità di circolazione e l’interesse di molti a usufruire del mercato che gli si prospetta davanti poiché molte persone aderiranno proprio per usufruire del RdC. Quando sarà possibile emettere i Solidar anche per finanziare investimenti, il cerchio sarà completo. Le imprese che lo utilizzeranno avranno interesse a pagare i fattori di produzione in questa moneta, la gente avrà interesse a spenderla al più presto e questo innesterà un circuito virtuoso di economia in crescita. A quel punto la caratteristica della scarsità non avrà più senso, poiché in effetti la domanda di moneta è pressoché illimitata in una società caratterizzata da una produzione immateriale di per sé pressoché illimitata. La cosa interessante è che questa velocità di circolazione farà di per sé crescere il valore della moneta e allo stesso tempo la manterrà stabile anche se il Solidar può essere di interesse della speculazione finanziaria. Tuttavia, a differenza del Bitcoin e delle altre cryptovalute che sono tesaurizzabili, il tasso negativo impedisce questa tesaurizzazione e quindi la scommessa della speculazione è vero una moneta che acquista nel tempo un valore maggiore di quello che perde con il tasso negativo. Insomma, alla fine il Solidar potrà essere oggetto di speculazione a breve, esattamente come i derivati (che sono caratterizzati da un decay time nel quale perdono valore) ma non a lungo termine.

In conclusione, la vera rivoluzione della blockchain sarà compiuta dal Solidar e dalle monete simili che saranno in grado di creare un’economia che nasce come solidale e ricca allo stesso tempo. Dobbiamo dimenticare che la solidarietà sia fondata necessariamente sul sacrificio: nella società dell’abbondanza non c’è bisogno di alcun sacrificio per essere solidali e per far crescere la ricchezza in modo equilibrato e consapevole, il Solidar è lo strumento per creare una comunità solidale, ricca e equilibrata,la società dell’abbondanza, finalmente.

Al momento dell’iscrizione si riceve 1 Solidar di benvenuto e tra breve si riceveranno 10 Solidar al mese. Quando il valore del Solidar comincerà a crescere il RdC sarà ridotto proporzionalmente fino a 5 Solidar al mese. Per unirsi alla comunità del Solidar basta cliccare su questo link e scrivere la parola magica “join”. Le transazioni avvengono tramite messenger seguendo le semplicissime istruzioni che dà all’inizio il bot e che si possono richiedere in qualunque momento inviando un messaggio con scritto “help”. Per sapere come funziona andate sul sito del Solidar. Per ora è solo in inglese ma tra breve sarà anche in italiano. Nel giro di qualche settimana metteremo anche una pagina dove poter effettuare scambi di cose e prestazioni in Solidar. La rivoluzione è cominciata, ora tocca a tutti noi dargli concretezza.

 

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