La prima ordinanza del Sindaco di Roma: Il nuovo? Ma no, le vecchie lobbies…

colosseoLa nuova Sindaca di Roma ha finalmente firmato la prima ordinanza urgente per la città. Deve trattarsi, evidentemente di un problema molto sentito dalla popolazione per essere affrontato con tanta urgenza e decisione. Parliamo forse dello stato pietoso delle strade cittadine? O dell’abusivismo di migliaia di immigrati per lo più irregolari che vendono merci di dubbia qualità senza alcun controllo, senza pagare tasse, senza alcuna regola in tutte le strade del centro? O di quello ancora peggiore del trasporto pubblico? E che dire del milione e mezzo di automobili che hanno fatto di Roma “quell’enorme parcheggio”, come amava dire Moravia? O del mezzo milione di motorini spetazzanti che insieme alle automobili ed ai pullman a gasolio rendono mefitica l’aria della città?  O magari della tutela dei monumenti e del rilancio dei siti archeologici e la loro valorizzazione?  Ma no, che vi viene in mente…  Sorpresone!

Il primo provvedimento della Sindaca di Roma, è stato quello di inibire ad una cinquantina di Risciò di circolare per le strade del centro storico. Riprendendo il divieto emesso a novembre da Tronca, che vedeva nei risciò un’attività assimilabile a quella dei terroristi, pericolosa per l’incolumità pubblica, in grado di intasare il traffico (sic!) e condotta con metodi delinquenziali (giuro che diceva proprio così), arrecando un danno gravissimo (altrimenti non avrebbe potuto prendere un provvedimento di urgenza), al decoro della città, ai monumenti ed alle strade, la Sindaca ne ha anche esteso l’applicazione ad aree non previste nel divieto del Commissario.

Insomma, i mali di Roma si concentrano nelle attività illecite e delinquenziali di una cinquantina di persone che pedalano sui risciò per portare a spasso i turisti. Qual è la logica di questo ignobile provvedimento? Certo i risciò non inquinano, sono silenziosi, non creano incidenti, ancorché Tronca li abbia definiti mezzi pericolosi per l’incolumità pubblica, costano poco e possono dare lavoro a molta gente. Il progetto dei risciò a Roma risale al 2007 su iniziativa della Cooperativa Blow Up che, d’intesa e con il supporto del Ministero della Giustizia, ha acquistato una decina di risciò da far circolare nelle strade del centro per il recupero degli ex detenuti ed il loro reinserimento sociale. Si costituì un tavolo di lavoro con i vari Assessorati del Comune interessati alla questione, ed alla fine fu partorito un esperimento che è durato dieci mesi nel 2010. Ovviamente, nessun incidente, nessun problema, nessuna lamentela da parte di chicchessia. Tranne che le lobbies che dominano questa sfortunata città. La lobby delle case automobilistiche, dei petrolieri ed ovviamente dei tassinari, coalizzate contro un fenomeno che poteva togliere loro fette consistenti di mercato.  Si trattava poi di dare una regolamentazione al fenomeno, cosa che in un paese civile, si sarebbe fatta in un paio di mesi al massimo, ma ovviamente non in Italia e soprattutto non a Roma. Le lobbies sono potenti ed hanno cominciato a descrivere l cosa sui loro media come un pericolo per l’incolumità pubblica e per la città. Non il traffico, non le automobili che a milioni invadono le strade cittadine ed inquinano l’aria, il problema del trasporto è dato dai risciò. Allora la cosa fu bloccata perché “qualcuno” che conta, aveva messo gli occhi addosso a quello che poteva essere un business interessante. Costruire qualche migliaio di risciò per decongestionare il centro sembrava una buona idea, ma anche un buon affare. Quindi, tutti fermi in attesa del regolamento dei conti, non per la tutela dell’interesse pubblico, ma per la spartizione del business tra le bande che dominano la città. Del progetto di reinserimento degli ex detenuti, ovviamente, non fregava niente a nessuno. Progetto che, per inciso, aveva avuto grande successo, visto che di quelli ingaggiati nell’iniziativa, solo una percentuale irrisoria era tornata a delinquere.

Si sperava che la nuova giunta affrontasse la questione dalla giusta angolatura. Le maggiori città del mondo hanno migliaia di risciò che girano per il centro, ed i vantaggi sono talmente evidenti che non è nemmeno il caso di parlarne. L’idea con la Cooperativa Blow Up, era poi quella di legare il funzionamento dei risciò anche all’emissione di una moneta locale, ma questa è fantascienza in una città perduta come Roma. E invece che fa la Sindaca? Il primo provvedimento è di vietarne la circolazione rimandando ad una fantomatica regolamentazione l’eventuale revoca del divieto. Regolamentazione che ovviamente non si farà mai, altrimenti non avrebbe vietato alcunché. E gli abusivi? E le automobili? E le strade? Ah, questi tutto dopo. Il nuovo volto di Roma parte dal divieto di pedalare ed ovviamente tutelare le lobbies.  Ah che tristezza…

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