Cronache da una società detestabile: i ladri in casa

ladrincasaQuando eravamo ad Alessandria per la Festa del Pensiero, dove ho tenuto una breve conferenza e diversi interventi, in un ambiente molto interessante e stimolante, sono entrati i ladri in casa. Hanno rubato poco o nulla, qualche pezzo d’argento che era stato regalato in quelle occasioni che occorrono nella vita, e la mia è lunga, ma hanno devastato molto. Evidentemente cercavano soldi che ovviamente non hanno trovato e non troverebbero mai, semplicemente perché non ce ne sono. Chiamata la polizia e i carabinieri alle 14 si è presentata una volante alle 19,30. Mi viene il dubbio se fare la denunzia, a quanto pare è del tutto inutile. E d’altra parte questo nostro detestabile paese è una sorta di manna per i ladri. Niente controlli preventivi, niente indagini, se ti difendi dentro casa ti accusano di eccesso colposo in legittima difesa, la polizia e i carabinieri sono impotenti perché non hanno più mezzi.

Il ritardo nell’intervento era dovuto al fatto che non c’erano volanti disponibili a seguito dei tagli alla spesa della sicurezza. Io non ho un’arma né l’avrò mai. Odio la violenza e comunque non sarei capace di sparare nemmeno ad una sagoma, figuriamoci ad un essere umano, per quanto possa essere odiosa la sua azione. Tuttavia capisco chi cerca di difendersi da sé. Ti senti violato, violentato, colpito nell’intimo, vedendo i tuoi luoghi, la tua stanza, il tuo letto, gli armadi, i cassetti, le librerie con tutto rovesciato in terra in gran disordine e confusione. Mi sono sentito umiliato, considerato alla stregua di una cosa, da valutare secondo il prezzo e da buttare via s non vale niente. Questo è un paese in cui il furto in pratica non è più punito, e questo i ladri lo sanno benissimo. Gli è andata male a casa mia, con quello che hanno preso faranno si e no qualche decina di euro, ma non hanno corso rischi. Anzi, è un paese in cui il furto è praticato ai massimi livelli, come si scopre amaramente dalle cronache quotidiane. È una società detestabile, perché non ha alcuna considerazione dei veri valori, che sono quelli propri degli esseri umani. La vita non vale niente, e nemmeno i ricordi, la personalità, la cultura, la bellezza, le idee. E d’altra parte, che cosa pretendete quando un Ministro di questa Repubblica dichiarò pochi anni fa, che con la cultura non si mangia? E se la società non ti mette in condizioni di mangiare, allora si ruba, e si è costretti a farlo. Il 70% dei reati sono perpetrati da gente che è in stato di necessità. E poi se ai vertici rubano, che cosa altro dovrebbero fare alla base? Visto che di vincoli morali non c’è rimasta nemmeno l’ombra e di remore men che meno? Sono tutti nemici di tutti, e le persone per bene sono considerate come dei polli da spennare, visto che non sono capaci di difendersi. Ha ancora senso definire una società questo schifo?

In un ambiente a tasso negativo, in una Faz questo non avrebbe praticamente senso. Con il reddito di cittadinanza il 70% dei reati indotti dalla necessità di sopravvivere scomparirebbe. Certo resterebbero i reati di quelli che sono avidi e corrotti, ma si potrebbero controllare meglio. È proprio questo il punto, se la delinquenza dilaga nella società è più facile delinquere senza essere scoperti per quelli che dominano la società. E che delinquono non per rubare qualche decina di euro, ma decine di milioni o miliardi di euro. Già, è difficile uscirne, vero?

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3 pensieri su “Cronache da una società detestabile: i ladri in casa

  1. Vito Simi de Burgis ha detto:

    Mi dispiace molto e se devo proprio essere sincero, immedesimandomi mi sale una rabbia impotente come mi è venuta quando son stato anch’io derubato in una località del Messico mentre in vacanza dormivo in una stanza di un albergo poco custodito ai margini della foresta tropicale: mi svegliai in piena notte di soprassalto e mi misi ad inseguire in mutande e ciabatte il ladro, riuscendo a recuperare almeno parte dei soldi e i documenti (passaporto e biglietto aereo per il ritorno per fortuna!) che il ladro lasciò cadere nella sua fuga verso la buia foresta, mentre assieme ad un suo complice già dileguatosi riuscirono a portare via un’altra borsa con indumenti ed uno zaino con dentro orologio, videocamera, occhiali da sole e soprattutto il diario di viaggio a cui tenevo più di tutto il resto e che era pieno di mie osservazioni, appunti, indirizzi oltre a pellicole di reportage fotografici. Per il resto dei giorni, dopo aver tentato quotidianamente di recuperare con l’aiuto di Polizia e abitanti del luogo almeno e solo il diario che sentivo opera mia, mia “derivazione”, priva fra l’altro di qualsiasi valore per i ladri, le notti stetti chiuso con porte e finestre serrate nonostante il caldo per il resto dei pochi giorni rimasti, sempre in stato di allarme intento a recepire e percepire qualsiasi suono o rumore sospetto o che tale mi poteva sembrare. Si prova senz’altro un forte shock per una violata e lesa intimità, un forte dispiacere ed una disadeguatezza e frustrazione che trapelano anche dal tuo post nonostante il giusto e razionale tentativo di allargare la visuale: ripensandoci, nonostante la mia reazione sia stata pronta e immediata in quel brutto episodio notturno, il fatto stesso che il ladro ebbe tutto il tempo di passarmi vicino mentre dormivo, di magario oservarmi e di rubare indisturbato mi fa ancora venire brividi di paura e di disappunto, ma anch’io per il momento non ho ancora pensato di proteggermi preventivamente acquistando un’arma, la situazione avrebbe potuto essere ancora più pericolosa in questo caso (possesso di armi).

  2. Lucio Sibilia ha detto:

    Mi dispiace molto, Mimmo, so che è davvero una brutta esperienza, ma vedo che hai inquadrato l’evento in una cornice molto più ampia e corretta di quello che sa fare il cittadino medio (come c’era da aspettarsi da te!).
    Forse il danno peggiore che hanno fatto i ladri del regime, di questo regime delinquenziale e collusivo, è proprio quello di aver diffuso esempi di comportamento che hanno poi normalizzato nella società un’infinita serie di illeciti e reati!
    Credono di essere furbi, ma sono solo mediocri, non sapendo come campare diversamente, oppure sono dei mentecatti che non immaginano neanche che lo si possa fare.
    Per tutti gli altri, credo anch’io che la mancanza di lavoro sia ciò che spinge molti al furto. Ma qui, di nuovo, si deve tornare alla mediocrità della classe politica, che non comprende come la crescita non possa che venire da un cambio radicale. In senso economico, qualitativo e culturale. Investendo sui giovani e sull’innovazione (cioè sulla cultura).
    Un abbraccio.

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