Vita e opere del signor Mercato

ciproStamattina ho aperto il giornale ed ho trovato in prima pagina un articolo che raccontava l’accorata telefonata di Draghi a Napolitano, in cui il capo della BCE pregava il Presidente della Repubblica di non dimettersi, ma di combattere fino in fondo per non lasciare il paese senza una guida. Racconta il cronista del Corriere che Draghi ha preso il telefono “quasi d’istinto” (ma che ne sa?), ed ha lanciato un accorato appello al Capo di Stato “Tutto per lui ruota attorno a un punto: bisogna evitare di rendere il Paese del tutto acefalo, con un governo dimissionario, un parlamento incapace di esprimere una maggioranza e ora anche un capo dello Stato che lascia. Gli investitori italiani ed esteri che ogni settimana finanziano il Tesoro, le banche e le aziende del Paese, non avrebbero capito: la reazione martedì, alla riapertura degli scambi, poteva essere molto pesante.”

Nonostante l’uovo di cioccolata e la colomba con i canditi mi abbiano alquanto appesantito, ho fatto un salto sulla sedia. Ma come, possibile che il Corriere, la voce illuminata della buona borghesia italiana, o di quello che ne è rimasto, la bibbia del giornalismo italiano racconti una balla di queste dimensioni, attribuendola per di più a Draghi che di queste cose se ne intende e pure parecchio? Il signor Mercato ti chiama, e Tu, Presidente Napolitano, devi rispondere al grido di dolore che da tante parti del mondo si leva contro l’ingovernabilità del Tuo paese!

Chi legge, si immagina centinaia di migliaia, forse milioni, di risparmiatori, angosciati per la sorte dei loro risparmi, che tremano al sol pensiero che il paese sia lasciato senza Governo o nelle mani impure di Grillo e soci, e si struggono all’idea che lo “spread”, o meglio il signor Spread torni a salire verso vette inimmaginabili lasciandoli in braghe di tela.

Non è vero niente. Il Signor Mercato è controllato, dominato e gestito da un pugno di Banche che fanno quello che vogliono, quando lo vogliono  come lo vogliono. I milioni di risparmiatori non contano niente, almeno non contano certamente per la determinazione del prezzo dei titoli di Stato, e contano poco o nulla anche per l’acquisto di essi. Se le banche gli dicono di comprare, comprano, altrimenti nisba. Non ci credete? Allora leggete qua.

Tutti hanno sentito parlare del Mercato Primario e del Mercato Secondario. Il primo è quello dove vengono collocati i Titoli di Stato alle aste indette dal Dipartimento del Tesoro del MEF. È il mercato dove si fa il prezzo: il Tesoro si presenta ed offre titoli ad una certa redditività. Gli operatori fanno le loro offerte e finché non vengono venduti tutti, l’asta non si chiude. Se al prezzo offerto dal tesoro non si riesce a piazzare tutti i titoli, la redditività di questi viene alzata finché non viene collocato l’ultimo certificato. Non entro nei dettagli del meccanismo tecnico della formazione del prezzo, basti sapere che tutto avviene sul mercato telematico (in pratica gli operatori stanno davanti al computer) e che nessuno conosce, o dovrebbe conoscere, le offerte degli altri. Il condizionale è d’obbligo, poiché mentre sarebbe impossibile conoscere le offerte degli altri partecipanti se le aste avvenissero su un Mercato composto da migliaia di operatori, quelli autorizzati all’acquisto dei Titoli di Stato sono venti Banche. E anche se è severamente vietato (ma si sa che in Italia certi divieti lasciano il tempo che trovano), non ci vuole molto ad immaginare che i venti possano scambiarsi qualche telefonata prima e durante l’asta. In fondo non si tratta mica di bruscolini, ma di centinaia di milioni al giorni di guadagni se la redditività sale o scende di qualche decimo di punto.

Già, perché il mercato Primario dei titoli di stato è composto da 20 (leggasi venti) soggetti “specialisti autorizzati a partecipare“. Questi soggetti si chiamano “Market Makers” e sono stati individuati in base al decreto del MEF Dipartimento Tesoro, del 6 luglio 2012, consultabile a questo link: http://www.dt.tesoro.it/export/sites/sitodt/modules/documenti_it/debito_pubblico/elenco_specialisti/Elenco_Specialisti_in_titoli_di_Strato_-_Dal_6_Luglio_2012.pdf

La scelta è stata effettuata in base ai criteri indicati nel Decreto  del MEF Dipartimento del Tesoro dell’11 novembre 2011 http://www.dt.tesoro.it/export/sites/sitodt/modules/documenti_it/debito_pubblico/specialisti_titoli_di_stato/Decreto_Dirigenziale_Specialisti_-_Selezione_e_Valutazione_degli_Specialisti_in_titoli_di_Stato_x2011x.pdf

I venti soggetti sono tutti grandi banche e sono i seguenti:

1. Banca IMI Spa
2. Barclays bank PLC
3. BNP Paribas
4. Citigroup Global Markets Ltd.
5. Commerzbank A.G.
6. Crédit Agricole Corp.Inv. Bank
7. Credit Suisse Securities Ltd.
8. Deutsche Bank A.G.
9. Goldman Sachs Int. Bank
10. HSBC France
11. ING Bank N. V.
12. JP Morgan Securities PLC
13. Merril Lynch Int.
14.Monte dei Paschi di Siena Capital Services Banca per le Imprese Spa
15. Morgan Stanley & CO. Int. PLC
16. Nomura Int. PLC
17. Royal Bank of Scotland PLC
18. Société Générale Inv. Banking
19. UBS Ltd
20. UniCredit Bank A.G.

Insomma, altro che mercato! I soggetti che danno e tolgono la fiducia ai Governi, che ne determinano le politiche finanziarie e fiscali, che fanno gioire o, sempre più spesso, soffrire milioni di persone, sono in tutto venti banche. Le stesse banche che la BCE ha generosamente finanziato con elargizioni di centinaia di miliardi di euro per evitare il crollo dopo la crisi sui derivati, adesso si rifanno delle perdite subite speculando sugli interessi dei Titoli di debito e in questo modo scaricano su di noi le loro perdite. Per questo Draghi è così preoccupato per la loro salute finanziaria e vuole evitare ogni turbamento della psiche dei dirigenti delle banche. Non sia mai che non ce la facciano a restituire i mille e passa miliardi che gli ha dato Trichet sarebbero guai seri. Anche perché all’orizzonte si profila la necessità di altre elargizioni ben più consistenti, poiché i derivati tossici non sono stati tutti sterilizzati, anzi. Ma questo è un altro argomento e ne parleremo.

Quindi il mercato primario è composto da venti soggetti che decidono a quale prezzo si debbano vendere i titoli di stato. Direte, beh, però poi le banche devono venderli ai soggetti privati e quindi “interpretano” il sentiment del mercato (quello vero) che va a formare il prezzo in quello che è chiamato il mercato secondario, al quale accedono tutti.

Errore! Perché anche il mercato secondario non è fatto, almeno in prima istanza dalle famigerate centinaia di migliaia di risparmiatori, bensì anche qui da 28 banche che fanno il prezzo. Ma come, anche nel secondario? Certo, anche lì. Il Mercato secondario si divide in due diversi ambiti di contrattazione: Anzitutto c’è il cosiddetto mercato all’ingrosso (il MTS Mercato Telematico Secondario, gestito dalla MTS Spa), composto anch’esso solo da Banche, in tutto 28 (leggasi ventotto) che determinano il prezzo di mercato (Market Makers), secondo procedure simili a quelle adottate nel mercato primario. Altre 120 banche possono accedere a tale mercato ma non concorrono alla determinazione del prezzo (Market Takers). L’insieme dei prezzi raggiunti in questo mercato è quello che determina il tasso medio che a sua volta determina lo “Spread” con i tassi dei titoli tedeschi.

Infine, c’è il mercato al dettaglio, Il MOT (Mercato Obbligazioni e Titoli di Stato) gestito da Borsa Telematica al quale possono accedere tutti gli operatori finanziari la cui incidenza nella determinazione del prezzo dei titoli è pari a zero. Al massimo gli operatori possono non comprare i titoli, ma è difficile che questo avvenga: da qualche parte nel mondo si trova sempre qualcuno che ha bisogno di acquistare titoli di stato per stabilizzare la propria redditività (mi riferisco soprattutto ai fondi di investimento) e chi è stato in Banca sa bene quante e quali pressioni vengano fatte sui risparmiatori perché acquistino le obbligazioni che la banca vuole piazzare.

In altri termini, il concetto “fiducia del mercato” è la foglia di fico dietro la quale si nasconde malamente la pratica “fammi guadagnare il più possibile”, perché ho i buchi e devo coprirli.

Infine, c’è anche un terzo mercato dove vengono scambiati Titoli di Stato e tutti gli altri tipi di obbligazioni tra le banche, ed è il mercato OTC, acronimo di Over The Counter. Un mercato opaco e non regolamentato, nel quale le transazioni tra banche avvengono spesso “on the voice”, ovvero con quelle telefonate che sono severamente vietate se fatte alla luce del sole, ma che si sa perfettamente che vengono fatte di nascosto. Si stima che il mercato OTC generi volumi di scambi superiori a quelli dei mercati regolamentati messi assieme, ed è magari qui che viene fatto realmente il prezzo e presi gli accordi sull’offerta da formulare in sede di aste primarie. Alla faccia del mercato, dei risparmiatori e dei cittadini tutti degli stati del mondo. Ripeterò fino alla noia che a pensar male si fa peccato ma non si sbaglia quasi mai. Ma vi pare possibile? Non sarà mica il caso di ripensare radicalmente tutto il sistema?

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10 pensieri su “Vita e opere del signor Mercato

  1. Angelo Denti ha detto:

    Ho 63 anni, modenese, origini umili, famiglia di altissima umanità e moralità. Da sempre estimatore e, per quanto possibile, seguace di Ermanno Gorrieri; di Amartya Sen, nobel Economia 1998, ho letto L’idea di giustizia e l’ho ascoltato in alcune conferenze; ho letto alcune interviste e relazioni di Stefano Zamagni e lo apprezzo come economista e come animatore del mondo no profit. Credo che tutte e tre queste persone, abbiano ritenuto e ritengano essere “la qualità della vita” l’indice rivelatore del progresso e del benessere di una nazione, di una comunità. Sappiamo per certo che Inghilterra, Giappone, USA e altri, fanno stampare moneta all’occorrenza per sanare difficoltà del proprio Paese. Chiedo: perchè l’Europa democratica e di tradizione umanistica, umanitaria, anche socialista, perchè il Signor Mercato, disdegnano di stampare moneta con la quale pagare il debito pubblico? Chi ci perderebbe, eventualmente, da questa disponibilità di danaro fresco e chi ci guadagnerebbe, eventualmente? Non mi riferisco al creare dei fondi, più semplicemente ad una disponibilità di danaro contante per le Regioni e le pubbliche amministrazioni. Unica condizione che porrei collegata alla disponiblità di questa quantità enorme di danaro: ogni Regione e pubblica amministrazione Italiana accetta e firma l’accettabilità di un controllo periodico a sorpresa fatto da un Amministrativo tedesco, ad esempio, di una Regione tedesca o di una pubblica amministrazione tedesca. Grazie per una risposta, un commento.

    • Domenico De Simone ha detto:

      La BCE non può fare da prestatore di ultima istanza, come la FED e le Banche centrali di Giappone e Inghilterra perché gli è impedito dal trattato di Maastricht.La ragione del divieto è sostanzialmente giusta, la creazione di moneta deve avvenire sugli investimenti e sulla ricchezza creata, ed è quindi una funzione di un modello alquanto complesso denominato IS-LM che descrive la correlazione tra queste grandezze e il tasso di occupazione. Solo che i nostri geniali reggitori si sono dimenticati del particolare, noto sin dai tempi in cui il modello è stato elaborato, che in caso di recessione, così come in caso di accelerazione dell’inflazione, il modello non funziona più tanto bene, anzi funziona malissimo. Tuttavia, poiché lo scopo della BCE è quello di mantenere basso il livello di inflazione e non altri, Draghi sta svolgendo in modo eccellente il suo lavoro. Peccato che così salti tutto, euro, Europa Unita, e soprattutto i nervi della gente costretta a sacrifici inimmaginabili fino a qualche anno fa (ma puntualmente previsti da chi immaginava come sarebbe andata a finire l’esperienza dell’euro) e lasciata in balia della speculazione e dell’avidità dei mercanti e delle multinazionali. Insomma, un disastro. Dobbiamo cambiare paradigma, e pure di corsa.

  2. Salvatore Randazzo ha detto:

    Scopro oggi questo blog, e non posso non complimentarmi per la chiarezza espositiva che ha permesso, anche una bestia come me, di leggere l’articolo fino in fondo, con la netta sensazione di aver capito tutto.
    Però mi sento come la mucca a cui è stato spiegato nel dettaglio il meccanismo che va dall’inseminazione meccanica, all’allevamento del vitello, allo sfruttamento lattifero, fino al macello finale. Adesso che lo so, cosa posso fare? Adesso che so di non contar niente, sul mercato primario, sul mercato secondario, e sul mercato over the counter, come posso difendermi? Adesso che so che Draghi opera per conto dei 20 Market Makers, o per conto degli altri 28 MM, che faccio? Quali reali alternative si offrono ad uno come me che ha a malapena 15’000eu in banca, e che si trova passivo a guardare al telegiornale le vicende tragicomiche di Grillo, Bersani, Monti, Berlusconi?
    Grazie comunque, perché sapere è sempre meglio che non sapere……

    • Giacomo ha detto:

      Sapere e’ sempre meglio che non sapere e se milioni di persone sapessero veramente come funziona il sistema, potrebbero anche mettersi in testa di volerlo cambiare.

    • Domenico De Simone ha detto:

      Gentile Salvatore, meglio sapere di non sapere, come nota giustamente Giacomo. L’essenza della democrazia e del progresso è tutta qui, nella differenza tra sapere e non sapere, tra informarsi e non, tra essere curiosi e critici o indifferenti e supini. Viviamo nell’epoca del grande inganno universale, in cui dire la verità è un atto rivoluzionario. Cerchiamola e diffondiamola la verità. Cerchiamola faticosamente, perché senza fatica non si ottiene mai nulla, tra mille errori ed abbagli, che capitano anche ai più grandi e figuriamoci a noi. Sempre con l’umiltà di voler capire, scavare, indagare e mostrare, per poi ricominciare daccapo con altre ricerche e scoperte, animati sempre da quella curiosità che è l’essenza dell’essere umani. Mai dimenticarsi di essere umani, ma cercare di esserlo sempre fino in fondo.
      Grazie per i complimenti!

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