Grillo, grillino e grilletto

Forse ha ragione il mio amico Marco Giustini quando sostiene che in Italia la coscienza politica è troppo rudimentale per riuscire a superare lo steccato del tifo calcistico. La vicenda del voto a Grasso per l’elezione a Presidente del Senato ne è una prova: dopo diverse votazioni, si è arrivato al ballottaggio e Grasso è stato eletto con i voti dello schieramento di centrosinistra e delle autonomie. Però è stato votato anche da tredici senatori del M5S, il cui voto peraltro, è stato ininfluente, ma questo fatto ha costituito l’evento politico della giornata. Anatemi, scomuniche, maledizioni, confessioni, tradimenti si sono accavallati durante tutta la giornata di sabato e domenica.

Il vecchio mediatico si è gettato a capofitto sulla vicenda parlando di spaccatura nel gruppo del M5S e preconizzando scenari da inciucio e da mercato dei voti per il futuro governo a guida PD. Insomma, un vero delirio, Nessuno, nemmeno Grillo, ha sottolineato una cosa banale, ma evidente. Si era arrivati al ballottaggio tra due persone per l’elezione e bisognava scegliere: o Schifani o Grasso. Non c’erano alternative né giochi da fare o da pensare. O uno o l’altro. Non votare poteva significare l’elezione di Schifani, poiché non era noto l’atteggiamento delle autonomie nel voto. Insomma, il M5S rischiava di far eleggere un personaggio che rappresenta certamente la continuità con la vecchia politica, a prescindere dai suoi presunti rapporti con la mafia. L’alto era l’ex procuratore antimafia, mai entrato in politica fino ad ora, anche se è certamente uomo delle istituzioni. Grillo è caduto nella trappola: votare per Grasso, così come è stata presentata l’operazione, rappresentava cedere ad un compromesso, non votarlo e rischiare l’elezione di Schifani sarebbe stato una tragedia. Qualunque cosa avessero fatto i Senatori M5S sarebbe stata un errore grave e una violazione delle norme di comportamento e di fiducia verso il movimento.

È evidente che questa è una stupida trappola logica: non è possibile che qualunque cosa si faccia si sbagli. Bisognava presentare la cosa nei suoi termini esatti: ad un ballottaggio si deve scegliere, soprattutto quando la scelta è chiara ed evidente, qualunque sia la provenienza politica di chi vota. E la scelta per Grasso era talmente evidente che era facilissimo togliergli ogni valenza politica. Ma qui non si parla mai di politica “alta” ma di tifo calcistico. Leggo commenti sui blog davvero deliranti. Il fatto che Grasso sia stato eletto nelle file del PD lo rende automaticamente “contaminato” di Piddite, la malattia gravissima di tutti coloro che hanno partecipato in qualche modo al PD, che non è dissimile dalla Pidiellite, malattia mortifera che prende coloro che in qualche misura hanno partecipato al PDL. Non è diverso dall'”odio” che i tifosi dell’Inter provano per Balotelli che ha “osato” tradire la causa nerazzurra e passare al Milan, ultimo esempio di una schiera che iniziò con Piola tanti anni fa. All’improvviso, il declamato campione, diventa un brocco, un traditore, uno scarpone, un esecrabile personaggio dei peggiori bassifondi. Tifo, appunto. È preoccupante il tifo quando viene applicato in politica. Tra l’altro questo significa che l’unico esito possibile di questo parlamento è lo scioglimento, visto che la Senato non si raggiungerà mai la maggioranza se il gruppo M5S seguirà le leggi del tifo.
Ma non era questo il presupposto. Il M5S è andato in Parlamento per proporre e votare leggi conformi al programma del Movimento, in accordo con la base dei votanti (o meglio degli iscritti, ma sarebbe il caso di allargarla un poco la base se quella degli iscritti produce solo qualche migliaio di voti). Lo stesso procedimento deve essere, evidentemente, applicato a passaggi istituzionali come la nomina dei Presidenti delle Camere, de Presidente della Repubblica e, credo, anche alla nomina dei ministri ed alla votazione della fiducia. Insomma, se si sta nelle istituzioni bisogna in qualche modo farle funzionare, condizionandole ovviamente, rifiutando accordi, inciuci e quant’altro di peggio si è visto in passato, ma un funzionamento bisogna garantirlo. Se no, meglio starne fuori, perché altrimenti la gente non capisce e quella che vuole essere una rivoluzione con l’uso delle istituzioni rischia di diventare la tomba del movimento.
Nessun problema a votare persone per bene ed esperte. Altrimenti si potrebbe pensare che sono per bene solo quelli che si sono presentati con il M5S e mi sembrerebbe davvero troppo. Se la stessa alternativa tra Schifani e Grasso si dovesse rpesentare al ballottaggio per il Presidente della Repubblica, tra un democristiano sostenuto dalle destre e da parte del PD e uno di sinistra o della società civile sostenuto dalla sinistra, anche se non presentato dal M5S, che si fa? Si lascia eleggere il democristiano a Presidente della Repubblica, e di grazia, in nome di cosa? Si parla di Rodotà, ad esempio, o di Imposimato. Andrebbero entrambi benissimo, anche se francamente preferirei Rodotà visto che un ex magistrato già sta alla presidenza del Senato. Ci sarebbero dubbi su come votare e come comportarsi in un caso del genere? Spero proprio di no.

Dopo la votazione su Grasso, un Senatore grillino ha confessato di “aver tradito la patria a cinque stelle” votando per Grasso ed ha messo il mandato nelle mani del movimento. O di Grillo e Casaleggio. Qualcuno ha già premuto il grilletto alla tempia del neo senatore, ma sarebbe davvero grave se si desse retta a questi mal di pancia di tifosi accecati dal vuoto della mente. Speriamo di no e che la ragione prevalga. La vedo dura. però. La situazione non promette niente di buono.

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5 pensieri su “Grillo, grillino e grilletto

  1. fabretto silvio ha detto:

    Quello che mi piace poco, onestà a parte, è che il potere della magistratura s’insinui sempre più in quello politico, la deformazione professionale non è un modo di dire, è realtà. Una persona che espleta il mestiere del magistrato per anni, anche se in maniera encomiabile, a mio avviso non è consigliabile passi alla politica, un esempio? Di Pietro, “io ho sempre ragione, giudico e tutti tacciano perchè Io giudico…”
    Sono assolutamente d’accordo, per esempio, che la funzione di parlamentare cessi dopo due mandati, come avviene per i sindaci, ci chiediamo come nel tempo sono avvenuti, piano piano, gli aumenti di spesa pubblica a vantaggio dei politici: ecc.
    Dov’erano i sig.ri Berlusconi, Bersani a provare a fermare questo scandalo, quando il parlamento, tutti d’accordo, si aumentavano le loro competenze a gò gò e se ne cravano delle altre? Tutti d’accordo ad attingere dalle tasche dei contribuenti a piene mani non solo i politici, ma i giornali, ecc. ecc. e il sig. Napolitano… a firmare l’OK, invece di cominciare lui a dare l’esempio di risparmio rivedendo i costi esosi nella sua struttura, se ho recepito bene, questa costa parecchio di più di quella della Regina d’Inghilterra. Stiano attenti a tirare troppo la corda questa si può rompere e allora non servirà la facciata di ex magistrati per salvare l’inreparabile. Meditate, la Storia insegna.

  2. Pioggia ha detto:

    A dimostrazione della stima che ho per te,caro Domenico, ritenendo i tuoi interventi preziosi e intelligenti di una persona molto preparata,ti comunico che faccio miei i tuoi pensieri e avendo cura di citare sempre la fonte,come attivista del M5S pubblicherò ogni tanto i tuoi nelle pagine nel dibattito interno al nostro MoV.per quanto concerne la piattaforma Meetup di Bologna. Non ti sto chiedendo l’autorizzazione,e nemmeno farti passare per un aderente al MoV. a tutti i costi ! So solo che ci sarebbe molto bisogno di persone come te.
    Se ciò ti disturba, sappi che sono per l’open source,e se non sono un Hacker è solo perchè non sono un informatico! Se cio ti facesse arrabbiare allora se vuoi ti do i miei dati anagrafici precisi,per permetterti di decidere se querelarmi,denunciarmi…anche se devo dire che preferirei averti come mio avvocato,magari d’ufficio(peccato che nel civile mi pare non esista)!
    Con Stima e affetto,
    Cordialmente Giovanni detto Pioggia

    • Pioggia ha detto:

      Pensandoci..! Mi sa che è per te giunto il momento di scrivere un saggio alla tua maniera ma inserendo proiezioni,valutazioni,scenari…tenendo conto del nuovo evento nazionale e chissà forse transnazionale MoVimento 5 Stelle.Ne potremmo vedere delle belle? Considera che sarebbe per te l’occasione per vendere parecchie copie in occasione di seminari in cui saresti l’invitato eccellente. Gli aderenti al MoV, sono cittadini assetati di sapere!

    • Domenico De Simone ha detto:

      Ahahahahah, caro Giovanni, magnifica l’idea di darmi le tue coordinate per farti causa! Comunque no problem, come vedi sul sito tutti i miei lavori sono sotto Creative Commons, e quindi liberamente scaricabili e leggibili purché si citi la fonte e non li si prenda per ragioni commerciali. Tutti, tranne quelli con editori Riuniti che da bravi vetero-marxisti, stanno molto attenti al copyright ed alle sue logiche di potere. Però tra poco libero anche quelli (ho fatto inserire una clausola apposita nei contratti con l’editore). Ovviamente la copia cartacea ha un costo, così come la copia e-book, perché entrambe hanno un costo di eizione e di distribuzione, ma il pdf è gratuito. La libertà è essenzialmente libera circolazione delle idee!
      Sto facendo un accordo con un editore inglese che vuole finanziare la stesura del mio libro sull’economia dell’abbondanza. Pare che oltremanica si siano accorti dell’importanza sia del discorso sulle dual currency che del legame con il reddito di cittadinanza come strumento non solo di liberazione ma di accelerazione della creazione di ricchezza. E poi pubblicare direttamente in inglese significa raggiungere un mercato ed un pubblico molto più attento e competente di quello italiano. Nella fattispecie è una casa editrice che pubblica opere di economisti anglosassoni.
      Sono sempre disponibile a tenere seminari, conferenze, incontri ed altro. Fammi sapere. Un caro saluto

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