Note a margine delle elezioni in Sicilia

Bene, ci voleva proprio! In Sicilia i partiti hanno preso uno schiaffone così violento che dubito riusciranno a riprendersi per molto tempo. Preludio di uno schiaffone ancora più violento nelle prossime elezioni regionali in Lombardia e nel Lazio e in quelle politiche dell’anno prossimo. I tempi stanno precipitando insieme all’aggravarsi della crisi economica che attanaglia l’Italia, ormai, non meno della Grecia, della Spagna, del Portogallo, dell’Irlanda e che ha cominciato a mordere le caviglie della Francia e della Germania. D’altra parte è una crisi di sistema questa, è l’economia del debito che è arrivata al capolinea, e nessuno di coloro che l’adottano ne è esente.

In Sicilia ha vinto il PdA, ovvero il Partito dell’Astensione. Per la prima volta in Italia, la maggioranza degli aventi diritto, oltre il 52%, non è andata a votare. Ha vinto il M5S che ha raggiunto la quota stratosferica del 15% dei voti raccogliendo soprattutto voto di protesta contro i partiti e raccogliendo voti a sinistra, centro e destra. Ha vinto Crocetta, omosessuale dichiarato, nemico giurato della mafia e dei mafiosi che ha raccolto voti personalmente, visto che i partiti che lo sostenevano, soprattutto il PD, ha perso molti voti rispetto alle elezioni precedenti. Bersani dice di aver vinto, ma in realtà mastica amaro e sta affilando le armi per le primarie e soprattutto si sta interrogando su cosa fare per recuperare i voti alle politiche. Un Crocetta nazionale non esiste, e Renzi non è altro che la brutta copia delle politiche pro-sistema che il PD segue ormai da tempo. Gli schiaffoni più pesanti li hanno presi quelli del PDL, la strana alleanza SEL e Di Pietro che è scomparsa dall’assemblea regionale, il MDA e il Grande Sud di Micciché che, nonostante l’aria autonomista e alternativa è stato accomunato dagli elettori agli altri partiti tradizionali.

Ha vinto il M5S ma non ha sfondato, perché non ha raccolto il voto degli astenuti, quell’area del non voto che raccoglie tutti quelli che non ne possono più di questo sistema. L’avesse fatto, ora il M5S sarebbe il primo partito e governerebbe la Sicilia. Cancelleri sembra una brava persona, ed ha subito promesso una riduzione sostanziosa degli emolumenti dei deputati regionali per dare immediatamente l’idea di una distanza con la logica della “casta”. Benissimo, ma non basta, almeno non è bastato a quelli che nella politica nelle istituzioni non ci credono più e che sono una maggioranza. Questi si aspettano una proposta che rompa con la logica del sistema, e nessuno l’ha realmente formulata. È difficile farlo, me ne rendo conto. Almeno nelle istituzioni, è praticamente impensabile pensare di imporre una politica che esca dalla logica del potere finanziario. Tutti i sostenitori del Governo Monti sono stati sonoramente schiaffeggiati e mandati a casa, questo è il segnale politico. Netto, chiaro e forte. E i sostenitori di Monti sono identificati con i sostenitori del governo fantasma delle banche e delle multinazionali, di cui l’attuale governo è una chiara espressione, visto che ne adotta le politiche e gli indirizzi economici dicendo quotidianamente, che non c’è alternativa. E allora, se l’alternativa non c’è, la gente non va a votare. Se uno proprio deve morire, almeno non vuole apparire contento e gabbato.

Il M5S non ha raccolto voti in questa area che è cresciuta a dismisura dalle ultime elezioni siciliane. E non l’ha raccolto perché in realtà non ha un programma alternativo al potere delle multinazionali. Mentre sul piano della lotta alla corruzione il suo messaggio è chiaro e forte, su quello della lotta alla finanza internazionale il messaggio è debole e contraddittorio. Per questa ragione ha preso i voti dagli altri partiti degli elettori che mettono l’onestà nella gestione pubblica al primo posto e che chiedono un cambiamento radicale, non potendone più delle stesse facce che predicano una cosa e fanno esattamente il contrario. Per la stessa ragione, Crocetta che ha il piglio e la storia di un innovatore e di uno che non scende a compromessi, come ha tenuto a precisare non appena eletto, ha vinto le elezioni. Di fatto, la Sicilia ha dimostrato che la gente non ne può più della politica che promette ed è impotente e buona parte del suo voto è stato voto di protesta: quello non espresso e quello espresso nell’urna.

Il M5S ha una grande occasione, ora. Quello di dotarsi di una proposta economica realmente alternativa che risulterebbe vincente alle prossime politiche. Se non lo facesse, prenderebbe comunque una montagna di voti, ma come in Sicilia, non sfonderebbe. È sull’economia che ci si gioca il futuro prossimo ed è lì che occorre lavorare. D’altra parte, per la maggioranza delle famiglie italiane la crisi si sta rivelando drammatica e insostenibile, e nessuno da credito alle promesse di ripresa di Monti e dei suoi sostenitori.

Dopo la corsa del gambero delle elezioni siciliane, tra i partiti tradizionali è cominciata la lotta al coltello che caratterizza sempre i periodi pre-elettorali, ma che mai come in questo periodo ha visto coinvolti tutti i partiti. Molti di essi scompariranno dalla scena politica e sarà un sollievo per tutti. Per l’IDV, per FLI, per il PDL, per Rifondazione o quello che ne è rimasto, per SEL sta suonando l’ultima campana. Il PD fa i conti con un arretramento che certamente non si tradurrà in avanzamento nelle prossime elezioni, visto il supporto totale che ha dato al Governo delle Banche. Eppure, questa era un’occasione d’oro per SEL e per i comunisti. D’altra parte che cos’è il comunismo se non un sistema economico alternativo? Però se i dirigenti del partito non ci credono più, non sono in grado di formulare unì’alternativa, come possono pensare che la gente ci creda? E non vengano a lamentarsi del fatto che il mediatico è contro di loro: Grillo con 20.000 euro, ovvero niente, e con il mediatico tutto contro, è diventato il primo partito, da solo contro tutti.  Perché almeno la protesta la sa attrarre per davvero, anche se la proposta economica è debole. Ma almeno, da quel punto di vista, l’idea di uscire dall’euro l’ha lanciata. Come, dove, quando, per fare cosa, con quali forze, con quale alternativa non l’ha detto, ma una voglia di contrapposizione al potere delle banche l’ha mostrata. E i nostri amici comunisti, che un tempo la protesta la sapevano cavalcare per bene, e che dovrebbero intendersi di proposte economiche, invece stanno a zero. Per poco non erano superati persino da quel movimento dei forconi che è proprio l’emblema della protesta tout court.

Se questo è il quadro, mi convinco sempre di più che l’ambiente è più che maturo per una Faz. Che non è una proposta politica e che non ci pensa per niente alle elezioni, né oggi né domani, ma che è l’alternativa al sistema economico del capitalismo. Una alternativa che viene dal lontano, e che vuole arrivare lontano, a ricostruire tutto il paese. partendo dalla ricostruzione dei rapporti economici, uscendo dalla logica del capitalismo proprietario e di quello di Stato, ma costruendo una vera alternativa. Reddito di Cittadinanza e Tasso negativo. E da qui si parte generando nuovi rapporti economici e da questi nuovi rapporti politici. Perché non abbiamo mica rinunciato a fare politica, ma in questo sistema non ha senso, visto che tutta la politica è serva delle banche e dell’usura internazionale. È impossibile parlare di libertà con le catene al collo, e questa è la politica e la gente oggi. Cosa possiamo dire di nuovo se il nostro orizzonte è dato dalle sbarre della prigione? Per questo dico che dobbiamo liberarci delle catene che di hanno imposto gli usurai internazionali e solo così potremo ricostruire nuovi rapporti sociali.

Il 21 dicembre partirà la prima Faz e tra poco sarà possibile iscriversi sul sito che stiamo facendo. Che cosa sia una Faz i lettori di questo blog lo sanno da tempo. Comunque vi rimando ai numerosi documenti che stanno su questo sito. Appena sarà pronto, metterò il link del sito della Faz. Ma dobbiamo partire, per la dignità, per la libertà, per la salvezza della nostra storia e della nostra cultura. Da noi stessi, dalla nostra capacità di creare ricchezza ed opportunità, per una visione del mondo fondata sull’intelligenza collettiva e sulla vittoria della vita sulla logica della morte.

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10 pensieri su “Note a margine delle elezioni in Sicilia

  1. Roberto Vian ha detto:

    Cortese Domenico, chiedo venia nel rispondere solo ora: ho smarrito il tempo, per così dire.

    La convenienza… Siamo d’accordo, questo è punto costitutivo…
    Cito tuo passaggio: “Poi una volta che stai dentro, ti accorgi che ci sono anche altre cose, e che il “futuro” è un concetto privo di senso”.
    Ed anche: “Questa società non è riformabile, dobbiamo costruirne un’altra su basi diverse. Appunto la Faz”.
    D’accordo pure qui: questo sistema, attraverso le sue procedure interne, non è proprio più riformabile…

    Lancio la mia pro-vocazione a “braccio” sciolto, una tesi che condivido con alcune persone… Non molte.
    E’ un po’ più prolissa di quanto avevo scritto, mi auguro non altrettanto noiosa 🙂

    Mi viene alla mente il concetto di “Denken als Rechnen” di Heidegger, che intendeva interpretare il modus di pensiero dell’uomo occidentale, che ora sembra, con interessante quanto oscura determinazione, suscitare l’interesse, la convenienza, per l’appunto, del pianeta intero, o quasi; se la convenienza legata al Money Debt-Market System ci ha condotti qui, ed ora qualcuno, semplifico, inizia a modificare i suoi paradigmi sostanzialmente per paura di danneggiarsi in grado ulteriore proprio a causa del Sistema che noi/essi, hanno alimentato per convenienza, quanto e che qualità di respiro e precipitati anche perversi, può offrire tale rielaborazione, essendo figlia della paura ? Visto che tale modificazione sistemica poteva pure 10 o 30’anni fà essere suscitata ? Una scelta dettata dalla paura non è una vera scelta, parte zoppa, perché rischia di escludere buona parte della consapevolezza; ovvio mi riferisco non alla tecnica di organizzazione monetaria e sociale, ma allo spirito (la mitologia ideale, anche pratica), con cui viene insinuata, proposta, raccolta…

    La storia sembra fatta a scalini; negli ultimi 60’anni abbiamo scivolato su di un “lucido” scaturito dagli orrori precedenti, ed ora a quanto pare dovremo anche noi imbracciare la nostra spina dorsale, e strutturare un rinnovato sforzo in verticale, nella prospettiva di un ennesimo piano orizzontale. Le sole convenienze (ho il sospetto che per moltissimi saranno quelle le sole spinte), faranno molta fatica a sviluppare doni non avvelenati, se non accompagnate da una migliore conoscenza dell’organismo parassita da cui ci siamo (per convenienza ed anche ignoranza) lasciati invadere; oggi il Sistema è molto più solido, nel senso che ha gli strumenti culturali e tecnologici per compiere un’atto di gattopardismo.
    Preciso il tiro usando un “teleobiettivo”.
    Il tipo di governance che proprio nel periodo dell’Illuminismo si sostituisce agli assolutismi di nascita, ben lungi dall’essere di tipo democratico, è stato fin dagli albori un assolutismo economico astutamente mascherato agli occhi della gente attraverso una propaganda pilotata fino ai giorni nostri (Bernays e Lippmann docet). Oggi abbiamo la fortuna (?) di poter osservare queste dinamiche disvelarsi e venire direttamente allo scoperto: viene spontaneo chiedersi perché, e perché il potere non continui più semplicemente nella sua strategia di guida occulta della Storia ??
    Il cilindro del denaro-debito-interesse ha già qualche millennio sulle spalle, come hai ben documentato anche in un tuo volume (THX:).

    Mi chiedo se l’ orologio storico sapientemente canalizzato e accelerato attraverso la dinamica del debito e delle crisi, e reso occulto grazie a filosofi e propaganda varia, verrà finalmente svincolato e lasciato più impulsivamente fluire ?
    Mi viene alla mente una sorta di nemesi, alla fine di tutta questa “escrescenza storica”. Avremo finalmente il ristabilirsi di quei postulati distorti, sembra, ad arte fin dal Rinascimento ?
    Il Potere sembra una sorta di Uroboros, e l’economia non è un fine ma un mezzo, come è ben chiaro essere un mezzo per esorcizzare le proprie paure (la nostra finitudine mai accettata?), che si configura in una contrapposizione sanguinaria tra gruppi di pochi e gruppi di moltitudini, come ne aveva semplificate le dinamiche, tra gli altri, ma in modo esemplare, Gaetano Mosca.

    Azzardo gli stadi in successione riferendomi al macro-sistema, e non solo alla contingenza europea.

    1- Salvare i conti delle élites finanziarie è il primo punto capitale di questo potere, naturalmente a scapito pesante di tutta la società sottostante.

    2- Progressivo ritiro della massa monetaria in circolazione.

    3- A questo punto la protesta ad alto tasso di rabbia e disperazione viene convogliata verso i responsabili di facciata del vero sistema: la classe politica, lo stato ed implicitamente la sua sovranità che, non mi sembra invece cedibile per definizione, dal punto di vista del diritto.
    A questo punto verrà offerto un nuovo assetto, che accada in modo pacifico, conciliato, o attraverso spargimento di sangue, è secondario; qui penso ai Caronte culturali: intellettuali vari, public relations person, think-tanks, opinion leaders, e così via.
    Un’operazione di prestidigitazione che cambia la maschera, ma mantiene il suo cuore dello stesso brutale colore ed intenti.

    In pratica si tratta di una sorta di demolizione controllata dell’attuale sistema, e delle sue mitologie (democrazia, sovranità, …), come accaduto ad ogni cambio d’epoca: lo stravolgimento del concetto di Daimon e del serpente pagano da parte del cattolicesimo è illuminante.
    Tutto ciò per conseguire una polverizzazione dell’oramai esausto moloch ideologico , un sistema appunto quasi esausto che ha dato, rapinato, tutto ciò che ha potuto (quello che qualche anno fa la rivista “Forbes” chiamava “High Octane Capitalism”), per offrirne un successivo corredato di diverso tipo di governance.
    I media avranno in questo passaggio un compito essenziale.

    Questo collasso sociale è la base per un rinnovato assetto, che potrà accendere un nuovo ciclo economico sostenuto da “nuove” ideologie, da differenti maschere culturali… Ma dagli stessi “rentier”.
    Se nei paesi del secondo e terzo mondo (cosiddetti), questa direzione viene sollecitata con la guerra, nel sistema occidente verrà pilotata da moneta e consenso: due stupefacenti strumenti di gestione della moltitudine umana.

  2. Pioggia ha detto:

    Dove quando e come partirà la FAZ? Con quali settori coinvolti?Quanti operatori economici?
    Gentile Domenico, nella tua veste di avvocato ti chiederei di aderire rendendoti coopromotore di una azione di governo locale,molto locale. Istituire una forma di commissione sindacale per la gestione e difesa dei diritti dei condomini capace di superare le logiche protezionistiche tra amministrazioni condominiali, assemblee condominiali pseudodemocratiche ovvero fondate su maggioranze fittizie e stato/amministrazioni comunali che con le leggi che regolano il settore si è scaricato l’onere morale e civile nel far si che i cittadini possano e sappiano autogestirsi tali dinamiche di gestioni economiche che seppur complesse sono e sarebbero di facile gestione.
    La vita economica condominiale interessa quasi tutti a parte quei pochi fortunati che vivono in case indipendenti(io sono tra questi).
    Una realtà di massa che si consuma giornalmente tra malcontento e difficoltà di gestione ad ogni livello e condizione reddituale, laddove gli amminisrtratori fanno il bello e cattivo tempo.
    Un elemento fondante delle FAZ è il coinvolgimento/partecipazione delle attività produttive e relativi consumatori.
    I consumatori in primis necessitano di tutele, anche in un’ottica di Reddito di Cittadinanza.
    Nelle politiche di redistribuzione diventa più che mai fondamentale rafforzare il principio di uguaglianza laddove il “reddito minimo di sussistenza è accomunato al concetto di “reddito massimo di abbondanza” proprio in virtù del fine ultimo di “benessere condiviso”.
    Ecco che più che mai entra in gioco ciò che è già esistente da qualche anno a questa parte, l’indicatore della situazione reddituale ISE e relativo ISEE, fondato non più soltanto sulla base della denuncia dei redditi ma anche come autodichiarazione.
    Il principio fondante costituzionalmente riconosciuto del chi più ha(può) più contribuisce, “ogni cittadino contribuisce in base alle proprie possibilità” deve essere rafforzato dal principio “chi meno ha meno paga”.
    L’ISEE già agisce su questa base per alcuni servizi forniti da enti e amministrazioni pubbliche, scuola,sanità,e poco altro.Ora sono maturi i tempi per far si che l’ISEE agisca anche sul privato.Una carta tipo “Family Card”?(l’esperienza del Comune di Bologna è significativa ma carente e fondata su demagogie populiste elettoralistiche e meramente commerciali). Sicuramente l’informatizzazione ci aiuta molto in questo permettendoci di arrivare a una condizione in cui, come con un vero e proprio bancomat, il cittadino effettua aquisti i cui prodotti possiedono prezzi differenti in base alle fasce di reddito.
    Ecco come il Tasso Negativo può andare a finanziare in maniera straodinaria e con una forza d’impatto sul territorio a partire dalla più facile gestione a livello locale e dal basso e con capillarità il Reddito di Cittadinanza.
    Ecco come una significativa parte della popolazione che oggi si astiene dal voto finendo per essere la “non”espressione della politica e per questo incapace di pronunciarsi su bisogni specifici, può essere richiamata ad una presenza civica, responsabile, guadagnando una rinnovata consapevolezza individuale per il bene comune.
    Ecco come i nuovi movimenti politici, quelli autentici,non collusi,possono richiamare l’attenzione con forza dirompente di convincimento basato fu fatti, non parole.
    Una strategia applicata dal basso, come appunto in una microrealtà che si consuma tutti i giorni come quella di un condominio,capace di deleggittimare ciò che dall’alto di una falsa civicità attraverso l’ordinamento giuridico che vede l’amministratore come il superpartes super delegato tutore dell’ordine economico e di un diritto stantio come quello del voto di maggioranza, laddove altro non è che mediatore con interessi di parte tra l’impresa che offre servizi ed il condominio.
    Un ambito dove sempre più spesso si assiste a situazioni esasperate laddove a causa di una cattiva gestione condominiale alcuni condomini, spesso i più vulnerabili per reddito,persone anziane,si trovano ingiunti legalmente per mancati pagamenti dovuti per manutenzioni ordinarie come ad esempio costi gonfiati per pulizia scale o lavori di giardinaggio,in un periodo storico economico difficile,dove far fronte a tali spese non è certo la priorità per chi appunto ha difficoltà economiche di sussistenza alimentare,bollette..fino ad arrivare ad ordinanze di confisca della propria casa in cui si abita da piccolo proprietario, con la vendita all’asta dell’appartamento.
    Un altro ambito di intervento immediato e sicuramente di grande impatto è la possibilità di usufruire di prezzi variabili in base all’ISEE sui prodotti di prima necessità,alimentari, attraverso convenzioni da stipulare con le imprese o rappresentanze di categorie.
    I margini di sconto possono esserci e ci sono, dato che già in proprio le imprese praticano vari sconti stabiliti da strategie di marketing, oltre ai grandi margini disponibili che si realizzano tra produttore e rivenditore,per effetto dei vari passaggi,a tutto vantaggio degli speculatori, margini che attualmente non vanno a minimo vantaggio seppur per il consumatore.
    Tutto ciò necessiterebbe approfondimenti che si potrebbero avere in sedi di circoli e comitati cittadini territoriali e di quartiere.Organizzare questi comitati è forse un punto cardine non di facile approccio.Per un certo numero di popolazione il problema non sussisterebbe in quanto già in grado di riunirsi virtualmente on line,ma è oggi ancora una minoranza di fronte la grande massa analfabeta informatica. Come combattere questa nuova forma di analfabetismo? Oggi i cittadini sono tutti catalizzati davanti al video televisivo, come fare a spostare la loro attenzione verso il video interattivo?
    Forse utilizzando ancora metodi tradizionali come il comunicare attraverso il supporto cartaceo, ma sappiamo che questo mezzo non ha tutta questa forza di coinvolgimento. Il punto allora è sicuramente di arrivare ad offrire una nuova visione della realtà a cose fatte,cioè già in corso d’opera.Dopodichè quando la prospettiva del risparmio economico si fa incalzante, ecco che ognuno si fa sotto per vantaggi personali.
    Forme di sindacati di rappresentanza, decisamente diversi da quelli attuali potrebbero fiorire a garanzia di tutte le fasce di consumatori, probabilmente le fasce più alte chiamate a pagare prezzi più alti per i prodotti avrebbero meno vantaggi economici, ma poi non sarebbe vero nemmeno questo,usufruirebbero di maggiori garanzie sulla qualità dei prodotti, ed essendo prevalentemente professionisti, specialisti o anche solo piccoli imprenditori, troverebbero un’occasione favorevole per l’incremento delle loro stesse attività produttive.
    D’altro canto le FAZ presuppongono una serie di interventi a partire proprio da una nuova forma di marketing per le imprese aderenti?
    Mi si perdoni la fretta nell’esposizione ma è tutto di getto e appunto un po di fretta.
    Un saluto.
    Pioggia..

  3. Roberto Vian ha detto:

    Una piccola tesi da esporre, però richiede un’argomentazione di una cartella abbondante… Sono invadente se la espongo qui ?
    THX in ogni caso 🙂

  4. Roberto Vian ha detto:

    Grazie a te per la replica: molto apprezzata 🙂

    I “signori” del 24Ore mi fanno sempre sorridere (eufemismo), le loro contraddizioni sono più solide del diamante…

  5. Roberto Vian ha detto:

    Articolo “semplice”, chiaro e lucido, as always !!
    Sicuramente l’M5S non ha offerto un programma economico compiuto (non è così semplice…), ma già cominciare a discutere in modo critico sul sistema monetario, è senz’altro uno squarcio che nessun’altra presenza politica (?) sulla scena si può permettere: la mano che dà stà sempre sopra a quella che prende, come sottolineava il grande Auriti.
    La FAZ è tanto poco conosciuta, con persone che frequento ne parlo e trovo stupore, ma anche curiosità…, quanto geniale nella sua semplicità, come purtroppo lo è anche l’idea di fondo che sostiene questo Sistema Criminale basato sullo sterminio pianificato a medio termine di centinaia di milioni di esseri umani.
    Personalmente sono più disperato che fiducioso, la fiducia la alimento a scatola chiusa, altrimenti talvolta è davvero difficile continuare a respirare.
    La fiducia in noi stessi e la capacità/volontà di alzare l’asta del rispetto, dell’etica, verso l’altro (anche perché oggettivamente conviene di più a tutti), questi secondo me i mattoni di base del nostro nuovo dna sociale, naturalmente accompagnati con mano dolce ma sicura, ad un’acquisizione di informazioni culturali serie, continua, perché si tratta della nostra vita.
    Grazie Simone 🙂

    PS: La mia curiosità è arrivata a farmi leggere un testo in lingua originale inglese, che mi ha chiarito in modo ulteriore il mio schermo valutativo; trattasi di “History of Monetary Crimes” di Alexander Del Mar, pubblicato nel 1899 e “tenuto a bada” per molti, molti anni.
    Testo che immagino De Simone già conosca.

    • Domenico De Simone ha detto:

      Grazie per il tuo apprezzamento! Lo so che la faz è poco conosciuta e d’altra parte non me ne meraviglio affatto. Il sistema alza muri di silenzio ei di oblio intorno a tutto ciò che è realmente alternativo. In dieci anni il libro ha venduto circa tremila copie e altre cinquemila sono state scaricate in download dai miei siti. Altre ne saranno state scaricate da altri siti ma non ho i dati. Insomma, numeri poco significativi, e diffusione delle idee limitata ad un ambito ristrettissimo. Il Sole 24 Ore ha fatto a suo tempo una recensione di venti righe in cui criticava cose che non ho mai scritto: chiamai l’autrice dell’articolo che mi confessò candidamente di non aver letto il libro e di aver avuto quelle indicazioni dalla redazione, e che comunque già il fatto che il giornale se ne occupasse doveva essere per me un onore. Mi è venuto in mente che quando uscì il Capitale di Marx ebbe una sola recensione ma solo perché il giornalista era un amico dell’editore. Dei contenuti del libro, ovviamente, nessuna traccia nella recensione. Oltretutto non so nemmeno quanti degli ottomila che hanno avuto il libro per le mani l’abbiano davvero letto: a volte mi vengono poste domande che mi fanno pensare che la lettura sia stata quanto meno superficiale. Ci vorrà tempo, lo so. Questa crisi può essere un’occasione, quanto meno per diffondere l’idea. Ma l’unico modo per farla conoscere è metterla in pratica e per questo abbiamo deciso di far partire la Faz. Spiegare un’idea così complessa è difficile, farla vivere è molto più semplice. Tutti dovranno cercare la propria convenienza e questo è molto facile da fare. Il sistema ci spinge a fare solo questo, a considerare la convenienza l’essenza della vita. Poi una volta che stai dentro, ti accorgi che ci sono anche altre cose, e che il “futuro” è un concetto privo di senso. Ci vorrà tempo perché il “resto” si sviluppi, ma la cosa importante è che si parta da una base che nega le fondamenta stesse del capitalismo. Questa società non è riformabile, dobbiamo costruirne un’altra su basi diverse. Appunto la Faz.

      Non conoscevo la “Storia dei crimini monetari”, l’ho scaricato e lo leggerò con molto interesse. È uno di quei libri che il potere ha ben nascosto, ma prima o poi la verità si manifesta, in un modo o nell’altro.

      • Mauro Munari ha detto:

        Carissimo Domenico….chiedo scusa per l’intervento su una questione che non ho sollevato io..ma, il fatto di sentire di addomesticamenti sinceramente mi fa riflettere!! E’ sicuramente vero quello che dici riguardo agli ottomila e ai down load che non conosci…e purtroppo ciò fà emergere il dramma, il vero dramma dell’informazione: la gente non legge!!! Il popolo non si informa, perchè leggere presupone un impegno ed una preparazione maggiore di stare ad ascoltare ed ancor più di stare a vedere…e ciò che vedi, ciò che “vogliono tu veda” è tutto quello che la popolazione è abituata a dire che è giusto……..
        E’ un quadro desolante che dimostra in modo inequivocabile la vera dittatura, quella mediatica, che si permea di buonismi, di storie strappalacrime…..ma che non centra mai il vero nocciolo e, soprattutto, non invita a leggere allenando la mente….basti vedere anche le ultime Fiere del libro….che oramai sono diventate Fiere dell’audiovisivo….
        Lèggere……oramai si confonde con leggère……è non mi sembra un bene ma tutt’altro…tanto che sicuramente per riuscire ad arrivare al cuore della gente….le cose andranno inevitabilmente imitate…ma in cuor mio, sero vengano imitate perchè chi fa questo mestiere se ne stia rendendo conto che a lungo andare, riusciranno anche a distruggere il suo lavoro…e non sto scherzando nè sono pazzo…ma terribilmente in senno……

  6. Mauro Munari ha detto:

    Caro Domenico…..
    i politici sono come le protagoniste del libro di Cronin
    e stanno a guardare….
    il brutto è che la gente non si rende conto che se non si parte con la FAZ…..
    non ce n’è proprio più per nessuno!!!!!!!

    • Domenico De Simone ha detto:

      Caro Mauro,

      Partiamo e poi vediamo che succede. La gente non è stupida ed è in grado di valutare il proprio interesse. In fondo è stata educata a fare questo da anni. E se conviene davvero la Faz crescerà rapidamente e poi discuteremo….

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