La FAZ e gli scienziati ignoranti

And, my friends, in this story you have a history of this entire movement. First they ignore you. Then they ridicule you. And then they attack you and want to burn you. And then they build monuments to you.

Questa è una frase famosa a proposito della non violenza,  che viene comunemente attribuita a Gandhi che però non si sa se la disse per davvero, ma che certamente fu pronunciata nel 1918 da Nicholas Klein, un sindacalista americano al congresso delle Union Trades.

La storia è piena di vicende che hanno avuto questo andamento, da Cristo a Giovanna d’Arco, da Savonarola a Giordano Bruno, ma la questione è la medesima soprattutto quando si tratta di innovazione radicale in qualunque campo delle scienze. Il fatto è che una nuova teoria generalmente cade in un ambiente dominato da teorie stratificate da tempo che devono la loro solidità al prestigio di coloro che le hanno formulate o sostenute e che con esse hanno guadagnato onori, rispetto e prebende. Scriveva Benedetto Croce, che “La maggior parte dei professori hanno definitivamente corredato il loro cervello come una casa nella quale si conti di passare comodamente tutto il resto della vita; da ogni minimo accenno di dubbio…diventano nemici velenosissimi, presi da una folle paura di dover ripensare il già pensato e doversi mettere al lavoro“. Kenneth Galbraith, nel suo libro Money, la esprime come la sindrome di Belmonte, un noto professore di economia che non aveva alcuna ragione di cambiare le idee che gli avevano consentito di ottenere la cattedra, il rispetto dei colleghi e degli studenti, una bella casa nel campus universitario dove viveva con la famiglia che manteneva con quelle stesse idee. E Keynes, nella teoria generale, scrisse testualmente: “Ricordo l’atteggiamento di Bonar Law, misto di rabbia e di perplessità, di fronte agli economisti, perché questi negavano cose ovvie: era profondamente turbato dalla ricerca di una spiegazione. Ciò richiama alla mente l’analogia fra il successo ottenuto dalla scuola classica della teoria economica e quello di certe religioni: il bandire dalle menti ciò che è ovvio, è , infatti, una ben maggiore manifestazione di potenza di un’idea che introducesse tra le nozioni comuni degli uomini ciò che è recondito e remoto“.

Gli antichi greci e romani avevano tutte le conoscenze tecniche per costruire le macchine che saranno create solo nel ‘700, e la ragione per cui non le fecero è la medesima contenuta nella risposta che Sir William Preece, uno dei più importanti scienziati inglesi della fine dell’ottocento, ingegnere capo del British Post Office, diede ad Alexander Graham Bell che gli era andato a proporre il telefono: “L’Inghilterra è piena di ragazzini che possono portare messaggi“. Il medesimo “grande scienziato” definì qualche tempo dopo la lampadina “un’idea completamente idiota“. Nell’antichità c’erano gli schiavi e quindi non c’era alcuna ragione per costruire delle macchine che facessero il lavoro al loro posto. 

Michael Faraday fu accusato di ciarlataneria quando sostenne di poter generare corrente elettrica facendo muovere un magnete in un avvolgimento, e andò molto peggio a Ignaz Semmelweiss, un medico svizzero che, nella metà dell’ottocento, imputava la morte di un rilevante numero di puerpere al fatto che i medici non si lavassero le mani prima del parto, cosicché le povere donne morivano di setticemia. Fu accusato di essere un ciarlatano e peggio ancora, quando  pubblicò il suo libro sull’argomento, fu dichiarato pazzo e rinchiuso in un manicomio, dove in una colluttazione con un infermiere fu ferito e morì di setticemia. I fratelli Write non erano degli eminenti scienziati, ma dei semplici meccanici di biciclette, un po’ troppo geniali per i loro contemporanei. Nonostante avessero fatto volare diverse volte il loro aeroplano, per ben cinque anni, tra il 1903 e il 1908, su prestigiose pubblicazioni come Scientific American e New York Heraldry eminenti scienziati parlavano di una frode perpetrata in danno dei gonzi che credevano alla possibilità del volo di un oggetto più pesante dell’aria. Finalmente, nel 1908 Theodore Roosvelt ordinò che fosse eseguita una pubblica dimostrazione a Fort Myers e solo allora si prese atto della realtà del volo aereo. Per ironia della sorte solo qualche settimana prima il primo volo del fratelli Write, il professore di matematica ed astronomia alla Johns Hopkins University, Simon Newcomb, aveva pubblicato un articolo sul The Independent che “dimostrava” scientificamente l’assoluta impossibilità del volo umano a motore, che avrebbe richiesto, a suo dire, la scoperta di qualche nuova forza della natura!

La resistenza, ovviamente, è moltiplicata quando la nuova teoria finisce per toccare interessi e privilegi consolidati, com’è il caso del tasso negativo e della Faz, che attaccano alla radice la struttura su cui si fonda il potere nella nostra società: il debito e gli interessi. Da qualche tempo a questa parte sembra che la fase “uno”, ovvero quella dell’ignorare la questione sia definitivamente tramontata. La crisi ha suscitato interesse per possibili soluzioni e il tasso negativo è stato affrontato anche da paludati ambienti accademici, oltre che da quattro carbonari tra cui il sottoscritto. Per cui siamo passati alla fase “due” , vale a dire quella dell’insulto e della disinformazione. Bene, temevo che sarebbe occorso molto più tempo per questo passaggio, ma la crisi ci sta dando una mano e il coro degli insulti sale, e più sale e più mi convinco che siamo sulla strada giusta.

Non faccio nomi per la legge sulla privacy, e per carità di patria, ma un post comincia così: “Ragazzi avrei bisogno di un vostro aiuto. Gradirei, qualora aveste tempo, che mi aiutaste e smontare le teorie pseudoeconomiche di Domenico de Simone. Avete presente? Quello dei TITAN, della moneta con tasso negativo, ecc ecc… Già mi ci sono scontrato varie volte, anche di persona, ma avrei bisogno di un vostro punto di vista sulla questione per rafforzare le argomentazioni. Potete aiutarmi? Grazie in anticipo!” Gli “aiuti” sono esilaranti commenti e pseudo critiche come questi: “Purtroppo ho una certa allergia a leggere tutte le invenzioni giornaliere di Desimone e non l’ho letta. A prima botta vorrei chiedere chi presta per un anno 100 per avere restituito 90 a fine anno.” Oppure questa: “Se non erro il “Titan” è una moneta che si auto-inflaziona. Una roba complicatissima. Io risolvo così. Con la moneta crei nuove risorse? No. Il tuo sistema di emissione è meno costoso del sistema attuale? No. E’ più complicato? Sì. Ciao.” O quest’altra: “il Titan, a quanto ho capito, si basa su 3 cose: no banche, tassi di scambio autoimposti e prestiti volontari. In pratica chi possiede 150k Titan deve dare l’ok per prestarli a chi li richiede per investire (lol), senza guadagnarci nulla. Inoltre si mettono forti vincoli di import/export, e come se non bastasse chi vuole venire in Italia ha il cambio deciso dallo stato stesso. Mica dal mercato, nono, è proprio lo stato. Ma di sicuro ritornano i capitali stranieri.” Questo dialoghetto, poi, è davvero geniale: “Se non si può accumulare non è moneta.” “Appunto, infatti lui li chiama Titoli a Tasso Negativo, cioè una moneta che si autosvaluta, e ti spinge a usarla per far circolare l’economia, ed evita il profitto. Ma come pretendi di non essere poi arrestato per evasione fiscale, non usando moneta corrente? Non riesco a capire proprio che vantaggi possa dare una cosa simile, specialmente sul lungo periodo.” ‎”una moneta che si autosvaluta” non è moneta, è cacca. Nessuna persona con le rotelle a posto l’accetterebbe.”

Bene, vi risparmio il resto che, come avrete capito, è tutto sul medesimo tono. E non credo che debba aggiungere una parola per smontare queste presunte critiche che di critico non hanno assolutamente nulla. La cosa più esilarante di questa come di altre discussioni simili che in questi giorni stanno invadendo il web, è che nessuno dei partecipanti ha letto un solo rigo di ciò che ho scritto. Nemmeno una riga, però ne parlano e si rinforzano a vicenda l’idea che si tratta di idiozie ma senza capire il perché. D’altra parte capisco bene il loro atteggiamento. Leggere è faticoso, e capire ancora di più. Esercitare una critica è poi una roba da fantascienza. Nella società dell’informazione televisiva, tutto quello che supera i venti secondi è inutile e ridondante. Ora, la prospettiva di leggersi almeno un paio di libri con spirito critico impiegando qualche giorno della loro preziosa esistenza per criticare la “cacca” è un’impresa che turba la coscienza dei nostri eroi, che tuttavia, devono pur dire qualcosa quando si imbattono in qualcuno che sostiene la “cacca”.

Ah ci vorrebbe Achille Loria! Per chi non lo conoscesse, si tratta di quel geniale “economista” italiano, così descritto in questo articolo dell’Avanti! del 1915, che pubblicò una critica del materialismo storico attribuendo a sé stesso brani di Marx e criticando questi con ciò che egli stesso aveva scritto! Benedetto Croce lo attaccò pesantemente smascherandone gli ignobili trucchetti e da allora il nome dell’eminente economista è legato a questa deplorevole variante della miseria umana. “Il segreto si dice in due parole. Il Loria ha eseguito un plagio delle idee fondamentali storico-economiche del Marx, abilmente dissimulato, in modo che sembra talora una correzione, tal’altra una confutazione. Plagiando e censurando il Marx, era facile passare per pensatore di gran nerbo e più o meno socialistico. La poca conoscenza del Marx, solita nei nostri economisti ufficiali, e la confusione dottrinale in cui si agita il movimento socialistico (il quale è appena ai suoi inizi in Italia), hanno preparato il terreno pel giuoco ben giocato” [da B. Croce, Materialismo storico ed economia Marxistica, Laterza, Bari, 1921]. Così vanno le cose nel mondo e il Loria, forte di questi suoi meriti accademici e scientifici, nel 1919 fu fatto senatore. Il cavallo di Caligola, forse, aveva meriti maggiori del nostro, non fosse altro per aver portato in groppa l’Imperatore dalle strane scarpe.

Nei prossimi mesi ne sentiremo parecchie di queste storie a proposito della Faz, del tasso negativo e del reddito di cittadinanza universale. Ci sarà da divertirsi. Una risata li travolgerà.

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4 pensieri su “La FAZ e gli scienziati ignoranti

  1. giuseppe ha detto:

    Sebbene oramai sia abituato ai faziosi e complici silenzi dei giornalisti, tuttavia non riesco a non incazzarmi quando questi silenzi sono di uno sconcertante quanto ignobile servilismo.
    Stamani ascoltando radio24 del “Sole 24 Ore” c’era il giornalista Giannini conduttore della trasmissione “Il punto di vista di Oscar” che, con mascherata polemica, criticava la norma, di recente introduzione, secondo la quale i pensionati devono avere un conto corrente qualora la loro pensione superi € 1000. Il giornalista faceva tutta una serie di considerazioni sulla libertà e via discorrendo, insomma, poneva argomentazioni retoriche.
    Potevano intervenire anche ascoltatori. Uno di questi, particolarmente sveglio, sosteneva la tesi che la norma in realtà, più che combattere il riciclaggio, favoriva le banche facendole straguadagnare con il meccanismo della riserva frazionaria e del moltiplicatore.
    Ebbene, il Giannini, tutto imbarazzato, alla fine dell’intervento dell’acuto ascoltatore, teneva a precisare che Lui non osava pensare alla cattiva fede del legislatore, che le banche avrebbero comunque avuto delle spese pari ai presunti guadagni, per via di tutti gli adempimenti cui avrebbero dovuto far fronte per tutti i nuovi conti correnti e che, infine, il discorso della riserva frazionaria non era pertinente alla trasmissione.
    Dico solo una cosa: che schifo che mi fa l’uomo vile e servile, travestito da intellettuale alternativo. Che schifo che mi fanno i radical chic.

  2. Furio ha detto:

    E’ già complicato far comprendere il funzionamento dell’attuale sistema monetario che queste cose passano per super estreme, non ho ben capito il meccanismo ed il reale funzionamento della moneta a tasso negativo nemmeno io ma la cosa mi incuriosisce ed affascina molto.

    provare a spiegare a conoscenti vari che la moneta è debito creato dalle banche dal nulla mi ha fatto passare per pazzo…. sarebbe già un miracolo far capire cosa non va nell’attuale sistema.. 🙂

  3. Pioggia per gli amici-Pio per i bimbi ha detto:

    mmhh.. alla fine sono riuscito a seguire il video”Crac” anche con il sonoro pessimo,non ho capito una parola di quello che ha detto Beppe Grillo,non importa.
    Mi sono soffermato un po sui Bitcoins,interessante ma per quel poco che riesco a capire,subendo una sorta di oscillazione del proprio mercato e relativa instabilità proprio come nel mercato borsistico,non sembra essere per ora,se gestita così,la svolta rivoluzionaria cui si vorrebbe accreditare solo per essere al di fuori dei circuiti bancari e governativi…
    In merito alle FAZ e relativi Titan sarebbe ora di fare definitivamente chiarezza parlando di metodo, piano di fattibilità, operatività, se si vuole uscire dallo sterile velo di polemiche.
    Io credo che, seppur così interessante, sarebbe bene mettere da parte tutto lo storicismo ed agire con pragmatismo tecnico. I valori sono chiari e condivisibili,per la verità non tutti!
    Ciò che ora più importa però è la strategia pratica da comprendere nella sua fattibilità ,intraprenderla con le eventuali varianti ed altro…

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