Risposta all’articolo di Franco Berardi e Lucia Berardi

Ho risposto all‘articolo di di Franco Berardi e Lucia Berardi con il commento che posto qui di seguito:

Carissimi, grazie per il vostro articolo e aggiungo, era ora! Il progetto di una moneta alternativa al sistema esiste già, anzi per la verità ce ne sono molti in giro per il mondo e qualcuno anche in Italia.

Tuttavia, le monete complementari locali, che generalmente finalizzano questi progetti hanno un difetto di fondo, che non si diffondono con la velocità e con la forza sperata. Se dobbiamo creare un’alternativa significativa dobbiamo pensare che questa si misura in miliardi e non in migliaia né in milioni di euro, come la maggior parte delle monete complementari. In Germania il circuito del Regiogeld muove diversi milioni di euro, che non è male ma non fa nemmeno il solletico al potere finanziario. L’obiettivo deve essere quello di strappare alla produzione capitalistica quote consistenti di attività, e d’altra parte se ci poniamo nell’ottica che la ricchezza è la gente, la cultura, le idee, ovvero la capacità di una società data di generare flussi di opportunità, e che questi flussi dipendono dall’insieme delle relazioni organizzate e dalla capacità di organizzazione, senza le quali la ricchezza materiale è priva di senso, capiamo che la ricchezza siamo noi, il 99%, la grande maggioranza della popolazione di questo pianeta, sfruttata, umiliata, vessata, indebolita dal complesso di colpa indotto dal debito. Diciamo due cose: la prima è che il capitale monetario creato sul debito esiste solo per il nostro lavoro e che lo strumento di appropriazione della ricchezza è il meccanismo degli interessi che generano la rendita finanziaria.
L’altra è che rispunta un vecchio concetto di Marx, il capitale sociale, ma come bene comune, che appartiene a tutti poiché tutti partecipano in uguale misura alla sua consistenza. La conseguenza è che la moneta deve essere la misura di questo capitale sociale e che essa deve appartenere a tutti. E che qualunque impresa voglia utilizzare le capacità della società di generare flussi di opportunità deve prendere a prestito la quota di capitale sociale necessaria per l’investimento e pagare un interesse alla società. La suddivisione di questo interesse è la fonte del Reddito di Cittadinanza, come diritto che scaturisce dall’appartenere ad una società storicamente data, nella quale, qualunque ruolo si svolga, ogni membro contribuisce in modo uguale a determinare il livello di capitale sociale. Questo reddito, che nasce dall’utilizzo del capitale sociale, deve essere tenuto ben distinto dal reddito da lavoro, che deve venire dalle scelte libere di ciascuno e non dalla costrizione della sopravvivenza, che è propria della schiavitù.
È essenziale che il denaro NON generi debito e che l’accumulazione sia impedita, poiché la sua fonte deve essere il livello di capitale sociale e gli investimenti che vengono effettuati per realizzare i flussi di opportunità potenziali che il livello culturale (tecnico, di idee, informazioni, scambi, organizzazione) di una società data può consentire. Se il denaro fosse accumulabile sarebbe inevitabile un ritorno al predominio del denaro sulla vita. Per questa ragione il denaro deve essere emesso a tasso negativo, in modo che in un tempo misurabile esso debba scomparire dal sistema per fare posto al denaro fresco emesso per gli investimenti e per il Reddito di Cittadinanza. D’altra parte, l’unico modo per uccidere il dio denaro è farlo morire, seguendo l’ordine naturale delle cose. Il capitale finanziario, genera continuamente interessi che ne accrescono il potere e lo rendono immortale. L’idea del tasso negativo è di Silvius Gesell, che fu Ministro delle Finanze, ma per soli sette giorni, nel 1919 della Repubblica dei Consigli di Baviera, rapidamente stroncata dal governo tedesco che la considerava un’esperienza sovietica. Il tasso negativo è stato sperimentato con successo più volte, anche se in genere il governo o le banche centrali sono intervenute pesantemente per impedirlo. La storia di queste esperienze è abbastanza diffusa nel web e anche esposta nei miei libri che, oltre che in libreria, sono nel mio sito sotto Creative Commons. In questi espongo il progetto della FAZ, acronimo di Zona di Autonomia Finanziaria, che richiama l’idea della TAZ di Hakim Bey, ovvero le zone liberate dall’oppressione del capitalismo. Il progetto si fonda su una moneta a tasso negativo e sul reddito di cittadinanza. Non c’è alcun bisogno di organizzare una diversa produzione, basta solo dimostrare ai produttori che partecipare alla FAZ è più conveniente che stare in questo sistema. La FAZ genera un ambiente in cui viene stimolata e premiata la creatività, cosa che consente di immaginare e realizzare la completa automazione delle attività di produzione materiale. Sottrarre la creatività alla schiavitù del capitale comporta la liberazione dall’alienazione e la riduzione, fino alla scomparsa, del feticismo delle merci. “Nel pensare l’automobile, il capitalismo ha generato rapporti di produzione alienati (poiché pensati per le esigenze non dei produttori ma del capitale finanziario) che solo di riflesso soddisfano e malamente le esigenze di trasporto, per le quali le automobili dovrebbero essere prodotte. Questo è il feticismo delle merci. Al contrario, un pensiero non alienato penserebbe il trasporto in funzione delle esigenze umane, e non di quelle del capitale finanziario.“(dal mio libro Intervista sul’economia, 2004).
Ci sarebbe ancora molto da aggiungere, ma vi rimando ai miei libri e articoli sul blog e su altri siti. Quello che stiamo organizzando è una FAZ in cui la moneta sia scambiata elettronicamente mediante un software di semplice uso (si potrà usarlo tramite il cellulare) e che non abbia un server centrale, e quindi sia inattaccabile dal potere finanziario. sulla liceità dell’operazione ho anche scritto diverse considerazioni: mentre emettere una moneta è illecito, emettere delle obbligazioni a tasso negativo è perfettamente legittimo, e il software potrebbe essere rappresentativo dello scambio di queste obbligazioni tra i sottoscrittori, ovvero tra tutti coloro che partecipano ad una FAZ. Il criterio di emissione del denaro DEVE essere automatico (c’è un algoritmo in grado di misurare il capitale sociale) e non dipendere da nessun potere. Anche per calcolare il livello del tasso negativo così come la misura del RdC esistono degli algoritmi in grado di determinarli. L’equilibrio del sistema è dato dal rispetto dell’equazione di Fisher o degli scambi. In una prima fase, questa moneta circola insieme a quella del capitale finanziario ma in misura prevalente a questa. D’altra parte per i produttori è essenziale andare a break even e possono ottenerlo anche con percentuali di moneta del 20 o del 30% del prezzo di vendita. In questa iniziativa sto coinvolgendo forze di diversa provenienza, dal movimento 5 stelle, al movimento delle acampadas e delle occupazioni, oltre a miei vecchi sostenitori che hanno capito da tempo la necessità di una critica di sinistra alla logica dell’usura e del capitale finanziario, da sempre terreno di cultura di una certa destra populista e centralista. Da anni (oltre quindici!) rivendico alla cultura di sinistra l’ideazione di un progetto di uscita dal capitalismo che parta dalla costruzione di un’alternativa finanziaria e dalla critica del debito e degli interessi, vale a dire dell’usura. Un progetto che si traduca in prassi rivoluzionaria, per trasformare il mondo, non per interpretarlo, né per sognarlo né, tanto meno, per rivendicarlo in un’ottica di contrapposizione che non ha più alcuna logica. Il loro denaro non ci serve, è solo uno strumento di potere, apparentemente potente, ma in realtà vuoto e privo di significato senza di noi. Basta capire questo per sottrarsi al suo dominio.

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Un pensiero su “Risposta all’articolo di Franco Berardi e Lucia Berardi

  1. Teo ha detto:

    Salve, purtroppo sto scoprendo solo ora questo fantastico blog: mi interesso di circuiti alternativi già da alcuni anni da studente universitario. Vorrei sapere quale fra le sue opere è più tecnica, operativa; poiché ho trovato questo articolo molto interessante: in quale suo libro potrei trovare degli approfondimenti? La ringrazio molto, ancora complimenti.

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