La FAZ e gli scienziati ignoranti

And, my friends, in this story you have a history of this entire movement. First they ignore you. Then they ridicule you. And then they attack you and want to burn you. And then they build monuments to you.

Questa è una frase famosa a proposito della non violenza,  che viene comunemente attribuita a Gandhi che però non si sa se la disse per davvero, ma che certamente fu pronunciata nel 1918 da Nicholas Klein, un sindacalista americano al congresso delle Union Trades.

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E sotto l’albero di Natale…

…. il regalo più gradito da parte del Governo, tanti bei dollaroni fruscianti per passare delle Feste serene e tranquille, magari all’ombra di qualche palmizio alle Hawaii o in Florida, dove per comprare una vacanza occorre spendere dollari. Operai, pensionati, impiegati, precari di ogni genere, tutti in vacanza con i dollari che il Governo generosamente ci farà trovare sotto l’albero! Questo è il vero obiettivo della manovra di Natale, altro che sacrifici, lacrime e sangue! Non sto scherzando affatto, dico sul serio. Come spiegare altrimenti, la brillante disposizione prevista nel decreto “Milleproroghe”, di cui ci da notizia il Sole24 Ore, che autorizza la Banca d’Italia a trattare con il FMI il prestito di 23,48 miliardi di euro per contribuire a dotare il FMI di fondi sufficienti per fronteggiare la crisi?

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Risposta all’articolo di Franco Berardi e Lucia Berardi

Ho risposto all‘articolo di di Franco Berardi e Lucia Berardi con il commento che posto qui di seguito:

Carissimi, grazie per il vostro articolo e aggiungo, era ora! Il progetto di una moneta alternativa al sistema esiste già, anzi per la verità ce ne sono molti in giro per il mondo e qualcuno anche in Italia.

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Dobbiamo stampare denaro

Franco “Bifo” Berardi in un articolo su “Trough Europe” scrive: “Dobbiamo partire dal principio già formulato dalle banche del tempo: scambi di tempo utile all’interno della comunità. Ma il principio affermato dalle banche del tempo deve acquisire un carattere estensivo, e per far questo occorre produrre del circolante. Un medium simbolico che possa essere messo in circolazione come sostitutivo del denaro ufficialmente riconosciuto dall’autorità monetaria, e che permetta di avere accesso a prodotti e servizi che oggi sono sequestrati dalle politiche recessive e deflazioniste del Dogma monetarista”.

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Newsletter della FAZ

Abbiamo aperto la newsletter della FAZ, potete iscrivervi sul mio sito oppure sul sito della FAZ. Sul sito prossimamente verrà aperto un blog nel quale si possono postare commenti sui singoli articoli. L’idea è di discutere di organizzazione della FAZ e di raggiungere il maggior numero di persone, così da cominciare al più presto a costruirla.

Occupiamoci di economia prima che l’economia si occupi definitivamente di noi!

Il debito non si paga!

È in uscita in tutte le librerie il mio nuovo libro tascabile sul debito, dal titolo “Il debito non si paga!”, edito da Editori Internazionali Riuniti. Un pamphlet sul debito pubblico e privato e sulle ragioni per non pagarlo. E soprattutto sui modi per riuscire a non pagarlo. Come anche l’altro libro edito da editori Riuniti anche questo sarà sotto copyright per nove mesi e poi ne pubblicherò la copia sotto Creative Commons.

Comunque è  un bel regalo di Natale per i vostri amici!

A proposito di manovre, keynesismo e neocons

Questo è un estratto dal libro intervista dal titolo “Dove va l’economia” pubblicato nel 2004 per la Settimo Sigillo. La parte in corsivo è la domanda dell’intervistatore,  Carlo Gambescia. Sto facendone una revisione per pubblicarne la seconda edizione ed ho ritrovato questo scambio che è particolarmente significativo in questo momento. Il disastro è agitato periodicamente perché non c’è altro modo di convincere la gente della necessità di certe politiche sull’occupazione e, oggi, direi anche sulle pensioni e sui redditi.

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Della rivoluzione. Note in calce ad un articolo di Costanzo Preve.

L’articolo di Costanzo Preve uscito su Come Don Chisciotte il 21 novembre con il titolo di Berlusconeide, suscita riflessioni profonde sulla politica italiana e pone alla fine un interrogativo essenziale, cui egli offre risposte negative. Alla domanda “che fare?” risponde elencando le cose che certamente non si devono fare, dicendo poi che difficilmente queste non-cose saranno abbandonate dalla cialtroneria degli esponenti politici e intellettuali italiani.

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