L’ipocrisia di Don Chisciotte

Come Don Chisciotte è un sito di informazione alternativa o contro-informazione se preferite, che offre un panorama abbastanza ampio delle voci fuori dal coro. Nell’epigrafe del sito è riportata questa splendida frase di Evelyn Beatrice Hall, l’autrice di The Friends Of Voltaire, e che riassume lo spirito dell’illuminista francese: “Disapprovo quello che dici, ma difenderò fino alla morte il tuo diritto a dirlo“. 

Insomma, direte, finalmente un sito dove si possono leggere posizioni diverse dal pensiero main stream, dove non si nascondono le verità scomode, dove la critica, anche dura e franca, la fa da padrona con l’obiettivo di far sì che chiunque possa farsi una sua opinione.

Senonché anche l’anti main stream, a sua volta, ha un suo proprio main stream. Si può dire tutto, purché sia in linea con il pensiero alternativo dominante. Sembra una contraddizione in termini, ma siamo in Italia e viviamo di contraddizioni. Non diversamente dai burocrati ottusi di wikipedia, anche Come Don Chisciotte ha i suoi censori, ed eccoci al punto.

Da qualche tempo a questa parte, il sito ospita gli articoli di Paolo Barnard, che da quando ha scritto il suo pamphlet sull’economia, Il Più Grande Crimine, è assurto agli onori di leader degli oppositori di questo sistema economico. Tra questi articoli, spicca oggi (ma anche la settimana scorsa) un attacco a Giulietto Chiesa ed alla critica di questi al sistema economico. Non entro nel merito di questo articolo, che comunque potete andare a leggere qui, se non per notare che l’attacco a Chiesa è portato sulla genesi dell’esplosione del debito che Chiesa, seguendo in questo Lyndon La Rouche, attribuisce alla abrogazione della legge Glass-Steagall del 1933, operata da Clinton nel 1999 che consentiva alle banche americane di gettarsi in ogni genere di speculazioni, mentre per Barnard la legge fondamentale era quella che nel 1993 obbligava gli USA al pareggio di bilancio, cosa che aveva favorito l’esplosione del debito privato. Non entro nel merito per due buone ragioni: la prima è che Chiesa è adulto, vaccinato ed abbastanza dentuto da difendersi da sé e non ha bisogno di difensori. La seconda è che la questione non è molto rilevante, poiché alla fine il risultato è sempre lo stesso, un’esplosione del debito che dipende dalla natura stessa dei meccanismi di creazione del denaro e dalla logica intrinseca del capitalismo finanziario. E per questo verso, Chiesa è molto più chiaro di Barnard  nell’indicare il problema. Nonostante sia giornalista anche lui (ahhhh mi divertono queste schermaglie corporative tra avvocati, giornalisti, farmacisti eccetera), almeno è un intellettuale dotato di una solida cultura anticapitalista formata nella scuola del PCI, che sarà certamente criticabile ma era una cosa seria. Barnard invita Giulietto Chiesa a studiare invece di andare a “fare i presenzialisti che sbucano come il prezzemolo su ogni media esistente a pontificare su costrutti sgangherati“.  Siamo quasi all’insulto, ma ripeto non sono io il difensore di Chiesa che ha abbastanza strumenti per difendersi da sé. Tuttavia, ricordo a me stesso e a chi legge, che se si tratta di studiare, sarà il caso di andarsi a rileggere la normativa sullo IAS 39 che ha regolamentato i derivati e, modificando i principi contabili, ha consentito alle banche di considerare i titoli in attivo al valore storico piuttosto che al fair value (mark to market) proprio per nascondere le perdite derivanti dall’esplosione della bolla su mutui.

Ma a parte il fatto che se si dice a qualcuno di studiare, ed è assolutamente giusto vista la complessità della materia e le enormi pressioni che comporta il trattarla,  bisogna essere i primi a farlo, magari con un atteggiamento un po’ più umile e disponibile al dialogo, e non salire in cattedra a fare i professorini di cui non abbiamo alcun bisogno, e ricordato a tutti che abbiamo molto da imparare da una persona come Giulietto Chiesa che farà anche i suoi errori, ma è intellettuale certamente di statura, torniamo a Come Don Chisciotte, che sembra diventato la voce di Barnard, visto che quotidianamente ne sforna un articolo. Ora, qualche tempo fa, ho avuto la ventura di scrivere un articolo critico sul suo pamphlet, spinto da numerosi amici che volevano sentire il mio parere in proposito, Unno di questi amici ha anche tentato di far pubblicare l’articolo su Come Don Chisciotte, ma ne ha ricevuto un netto rifiuto. L’amico in questione era partito con grande sicurezza di fronte alle mie perplessità, dicendomi ci penso io a farlo pubblicare, ci mancherebbe altro.  Ne è rimasto profondamente deluso. Io un po’ meno, all’ipocrisia dei nostri sedicenti democratici tutori della libertà di pensiero ci ho fatto ormai il callo. Ma come, direte, non era il sito dove si può dire e criticare chiunque senza essere censurati? Pare di no, quella è solo un’intestazione che prova come l’esercizio dell’ipocrisia sia pratica corrente nel nostro paese. Si sventolano le bandiere della libertà sul torrione più alto, e nelle segrete del castello si pratica la censura. Barnard può attaccare fino all’insulto Chiesa sul sito, ma nessuno può criticare Barnard.

Complimenti, i miei più vivi complimenti.

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15 pensieri su “L’ipocrisia di Don Chisciotte

  1. martiusmarcus ha detto:

    Riguardo a Comedonchisciotte e alla sua “ipocrisia”
    Chi scrive era, non solo da oggi, un paria di Comedonchisciotte. Ma da oggi sono un sotto-sotto-paria. Perché? Perché ho provato a commentare questo post e da allora NON SOLO NON HO PIU’ DIRITTO DI COMMENTARE MA NEPPURE DI ACCEDERE AL SITO. Da ex-bannato – è una questione un po’ complicata, vedi sotto – mi sono meravigliato molto quando ho visto comparire questo post, e dunque ho cercato di commentare dicendo in sostanza: “finalmente un po’ di esame di coscienza, vi siete decisi a guardarvi allo specchio e a non nascondervi più dietro il dito di Voltaire”: banned forever…
    La censura su Comedonchisciotte esiste, eccome! I signori tao e truman non ci dormono la notte, e sono sempre lì col pennarello nero in mano, e con che libidine tagliano chi non è d’accordo! Il caso “barnard” ne è l’esempio più lampante. Chiunque, frequentando il sito, è in disaccordo non tanto con le idee di barnard, ma con il modo indisponente (quando non francamente offensivo) di apostrofare chi non si allinea alle sue tesi, viene prima aggredito dai suoi accoliti, e poi alla fine BANDITO! (credo che amensa venga sopportato perché appunto la sua presenza antagonista fa passare l’idea che il sito sia davvero “democratico”).
    Dunque la famosa epigrafe del “morirò perchè tu possa esprimere le tue idee” non è ipocrita: è più falsa dei soldi del monopoly! Comedonchisciotte ha una vera e propria libidine censoria (e infatti non esiste una sola parte del sito dove le opinioni dei lettori sul sito siano espresse).
    Per completezza: la prima volta che sono stato bandito è avvenuto perché barnard aveva iniziato – con la delicatezza che gli è propria – a spiegare la sua difficile teoria banalizzandola “anche per gli idioti”, e come prototipo di idiota aveva preso “le mamme”. Ecco – aveva detto – ve la spiego in modo facile facile che anche le mamme la possono capire. La cosa mi aveva fatto arrabbiare e allora avevo scritto che se lui aveva la mamma scema era una questione sua e non la doveva generalizzare alle mamme di tutti… ed essendo molto ma molto arrabbiato avevo aggiunto – letteralmente – “che la sua mamma doveva essere incinta, dal momento che si sa che la mamma dei… (puntini letterali: mi ero autocensurato) è sempre incinta”. Da allora Comedonchisciotte mi ha cancellato: ero stato eccessivo? e barnard allora che non fa altro che offendere a destra e a manca?
    Comedonchisciotte? Non sono d’accordo con te e mi batterò fino alla morte perché tu sia MESSO A TACERE…

  2. Eugenio Orso ha detto:

    Mi chiamo Eugenio Orso.
    Come Don Chisciotte pubblica alcuni miei post, però altri, che io giudico migliori, non li considera proprio.
    Dovrei arrabbiarmi con loro, pensare che applicano una sorta di censura come fa l’apparato massmediatico ufficiale?
    No di certo.
    Il problema non è la censura, ma la selezione degli argomenti, degli articoli e dei post da mettere in ventrina.
    Coloro che gestiscono il sito hanno il diritto di stabilire cosa pubblicare, e quali argomenti di volta in volta privilegiare rispetto ad altri possibili.
    A volte, nella decisione di pubblicare o non pubblicare (che spetta pur sempre a quelli di CDC …) influisce anche la lunghezza della scritto.
    In certe circostanze, quando lo scritto è particolarmente offensivo, violento ed insultante (e potrebbe scatenare reazioni, o creare troppi problemi) si può giudicare opportuno non pubblicarlo.
    Eccetera, eccetera.
    Ma, ripeto, la censura in CDC non c’è.
    Tutto qua …

    Saluti

    Eugenio Orso
    (http://pauperclass.myblog.it/)

    • Morris Vincent ha detto:

      Ciao Eugenio Orso,
      Io mi chiamo Morris, ho letto il tuo commento, e non posso fare a meno di chiederti provare a far pubblicare tu l’articolo di risposta scritto da Domenico.
      Sarebbe un bel modo di dimostrarci che su come CDC non c’è censura.
      Penso che Domenico possa dare ottimi spunti di riflessione e non sarà di certo perché qualcuno ha qualche parola in più da dire che non gli verrà data l’opportunità di dirla!
      Se a Barnard è concesso di pubblicare un articolo con quei toni di risposta a Giulietto Chiesa certamente si potrà accettare un articolo di risposta quanto a lui quanto meno sugli stessi toni, anche se dubito che sostanzialmente una persona che voglia comunicare e trasmettere qualcosa di positivo come ho sempre visto fare negli scritti di Domenico possa porsi in toni anche solo lontanamente avvicinabili a quelli di Barnard.

      Eugenio, ti lancio la sfida! Spero tu possa coglierla e vincerla con successo!

      • Domenico De Simone ha detto:

        Caro Morris, l’articolo su Barnard CDC l’ha pubblicato tra i contributi del lettori, e quindi con scarsa visibilità, ma comunque l’hanno pubblicato. Hanno messo, invece, in prima pagina l’articolo polemico su CDC che però, se non si legge l’altro articolo, sembra una pura polemica. Comunque, va bene così, alla fine ciascuno decide quello che vuole fare del suo sito. Che lo ripubblichino è impossibile, dal punto di vista giornalistico, la risposta a Barnard è “bruciata” e non è possibile riproporla se non tra qualche mese.

      • Marc ha detto:

        Ciao, non so se hai visto su CDC, Giulietto Chiesa ha risposto a Barnard, sinceramente un bell’articolo, ovviamente la risposta dell’ umilissimo Barnard si intitola Giullietto Chiesa va al diavolo. Io quel sito l’ ho definito un reality di intellettuali del “piffero” per usare un eufemismo, dopo per aver letto per mesi le cavolate che pubblicano e ben peggio i commenti che scrivono, ho deciso di bannarlo io, dal mio ip. Ultimamente pubblicano solo articoli di quell’ egocentrico, scritti in un modo assurdo e incompressibile con tanto di insulto finale ai lettori. Grazie non ne ho bisogno. Qui in questo blog, invece, ho trovato bellissimi articoli, quelli che cercavo.
        Saluti

        • Domenico De Simone ha detto:

          Caro Marc, ti ringrazio molto per gli apprezzamenti. Ho letto la risposta pacata di Giulietto Chiesa e la furiosa replica di Barnard. È fatto così e forse per questo attira la gente che ha voglia di polemizzare. Purtroppo questo è un dato di fatto, più che gli articoli di pacata riflessione e discussione, la gente è attirata dalle polemiche sanguigne e dagli insulti. Sarà perché forse sono abituati alla TV trash, ma questa non nasce per caso, ma da un’esigenza sentita di contrapposizione, di identificazione con questo o quello, su tesi contrapposte, purché facilmente comprensibili. Una decina di anni fa avevo aperto un sito di finanza e di borsa, in cui mettevo articoli di analisi finanziaria e nel forum si discuteva di investimenti, di new economy, e debito eccetera. Ebbene, rilevavo che l’audience si impennava solo quando c’erano discussioni feroci e magari insulti di qualcuno a qualcun altro, non importa chi o cosa sostenesse. In quei casi, i click si decuplicavano. L’ho chiuso per disperazione, non mi piaceva per niente il clima di rissa continua e di liti furibonde che si era venuto a creare, e che pure portava ascolti al sito. CDC non è molto diverso, i post di Barnard portano 6/7.000 click, altri non arrivano a 2/3.000 e qualcuno pure meno. Non fa molto bene al dibattito l’atteggiamento di Barnard però porta audience, e alla fine è quello che vogliono i promotori di un sito. A me interessa tutt’altro e quindi continuerò ad esporre il mio pensiero e a rispondere alle domande ed alle questioni, qualunque sia il numero dei click.

  3. Tom ha detto:

    Come da Barnard detto, il suo saggio è stato letto e apprezzato dai suoi amici economisti (americani), bene, fosse anche il migliore giornalista-saggista del mondo, fosse che abbia ragione, ciò non toglie che rimane un grande fanatico e maleducato… e fanatici sono i suoi lettori. Quindi fanatici sono anche, almeno il 50% dei lettori di quel sito CDC*, che si scannano a vicenda dalla mattina alla sera, evidentemente non avendo niente da fare.
    Leggendo le tesi di Barnard (e poi anche di CDC), si è maturata l’ idea in me che, secondo le sue tesi, noi siamo condannati alla povertà, una persona povera, anche se con tanta buona volontà non potrà mai diventare niente se non rimanere quello che è. Perchè il mondo entro breve verrà dominato dall’ elite, quindi quattro signori panciuti avranno tutte le ricchezze del mondo, contro una quantità immensa di poveracci…uno scenario medievale e deprimente.
    Poi mi domando chi farà muovere i mercati, se il popolo non avrà più un centesimo? non avrà più facoltà di decidere? se il popolo “sparisce” anche il sistema economico attuae sparisce.
    Un saluto a tutti e mi scuso per le mie idee un pò contorte!sono solo riflessioni da dietro uno schermo 🙂

    *ComeDonChiciotte

  4. webrevolution ha detto:

    ho seguito perfettamente la cosa ed ho trovato le critiche di barnard su chiesa assolutamente costruttive e per nulla offensive. il fine non era certo delegittimare bensì lottare insieme per la verità, cosa non facile nel complicatissimo mondo della finanza. ho un grande rispetto per chiesa e per barnard, sono certo che in un loro eventuale “scontro” sarà mantenuto il rispetto reciproco, cosa rara nel panorama culturale italiano.

    • Domenico De Simone ha detto:

      Le tesi di Chiesa saranno certamente criticabili, ma non è questo il modo di avviare un dialogo costruttivo dando a uno del “prezzemolo” che “pontifica” su “costrutti sgangherati”. Il linguaggio è importante per valutare il grado di rispetto e qui non ne vedo nemmeno un po’, anzi, vedo il tentativo di delegittimare chi sostiene una tesi diversa dalla tua.

      • Claudio Proietti ha detto:

        Come giustamente dici tu, Domenico, dovremmo imparare il rispetto nella nostra comunicazione con l’altro.
        Chi non ha rispetto per l’altro non lo ha neppure verso sé stesso e non potrà incarnare il proposito di Gandhi “Sii il cambiamento che vuoi vedere realizzato nel mondo” perché usare l’offesa per generare pace non è una strada possibile, né credibile. Tutti gli uomini che comunicano grandi cose dovrebbero saperlo bene questo concetto, altrimenti seminano solo ipocrisia.
        Consiglierei a queste persone, delle lezioni di comunicazione non violenta o comunicazione empatica, attraverso la lettura di Marshall B. Rosenberg “Le parole sono finestre (oppure muri)”
        D’altra parte il mondo in cui viviamo si realizza a partire dai pensieri che alimentiamo in noi stessi e che confluiscono nelle relazioni che coltiviamo. Solo buone relazioni creano buone società!
        un abbraccio a tutti!
        Claudio

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