Senza vergogna. Ancora su Wikipedia e la Malatempora

Ritorno sulla miserabile vicenda della mia pagina su Wikipedia della quale è stata richiesta la cancellazione. La cosa mi fa onore, vista la caratura del personaggi che danno mostra di sé sulla versione italiana di un’enciclopedia che vorrebbe raccogliere anche le voci libere, ma che in Italia non è altro che una volgare eco del peggiore trash che imperversa ormai da oltre vent’anni.  Ritorno perché qualcuno ha osato dire al censore in azione che i miei libri e quelli della Malatempora stanno comunque su Feltrinelli e quindi non sono proprio introvabili.

Questa è la breve discussione: “C’e’ un errore a proposito della reperibilita’ delle pubblicazioni. Alcuni libri sono stati distribuiti nelle librerie e sono ancora disponibili, anche online, si puo’ verificare sul sito della feltrinelli http://www.lafeltrinelli.it/catalogo/aut/505531.html. —sal(non registrato);79.23.222.241 (msg) 04:24, 26 nov 2011 (CET)

La Malatempora non esiste più dal 2009, se si trova ancora qualcosa sono solo gli ultimi rimasugli di magazzino. Sempre che nel pieno della sua brevissima attività l’editore avesse una distribuzione capillare cosa di cui dubito. L’unica cosa di rilievo è il libro per la Riuniti, e le sole fonti di un minimo di importanza che si trovano in rete sono in relazione a questo libro. —IndyJr(Tracce nella foresta) 10:13, 26 nov 2011 (CET)
Questo signore ignora cosa sia la Malatempora e probabilmente ignora proprio cosa sia una cultura diversa da quella del regime. Lo ignora in perfetta malafede, perché non è difficile trovare le fonti che citerò appresso, ci vogliono davvero solo pochi minuti. E questo prova che il nostro censore agisce con l’intento di nascondere ciò che è scomodo e non rientra nei canoni della sua ortodossia, e non al servizio della verità. 
Nei suoi dieci anni di vita, la Malatempora ha pubblicato oltre 120 libri che sono stati distribuiti prima da Vivalibri, e poi da CDA entrambe distribuzioni nazionali con diverse centinaia di librerie ciascuna.  Angelo aveva discusso animatamente con Vivalibri soprattutto per i ritardi nei pagamenti e per altre vicende che qui non rilevano, e quindi l’aveva lasciato per la CDA. Comunque, che la Vivalibri sia una distribuzione nazionale così come la CDA è un fatto e non un’opinione. 
Tra gli autori pubblicati, a parte il sottoscritto che non conta niente, ci sono Massimo Mongai, Fulvio Grimaldi, Lasse Braun, Raoul Vaneigem, Massimo Consoli, Francesco Cascioli, Robert Crumb, Matteo Guarnaccia e innumerevoli altri.  Di tutti questi autori riporto il link delle loro pagine su wikipedia, sottolineando che Grimaldi e Cascioli hanno pubblicato molte opere con Malatempora che è stato il loro principale editore. 
La Malatempora ha pubblicato anche diverse opere di Angelo Quattrocchi, che ricordo, è stato un intellettuale e scrittore di notevole spessore e uno dei più lucidi e seguiti esponenti della cultura underground, che certamente non piace al nostro censore il quale, a dispetto dell’evidenza, la ignora bellamente con espressioni volutamente squalificanti e sminuenti. Ebbene, tra le opere di Angelo Quattrocchi che, come me, non è degno di essere annoverato tra le voci dell’enciclopedia più ortodossa che ci sia, spicca The beginning of the end, pubblicato in innumerevoli edizioni in circa 20 lingue tra cui anche il cinese, a partire dal 1968 e in italiano con il titolo “E quel maggio fu rivoluzione” sul Maggio francese cui Angelo partecipò personalmente quale inviato dell’Avanti a Parigi (allora l’Avanti era un quotidiano serio). Solo questo libro, per la risonanza internazionale e per le innumerevoli edizioni dovrebbe di diritto essere inserito nell’enciclopedia, se questa fosse una cosa seria, ma evidentemente stiamo parlando di un altro mondo. Ricordo ancora tra i libri scritti da Angelo Quattrocchi, Wounded Knee, la cronaca da egli vissuta dell’occupazione nel 1973 da parte degli indiani del luogo simbolo del massacro compiuto nell’ottocento dagli yankees. Angelo fu l’unico bianco al quale gli indiani consentirono la presenza durante l’occupazione e gli scontri che ne seguirono. Furono gli stessi indiani a chiedergli di scrivere una cronaca degli eventi che fu poi pubblicata negli USA. L’edizione italiana fu pubblicata dalla Malatempora. Angelo ha pubblicato innumerevoli altre opere in molte lingue.  Da World Cat si evince che Quattrocchi ha pubblicato 38 lavori in 69 edizioni in dieci lingue (ma so per certo che le edizioni di “Quel maggio fu rivoluzione!” sono state circa venti. 
Spero di aver dato un’idea del livello della Malatempora e del suo editore, Angelo Quattrocchi.  Lo dovevo ad Angelo, per quello che egli ha fatto e rappresentato per me e per la diffusione delle mie idee, e per quello che ha fatto per tutti noi e che ha rappresentato per la cultura italiana. Malgrado Wikipedia.it e i suoi ignoranti censori. 
Annunci

7 pensieri su “Senza vergogna. Ancora su Wikipedia e la Malatempora

    • Domenico De Simone ha detto:

      Indubbiamente interessante, anche se stranamente manca il filosofo che ha fondato nel pensiero occidentale la questione dell’unità dell’essere, ovvero Parmenide e con lui si sono dimenticati di Heidegger e di Severino. Mi sembra che ci sia un’opzione errata, ovvero che il pensiero olistico derivi dalla sintesi di pensiero occidentale e orientale, mentre questa è una delle possibilità, e nemmeno la più importante. Dopodiché ci vedo Gianni Vattimo, il teorizzatore del pensiero debole che sta all’olismo come le ali di un pollo al volo. Trovo Hofstadter che su olismo e riduzionismo ha scritto pagine davvero illuminanti ma si dichiara riduzionista, così come Frank Tipler che tuttavia ha mutuato dal Teilhard de Chardin (che c’è) la teoria del punto Omega.
      Mi pare che il progetto sia ancora in una fase embrionale e sperimentale e certe lacune saranno spero colmate in futuro. Comunque è una bella iniziativa, anche se ontologicamente diversa da wikipedia.

  1. Marcello Biscaioli ha detto:

    Secondo me siete pure liberi di non andarla a leggere senza rompere i coglioni. Fosse Wikipedia il problema italiano. State togliendo le pulci ad un cane morto.

    • Domenico De Simone ha detto:

      Infatti, da tempo consulto le edizioni inglese e francese piuttosto che quella italiana. Ma non è questo il punto. Wikipedia è consultata quotidianamente da centinaia di migliaia di persone che credono che si tratti di uno spazio libero, come garantisce il marchio e come in effetti, almeno in buona parte è, per le edizioni non italiane, almeno per quelle che conosco, che garantiscono una soddisfacente pluralità di indirizzi. L’edizione italiana, invece, non è affatto uno spazio libero, in linea con la peggiore e consolidata tradizione machiavellica dell’ipocrisia come forma di persuasione e di dominio. Presentarsi come tutori della libertà e fare esattamente l’opposto, è questo ciò che irrita nel profondo. E purtroppo non è affatto un cane morto, perché molta gente non possiede strumenti critici sufficienti per tenersene alla larga. E poi è arrivato il momento di denunciare questo genere di comportamenti, di dire basta all’ipocrisia. O no?

  2. darioshanghai (@darioshanghai) ha detto:

    Caro Domenico, Wikipedia e’ un famoso garante dell’immobilismo culturale, non solo perche’ i contenuti sono manovrati da dietro le quinte, com’e’ ovvio a chi ci si e’ scontrato anche una volta sola, ma proprio per definizione. Ammesso che funzionasse come loro dicono che funzioni (in maniera “democratica”), servirebbe solo a riportare nozioni largamente condivise, non innovative, specialmente quando sono in aperto contrasto con lo status quo come le tue tesi. Perche’ in una struttura democratica, quando per democrazia si intende il diritto di tutti a contribuire a una stessa cosa, emerge cio’ che piace alla maggioranza, non cio’ che e’ innovativo.

    In campo economico cio’ si traduce in cio’ che piace agli economisti del libero mercato. In medicina, cio’ che piace ai laureati in medicina – non importa quanto poco senso logico e razionale abbia.

    Un’enciclopedia veramente libera andrebbe sviluppata intorno alla possibilita’ di costruire diverse voci sullo stesso soggetto. Questo eliminerebbe la necessita’ di competere per una sola voce e incoraggerebbe il pluralismo. Ma Wikipedia non sembra interessata a questo.

    • Domenico De Simone ha detto:

      Hai perfettamente ragione, c’è proprio un vizio di fondo nella struttura espositiva di Wikipedia. La cosa che più mi da fastidio è che si arrogano il nome di enciclopedia “libera” traendo in inganno la gente che non sa e non immagina quali siano i meccanismi in base ai quali vengono compilate le voci. La mistificazione è nel nome, perché poi ognuno è “libero” di produrre i contenuti che crede senza però spacciarli per esercizio della libertà. Sono spacciatori di false libertà che per certi versi, sono peggiori degli spacciatori di droghe.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...