Che cosa è la FAZ

F.A.Z. – Zona Finanziaria Autonoma

La FAZ, acronimo di Financially Autonomous Zone, Zona Finanziaria Autonoma, è una struttura reale e virtuale per costruire una economia alternativa basata sui valori umani anzichè sull’accumulazione del capitale. La FAZ si fonda sull’abolizione dell’economia come gestione della scarsità e si articola attraverso tre strumenti, il Denaro a tasso negativo, il Credito di esistenza ed il Credito di finanziamento.

Abbondanza e scarsità. Il presupposto teorico della FAZ è dato dalla considerazione che le risorse sono sempre sufficienti e .che l’economia della scarsità è frutto di una situazione contingente determinata da ragioni politiche o sociali. Questo assunto è, a sua volta il fondamento dell’economia dell’abbondanza, e si basa sulla dimostrazione che la ricchezza consiste nella organizzazione di flussi di informazione che generano opportunità e che questa organizzazione dipende dalla creatività e dal livello culturale di una società .data
La dimostrazione è stata fornita da Frank Tipler e si basa su queste considerazioni:

Osserviamo, inizialmente, che il capitale di una impresa, secondo Hayek è dato dai flussi di reddito generati dall’organizzazione aziendale. “Il dato usualmente detto “riserva di capitale”, si può quindi descrivere in maniera adeguata soltanto in termini della totalità di tutti i flussi di reddito tra i quali l’esistenza di un certo capitale azionario di risorse non permanenti (insieme all’andamento previsto delle entrate) ci consente di scegliere. […] Ciascuna delle parti costituenti tale capitale può essere usata in modi diversi e in combinazioni diverse insieme ad altre risorse permanenti, per produrre flussi temporanei di reddito. […] Ciò che si sacrifica per ottenere un flusso di reddito di una particolare forma sono sempre le parti dei flussi di reddito potenziali di altre forme temporali che si sarebbero potute avere in alternativa. Pertanto, l’unica descrizione adeguata della “riserva di capitale” è un’enumerazione completa della gamma dei possibili flussi in uscita di diversa forma temporale .che si possono produrre con le risorse esistenti”. (F. Hayek brani scelti, 1942, 1971, citato da F. Tipler, Fisica dell’immortalità, Mondandori, Mi 1994 pag. 256).

Queste considerazioni rovesciano l’antica visione del capitale societario come di una sommatoria di beni dotati di un proprio valore intrinseco e soprattutto indicano che è la scelta di alcune forme di utilizzo delle risorse esistenti a determinare i flussi di reddito che vengono effettivamente generati.

Ora, nota Tipler che le disposizioni possibili non sono altro che le opportunità generate dall’utilizzo del patrimonio complessivo, e queste opportunità sono definibili in termini di flussi di informazioni. É possibile, quindi, definire le risorse in termini proprio di opportunità e, quindi, in termini di flussi di informazioni gestibili da un organismo. Che questo organismo sia una vita elementare, una .società, una galassia o l’intero universo non muta la natura del fenomeno. Tipler arriva alla conclusione che le risorse nell’universo sono sempre sufficienti, poiché è agevole dimostrare che la quantità di informazioni gestibili nel tempo di vita dell’organismo è necessariamente minore del totale delle informazioni disponibili, qualunque sia la velocità di gestione di tali informazioni.

“Per definizione, il numero di disposizioni possibili che si possono codificare con I bit di informazione è 2^I. Se, in accordo con Hayek, si identifica il patrimonio totale con il numero delle disposizioni possibili, si ottiene 2^I per il patrimonio della società, il quale cresce, quindi, come 2^(tempo soggettivo); si tratta di una crescita esponenziale. Poiché il tempo soggettivo va da zero a più infinito, ciò significa che il patrimonio cresce in eterno in maniera esponenziale nel tempo soggettivo.” (F. Tipler, Fisica dell’immortalità, Mondadori, Mi 1994 pag. 256.)

Capitale sociale. La prima e più rivoluzionaria conseguenza di questo assunto è che non c’è necessità di alcuna accumulazione materiale di capitale. Il capitale necessario per lo sviluppo di una società è dato dall’insieme delle conoscenze di quella società e dalla loro organizzazione. Senza questo elemento, tutto l’oro del mondo non servirebbe a nulla e non potrebbe produrre alcunché. Questo insieme di conoscenze è costituito dalla moltiplicazione dei saperi di tutti i membri della società ed è una funzione reciproca della divisione e della specializzazione del lavoro. Infatti, l’incremento della divisione del lavoro comporta incremento delle conoscenze collettive, ma anche l’incremento di queste comportano un aumento della parcellizzazione del lavoro.

Questo insieme di saperi collettivi è il Capitale Sociale, ed esso deve essere considerato un fattore di produzione insieme agli altri elementi necessari per costruire un’azienda qualunque, il lavoro materiale e quello intellettuale nonché l’insieme degli strumenti e degli oggetti materiali necessari per la produzione.

Il Credito di esistenza. La remunerazione del capitale sociale come fattore di produzione giustifica su un piano teorico l’istituzione di un credito di esistenza (CDE), ovvero la distribuzione di un reddito a tutti i membri di una società,  che hanno diritto a partecipare alla distribuzione del reddito derivante dall’impiego di un fattore di produzione alla cui formazione partecipano, e ciò indipendentemente da ogni misura di partecipazione, poiché il Capitale Sociale non avrebbe alcuna utilità senza il contributo di tutti. Il CDE come redistribuzione dei proventi del Capitale Sociale genera un’idea di eguaglianza sociale che non comporta l’appiattimento delle differenze e del merito individuale. E queste differenze non si traducono necessariamente in diseguaglianze economiche, ma tenderanno a porsi sul piano del riconoscimento sociale.

Sul piano economico, il CDE si giustifica come distribuzione di quella che attualmente è l’appropriazione di parte dei proventi della produzione da parte della rendita finanziaria. Appropriazione che non ha alcuna ragione di esistere poiché il capitale necessario è appunto il capitale sociale. L’emissione della moneta, infatti, avviene per lo più mediante creazione di denaro sul debito che si giustifica per l’attività di lavoro che sarà effettuata da ciascun operatore. E’ insensato che siano le banche ad appropriarsi degli interessi quando quella creazione di denaro è fatta sul lavoro di ciascuno. Per questa ragione il CDE deve essere commisurato all’entità degli investimenti che vengono effettuati in una società e che esso non debba gravare sulla singola impresa ma che debba derivare dall’effetto moltiplicatore che ogni inve

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