Economia dell’abbondanza, il mio prossimo libro finanziatelo voi!

Economia dell’abbondanza

Dall’economia della Finanza all’abbondanza di Umanità

Questo è il titolo del mio prossimo libro. Ho deciso di scriverlo su facebook con l’aiuto dei miei amici e dei miei lettori. Ho aperto per questa ragione un gruppo a questo indirizzo e una pagina per autore a quest’altro indirizzo.

Mano a mano che scriverò i capitoli li metterò tra i documenti, uno per ciascun capitolo e sarà possibile porre domande, commenti, critiche e osservazioni.

Scrivere un libro è un’attività faticosa e che richiede tempo ed energie. Soprattutto richiede una dedizione pressoché totale che in questo periodo il lavoro non mi consente di avere. Per questa ragione ho bisogno del vostro supporto. Potete prenotare una o più copie del libro che uscirà versando adesso 10 euro a copia tramite Fundrazrs a questo indirizzo, oppure utilizzando la mia carta Postepay che porta il numero: 4023600595059041. Nella causale indicate in numero di copie e l’indirizzo dove spedirle.

In questo modo potrò dedicare più tempo alla scrittura e finire il libro in pochi mesi. Se tutto va bene, il libro potrebbe uscire a marzo prossimo. Conto di riuscire a prevendere 2.000 copie del libro, il che significa un incasso netto per me di circa 6.000 euro che mi consente di dedicare alla scrittura mezza giornata per tre mesi. Finora ho finanziato a mie spese i periodi di scrittura, ma da qualche tempo non sono in grado di farcela da solo, e per questo ho bisogno del vostro supporto.

In genere gli editori pagano l’autore poco o nulla, ma internet e facebook stanno sconvolgendo i rapporti anche in questo settore.

Scrivere un libro insieme ai propri lettori è un’esperienza nuova e stimolante che solo fino a qualche anno fa, sarebbe stata impensabile. Finanziarsi in questo modo è anche un’esperienza del tutto nuova, ma  è anch’essa molto intrigante. Di fatto, si tratta di abbattere i costi di distribuzione e di vendita che sono molto alti. Per dare un’idea a chi non è del settore, sul prezzo di copertina il distributore, il promotore e il venditore (librerie o quant’altro) trattengono circa il 60%. il rimanente 40% va a remunerare i costi di stampa (circa il 10%) l’autore (circa il 5%), l’editing, la grafica le tasse ed i costi dell’editore che spesso non ce la fa, soprattutto se il libro non va a break even, ovvero se non vende un numero minimo di copie.

La conseguenza di questo sistema è prezzi alti, testi di scadente qualità ma che vendono, case editrici in difficoltà e un generale impoverimento culturale. Se invece il libro lo edita l’autore stesso, i margini economici sono ben diversi. I nuovi editori self service, come “Il mio libro” di Repubblica, sono in realtà molto cari. Per stampare e distribuire il libro che sto scrivendo (circa 120 pagine) Ilmiolibro vuole 6,4 euro a copia, qualunque sia il numero di copie stampate. Con Lulu la situazione è migliore ma non molto: da 100 copie in su, prende “solo” 3,8 euro a copia. Stampando invece in proprio presso un buon stampatore, si può ottenere per 2.000 copie un prezzo intorno a 1,4 euro a copia. A questo costo vanno aggiunti i costi di movimentazione, di magazzino, di stampa delle etichette, di imbustamento, di spedizione e le tasse, ma alla fine resta un buon 30% netto, vale a dire dieci volte il 5% lordo che danno gli editori (quando lo danno).

Insomma, con questo metodo che voglio sperimentare qui, aumenta l’interesse dei lettori, la tranquillità degli autori e ne guadagna certamente la qualità dello scritto. Se non si adattano, le case editrici scompariranno nel breve giro di pochi lustri: forse è un danno per la cultura, ma forse non lo è affatto, visto quello che si trova inelle librerie. Per carità a cercare bene, si trova di tutto, persino i miei libri, ma occorre appunto cercare bene, perché se non fanno cassetta la maggior parte dei libri finisce in verticale negli scaffali più nascosti, e per trovarli occorre proprio andarli a pescare con cura meticolosa. Qui la visibilità è diversa, non dipende dal dio denaro ma dalla forza degli argomenti e dei temi oltre che dalla qualità della scrittura. Insomma, forse qui dentro possiamo riscoprire il primato della cultura nella pubblicazione di un libro, com’era un tempo e come dovrebbe essere sempre, visto che i libri non sono né salumi né saponette. Ed è forse il modo migliore per iniziare a costruire una nuova economia.

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