Rimetti a noi i nostri debiti

Rimetti a noi i nostri debitida Nuova Economia. È Natale ed è tempo di preghiere, di buoni propositi e di letterine dei bambini a Babbo Natale. La crisi è ben lungi dal finire, nonostante i proclami che pressoché quotidianamente vengono lanciati dai governanti del mondo, e così quest’anno il Natale si avvicina con tutto il suo carico di ansie e preoccupazioni nelle famiglie di tutto il mondo per i debiti che non si riescono a pagare.

Anche le letterine dei bambini americani a Babbo Natale, quest’anno riportano questo clima di ansia e di incertezza. Negli Usa sin dall’ottocento –dice un articolo sul Messaggero –  i bambini indirizzano le lettere natalizie che contengono i loro desideri, a Babbo Natale Polo Nord, e negli uffici postali queste lettere vengono smistate a migliaia di volontari che rispondono con una cartolina di auguri. Quest’anno, però, al posto delle solite richieste di dolciumi o di giocattoli all’ultima moda, il tono ed il contenuto delle lettere è profondamente cambiato.

Anche le letterine dei bambini americani a Babbo Natale, quest’anno riportano questo clima di ansia e di incertezza. Negli Usa sin dall’ottocento –dice un articolo sul Messaggero –  i bambini indirizzano le lettere natalizie che contengono i loro desideri, a Babbo Natale Polo Nord, e negli uffici postali queste lettere vengono smistate a migliaia di volontari che rispondono con una cartolina di auguri. Quest’anno, però, al posto delle solite richieste di dolciumi o di giocattoli all’ultima moda, il tono ed il contenuto delle lettere è profondamente cambiato.

Molti  bambini scrivono a Babbo Natale chiedendogli di aiutare i genitori a pagare i loro debiti. E molti di loro chiedono di poter avere un cappotto, una sciarpa o dei guanti che, evidentemente, i loro genitori non possono permettersi di comprare.

Ma la preoccupazione principale è di difendere la casa dal pignoramento della banca, atto che in pochi mesi porta alla vendita ed allo sfratto della famiglila che non ce l’ha fatta a pagare il mutuo. Negli Usa il dato delle espropriazioniimmobiliari è drammatico, con centinaia di migliaia di case espropriate e rimesse sul mercato a prezzi ridicoli, fatto che ha alterato il dato delle vendite delle case che ha avuto a ottobre 2009 un incremento del 10,1%, ma con un calo dei prezzi del 7,1% .

In Italia la situazione non è molto diversa, anche se le procedure sono più lente. Ma la preoccupazione per la stabilità della casa investita dal malefico vento dell’ipoteca che, come ammonisce Catullo, è un vento che non perdona,  è forte anche da noi. Secondo i dati, infatti, i pignoramenti sono aumentati del 15,2% in un anno , e visto l’andamento della crisi sui salari pochi dubitano del fatto che sia in arrivo una vera e propria valanga di espropriazioni di case per l’impossibilità di pagare i mutui.

Parleremo presto della crisi e del modo di uscire dall’conomia del debito che sta strangolando la società civile e le sue migliori risorse umane. Già perché gli unici a non soffrire della crisi sono coloro che svolgono attività illecite, dagli evasori ai trafficanti di droga ed altro.

E soprattutto questa crisi e questa angoscia del debito toglie ai nostri figli il diritto di sognare: e uomini senza sogni sono già morti.

Annunci

2 pensieri su “Rimetti a noi i nostri debiti

  1. Serena Grandicelli ha detto:

    Caro Mimmo è da tempo che penso di scriverti e magari di fare un incontro con te.
    Spesso mi tornano in mente gli incontri da Angelo a trastevere, la Malatempora…
    il tuo pensiero anticipato su questa crisi, la tua proposta sul reddito di cittadinanza, inascoltata da politici e da economisti. <mi sono anche detta spesso che arriverà il momento in cui questa idea così semplice e così temibile, si dovrà attuare, perché sarà giunto il suo tempo. Mi sono anche ritrovata a discuterne con amici e conoscenti. Ultimamente, visto che mi sono messa a scrivere con più costanza di prima, ho anche pensato di scrivere su questo tema sotto forma di pièce teatrale o perché no di film.
    Che ne diresti di aprire un dialogo…avrei molte domande da farti, poi se ti va facciamo un incontro.
    Come stai? vedo che chiuderai il blog, peccato! qual'è il tuo ind. email?
    un abbraccio. Serena

    • Domenico De Simone ha detto:

      Ciao Serena, che bello ritrovarti! Ho passato momenti difficili, la crisi morde forte e mi ha lasciato qualche segno anche nel fisico. però ora va meglio ed ho deciso di rimettermi a scrivere. Sto facendo un nuovo libro che ho intitolato “Economia dell’abbondanza”, e sto cercando di autofinanziarmi vendendo in anteprima le copie che andrò a stampare. Infatti, la versione digitale sarà sempre liberamente scaricabile, perché come sai sono nemico giurato del copyright. Mi farebbe molto piacere rivederti e fare qualcosa insieme. La mia email è domenicode_simone@hotmail.com ma il telefono cellulare è sempre lo stesso se non hai avuto crash del telefonino e lo conservi ancora.

      Un abbraccio e a presto

      Domenico

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...