Ecco, questo è un esempio di ciò che si intende per economia dell’abbondanza

da Nuova Economia. Ciò che è descritto in questo articolo del Corriere della Sera è un esempio chiaro di cosa si intende per economia dell’abbondanza.

Sappiamo tutti che cos’è l’eolico e quanta importanza abbia nella produzione di energia nei paesi del nord Europa. Certo le pale alte 120 metri non sono belle a vedersi e soprattutto sono frutto della stessa logica delle centrali tradizionali: grandi investimenti per ottenere poi grandi profitti. Il costo è essenzialmente ambientale e non solo perché le pale deturpano l’ambiente ma soprattutto perché costruire grandi centrali non porta alcun risparmio. Trasferire l’energia a grandi distanze ha costi elevatissimi in termini di spreco di energia oltre che di manutenzione, di inquinamento elettromagnetico eccetera.

E allora? Meglio le piccole centrali e la produzione diffusa di energia.

Ovviamente questo comporta che un’autorità centrale perde potere se tutti i cittadini producono l’energia che gli occorre da sé. E comporta anche che non è possibile aggregare grandi capitali monetari per fare investimenti miliardari che dopo un po’ rendono centinaia di milioni all’anno.Ma è esattamente quello di cui il mondo NON ha bisogno. Di potere e di grandi capitali.

Ho partecipato come consulente ad alcuni programmi di ricerca e industrializzazione di applicazioni per l’energia solare e per quella eolica.  Il rotore invece delle pale funziona in teoria benissimo: Il problema era farlo funzionare in pratica e, a quanto pare, alla fine ci sono riusciti. Lo stesso discorso vale per la concentrazione solare, che è l’applicazione migliore per produrre idrogeno e liberare il trasporto dalla schiavitù del petrolio. E’ anche utilissima per fare calore, un po’ meno per l’energia eletrica ma anche lì è utile. Non serve molto per riempire il mondo di questi piccoli cilindri, che non fanno alcun danno all’ambiente e che sono certo più gradevoli dei pali della luce.

Abbiamo ora la possibilità tecnologica per  produrre tutta l’energia che vogliamo senza inquinare e smettendo di utilizzare fonti fossili in un tempo relativamente breve.

Perché non si fa? Ma perché mancano i soldi. Ma che vuol dire che mancano i soldi se quella ricchezza, quelle attività, quel lavoro prduce soldi? Ma che senso ha questa affermazione? Davvero dobbiamo andare a scavare buchi per terra e trovare una miniera d’oro, estrarre l’oro, coniarci monete con cui pagare gli operai che cotruiscono una centrale per fare energia da rivendere? Ma come si fa ancora oggi, a formulare un pensiero così idiota? Idiota nel senso greco del termine, che significa colui che sta per suo conto e non partecipa alla vita pubblica.

E’ da idioti non tenere conto della vera ricchezza prodotta da queste idee e da queste invenzioni. Dobbiamo aspettare che sia una banca a dircelo, magari creando non tutti i soldi che servono ma solo quelli che sono funzionali al suo interesse di appropriarsi di quell’invenzione (così come si sono appropriate della grande maggioranza delle attività produttive del pianeta)?

E’ ora di rompere questo velo di follia che ci separa dalla verità delle cose. I greci lo chiamavano Lèthe e Alètheia era la verità. La disvelata, priva del velo di menzogna delle convenzioni e della paura del potere.

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