A proposito di ripresa e di buone notizie dall’economia

Questo lunedì ha portato una serie di notizie che definire cattive è un eufemismo. Cominciamo dalla Cina, dove – ci avvisa Rampini di Repubblica – la deflazione incalza: ad aprile l’indice dei prezzi al consumo è sceso del 1,5% ed è il terzo mese consecutivo, e la concessione di crediti si è contratta ad un terzo rispetto al mese precedente, quando era stata spinta dal Governo che voleva favorire la ripresa economica a tutti i costi.

Proseguiamo con le notizie di casa nostra: l’ISTAT ci comunica che la produzione industriale nel primo trimestre del 2009 ha perso il 9,8% rispetto al trimestre precedente, mentre il dato tendenziale di marzo vede un calo del 23,8% rispetto allo stesso mese del 2008. In pratica l’unico settore dell’industria con un dato positivo è quello farmaceutico (+5,3%), che se mi permettete, non è proprio un buon segno dello stato di salute della società. Profondo rosso per la produzione di autoveicoli che hanno registrato nel primo trimestre un -40,7% rispetto all’ultimo trimestre del 2008.
La borsa non l’ha presa bene e a metà giornata l’indice Mibtel perde l’1,33%, il Mib30 il -1,28% e il Mdex il -1,96.

Infine queste considerazioni di Massimo Giannini sulla rubrica Market Place di Repubblica, fanno capire bene che aria tira e quanto siano campate per aria le speranze di immediata ripresa dell’economia. Il Wishfull thinking a volte funziona, ma a volte no.

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2 pensieri su “A proposito di ripresa e di buone notizie dall’economia

  1. Alberto ha detto:

    Egregio professore, le rivelerò un segreto: io sono uno degli intervistati per l’indagine Isae. Quando mi hanno mandato il questionario, alla fine di aprile, ho risposto in maniera apocalittica. Ciononostante il risultato globale è stato che l’indice della fiducia sta risalendo, e anche piuttosto velocemente.

    Che cosa significa? I casi sono due: o questi sondaggi sono completamente truccati (ma allora non bisogna fidarsi neanche di Massimo Giannini di Repubblica, anzi di nessuno) oppure l’indice della fiducia è davvero in rialzo.

    Le aspettative della gente sono importanti. E’ sulla base delle aspettative che si decidono gli acquisti più importanti: la casa, la macchina ecc. ecc. E non stia a guardare i dati dell’Istat sulla produzione industriale: sono dati vecchi, di due mesi fa (curioso, negli altri paesi i dati macroeconomici vengono diffusi la prima settimana del mese successivo = a maggio i dati di aprile; in Italia a maggio abbiamo i dati di marzo!!!)

    Ad aprile ho fatto un viaggio in autostrada e l’ho trovata completamente intasata di camion (in particolare di quelli che trasportano autovetture nuove) come nei periodi in cui l’economia va a gonfie vele. Non è questo il segno migliore che l’economia sta riprendendo? E che dire del ponte del 1° maggio? Secondo la polizia stradale, non si erano mai viste così tante macchine in circolazione. L’Italia è fatta così: c’è l’economia sommersa. Che ogni tanto appare, ma non nelle statistiche ufficiali.

    Nessuno ha detto che la crisi è finita. Non l’ha detto Trichet, non lo ha detto Obama e nessun altro. Ma io credo (ammenochè non succeda qualcosa di particolarmente grave) che le cose un po’ alla volta ritorneranno alla normalità.

    P.S. Riconoscerà che oggi ho fatto il bravo: non l’ho insultata né presa in giro.

    • dds ha detto:

      Ah, questa è bella! Comunque, come sa gli statistici pretendono di capire anche la sincerità delle risposte e usano degli algoritmi che correggono il dato puro che gli viene dalla lettura dei questionari. Ho molti dubbi sul’efficacia di questi strumenti correttori, ma guai a dirglielo, ti zittiscono subito dandoti del profano ignorante!
      Comunque,mi fido poco o punto dei sondaggi e dei dati statistici e un po’ più del mio istinto e dell’osservazione diretta. So bene l’importanza che ha la fiducia nel nostro sistema: se non ci fosse fiducia nel sistema bancario, ad esempio, ci toccherebbe la sorte dell’Argentina. I soldi, come lei sa, non ci sono e se la gente corresse a prenderli sarebbe un guaio.
      Noto per inciso, che l’importanza della fiducia comporta l’istituzionalizzazione della menzogna, proprio al fine di dare fiducia. E poi si capisce perché nessuno a livello istituzionale è in grado di prevedere alcunché, manca l’interesse, anzi, c’è l’interesse opposto di calmare, tranquillizzare, sopire e dare fiducia. La questione dal punto di vista politico e sociale è particolarmente rilevante, com’è evidente. Le pare corretto che il sistema esiga che i suoi principali esponenti debbano mentire per la sua stessa salvezza?
      In Italia c’è una classe sociale che non soffre questa crisi più di tanto, anzi. Si tratta dell’esercito degli impiegati di Stato ed enti pubblici vari a stipendio fisso e, nonostante Brunetta, con poche preoccupazioni in testa. C’è pure chi sulla crisi sta speculando di brutto, tirando su i prezzi e guadagnando un sacco di soldi. Infine, non siamo in una situazione ancora di esplosione dei conflitti sociali, le tensione sono sufficientemente ammortizzate dal sistema. Tuttavia ci sono alcuni elementi che non inducono all’ottimismo: pensi al problema delle carte di credito, soprattutto negli USA, ed a quello degli immobili commerciali che stanno vivendo ora lo sgonfiamento della bolla. Le ripercussioni per il sistema bancario potrebbero essere molto pesanti, ma non solo, visto che il livello di indebitamento delle famiglie negli USA supera il 100% e il risparmio è negativo da un bel po’. Le boutades dei texani sulla secessione sono battute, per ora. Ma non so quanto potrebbe reggere un’Unione costretta a un violento incremento delle tasse in un paese tradizionalmente allergico alle imposizioni fiscali. In fondo la rivoluzione americana è scoppiata proprio per le tasse sul the di quegli avidi degli inglesi (ed è stata finanziata stampando dollari di carta a go-go).
      Strano mondo questo che si dibatte tra deflazione e inflazione a ritmi così veloci da rendere difficile qualsiasi tipo di intervento.

      Va beh, ho chiacchierato in libertà. Lei è bravissimo quando vuole. E prendere lucciole per lanterne o fischi per fiaschi succede ai migliori. Io rischio un po’ meno perché sono praticamente astemio, ma di lucciole ne ho prese tante! E non mi fraintenda!

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