Altramoneta e le elezioni

Cari amici,
La maggior parte dei destinatari di questa lettera mi ha contattato, dopo aver letto qualche mio scritto, per chiedermi cosa fare per realizzare una Faz o comunque scardinare il sistema monetario vigente. In genere ho risposto che non era ancora il tempo per assumere iniziative, e che era necessario prima che nel paese si determinassero le condizioni minime favorevoli per avviare un’iniziativa concreta con qualche speranza di riuscita.


Mi sono convinto che adesso queste condizioni sussistono. Le ragioni sono molteplici.
E’ dai tempi della Banca Romana e degli scandali delle Banche di Emissione dei primi del novecento che non si
viveva un tale clima di sfiducia nei confronti delle Banche in generale e della Banca d’Italia in particolare. La crisi
economica iniziata alla fine degli anni ottanta, non conosce fine, malgrado le promesse e le rassicurazioni del
sistema di informazione del potere. La gente è stanca, sfiduciata, si rende conto che non riesce ad arrivare
nemmeno più a metà mese e, per la prima volta dal dopoguerra, il risparmio è crollato. Ci si rende conto che per
sopravvivere è necessario indebitarsi e per molti questo è intollerabile. Per la maggioranza, questa situazione è
addebitata all’introduzione dell’Euro, ed è difficile dare loro torto. Allo stesso tempo le difese di governo e
opposizione sulla questione sono deboli e contraddittorie: è difficile distinguere le responsabilità tra un
Berlusconi che non ha “controllato” l’impennata dei prezzi e un Prodi che ha voluto l’Euro promettendo miracoli.
Entrambi sono, comunque, accomunati ad un sistema finanziario che comincia ad essere vissuto come il vero
nemico da battere. Le parole che spargiamo sulla sovranità monetaria, sul signoraggio e sul debito, che qualche
anno fa erano accolte con incredulo scetticismo, adesso hanno lo stesso effetto di un fiammifero acceso in un
deposito di carburante. La consapevolezza della menzogna del sistema si sta facendo strada con grande
rapidità.
Mai, come quest’anno, tanti Comuni mi hanno chiesto di spiegare come realizzare una moneta locale. La
ragione è semplice: solo nei Comuni la politica è fatta di rapporti reali con la gente e gli amministratori locali si
rendono conto che questo sistema li ha portati sul baratro e che, se non trovano qualche idea nuova e diversa,
in breve ci finiranno dentro. E poiché la maggior parte di loro sono persone per bene che vivono la medesima
condizione dei propri concittadini, l’unica alternativa è quella di ribellarsi al governo e alla politica nazionale, da
chiunque essi siano rappresentati. Sta emergendo con forza che la vera contraddizione non è più tra destra e
sinistra, ma tra centro e periferia. E’ questa, credo, la ragione profonda della rivolta della Val di Susa, che ha
visto accomunati amministratori locali di ogni partito contro l’intesa bipartisan della politica nazionale.
Il nove aprile ci sono le elezioni, e per molti l’idea di cadere dalla padella di Berlusconi alla brace di Prodi è
francamente deprimente. Siamo alla vigilia di grandi cambiamenti e nella società si sente tangibile il bisogno di
aria nuova, di nuovi progetti, di nuove idee. I due Poli non offrono praticamente nulla di nuovo, e persino tra i
politici di professione i mugugni rischiano di diventare clamorose fughe dai poli e tentativi di costituire un
qualcosa di diverso. Qualsiasi cosa, purché diversa da Prodi e Berlusconi.
Il fatto è che l’unica alternativa possibile passa attraverso un attacco deciso al potere finanziario, e l’unico
progetto possibile è quello che realizza in concreto l’uscita dall’Euro e da Maastricht per mezzo di strumenti
nuovi. Dopo anni di cupa rassegnazione, la gente ha bisogno di sognare che un nuovo mondo è possibile.
Noi possiamo e dobbiamo realizzare questo sogno, con il reddito di cittadinanza, le monete complementari non
di debito, la democrazia diretta nel governo locale, con un progetto concreto di rinascita dell’economia.
Soprattutto, con la tensione ideale per una nuova etica nei rapporti sociali, per la costruzione di nuovi valori, per
la riscoperta della solidarietà, per recuperare l’’entusiasmo sopito da troppo tempo.

Credo che sia giunto il momento di lanciare un grande progetto per ricostruire il paese, ma soprattutto che sia
possibile cominciare a cambiarlo in concreto, dal basso, nelle comunità locali, nei Villaggi, nei Comuni, nelle
Province, nelle Regioni.
Con alcuni amici da tutta Italia, abbiamo redatto il programma che vi allego, e che contiene tutti i temi per me,
per noi, essenziali per cambiare la realtà del nostro paese.
Il Movimento No Euro mi ha chiesto di candidarmi per le prossime elezioni politiche, nelle quali sarà presente in
tutta Italia. Considerano il programma un importante contributo alla campagna elettorale.
Un’affollata assemblea romana, ha comunque deciso di costituire “altramoneta” per mantenere l’identità sui
temi e sul programma dei dieci punti, e decideremo insieme se concorrere alle elezioni nazionali, dove e con chi.
Certamente vogliamo concorrere alle elezioni locali prossime in cento Comuni, per realizzare lì il programma.
Considero questa un’occasione irripetibile, non tanto per andare in Parlamento né tanto meno al Governo,
quanto per diffondere le idee e i temi del nostro Programma, in un momento in cui nel paese c’è la massima
attenzione su questi temi. Una legge elettorale vigliacca ha elevato lo sbarramento al 4% se corriamo da soli.
D’altra parte pretendere che uno dei poli accetti un accordo “tecnico” col nostro Movimento per far scendere lo
sbarramento al 2%, nella certezza che dopo l’elezione i deputati del No Euro certamente faranno opposizione su
tutti i temi finanziari e proporranno il nostro programma, che per entrambi è inaccettabile, è una pia illusione che
ci (e Vi) risparmiamo. In ogni caso non avremo alcun accesso al mediatico, che farà calare su di noi una cappa
di silenzio e di oblio. Ma lo stesso abbiamo molte possibilità, se non di eleggere deputati, di essere presenti in
governi locali e alleati di liste civiche che vogliano contribuire a realizzare qualcuno dei nostri progetti. In
particolare, quello sulla costruzione di impianti di energia da fonti rinnovabili, finanziato in parte con monete
complementari. E’ un progetto semplice, chiaro e fattibile da subito. E soprattutto la campagna elettorale ci
consente di contattare qualche milione di persone e gettare le basi per un grande movimento di lotta al potere
finanziario e di costruzione dell’alternativa.
Ovviamente non abbiamo mezzi ed abbiamo bisogno di tutto e di tutti. Per la legge elettorale, dobbiamo
raccogliere entro il 10 febbraio (per presentarle entro il 15), 104.000 firme per le liste Nazionali. Dobbiamo
organizzare subito cento banchetti nelle 26 Circoscrizioni elettorali, dotandoli di striscioni, bandiere, megafoni,
opuscoli, volantini, moduli per raccogliere le firme e autenticatori. Dobbiamo rifare il sito internet e tenerlo
aggiornato, prendere qualche sede per quattro mesi e pagare telefono, connessione ADSL, un paio di persone e
mille altre spese.
Stampare centomila copie del programma (che sono una goccia nel mare di 37,5 milioni di elettori) costa almeno
50.000 euro e centomila manifesti costano 70.000 euro. Pensiamo che sia del tutto inutile combattere la
battaglia dei manifesti con organizzazioni che dispongono di milioni di pezzi, e ne faremo lo stretto
indispensabile per le manifestazioni che riusciremo ad organizzare.
Ho calcolato che solo nelle due circoscrizioni del Lazio sono necessari centomila euro per una campagna
elettorale fantasiosa e a buon mercato. Vorrei riuscire a organizzare almeno 40 manifestazioni nei Comuni del
Lazio per portare questi temi e farli conoscere alla gente. Ma soprattutto, riteniamo che è necessario far partire il
tam tam attraverso internet, per diffondere il programma, raccogliere soldi, adesioni e disponibilità a collaborare.
Dobbiamo costituire Comitati elettorali in tutta Italia, per raccogliere le firme, per fare le liste e per diffondere le
idee e i programmi. L’obiettivo folle è di raggiungere un milione e seicentomila voti. Folle, ma non impossibile se
è vero quello che ho scritto prima. Comunque, se solo riusciremo a parlare a qualche milione di persone avremo
raggiunto il nostro vero obiettivo, far sapere che un mondo migliore è possibile e che la speranza non è morta.
Vi ringrazio per l’’attenzione.

Domenico de Simone

  • 1 Se volete versare un contributo in denaro fate un versamento sul c/c n° 36 presso la Banca CR Firenzedi Roma, filiale di Piazza Vescovio, CIN: G – ABI 06160 – CAB 03209 intestato a Comitato No EuroRoma – Domenico de Simone. Ricordatevi di mettere le Vostre generalità e indicare nella causale sevolete mantenere l’anonimato. Pubblicheremo sul sito tutti i contributi ricevuti e la loro destinazione.
  • 2 Se volete collaborare ai banchetti e alla campagna elettorale, costituendo un comitato nella vostra zona, telefonatemi al n° 3288866873 o contattatemi per email.
  • 3 Se volete essere cancellati da questa lista scrivetemi una email con scritto “Cancellami”.
Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...