Dialoghetto a tre voci sull’economia

“Dialoghetto a tre voci” sull’economia, gli interessi, l’inflazione e il mondo-che-non-c’è

Personaggi: BANConiglio, Alice, il Cappellaio Matto, con la partecipazione straordinaria di Zenone e l’intervento provvidenziale di Peter Pan

BANConiglio: E io ti dico che è giusto, legittimo, doveroso e sacrosanto da parte tua pagare alla mia Banca gli interessi che ti ho richiesto e non un soldo di meno!
Il Cappellaio Matto: Ma nemmeno per sogno, mica sono matto a ridarti dei soldi che non ho mai preso!
BANConiglio: Che tu li abbia presi o meno è faccenda che non mi riguarda! Tu comunque mi devi il denaro e gli interessi.
Il Cappellaio Matto: Ma se non lo avevi nemmeno quel denaro!
BANConiglio: E che c’entra? Che io l’avessi o non l’avessi nemmeno ti riguarda. Se solo l’avessi voluto prendere ne avresti avuta la disponibilità. Per questo comunque mi devi pagare. Signorina Alice, la prego, lei che è una personcina ragionevole, lo convinca che è meglio per lui pagare quello che deve alla Banca senza fare tutte queste storie!
Il Cappellaio Matto: Non ci penso nemmeno, nessuno mi convincerà mai a fare una cosa tanto assurda, restituire ciò che non ho mai preso! Signorina Alice, la prego, lo convinca piuttosto dell’assurdità della sua pretesa!
Alice: Non ho capito assolutamente nulla di quello che avete detto finora. Spiegatemi di cosa state discutendo.
BANConiglio: Ecco glielo spiego io. Il signor Cappellaio Matto è venuto in banca ed ha chiesto un prestito che noi gli abbiamo concesso. Adesso non vuole pagare gli interessi sul prestito, tutto qui. Eppure quando è venuto ha sottoscritto tutte le clausole in cui era ben specificato che gli interessi decorrevano dal momento della sottoscrizione del contratto. Non vorrà mica che adesso gli facciamo causa per recuperare quello che ci è dovuto per legge.
Alice: Beh signor Cappellaio, la richiesta del signor Banconiglio non mi sembra affatto irragionevole. I prestiti vanno restituiti e si sa che ci si pagano gli interessi. E poi lei ha firmato un contratto….
Il Cappellaio Matto: No, no, signorina Alice. Adesso le spiego io come sono andate le cose realmente. Allora, io sono andato in Banca a chiedere un finanziamento per fare una produzione assolutamente rivoluzionaria, una fabbrica di cappelli per persone senza testa…
Alice: Oddio, questa mi sembra davvero una cosa strana! Che ci fa una persona senza testa con il cappello?
Il Cappellaio Matto: Beh il mondo è pieno di persone senza testa e lo spettacolo che offrono è davvero imbarazzante. Con il cappello l’estetica generale migliorerebbe di molto!
BANConiglio: In effetti è questa la ragione per cui la Banca ha erogato il finanziamento. Se le persone senza testa, che sono indubbiamente una maggioranza, scoprono che con i cappelli appaiono più belle, si precipiteranno a comprarli e noi guadagneremo molti soldi. Appunto gli interessi che il signor Cappellaio Matto ci deve.
Alice: E’ pur vero che c’è molta gente senza testa nel mondo! Così come lo descrivete mi sembra proprio un buon affare, anche se c’è qualcosa che non mi torna. Ma sarà per il fatto che capisco poco di economia. Comunque il problema rimane, signor Cappellaio Matto, la Banca le ha dato i soldi e adesso li vuole in restituzione. Anche io se le prestassi il mio ombrello poi lo rivorrei indietro.
BANConiglio: Ben detto signorina Alice, l’ho sempre sostenuto che lei è persona davvero intelligente e comprensiva!
Il Cappellaio Matto: Mi faccia finire così capirà bene da che parte sta la ragione e il torto. Allora dicevo che ho chiesto il finanziamento per costruire questo stabilimento. Ho presentato il progetto e loro l’hanno ritenuto molto interessante e mi hanno fatto firmare un sacco di carte per un mutuo a medio termine, il che vuol dire che loro si impegnavano a darmi i soldi per fare lo stabilimento e io a restituirglieli con i miei guadagni. Il fatto è che la costruzione dello stabilimento non è nemmeno iniziata e io i soldi non li ho mai visti….
Alice: Ah e perché? Che cosa è successo?
Il Cappellaio Matto: Beh in effetti nel progetto c’è un piccolo difetto, ed è il fatto che una persona senza testa non sa dove metterlo il cappello!
Alice: Ah ecco cos’era che non mi quadrava! Ma come fa una banca tanto seria e accorta come la sua a finanziare un progetto così strampalato?
BANConiglio: E perché strampalato? Il mercato c’è perché le persone senza testa sono tante, l’imprenditore pure, perché il Cappellaio Matto sarà matto ma i cappelli li sa fare, il prodotto anche e senza limiti poiché se una persona è senza testa gli puoi fare il cappello nella foggia che ti pare, quindi i guadagni sono assicurati. E poi queste sono questioni che riguardano il rischio d’impresa mica la Banca, che si limita a finanziare il progetto se questo può fornire un guadagno. E infine il signor Cappellaio Matto era fornito di ben solide garanzie e questo era sufficiente alla Banca per erogare il prestito.
Alice: Capisco. E’ ben vero anche questo, le questioni della produzione riguardano l’imprenditore non la Banca che presta i soldi. Però dice il signor Cappellaio Matto che lui i soldi non li ha nemmeno visti….
BANConiglio: Questo non c’entra niente. Lui avrebbe potuto prenderli solo se avesse voluto, poiché noi glieli abbiamo messi a disposizione e se vuole può ancora prenderli. Che li abbia presi o meno è irrilevante, lui ci deve lo stesso le rate per il capitale e gli interessi.
Alice: Ma se non li ha presi perché mai dovrebbe ridarveli? Cosa vi deve restituire se non ha preso niente da voi?
BANConiglio: Cara signorina Alice, adesso le spiego bene come funziona. La Banca ha messo a disposizione del sig. Cappellaio Matto la somma che egli ha richiesto e per questo deve essere remunerata dal pagamento dell’interesse. Se egli non l’avesse richiesta ci sarebbe stato un altro imprenditore che avrebbe chiesto un finanziamento e la Banca avrebbe guadagnato i suoi interessi lo stesso. Quindi il Cappellaio Matto deve pagare.
Alice: Beh, in effetti se io le metto a disposizione il mio ombrello non posso prestarlo ad altri, e se abbiamo convenuto un prezzo poi me lo deve anche se c’è il sole e l’ombrello non le serve più.
Il Cappellaio Matto: A proposito di ombrelli, le Banche sono quelle che ti prestano insistentemente l’ombrello quando c’è il sole e lo vogliono subito indietro come comincia a piovere! Comunque, se fosse così lei avrebbe ragione, signorina Alice. Se lei perde la disponibilità di una cosa io devo onorare il mio impegno di pagarla anche se non mi serve più. Il fatto è però, che la Banca non possiede i soldi che mette a disposizione e quindi non perde nulla nel farlo a differenza di lei che se presta a me l’ombrello non può prestarlo ad altri. Peraltro mi chiedevo chi sarebbe disposto a pagare per avere un ombrello quando c’è il sole….
Alice: Già, è pur vero anche questo, chi sarebbe così matto da pagare per una cosa che non serve a niente? Però qui il caso è diverso, la Banca avrebbe potuto prestare il suo ombrello, ovvero i soldi, a chi in quel momento si trovava sotto la pioggia, ovvero ne aveva bisogno. Il fatto di averli messi a sua disposizione glielo ha impedito.
Il Cappellaio Matto: Ma non funziona così! La Banca crea il denaro che mette a disposizione, non lo prende da nessuna parte. Quindi come l’ha creato per me avrebbe potuto crearlo per chiunque altri gliel’avesse chiesto. Quindi la Banca non ha perduto proprio nulla.
Alice: Non capisco, mi spieghi meglio. La Banca non possiede il denaro che presta e lo crea al momento? Oh bella, che cos’è questa cosa strana? Come sarebbe a dire che lo crea, stampano le banconote, forse o estraggono l’oro dalle miniere?
BANConiglio: Ma no signorina Alice, le Banche esercitano la funzione del credito e nel concedere un prestito le concedono la disponibilità ad usare del denaro. Se poi lei lo usa davvero la Banca pagherà a tutti quelli che li presenteranno gli assegni tratti dal conto corrente. L’oro è meglio che se ne stia sotto terra, ovvero nei forzieri della Banca, e non c’è affatto bisogno di stampare banconote quando sono gli stessi correntisti a farlo emettendo assegni.
Alice: Ma allora la Banca non possiede il denaro che presta? Oddio che confusione che mi avete fatto venire in testa! La Banca pretende di essere pagata per aver fatto una cosa che non ha fatto, cioè insomma, per aver prestato del denaro che non possiede e che non è stato preso perché in realtà non esiste ma che esisterebbe se il cliente lo prendesse e lo spendesse. E’ così?
BANConiglio: Certamente, proprio come l’ha descritto adesso!
Alice: Ma è assurdo! Come potete pretendere che la gente vi paghi per quello che NON date? E quando glielo date è perché non è fatto da voi ma da quelli cui lo date? Ma che follia è mai questa?
Il Cappellaio Matto: Oh è semplice, si tratta dell’economia del debito. Il sistema bancario funziona in questo modo, non lo sapeva signorina Alice? Eppure a tutti quelli che vanno in Banca succede questa stessa medesima cosa…
Alice: Ma è il rovescio di quello che suggerirebbe il buon senso, non capisco come sia possibile…
Il Cappellaio Matto: Infatti, qui siamo dietro lo specchio e si sa che tutto qui funziona al contrario. Solo che la gente non s’è accorta che mentre stava al lavoro qualcuno li aveva traghettati nel mondo al rovescio…
BANConiglio: Io esigo comunque il pagamento. C’è un contratto e c’è una legge, e abbiamo avvocati che sosterranno le nostre ragioni e giudici che ci daranno ragione e condanneranno il signor Cappellaio Matto a pagare quello che ci deve!
Alice: Ma voi siete peggio degli usurai! Almeno quelli rischiavano del proprio quando facevano un prestito ed esigevano un interesse. Voi non rischiate proprio nulla!
BANConiglio: Come no, la Banca mette a repentaglio il proprio prestigio se non recupera i soldi che presta e non si fa pagare l’interesse. E poi verrebbe meno la funzione del credito che è il vero motore dell’economia. Senza il credito tutto si fermerebbe, e se la gente potesse emettere da sé la moneta dopo poco tempo ci sarebbe un’inflazione incontrollabile e il mondo andrebbe a catafascio!
Alice: Ma l’inflazione c’è lo stesso! Oggi io devo pagare il doppio di quello che pagavo dieci anni fa per avere le stesse cose. Non è questa l’inflazione?
BANConiglio: Certamente, ma noi la controlliamo e la rendiamo sopportabile. Senza le banche e la funzione del credito nessuno la potrebbe controllare.
Alice: A che mi serve il vostro controllo se comunque il devo sempre pagare il doppio?
BANConiglio: Sì ma lei guadagna anche il doppio, quindi non cambia nulla.
Alice: Però non capisco che senso abbia tutta questa storia. Se non cambia nulla, allora perché cambiare? Insomma, perché devo pagare il doppio quando sarebbe più semplice che le cose avessero lo stesso prezzo nel tempo? In questo modo potrei contare sul fatto di guadagnare una cifra e di essere sicura di quello che mi serve per vivere e quello che posso spendere per divertirmi. Invece così ogni giorno ho qualche sorpresa, c’è sempre qualcosa il cui prezzo è aumentato e io mi trovo senza soldi in tasca.
BANConiglio: Dovrebbe essere più accorta con i suoi risparmi, signorina Alice. Comunque con l’inflazione le Banche non c’entrano nulla….
Alice: Ma se lei stesso ha detto poco fa che senza le banche l’inflazione sarebbe incontrollabile! E’ possibile che prima dice una cosa e poi esattamente il suo contrario?
BANConiglio: Questo è vero, ma volevo dire che non sono le Banche che creano inflazione, ma il fatto che molta gente vuole finanziamenti e questo aumenta la massa monetaria e quindi genera inflazione. Per fortuna noi vigiliamo affinché questa sia la minore possibile. Come vede, da qualche tempo siamo quasi a zero con l’inflazione.
Alice: Sì, però la gente non ha soldi per comprare e l’economia va male se nessuno compra. E i soldi da quello che ho capito glieli date voi. Insomma, se fate denaro c’è inflazione se non lo fate l’economia si ferma, non sarà mica proprio il denaro il problema?
Il Cappellaio Matto: Certo signorina Alice, il problema è proprio il denaro che non c’è eppure c’è perché le banche creano con esso l’illusione della ricchezza. E attraverso l’illusione se ne appropriano, com’è evidente nel mio caso. Tanto io i soldi non glieli darò mai. Semmai gli posso cedere il progetto di fare i cappelli per la gente senza testa. Con tutti i clienti che hanno le banche non avranno difficoltà a piazzarli. Quelli che vanno in Banca a farsi dare i soldi sono tutti matti o senza testa!
Alice: Comincio ad esserne convinta anche io. Comunque in Banca non ci metterò piede. Però voglio capire questa storia dell’inflazione visto che i soldini che guadagno con il mio lavoro mi sembrano sempre meno. Insomma, perché c’è l’inflazione?
BANConiglio: Oh è semplice. Se guadagni di più puoi spendere di più, ma se spendi di più i prezzi salgono e allora c’è un po’ di inflazione. Ma non è un male che ci sia, così la gente spende di più e l’economia funziona.
Alice: Fermi tutti, non capisco. Quindi l’inflazione serve per illudere la gente che ha la possibilità di spendere perché altrimenti non lo farebbe?
Il Cappellaio Matto: Già, perché se la gente non spende l’economia si ferma, girano meno soldi, le imprese licenziano e la gente spende sempre meno, e questo porta alla crisi.
Alice: Sì ma per la gente non cambia nulla, quello che hanno è l’illusione della ricchezza e non benessere effettivo. Però l’economia cresce, almeno così ci dicono e quindi viene creata più ricchezza. E allora mi domando: dove va a finire questa ricchezza?
Il Cappellaio Matto: Dove vuole che vada a finire mia cara? Ma nelle banche ovviamente. Sono loro che creano e gestiscono il denaro.
BANConiglio: Un attimo, prego. Le Banche si limitano a prendere interessi dai capitali che prestano e distribuirli tra coloro che hanno depositi attivi. Questo consente alle Banche di erogare più prestiti….
Alice: Allora le Banche li prendono da qualche parte i soldi che prestano, ovvero dai conti attivi che vengono rimpinguati dagli interessi!
BANConiglio: Assolutamente no, quando una Banca eroga un prestito nessun correntista deve rinunciare nemmeno ad una lira del suo deposito.
Alice: Non lo capirò mai questo vostro sistema bancario a rovescio. Comunque parlavamo dell’inflazione che quella sì che mi interessa. Questo mese è aumentato tutto e lo stipendio è rimasto quello di prima…
BANConiglio: Perché lei non è stata accorta signorina Alice, se avesse ottimizzato i suoi risparmi con investimenti adeguati adesso avrebbe una rendita ulteriore che le consentirebbe di non avere problemi.
Alice: Ma che dice? Se riesco appena ad arrivare alla fine del mese con lo stipendio che prendo! Eppure ho quasi duecento anni di attività alle spalle come protagonista di fiabe… Pensi a quelli che cominciano adesso la loro carriera, poverini… E allora l’inflazione?
Il Cappellaio Matto: Beh funziona così. Se guadagni di più hai la sensazione di essere più ricco e questo ti induce a spendere di più e quindi ad indebitarti di più, anche se hai una maggiore capacità di restituzione. In proporzione cambia poco o nulla, ma in termini assoluti il tuo debito diventa sempre più grande e tutti diventano sempre più legati al sistema bancario. Infatti, oggi quasi nessuno può fare a meno di ricorrere ad una banca per comprare una casa o fare una grossa spesa, mentre prima non era affatto così. Però tu sei contento perché credi di guadagnare di più e di essere sempre più ricco, mentre in realtà diventi sempre più povero e certamente sempre più indebitato. Vede lo specchio dal quale è entrata qui? Lei pensa che per raggiungerlo e tornare in un mondo ragionevole sia sufficiente fare quattro passi, ma non è così. Se ci prova a farlo, si rimpicciolisce e nonostante abbia la sensazione di essere sempre più vicina allo specchio in realtà esso è sempre alla stessa distanza e non lo raggiungerà mai.
Alice: Oddio che vuol dire questa storia? E’ del tutto evidente che io sono sempre uguale a me stessa…
Il Cappellaio Matto: Affatto, cara Alice. Per entrare dietro lo specchio ha dovuto bere la pozione che la rimpicciolisce, ricorda? Ora lo stesso è per il suo stipendio. Se esso aumenta lei ha la sensazione di essere diventata più grande e di essere più vicina alla ricchezza, ma in realtà, poiché sono aumentati anche i prezzi, quella sua sensazione è illusoria e fuorviante. Inoltre lei è disposta ad assumere un debito maggiore. In teoria non cambia nulla: se guadagno cento e posso restituire cinque il mese, sono disposto a indebitarmi per cinquanta. Così, se guadagno mille e risparmio cinquanta il mese, sono disposto ad indebitarmi per cinquecento. In proporzione sono le stesse cifre, ma se ci pensa un attimo è ben diverso dover restituire un debito di cinquecento rispetto ad uno di cinquanta, se ci sono minime variazioni percentuali dei prezzi delle altre spese. Insomma se il mio risparmio dovesse solo calare del dieci per cento mi troverei immediatamente in difficoltà maggiori se guadagnassi di più e fossi maggiormente indebitato in termini assoluti.
Zenone: Beh io questa storia l’ho raccontata duemila e cinquecento anni fa, però solo qualche matematico e i banchieri l’hanno capita fino in fondo.
Alice: Oh signor Zenone, grazie per essere intervenuto! Avevo proprio bisogno di un filosofo come lei per cercare di capire qualcosa di questa assurda faccenda. Me la può spiegare per favore? L’idea dell’inflazione sarebbe sua dunque?
Zenone: Non è proprio così, ma il principio è lo stesso. Bene mia piccola amica, come ricorderai io ho sostenuto che il movimento non esiste e che noi abbiamo l’illusione che esso avvenga mentre in realtà non si muove nulla se non nella nostra mente. Nella gara di corsa Achille non potrà mai raggiungere la Tartaruga, perché nel tempo che egli impiega per raggiungerla la Tartaruga avrà percorso un piccolo tratto di strada, e poi successivamente, nel tempo in cui Achille percorrerà questo piccolo tratto, la Tartaruga ne avrà compiuto ancora un altro più piccolo e così via all’infinito. Come vedi, Achille non può mai raggiungere la Tartaruga, è impossibile ed illogico che egli ci riesca.
Alice: Sì, però se io vedo gareggiare nella realtà Achille e la Tartaruga, con pochi balzi Achille la raggiungerà e la sopravanzerà. In fondo egli è il più veloce degli eroi e la Tartaruga il più lento tra gli animali.
Zenone: Quello che tu vedi non è la realtà ma ciò che tu vuoi essa sia. Allo stesso modo i banchieri creano una realtà che ti dà l’illusione di essere sempre più ricco mentre invece tu sei sempre più povero e indebitato e quello che aumenta realmente è solo il loro potere. Tu non potrai mai raggiungere lo specchio che è a quattro passi da qui perché facendone due ti sei rimpicciolita della metà. Rispetto alle dimensioni originali sei più vicina allo specchio, ma in proporzione sei esattamente alla stessa distanza. Tu pensi di avvicinarti nel tempo, ma è proprio lì il problema. Nel tempo, infatti, diventi sempre più piccola, proprio come il tuo stipendio. Per questo, quindi, sei prigioniera di questo mondo al rovescio.
Alice: Oddio signor Zenone, ma è terribile quello che mi dice! Non potrò mai raggiungere lo specchio, non potrò mai pagare il mio debito, quella che vivo è l’illusione della ricchezza che arriverà domani e domani non arriverà mai, mentre in realtà divento sempre più povera e sarò sempre prigioniera. Ma non c’è via di scampo?
Zenone: La vera illusione è creata dal tempo, mia cara. Dietro lo specchio degli illusionisti tutti vivono per il domani e così dimenticano il presente. E’ questo ciò che dimostrano i miei paradossi, che il tempo è un’illusione di cui si è impadronito il potere che la usa per governare. Così resterai sempre prigioniera a meno che….
Alice: A meno che?
BANConiglio: A meno che….?!?
Il Cappellaio Matto: A meno che….. ?!?!?
Zenone: A meno che non ti liberi dell’illusione e vivi il presente. La tua vita è al di là dello specchio, nel mondo-che-non-c’è, se non nei sogni, nella speranza e nell’amore…
Peter Pan: Eccomi, qualcuno mi ha chiamato? Chi ha bisogno di sogni, di speranze e d’amore?
Alice: Oh, Peter Pan, l’eterno fanciullo! Ti prego, portami via da questo incubo terribile in cui mi sono cacciata quando ho avuto l’idea di lasciare la fanciullezza per diventare adulta e responsabile…
Peter Pan: Certo mia cara, sono qui apposta per aiutarti. Sei pronta a partire?
Alice: Prontissima! Ma come farai a portarmi via di qui? Nessuno può uscire dall’illusione del tempo a meno che…
Peter Pan: …. Non viva il sogno, la speranza e l’amore, e io sono prontissimo ad amarti per un intero istante! E’ semplicissimo, mia cara, basta che tu faccia un passo verso lo specchio, qui con me, ora.
Alice: E dove mi porterai?
Peter Pan: Naturalmente nel mondo-che-non-c’è, che poi è il mio mondo e il mondo di tutti quelli che sognano, sperano e amano….
Alice: Ma se non c’è come farai a portarmici? Oddio Peter, non sarà anche questa un’altra illusione?
Peter Pan: E se anche lo fosse, non sarebbe migliore di questo incubo assurdo? Non preoccuparti, il mondo reale è dentro di te e dentro di me e nessuno può togliercelo, nemmeno i banchieri e gli illusionisti. Di là dallo specchio c’è il mondo che noi creiamo continuamente nella nostra mente, basta saperlo e volerlo che esso appare. Chi può impedirti di sognare e sognando di creare un altro mondo? E’ quello che faremo mia cara, costruiremo un mondo in cui tutti siano felici e allegri proprio come noi. E non pensare che sia illusorio, esso è molto più reale di questa assurdità creata dal potere proprio per impedirci di vivere la nostra umanità…
Alice: Ma non potranno raggiungerci ed impedirci di crearlo questo meraviglioso mondo che mi proponi?
Peter Pan: Oh no, non possono, essi non hanno alcun altro potere se non quello di creare illusioni. Le tue catene sono illusorie, la ricchezza, la bellezza, l’amore è tutto dentro di te e da nessun’altra parte. Perciò tutti coloro che comprendono questo potranno liberarsi compiendo un piccolo passo di là dallo specchio, proprio come noi. Ora, non domani, capisci? E’ adesso il segreto, mia cara, in questo preciso ed eterno istante che è la nostra vita. Ancora un piccolo passo e saremo via da questa follia nel mondo dell’amore, del sogno e della speranza… vieni amore mio, vieni….
BANConiglio: E per quel mutuo? La pratica è pronta, basta una firmetta e avrete un nido tutto vostro per coronare questo bel sogno d’amore…
Peter Pan: A che ci serve una casa se abbiamo un intero universo dentro di noi? Andiamo Alice, vieni, basta un piccolo passo e saremo fuori di qui…
Zenone: Auguri ragazzi, che la gioia sia con voi. In effetti, basta poco per uscire dall’illusione del tempo e vivere la vita…
Il Cappellaio Matto: Addio cari, buona fortuna! Chissà se nel mondo-che-non-c’è la gente non abbia la testa e possa indossare i miei cappelli…. Quasi quasi vengo anche io!
Alice: Andiamo Peter… ma di là mi amerai per sempre?
Peter Pan: Certo, ti amerò per un intero eterno istante. Il tempo è un’illusione e il nostro presente è l’eternità.
Alice: Va beh, mi accontenterò anche di questa tua strana eternità purché tu mi porti via di qui…

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...