Le FAQ sulla Zona Finanziaria Autonoma

da Open-Economy.org

FAQ sulla Zona Autonoma Finanziaria (FAZ)

Domanda: Che cos’è una FAZ?

Risposta: La FAZ è una struttura, fisica e virtuale, per la costruzione di un’economia alternativa a quella basata sull’accumulazione monetaria.

Domanda: Che cos’è un’economia alternativa?

Risposta: Un’economia alternativa consiste nella costruzione di rapporti economici che mettano in primo piano la solidarietà, la partecipazione e l’umanità.

Domanda: In che cosa consiste in particolare l’economia alternativa e come si differenzia dall’economia che conosciamo?

Risposta: L’economia alternativa si fonda sui principi della partecipazione, della tutela della vita dei membri della FAZ, sul massimo sviluppo delle capacità produttive al fine di creare la maggiore ricchezza possibile. Questo comporta un’idea di ricchezza diversa da quella dell’economia classica e, conseguentemente, anche un’idea diversa di produzione. Per l’economia classica, è ricchezza tutto ciò che produce come effetto l’accumulazione di capitale monetario. La produzione è quindi finalizzata all’accumulazione di beni traducibili in moneta. Per l’economia alternativa, ricchezza è tutto ciò che è espresso dall’animo umano e che non importi distruzione. Quindi l’accumulazione del capitale monetario è un caso di creazione di ricchezza, ma spesso esso induce impoverimento e non ricchezza. La produzione di armi, ad esempio, genera accumulazione del capitale monetario ma induce distruzione e non creazione di ricchezza.

Domanda: Per l’economia, la produzione consiste essenzialmente nel fare le cose e lo stimolo a farle è dato dal  guadagno. Se manca questo stimolo, perché la gente dovrebbe partecipare ad una FAZ?

Risposta: E chi ha detto che in un’economia alternativa debba necessariamente mancare lo stimolo del guadagno? L’obiettivo dell’economia alternativa è quello di impedire che l’aspirazione al guadagno si traduca in potere personale, e che i benefici che ciascuno riceve dalla propria attività, non debbano necessariamente passare attraverso l’incremento di potere personale. In altri termini, la FAZ vuole dimostrare che un’economia che si basa sulla solidarietà, sulla partecipazione e sull’orizzontalità, sia più conveniente di un’economia basata sull’egoismo, sull’esclusione e sulla
gerarchia.

Domanda: Però se qualcuno guadagna di più significa che altri avranno di meno. Non è questo il fondamento delle disuguaglianze sociali?

Risposta: Non necessariamente, almeno non è più così. Questo ragionamento ha un fondamento in un’economia in cui le risorse sono scarse e in cui la produzione è essenzialmente materiale. E’ ovvio che quando si tratta di dividere una torta se la mia fetta è più grande, la fetta di altri sarà necessariamente più piccola. Ma l’economia non è più soltanto produzione e scambio di cose materiali. Oggi essa è divenuta prevalentemente, produzione di cose immateriali nelle quali lo
scambio è divenuto irrilevante e lo stesso consumo ha cambiato natura. Non si possono infatti, consumare le cose immateriali, se ne può fruire semmai. E a proposito dello scambio, quando due persone si scambiano un’idea, escono dallo scambio con due idee ciascuno, mentre nello scambio materiale escono dallo scambio con una cosa ciascuno. Il segreto dell’Open Source è tutto qui.

Chi partecipa lo fa apparentemente in maniera gratuita, mentre invece riceve per il suo piccolo apporto, l’apporto di tutti coloro che hanno partecipato come lui. Insomma chi dà uno, riceve cento o mille a seconda del numero e della qualità dei partecipanti. In questa ottica lo scambio è mutato radicalmente rispetto a quello posto a fondamento dell’economia classica. Questo punto di vista vale per tutta la produzione immateriale. Chi produce di più non toglie nulla agli altri, anzi li arricchisce.

La nuova idea dell’economia non parte dalla necessità di dover dividere risorse scarse, ma di dover moltiplicare risorse sovrabbondanti. Non a caso le principali crisi dell’economia capitalistica sono crisi di sovrapproduzione. La ragione è nel fatto che nonostante la produzione si sia svincolata da tempo dalla logica della scarsità, la distribuzione e l’accumulazione sono sempre legate a quella logica. La contraddizione che ne segue è evidente.

Domanda: E’ vero che l’attuale sistema di produzione crea molti “oggetti”, in senso materiale e immateriale, ma è anche vero che la maggior parte di essi sono inutili, diseducativi, a volte pericolosi e che inducono ad un iperconsumo acritico e insensato. Come si fa a riportare la produzione in un ambito ragionevole?

Risposta: E’ da diffidare di ogni iniziativa di tipo normativo in questo ed in ogni altro senso. L’irragionevolezza del consumo e della produzione dipendono dall’irragionevolezza dei presupposti della produzione. L’iperconsumo è frutto dell’iperproduzione e la scarsa qualità, ovvero l’inutilità, sono a loro volta, figlie dell’accumulazione monetaria. Si produce solo quello che rende soldi ed in misura maggiore di altre produzioni. E’ quello ciò che attira i capitali. La precedenza è data a quello che fa crescere il capitale il più velocemente possibile e con i rischi minori. Per questa ragione
è quello il punto nodale, fare in modo che il capitale monetario non abbia l’importanza che ha attualmente per determinare le scelte della produzione. Il che significa, come dicevamo sopra, dare una nuova definizione di ricchezza.

Domanda: E allora che cos’è la ricchezza?

Risposta: In un’economia capitalistica, la ricchezza coincide con l’accumulazione del capitale monetario. In un’economia umana, la ricchezza coincide con l’accumulazione di umanità. Il punto è questo. Anche in un’economia fondata sulla produzione materiale, l’importanza fondamentale non è delle cose che producono o delle cose prodotte, ma delle idee che sono alla base della produzione e dell’organizzazione del lavoro. Insomma la cultura ha un ruolo preponderante nella riduzione di ricchezza. Questo è chiaro se poniamo mente al tempo ed alle energie necessarie cento anni fa per fabbricare cento metri di stoffa ed a quelle che sono necessarie ora. Lo stesso discorso vale per la produzione agricola. Con tutte le sue contraddizioni e deficienze, oggi produciamo con un ventesimo degli addetti cento volte di più di quello che si produceva all’inizio del secolo scorso. Il possesso e lo sviluppo delle idee ha quindi importanza preponderante rispetto al possesso di risorse materiali che senza quelle idee non varrebbero nulla. D’altra parte abbiamo visto che il possesso
delle idee è un nonsenso, poiché le idee possono e debbono essere condivise. In questo modo ci  si arricchisce tutti, mentre le risorse materiali scarse possono arricchire solo alcuni. Possiamo allora definire ricchezza tutto ciò che nasce dallo spirito creativo dell’umanità e che non distrugga  qualcosa. In altri termini, la ricchezza coincide in termini generali con la cultura ed un paese è tanto più ricco quanto i suoi abitanti sono più colti e raffinati.

Domanda: Ma in realtà non è così, oggi la cultura è in senso generale la cenerentola della ricchezza. Esa è del tutto gratuita e le attività più remunerate sono quelle che non prescindono dalla cultura. Come è possibile rovesciare questa situazione in breve tempo?

Risposta: La situazione attuale dipende dall’unione del potere con il denaro. Il denaro in questo modo usa la cultura per far crescere sé stesso e per esercitare un potere sugli uomini tutti. Insomma, gestisce la situazione come se fossimo sempre in una situazione di scarsità di risorse e di produzione e quindi fosse necessario regolare la domanda di beni per evitare il crollo del sistema economico. Per far emergere la preponderanza della cultura nelle relazioni economiche è necessario togliere il potere al denaro e considerare la ricchezza nel senso sopra indicato. In questo senso il capitale monetario deve assumere una funzione sociale. Perché questo avvenga è necessario applicare il tasso negativo sul denaro e sviluppare un sistema di gestione sociale degli investimenti. (vedi Cosa sono i Titan?). Insomma, dobbiamo impedire l’accumulazione del capitale monetario. Questo rende obsoleti ed inutili concetti tradizionali come il risparmio e l’accumulazione per gli investimenti.

Domanda: Senza il risparmio la gente non sarà più sicura poiché non può accumulare riserve per i momenti di crisi. E poi senza il risparmio non ci possono essere investimenti poiché le imprese non saprebbero come recuperare il denaro necessario, né sarebbero possibili le assicurazioni poiché il capitale monetario non avrebbe più una rendita.

Risposta: Anche in una società con il tasso negativo saranno possibili forme di risparmio e di investimento, però diverse da quelle usuali. La partecipazione ad un’impresa comporta l’assunzione del rischio ma anche la possibilità di guadagnare utili sulla gestione dell’azienda. In generale, però, la sicurezza sarà determinata dal Reddito di Cittadinanza che sarà uguale per tutti i cittadini e garantirà la sopravvivenza di tutti. La misura del RdC è una funzione del livello complessivo
della cultura di un paese, e comporta la ridistribuzione delle risorse che nascono da questa capacità culturale. L’innovazione è invece regolata dal mercato. Le assicurazioni private dovranno investire i capitali ad esse affidati in termini non monetari e ricavarne un reddito monetario. Partecipando alle imprese, ad esempio o costruendo immobili e ricavando affitti dalla loro gestione. Per quanto concerne gli investimenti, la produzione di ricchezza consente la creazione di moneta in funzione del capitale investito. Questa è l’essenza del tasso negativo. Ogni investimento comporta la creazione di una massa monetaria sufficiente per la sua gestione e distribuzione, capitale che va a morire nella misura in cui la ricchezza prodotta diventa obsoleta, tranne per quella parte che incrementa la ricchezza sociale, ovvero la cultura generale.

Domanda: Come è possibile misurare la ricchezza sociale e la quantità di moneta necessaria per la sua circolazione?

Risposta: Non disponiamo di strumenti di misura simili, per quanto concerne le emissioni monetarie il sistema funziona in maniera del tutto empirica anche oggi. Però sappiamo che parte della ricchezza scompare dopo essere stata prodotta in un certo lasso di tempo e questo dovrebbe grosso modo coincidere con la scomparsa del denaro relativo per effetto del tasso negativo. Quanto alla misura della ricchezza sociale, possiamo dire che oggi il nostro livello di ricchezza comporta la permanenza di una certa quantità di denaro. Un’indagine storica a prezzi costanti ci può far scoprire la quantità di denaro necessaria per la gestione di una società di un dato livello culturale e tecnologico. Sarà compito del economia del futuro scoprire le leggi che regolano in concreto questa nuova visione della ricchezza.

Domanda: Se non può risparmiare ed accumulare moneta, la gente in una FAZ sarà costretta a fare sacrifici. Perché dovrebbe aderire allora alla FAZ?

Risposta: Questo non è vero. L’assunto della FAZ è dimostrare che la società che essa prefigura sia più conveniente dell’attuale. Un cambiamento comporta che la gente stia meglio ed abbia più sicurezza rispetto al vecchio sistema. Se non fosse così sarebbe del tutto inutile cambiare. E se un sistema è superiore ad un altro è perché dà benefici immediati subito, non in un lontano futuro. La FAZ non richiede alcun sacrificio, anzi comporta notevoli vantaggi per tutti coloro che vi aderiscono, dai singoli cittadini alle imprese.

Domanda: E in che cosa consistono questi vantaggi per i cittadini?

Risposta: Per il singolo cittadino il vantaggio consiste di entrare in un sistema che è in grado di erogargli, oltre a quello che prende per il lavoro, una somma a titolo di RdC (nel giro di tre anni  dovrebbe essere di 500 euro al mese per tutti i maggiorenni, ma occorre fare un modello un po’ più preciso di questi conti approssimativi). La perdita di valore nominale dei titan è irrilevante per chiunque abbia un reddito tra i 1000 e i 5000 euro al mese, poiché si tratta di perdere sui soldi che NON spendi circa lo 0,4% al mese, il che tradotto in euro, significa che uno che guadagna
mille euro e li mette da parte per spenderli dopo, perde 4 euro e ne riceve 500, e uno che ne guadagna 5000 ne perde 20 e ne riceve sempre 500. Quindi gli conviene. Oltretutto nella FAZ trova opportunità di impiego in misura maggiore che altrove, ed ha certamente un maggiore potere contrattuale, poiché è liberato dalla necessità di lavorare per vivere, almeno quando la FAZ funzionerà a pieno regime.

Domanda: E i vantaggi per le imprese?

Risposta: Per le imprese il vantaggio consiste nella possibilità di trovare capitale per l’esercizio dell’impresa senza costi finanziari, e com’è noto oggi, TUTTE le imprese sono fortemente indebitate con il sistema bancario (e non potrebbe essere altrimenti visto che il denaro in questo sistema viene creato solo sul debito). Un’impresa che ha necessità di un capitale di esercizio di un milione di euro se va in banca ne deve restituire in vent’anni almeno 2,5 milioni (in realtà molti di più se calcoliamo che la maggior parte dei prestiti delle imprese ha durata breve e sul breve periodo i tassi sono di gran lunga maggiori di quelli a medio e lungo termine). Con i titan, invece, ne restituisce solo un milione, e se impiega un anno per spendere il milione del capitale di esercizio ne perde in media 25000 a titolo di tasso negativo. Insomma, il suo onere finanziario sarà di 1.0250.000 invece di 2,5 milioni. Quindi alle imprese conviene. Le imprese che operano con i titan trovano un mercato disponibile e liquido, una domanda di beni che cresce con gli investimenti, finanziamenti a tasso
zero, possibilità di convertire i titan in euro ad un tasso conveniente e di vendere in euro a prezzi convenienti. Se incassano titan e non dovessero riuscire a spenderli perché ne incassano troppi, perdono per via del tasso negativo il 5% all’anno. Se lo consideriamo un finanziamento, è molto meno di quello che pagano attualmente in banca, e d’altra parte è irragionevole pensare che non riescano a far girare una moneta che è finalizzata proprio alla circolazione. Persino gli operatori finanziari hanno dei vantaggi, poiché per essi è indifferente operare su titoli che rendono un interesse o su titoli che lo pagano. Ci sono decine di migliaia di operatori che lavorano quotidianamente con titoli put, che cioè scommettono sulla discesa del valore nominale del sottostante. Il beneficio per tutti è che il nuovo concetto di ricchezza che induce l’adozione dei titan, crea un’esplosione di forze produttive e quindi una società migliore per tutti.

Domanda: Che legami ci sono tra il software libero e il concetto di open economy ?

Risposta: Dell’importanza dell’Open Source e della sua funzione rivoluzionaria ne ha scritto diffusamente Domenico De Simone nel suo secondo libro “Dove andrà a finire l’economia dei ricchi”, nel quale sostiene tra l’altro, due cose:
1) che l’Open Source modifica in maniera radicale il rapporto sul quale si fonda l’economia classica poichè distrugge il concetto di scambio e  2) che l’espansione dell’Open Source come modello è ineluttabile e che porterà alla estinzione del
denaro pure come mezzo di misurazione della ricchezza.

Domanda: Con quali mezzi può essere compiuta la rivoluzione che vede l’estinzione del denaro come mezzo di misurazione della ricchezza ?

Risposta: Tramite i Titan. L’acronimo Titan (che viene da TItolo a TAsso Negativo) ricorda non credo del tutto casualmente le lotte dei mitologici Titani che da sempre sono contro il potere. Il fatto che essi siano uno strumento misurato in euro è assolutamente voluto. L’idea è quella di mettere un virus all’interno del sistema utilizzando uno degli strumenti più diffusi proprio dal potere finanziario (le obbligazioni), ma rovesciandone la funzione. E poi i Titan proprio perchè sono formalmente delle obbligazioni, sebbene usate in modo opposto a quello ordinario, sono inattaccabili dal punto di vista legale. La diffusione dei Titan, non solo genera ricchezza all’interno della comunità FAZ, ma mina alla base il potere della finanza senza che ci sia alcuna possibilità di difesa da parte di essa, a meno di non stravolgere le fondamenta stesse del mondo finanziario contemporaneo, la possibilità cioè di creare continuamente strumenti finanziari. Una legge che impedisse ad esempio, l’emissione di titoli a tasso negativo metterebbe fuori legge l’intero comparto dei prodotti finanziari “derivati”. Tra l’altro un operatore finanziario “ordinario”, Warren Buffet, ha emesso obbligazioni a tasso negativo all’incirca un anno fa. Difendendosi, il potere finanziario si autodistruggerebbe, visto che
i derivati rappresentano oltre il 50% del totale della transazioni finanziarie. L’elaborazione teorica dei Titan tiene inoltre conto delle recenti esperienze delle monete sociali in Argentina. Domenico De Simone, ha seguito attentamente la situazione in Argentina e tra l’altro conosce benissimo Tito Pulsinelli – che collabora con lui alla redazione di Information Guerrilla – che ha trattato diffusamente dell’esperienza delle monete alternative argentine. Il limite dei “crediti argentini”, che i Titan si propongono di superare, è proprio l’inconvertibilità che li espone a frequenti falsificazioni e difficoltà di circolazione e di espansione. Insomma, è proprio l’Open Source il background delle FAZ, e la creazione di “isole nella rete” l’obiettivo. Isole che saranno in continuo contatto ed espansione nella logica di una globalizzazione dal basso e fuori dalla logica del potere.

Domanda: I Titan non sembrano essere una moneta del popolo e per il popolo, non sembra facile da usare, in quanto il suo meccanismo di creazione e di mantenimento e’ complesso. La gente comune potrebbe non fidarsi e non capendone il funzionamento potrebbe non accettere di usarla per paura di essere truffata.

Risposta: I Titan sono titoli a tasso negativo in questo non molto diversi dai Wara di Gesell o da altri strumenti simili. Il meccanismo di funzionamento dei Titan cartacei è identico a quello dei Wara, poichè prevedono l’apposizione di una marca annuale pari al x% del valore nominale, pari all’interesse negativo annuo (in un testo di fu ipotizzato il 5% per un ammortamento in venti anni, ma si possono emettere titoli che hanno una durata diversa nel tempo). Il problema è che secondo la legge non si possono emettere banconote ma è legalmente possibile emettere obbligazioni, sia da parte di privati che da parte di enti pubblici. E’ questa la ragione per cui i Titan hanno la forma tecnica di obbligazioni. Ma i retroscena dell’operazione non devono essere tutti compresi affinchè essi possano circolare. Quello che importa sono gli effetti e una volta innestato il meccanismo, i Titan sono convenienti per tutti gli agenti sul mercato, dalla singola massaia fino all’industriale o all’operatore finanziario. Che poi qualcuno possa considerarli con sospetto è nelle cose. Ci sono
comunità che continuano a considerare l’elettricità opera del maligno e la rifiutano. Forse, per certi aspetti non hanno nemmeno torto….

Domanda:Se i Titan hanno procedure di creazione e gestione diverse in ogni parte del mondo, potrebbe essere difficile se non impossibile la gestione e la diffusione di questo titolo soprattutto in aree depresse, dove c’e’ fame, ignoranza e non ci sono meccanismi finanziari chiari e legali per creare titoli.

Risposta: Ogni comunità emette i propri titan e se le procedure di emissione non sono simili si creeranno dei rating sulle diverse emissioni. Un po’ come avviene oggi con le monete. Se qualche paese stampa soldi il valore di quella moneta cade rispetto alle altre (in genere questo accade proprio per le attività del FMI o della BM). Se le procedure di emissione sono accettate, allora non si porranno problemi del genere. Una questione tutt’altro che secondaria è quella del controllo
delle emissioni dei titoli che proponiamo essere sostanzialmente popolare, cioè autogestito dalla comunità attraverso il voto elettronico. Il meccanismo è spiegato in maniera sintetica nello scritto di De Simone, sulla Banca del Movimento.

Domanda:L’enorme successo dei Wara di Gesell era dovuto soprattutto dalla facilita’ con cui la gente comune poteva gestirli. Bastavano 12 caselline da riempire ogni mese. Tale facilità d’uso sarà presente anche nell’emissione dei Titan? Si parla anche di un’emissione di questi titoli da parte dei Comuni, non inficerà cio’ la reale autogestione dei titoli?

Risposta: La forza dei titan è che essi possono essere emessi da Comuni ma anche da Società o Banche private. Si tratta di obbligazioni che invece di rendere un interesse lo pagano, ma tecnicamente non sono altro che obbligazioni. Che siano usate come mezzi di pagamento dipende dall’accordo tra i privati, così come avviene per le banche del tempo o le ithaca hours, o i crediti argentini. Di qui la necessità di costruire una comunità che deve avere determinate caratteristiche
affinché il sistema possa funzionare. Se un Comune li emettesse in un certo senso garantirebbe con la sua autorità la validità delle emissioni. Nel libro “Per un’economia dal volto umano” De Simone scriveva che titoli del genere potevano essere emessi da enti pubblici territoriali ma anche da strutture private, con particolare riferimento ai Centri sociali. Nell’opuscolo De Simone si rivolgeva ai Comuni perché la maggior parte di essi ha gravissimi problemi di bilancio, peggiorati peraltro con l’ultima finanziaria, e quindi potevano sembrare i soggetti immediatamente interessati a far
partire un iniziativa del genere. Insomma si potrebbe trovare un sindaco che si faccia prendere dall’uzzolo di provare a risolvere i propri problemi (che sono di bilancio ma soprattutto politici) utilizzando questo strumento. Tra ottomila comuni italiani ci sarà pure qualche matto che voglia provarci e se lo si trova c’è il rischio di innescare una valanga. Però comunque non vi è la necessità di aspettare, è possibile anche costruire tra noi la comunità che emetta titan.

Domanda: E’ utile e/o indispensabile coinvolgere il movimento Open Source, del Free Software e le comunità di hackers su Internet ?

Risposta: Nessuna obiezione a coinvolgere gli hackers e comunque i frequentatori del mondo virtuale. Nello scritto sulla BdM la struttura della banca è essenzialmente cibernetica anche se le transazioni coinvolgono il mondo reale (senza il quale non si vive).

Domanda: Anche se i Titan sono un titolo di scambio valido oggi, potrebbero esserlo anche domani ? E se qualcuno lo usasse per arrecare danni economici ai grandi capitalisti ?

Risposta: No non funzionano così i Titan. Non sono uno strumento da usare contro questo o quel gruppo e a favore di un altro gruppo. I Titan sono uno strumento legale per creare oggi una struttura economica che non sia soggetta alle regole del profitto. Il modello è esportabile in tutto il mondo e gestibile orizzontalmente. Insomma le sue caratteristiche sono unità nello strumento, individualità e totale autonomia delle comunità. Tipicamente anarchico, o no ?

Domanda: Quali analogie ci sono tra i Titan e la GPL ?

Risposta: Sulle analogie con la GPL si può vedere l’intervento di Magius nella lista Rekombinant a proposito dei titan e della BdM. http://www.mail-archive.com/rekombinant@autistici.org/msg00373.html

Domanda: De Simone dice che se gli 8.000 comuni italiani emettessero 10 miliardi ciascuno, gli 80.000 miliardi complessivi travolgerebbero l’economia del debito e costringerebbero le banche a partecipare al progetto, per il tramite della Banca d’Italia, oppure ad osteggiarlo apertamente. E però, se la Banca d’Italia si facesse promotrice di un’iniziativa legislativa per bloccare i Titan ? Cosa succederebbe ?

Risposta: Diciamo che la frase di De Simone era un modo enfatico per illustrare la forza dei Titan. In realtà non si vede come la Banca d’Italia possa sollecitare un provvedimento legislativo per impedire il Tasso Negativo. Dovrebbe mettere fuori legge praticamente la maggior parte dei derivati e molte emissioni obbligazionarie, il che è praticamente impossibile.

Domanda: Sempre De Simone dice che se i “crediti argentini” hanno un limite è proprio l’inconvertibilità che li espone a frequenti falsificazioni e difficoltà di circolazione e di espansione. Ma comunque il tentativo fatto in Argentina non rappresenta un inizio importante su cui riflettere, una base concreta su cui lavorare ?

Risposta: Certo che dobbiamo usare quella esperienza che è tuttora in corso e va benissimo come base di riflessione. De Simone ne indicava i limiti nel fatto che i crediti non hanno una convertibilità; il che crea un sacco di problemi alla gente che ci vive. Ora peraltro stanno cercando di porre rimedio stabilendo l’emissione di crediti a tempo, in puro spirito di Gesell, il che è un notevole passo avanti sulla strada della convertibilità. Ma se non si stabiliscono regole chiare per
l’emissione dei crediti non si esce dal problema.

Domanda: Leggendo un articolo di Punto Informatico risulta che è molto difficile per il software libero, per linux e per la GPL essere accettati in Italia. Facendo un parallelismo potrebbe essere ancora più difficile far accettare i Titan. Potrebbero non esserci abbastanza tempo e soldi per informare ed educare il popolo italiano. Come agire per
risolvere il problema in tempi rapidi ?

Risposta: Dicono gli americani che perchè una nuova tecnologia si affermi è necessario che abbia almeno dieci vantaggi sulla precedente. E’ questo il problema di Linux. Chi lo conosce ed è in grado di comprenderne il funzionamento non ha dubbi. Gli altri sono diffidenti e si convinceranno solo quando non potranno farne a meno. Lo stesso vale in misura minore, per i Titan. Nel senso che non è necessario che la gente capisca il loro funzionamento, così come non è necessario che uno sappia programmare per decidersi per linux invece che per windows. La gente deve trovare i vantaggi
nell’utilizzare i titan e lo farà solo quando non potrà farne a meno. Sarà questa la loro forza. Le ragioni per cui tutti hanno vantaggi nell’utilizzarli sono esposti nell’opuscolo e nel documento sulla BdM. L’importante è partire e per partire è necessaria una base di gente consapevole dei vantaggi che avrebbe nell’adottare strumenti monetari di decumulo. Il resto, poi, verrà da sè.

Domanda: Facciamo un esempio concreto di quali dovrebbero essere le operazioni che una persona comune dovrebbe mettere in atto per cominciare ad usare i Titan.
Risposta: Non deve fare niente di particolare se non accettarli in pagamento e cercare di spenderli il più presto possibile. Li accetterà in pagamento se non potrà farne a meno e se comprenderà che può a sua volta spenderli, altrimenti non lo farà. Nel momento in cui li ha accettati una volta e li ha spesi, si renderà conto che funzionano e continuerà ad accettarli. Tutto qui.

Domanda: Negli USA si mormora che JP.Morgan-Chase Manhattan e Citybank siano sull’ orlo della catastrofe. La miscela di “derivati” e di “enroniti” ha minato le basi del sistema bancario U.S.A. anche Credit Suisse-First Boston, famosa per gli arbitraggi sui titoli a tassi usurai praticati in America Latina, boccheggia. Non è proprio il comparto citato da De Simone, ad essere in crisi? Come pensare di usare i loro mezzi finanziari, gia’ in crisi, per uscire dalla logica del debito ? Se proprio quel comparto sta per ridimensionarsi, chi accettera’ i Titan, non sarebbero solo carta straccia ?

Risposta: I Titan non sono derivati e il fatto che il mondo finanziario sia in crisi non comporta che i Titan si ridurranno a carta straccia, non c’entra niente. Le obbligazioni ordinarie sono strumenti per il risparmio (che non c’è più) e i Titan sono obbligazioni destinate alla circolazione e non all’accumulazione. Il fatto che abbiano un funzionamento paragonabile a quello dei titoli derivati comporta che non è possibile metterli fuori legge, non che seguiranno la sorte del
sistema finanziario. Anzi, se dovesse precipitare una crisi finanziaria le FAZ crescerebbero con maggiore rapidità poichè apparirebbero come un’isola di salvezza in un mare di disperazione. E più crescono le FAZ più va in crisi il sistema finanziario attuale. Se i derivati e le banconote diventano carta straccia NON è detto che lo diventino anche i Titan. Al contrario essi saranno accettati universalmente poichè sarebbero l’unico strumento finanziario che produce ricchezza senza costi eccessivi.

Domanda: Chi traina l’economia mondiale sono gli USA, per cui e’ chiaro che se i Titan perdono il loro valore negli USA, c’è il pericolo che successivamente questo effetto di svalutazione si espanda nelle altre nazioni.?
Risposta: Non c’è ragione per cui i Titan debbano svalutarsi rispetto al dollaro se la loro circolazione e il loro uso produce ricchezza. I Titan non sono uno strumento speculativo come i derivati e quindi non soggetti alle oscillazioni proprie di essi. Insomma, l’accettazione dei titan e la loro circolazione dipende dalla produzione di ricchezza all’interno delle FAZ, quindi da una logica affatto diversa da quella degli strumenti finanziari ordinari.

Domanda:L’economista tedesco Laeufer in uno studio sulle monete di decumulo evidenzia i possibili meccanismi negativi ingenerati da queste, nel lungo termine.
Risposta: A quanto si sappia, non c’è mai stata una sperimentazione a lungo termine, ma in linea teorica il sistema dovrebbe funzionare molto meglio dell’attuale perchè rende possibile regolare la quantità di moneta nel sistema economico in maniera molto più precisa. Insomma, in una fase di recessione oggi la quantità di moneta si riduce per mezzo dei fallimenti e delle insolvenze. Con i Titan si ridurrebbe con un paio di provvedimenti della BdM o delle finanziarie di emissione.

La critica di Laeufer al denaro a data si fonda su presupposti e considerazioni errate.

1) Laeufer sostiene che il denaro a data è un rimedio contro la tesaurizzazione e quindi un sostegno alla domanda. Questo in effetti era il problema negli anni trenta, quando l’oro, che costituiva la base metallica per le emissioni monetarie, scomparve dalla circolazione per effetto della crisi e gli economisti escogitarono le idee più svariate (in genere pure idiozie), per farlo uscire fuori. Alla fine fu vietata la conversione delle banconote in oro e istituito l’obbligo di trasferire l’oro in lingotti allo Stato. Ci si accorse che non era l’oro il problema, ma la moneta, ed in questo contesto nacque il
keynesismo.

2) Dice Laufer che una riduzione del “valore” del denaro ridurrebbe la domanda di denaro finchè la base monetaria non si stabilizzasse ad un nuovo livello di equilibrio. Questo ragionamento presuppone
a) che la moneta sia una merce
b) che il sistema di emissione della moneta sia identico all’attuale
c) che il sistema di circolazione della moneta sia identico all’attuale.
Quello che Laeufer non capisce è che il denaro a data modifica in maniera radicale tutti i parametri di funzionamento della moneta.
Ragioniamo. Dice Laeufer: in una economia in crisi il denaro viene tesaurizzato. Questo riduce l’offerta di moneta sul mercato e genera una forte domanda. Di conseguenza i tassi di interesse sono alti. (per inciso va notato che uno dei provvedimenti presi dalla FED nel 1932 per ovviare alla tesaurizzazione fu proprio quello di alzare i tassi di interesse, con la conseguenza di distruggere quel poco di economia sana che era rimasto dopo la crisi del ’29). La perdita di valore, genera un’offerta sul mercato poiché fa venire meno la convenienza alla tesaurizzazione. Allo stesso tempo, però si indebolisce la domanda di denaro e poiché si riduce la base monetaria (la quantità di denaro in circolazione), finché ci sarà una domanda inferiore alla base il denaro circolerà. Quando la domanda coinciderà di nuovo con la base monetaria, il denaro sarà di nuovo tesaurizzato, si ridurrà l’offerta e aumenterà la domanda al nuovo livello dei tassi di interesse. Pertanto, conclude Laufer,  per stimolare di nuovo l’offerta di denaro, è necessario aumentare il tasso di deperimento creando una nuova differenza di potenziale tra domanda di denaro e base monetaria.

Il presupposto del ragionamento è quindi la tesaurizzazione del denaro. Questo presupposto aveva un senso in un sistema monetario fondato sul gold standard, ma non ce l’ha in un sistema fondato sul debito. La tesaurizzazione del debito è un nonsenso. Il risparmio è un sogno del passato, nella nostra società non si fa più risparmio e la base monetaria viene regolata esclusivamente dal debito. Inoltre Laeufer considera il sistema del denaro che perde di valore contrapposto ad un sistema in cui il valore è costante, che sarebbe l’attuale. Niente di più falso. Nel sistema attuale il denaro perde continuamente valore per effetto dell’inflazione, com’è evidente a tutti. Eppure questo non comporta
un incremento esponenziale della velocità di deperimento di valore. Infine Laeufer considera gli effetti del denaro a scadenza solo dal lato della domanda di beni. E’ vero che Gesell enfatizzò gli effetti del denaro a data sulla domanda di beni, perché quello era allora il problema. Ma il denaro a data ha effetti soprattutto sul lato dell’offerta di beni, ovvero sulla produzione.

Comunque Domenico De Simone risponderà all’obiezione di Laeufer in maniera organica nel libro che sta scrivendo. Di questo autore qui in Italia non se ne sapeva niente, dato che la letteratura su Gesell è scarsa o inesistente.

Domanda: Proviamo a delineare il funzionamento generale da un punto di vista tecnico di un sistema come quello basato sui Titan?
Risposta: Il sistema dei Titan è un po’ più complesso del denaro a data di Gesell. L’offerta di denaro viene regolata sul lato della produzione e da questa viene fatta ricadere sulla domanda per mezzo della generazione di un Reddito di  Cittadinanza. Insomma, è il montante degli investimenti che viene ridistribuito a titolo di RdC. Le emissioni non avvengono sul debito e non generano interessi, ma vengono effettuate sulla base delle proposte di investimento. Ovviamente nulla impedisce a degli imprenditori di proporre a privati un investimento utilizzando il loro denaro
e trasformandolo in azioni. Ma la funzione preminente di regolazione del flusso di denaro sarà la BdM o l’ente pubblico. La BdM o la società finanziaria che emette i titan va vista come una struttura che tutela l’interesse collettivo dei membri della comunità, occupandosi, però solo degli aspetti tecnici della faccenda, altrimenti rientriamo in una logica di accentramento politico. Per questa ragione, sulle domande di finanziamento che mensilmente sono presentate alla BdM e che eccedono la disponibilità di emissione di questa è necessario il voto collettivo che detti le priorità di investimento (che so, il disinquinamento di un’area sarà prioritario rispetto ad un teatro).

Domanda: E se non potessi spendere i Titan il piu’ presto possibile? Se non avessi bisogno di comprare continuamente beni ? Dovrei accumularli per forza?
Risposta: Se si riduce la domanda di beni si riduce anche la base monentaria, nel senso che ci saranno meno investimenti e quindi si ridurrà anche il RdC. Il meccanismo dei Titan è studiato per rendere la domanda elastica quanto l’offerta e rendere agevole l’equilibrio tra le due insieme con la quantità di moneta nel sistema. Mentre l’attuale sistema presuppone che domanda e offerta salgano in continuazione, con i Titan il sistema può trovare equilibrio in qualunque punto della curva generata dalla relazione tra domanda e offerta. E’ questa la grande novità sul piano teorico dei Titan.

Domanda:Attualmente c’e’ convenienza a rubare denaro e mezzi finanziari, per via dei loro meccanismi di creazione di interesse, ma se si usassero le monete di decumulo, questa convenienza esisterebbe ancora, sapendo che ogni tot di tempo queste perderebbero il loro valore? E poi alzando il tasso di decumulo,avremmo denaro che deve essere speso ancora più velocemente, non è questa infondo anche una forma per disincentivare il furto ?

Risposta: Certo il furto sarà meno produttivo. In fondo se si hanno i soldi per vivere per quale ragione continuare a rubare ? Alzando il tasso di decumulo si accelera la velocità di circolazione della moneta e si genera inflazione se non accompagnata da una corrispondente offerta “a breve”. Però in linea di massima, è chiaro che comportamenti devianti saranno meno proficui di ora. Come diceva Brecht, è più criminale fondare o rapinare una banca ?

Domanda: Gli italiani sembrano essere nella maggioranza un popolo diffidente, pauroso, dubbioso, conservatore, poco aperto ad ascoltare e a studiare e a tenersi al corrente sulle novità, presuntuoso. Sara’ difficile riuscire a fargli comprendere prima di tutto la necessità immediata, poi anche i meccanismi perche’ nessuno adotterebbe quel nuovo mezzo di scambio senza averne capito l’intimo funzionamento, almeno fino a quando non ne intravedano il bisogno. Forse solo quando avranno l’acqua alla gola allora li adotteranno. sperando che non sia gia’ troppo tardi. Un paese alla fame e’ un paese che fa a meno di tutto pur di mangiare internet in primis. E come pensa di fare conoscere i TITAN se non avesse internet ? Per aggirare questo tipo di problema di comportamento tutto italiano sarebbe utile indurre l’uso dei titan come se fosse una nuova moda del momento, come avviene per altro con linux ?

Risposta: Ok vada per la moda. Non dico che occorre tenre il segreto sul funzionamento dei Titan che, almeno a me, appare relativamente semplice. Mentre mi rendo conto che non lo è affatto. Il meccanismo deve essere chiaro a tutti, ma chi si rifiuta di comprenderlo (come accadde nel secolo scorso per l’energia elettrica) dovrà poterne valutare i benefici immediati. E su questo non ho alcun dubbio.

Domanda: Non vedo nessuna convenienza materiale iniziale nell’adoperare i TITAN nel sistema economico occidentale in genere. visto che si tratta di “soldi” che valgono sempre di meno con il tempo,dove l’accumulo e’ penalizzato,chi vorrebbe usarli ? visto che e’ proprio l’accumulo di capitali la vera forza che tiene in piedi ancora il sistema capitalistico occidentale. non riusciremo mai a opporre una forza piu’ grande per contrastarla. Ah si potremmo affermare che usandoli in modo massiccio si risolverebbe la crisi economica con tutti gli annessi e connessi,meno guerre,piu’
giustizia sociale etc . ma realmente a chi importa di tutto questo ? la risposta che si sente in giro quando si parla dei titan alla gente è: ma io che ci guadagno ? e che colpa ho se ci sono le guerre ?

Risposta: Ecco questo è un punto decisivo. Insomma, il nostro opporci al sistema si fonda essenzialmente su questo punto. S. Paolo scrisse ai Corinzi in una lettera che se la resurrezione di Gesù non fosse stata vera tutta la fede cristiana sarebbe stata vana. Analogamente, duemila anni dopo, se non c’è la possibilità di uscire fuori dall’accumulazione monetaria tutta la nostra opposizione al sistema è insensata. Oh sì, potremmo essere più “buoni”, più “giusti”, più “veri”
ma se ti leggi i miei libri scopri che bontà, giustizia e verità sono strumenti del potere. Tanto vale mettersi in concorrenza con questo sistema, fare una grande compagnia e fondarla sullo sfruttamento e sulla schiavizzazione, perché quella è la logica dell’accumulazione monetaria.

Questo NON significa che per costruire una cosa nuova dobbiamo rimetterci alcunché. La fede comporta che si vada a costruire un mondo migliore non uno peggiore di questo altrimenti sarebbe assolutamente insensata. Il mio assunto è esattamente questo. Se questo non è possibile, allora tutta la nostra fede è vana. I Titan dicono che è possibile costruire subito una cosa che NON comporti sacrifici e che sia più conveniente rispetto al sistema attuale. La logica del terrore appartiene al nemico, noi dobbiamo usare la logica dell’amore che parte dall’amore per sé stessi e quindi dalla
possibilità di stare meglio usando i titan ed entrando nella loro logica e non certo di stare peggio. Insomma, io combatto il volontarismo militante per cui tutto quello che dice e chiede la direzione è vero e giusto, anche se ti chiede di andare a morire ammazzato in guerra. Allora, ricominciamo. I titan SONO più convenienti del denaro normale anche se non creano accumulazione finanziaria. E lo sono da SUBITO e non in un futuro di là da venire. Per le imprese perché gli consente di trovare capitale per l’esercizio dell’impresa senza costi finanziari, e com’è noto oggi, TUTTE le imprese sono fortemente indebitate con il sistema bancario e non potrebbe essere altrimenti visto che il denaro in questo sistema viene creato solo sul debito. Un’impresa che ha necessità di un capitale di esercizio di un milione di euro se va in banca ne deve restituire in vent’anni 2,5 milioni, con i titan ne restituisce un milione e se impiega un anno per spendere il milione del capitale di esercizio ne perde in media 25000 a titolo di tasso negativo. Insomma, il suo onere finanziario sarà
di 1.0250.000 invece di 2,5 milioni. Quindi alle imprese conviene. Le imprese che sono costituite sui titan che incassano e che non riescono a spendere perdono il 5% all’anno, il che è meno di quello che pagano in banca per i soldi che prendono in prestito e che in media supera il 50% del fatturato delle imprese. Tanto per fare un esempio, la Fiat ha debiti bancari per 2,6 volte il proprio fatturato.

Per il singolo cittadino perché entra in un sistema che è in grado di erogargli, oltre a quello che prende per il lavoro, una somma a titolo di RdC (nel giro di tre anni dovrebbe essere di 500 euro al mese per tutti i maggiorenni, ma occorre fare un modello un po’ più preciso dei miei conti a occhio). La perdita di valore nominale dei titan è irrilevante per chiunque abbia un reddito tra i 1000 e i 5000 euro al mese, poiché si tratta di perdere sui soldi che NON spendi circa lo 0,4% al
mese, il che tradotto in euro, significa che uno che guadagna mille euro e li mette al pizzo per spenderli dopo, perde 4 euro e ne riceve 500, e uno che ne guadagna 5000 ne perde 20 e ne riceve sempre 500. Quindi gli conviene. Per un operatore finanziario è indifferente operare su titoli che rendono un interesse o su titoli che lo pagano. Ci sono decine di migliaia di operatori che lavorano quotidianamente con titoli in discesa costante. Il beneficio per tutti è che il nuovo concetto di ricchezza che induce l’adozione dei titan, crea un’esplosione di forze produttive e quindi una società
migliore per tutti. Se poni in prima linea il fatto che il denaro perde valore e non gli spieghi le ragioni per cui gli conviene prenderli è ovvio che ti rispondano in quel modo. Abbiamo alle spalle decenni di volontarismo e di sacrifici inutili e crudeli. Il ragionamento da fare è puramente egoistico, perché è quello che la gente capisce. In questo, i titan non sono molto diversi dall’open source. Conviene adottarlo perché ti risolve un sacco di problemi. Passo a linux perché il sistema è stabile e tutte le aziende sanno cosa questo signifia in termini di risparmio di costi e di affidabilità del sistema. Poi gli dai da leggere i presupposti filosofici e teorici della faccenda. Ma di primo acchito, che siano compagni, anarchici, qualunquisti, casalinghe o imprenditori l’unico modo per coinvolgerli è quello di mostrargli la loro convenienza. D’altra parte se un sistema è universale è perché è buono per tutti, tranne che per quelli che hanno grandi privilegi. Certo Un gran commis di stato, che prende mezzo milione all’anno per non fare un cazzo, o un rentièr finanziario, che ha da
parte qualche milione di euro e vive con gli interessi ti guarderanno storto perché loro ci rimettono. La situazione è simile a quella dell’àncien regime, dove un pugno di privilegiati opprimeva la maggior parte della popolazione e delle allora emergenti imprese. Oggi è proprio la borghesia ad essere oppressa dalle tasse e dagli interessi. I titan risolvono subito il problema degli interessi e della sovrapproduzione, e domani quello delle tasse, poiché le spese pubbliche rientrano, in misura adeguata nella possibilità di copertura della BdM.

Domanda: Il massimo che la gente ti dice di poter fare è una manifestazione per la pace. Ma quando vai a parlargli di fare investimenti oscuri che penalizzino i capitali che si sono messi da parte con tanto lavoro,si tirano tutti indietro. perché la situazione economica non e’ ancora arrivata ad un punto in cui le persone non vedono più speranze per il loro futuro e peri loro figli, allora avendo paura della fregatura e dell’ignoto,non ci pensano nemmeno minimamente ad usare strumenti finanziari diversi dai soldi comuni. la tesi e’ confermata anche dal fatto che non ci siamo ancora abituati all’uso degli euro e ancora ragioniamo in termini di lire. Moltiplichi questo disagio x 1000 nei confronti dei titan e capirà

Risposta: L’uso dei titan non comporta che non si possano usare anche gli euro, e per un bel po’ di tempo sarà così. Però se uno non trova lavoro e ne ha bisogno disperatamente e, guarda caso, lo trova remunerato in titan, che fa ? Se un’impresa sta per chiudere o licenziare buona parte del personale perché sta in sovrapproduzione e non trova mercato nonostante tutte le promesse del governo, e con i titan trova un mercato e soldi senza costi, che fa ? A quell’azienda che ti vende il suo prodotto con uno sconto sul prezzo di listino del 30 o del 40% (apri un giornale qualsiasi e trovi questo livello di sconti nelle inserzioni pubblicitarie, tra dilazioni senza interessi e sconti effettivi), e tu gli proponi di pagarlo in contanti con una moneta che è accettata da diecimila persone e da qualche centinaia di negozi o imprese, tanto per cominciare, pensi che ti chiuda la porta in faccia o si metta a fare i suoi conti e, con ogni probabilità, si tuffi nell’affare e magari ti chieda anche un finanziamento ?

Domanda: Non sentite la necessità di creare i presupposti legislativi morali/etici e anche filosofici affinché possa nascere una nuova economia ?.Non sarebbe utile creare una specie di GPL basata però sullo scambio di servizi e saperi ?
Risposta: Quella della licenza GPL è una buona idea. E’ anche una buona idea quella di fare una
fondazione per i titan o la moneta libera o come ti pare. Insomma, un’istituzione che faccia da
promotore del tasso negativo e ne spieghi i contenuti. C’è un drammaturgo mio amico ed estimatore
che sta scrivendo sugli aspetti psicologici dei titan, ovvero sulla mancanza di sicurezza che potrebbe
indurre il denaro a tempo. Questo è l’ostacolo maggiore. La gente vede il denaro come un dio che
dona sicurezza, l’unico dio vero (perché eterno onnisciente e metafisico) l’ultimo dio.

Per fare una fondazione che funzioni in questo sistema in maniera efficace, però, occorrono un bel
po’ di soldi. Non dovrebbe essere un problema farli nel momento in cui coinvolgiamo nel progetto
le prime imprese e ne comprendono l’importanza. In fondo, se tutto va male nel senso che se i titan
non funzionano, per loro la questione si potrebbe tradurre comunque nel fatto di aver creato un altro
mercato. Quindi comunque ci guadagnerebbero. A meno che di non farlo partire dopo aver fatto la
prima FAZ e allora le cose sarebbero diverse.

Domanda: come pensa possibile che un impiegato, un operaio, una commessa, un lavoratore
qualsiasi possano investire ad esempio 1000 euro in titan? oppure un anziano exlavoratore come
potrebbe investire la propria liquidazione esempio 15000 euro ed ottenere benefici in un tale
investimento? vanno restituiti i titan o saranno rimborsati? ed in che forma o con quale criterio?
da dove dovrebbero provenire le grandissime quantita’ di capitale necessarie all’avvio di tale
operazione? come e’ possibile che un pensionato o un normale lavoratore possano accedere a tale
cambiamento, la filiera come puo’ istaurarsi ? ad una cassiera di un supermercato come si può
proporre lo scambio di beni di consumo per titan? sono parecchi i punti oscuri ,chi stabilisce il tasso
di discesa?

Risposta: la sua domanda, cosi com’è posta, e priva di senso in un sistema a tasso negativo. Per
la ragione che il tasso negativo esclude la possibilità di investimenti monetari e nessuno potrebbe
chiedere denaro per titoli che perdono valore con il tempo. Se applica le categorie mentali
dell’attuale sistema ai titan, non arriva da nessuna parte. Quindi nessuno acquista titan, essi sono
emessi dalla BdM per l’effettuazione di investimenti. E’ esattamente quello che fanno le banche
ordinarie oggi. Ogni volta che un’impresa o un cittadino chiedono un prestito esse creano moneta
e la massa monetaria complessiva aumenta esattamente dell’importo richiesto a credito. Quando
l’impresa o il cittadino restituisce il prestito ricevuto dalla banca, la massa monetaria si riduce
dell’importo restituito. Quindi, come vede, il principio del tasso negativo e gia presente nel sistema.
La differenza sostanziale e che oltre al capitale, l’impresa o il cittadino restituiscono anche interessi
e questi vanno ad aumentare la massa monetaria netta. Degli interessi si appropriano le banche ed e
questa la ragione per cui il debito complessivo (imprese, stato e famiglie) e in continuo aumento al
punto che alla fine del 2001, negli USA, il debito totale aveva superato i 35.000 miliardi di dollari e
il servizio sul debito (pagamento di interessi, rate e altri servizi accessori) aveva superato il 70% del
PIL (7.240 miliardi di dollari su circa 10.000 di PIL).

L’obiettivo dei titan e proprio quello di eliminare gli investimenti monetari e la valorizzazione del
capitale monetario. A questo punto si chiederà che interesse abbia un ex lavoratore o un pensionato
a partecipare ad una FAZ e inoltre la ragione per cui dovrebbe desiderare un simile sistema
generalizzato a tutta la società. Si tratta, evidentemente di due casi diversi. Nel primo caso, il
pensionato trova convenienza per molte ragioni. La prima è che la FAZ e in grado di erogargli una
somma a titolo di RdC (l’importo e una frazione degli investimenti complessivi nel sistema). La
seconda e che all’interno della FAZ ha la possibilità di effettuare acquisti a prezzi più bassi poiché
le imprese finanziate in titan non hanno oneri finanziari che nelle imprese ordinarie sono scaricarti
sui prezzi. La terza e che nessuno gli chiede niente perché il solo fatto che acquisti i prodotti della
FAZ costituisce creazione di ricchezza (sembra un paradosso ma e una conclusione dell’economia
classica). La quarta e che trova anche opportunità di impiego del proprio tempo e naturalmente deve
essere disposto ad essere remunerato in titan. Della sua liquidazione può fare quello che vuole.
Adesso la mette in banca o in titoli di stato e prende interessi che sono minori del tasso di
inflazione. Quindi il potere di acquisto del risparmio del pensionato si riduce con il tempo, il che
non e molto diverso dal tasso negativo. In una società che funzioni a tasso negativo ci saranno
diverse categorie di titan a diversi tassi di interesse. Quelli con un tasso di deperimento minore
saranno i più adatti per il risparmio. Altra forma di “risparmio” saranno gli investimenti azionari
che potranno avere una redditività maggiore del tasso di deperimento che essi pure hanno (in una
società a tasso negativo, anche le azioni sono assoggettate ad esso. Di fatto il tasso negativo diventa
un’imposta sugli strumenti finanziari). Quanto “all’enormità” della massa monetaria da emettere per
gestire il sistema, forse non si rende conto dell’enormità della massa monetaria attuale.
Considerando solo i depositi bancari, la moneta circolante e i titoli di stato siamo oltre i 3.500
miliardi di euro. Se consideriamo anche le altre obbligazioni e gli altri strumenti finanziari
arriviamo a oltre i 9.000 miliardi di euro. Ciononostante il sistema soffre evidentemente di
mancanza di liquidità. Non deve proporre alla cassiera del supermercato di accettare titan. La
costituzione di una FAZ presuppone un certo numero di aziende che partecipano e che accettano i
titan in pagamento. La cassiera sarà informata dal gestore.

Domanda: Da quello che ho capito,il sistema non può entrare in funzione senza una
banca del movimento,giusto ? e farla realmente comporta un grande esborso di denaro immagino. E
farla virtuale ? non potrebbe occuparsene il movimento open source ?.

Risposta: Una FAZ agli esordi può funzionare anche senza una BdM strutturata come banca.
Basta una finanziaria di emissione i cui costi sono limitatissimi. Certo se le dimensioni della FAZ
crescono sarà necessario avere una banca e l’unica è farla virtuale, con i conti legati ad una carta
intelligente e le macchinette per lo scarico presso i punti di acquisto, per gli acquisti al dettaglio. Ma
in una prima fase si può anche pensare ad una gestione cartacea.

Domanda: Da quello che ho capito il sistema e’ redditizio per tutti e da benefici a tutti,ma la
rivoluzione che esso induce non parte dal basso. parte dalla metà della catena distributiva. Non
pensa che debba assolutamente partire dal basso per ottenere risultati apprezzabili ? Tutti sono
stanchi di lavorare come dei muli x due soldi e alla fine del mese non ti rimane mai una lira da
parte. In argentina ogni persona di ogni ceto sociale può prendere parte al nuovo sistema basato sui
crediti argentini. A questo punto non pensa sia necessario trovare il modo x coinvolgere anche gli
utenti finali,non solo le associazioni,le società etc. ha qualcosa in mente x ottenere questo ?

Risposta: E perché pensa che non possano parteciparvi tutti ? La rivoluzione parte dal basso solo
che necessita di una catena o meglio di un tessuto economico. E’ come nella parabola di Menenio
Agrippa. Tutti gli organi svolgono una loro funzione e insieme fanno un corpo. Il corpo esistente
è composto da produttori e da consumatori e i produttori sono per lo più di immateriale (circa il
70%). Se ci limitassimo a scambiare le ore del tempo libero, come avviene per la banche del tempo,
faremmo una attività dopolavoristica invece di fare una rivoluzione. E’ quello che prevede la legge
sulle Banche del Tempo, appunto. Ci possiamo anche far rientrare quelle attività e contarle in titan
ma non sono certo quelle decisive. Per vivere è necessario che la gente abbia il necessario per
farlo, ovvero da mangiare, da vestire, un tetto e qualche soldo per gli svaghi e le altre spese. Per
questa ragione considero decisivo per costituire una FAZ che ad essa partecipino sin dall’inizio i
produttori di alimentari la cui spesa costituisce il 30% del reddito medio. Una volta costituito un
nucleo al cui interno i titan circolano, tutti possono partecipare se partiamo dall’assunto che ogni
attività dell’uomo che non distrugga qualcosa è ricchezza. In pratica, si partecipa come produttori,
come consumatori, o come entrambi. Insomma, sul piano della partecipazione non c’è differenza
con il sistema argentino, almeno non la vedo. Anche li il sistema si fonda su una gestione autarchica
dell’economia nella quale il baratto viene regolato dai crediti. Quello che manca è una struttura
di emissione dei crediti ed una logica (teoria) per la loro emissione. La logica dei titan è quella di
stimolare la produzione di ricchezza di tutti (dalla grande industria al suonatore di mandolino).

Domanda: cosa potrebbe fare un lavoratore,uno studente,un pensionato,
un disoccupato di pratico e materiale,oltre ad informare qualche ditta ? Nell’open source ogni
programmatore e’ tirato in ballo dai meccanismi e dagli ingranaggi costruttivi del movimento.
Ognuno può e vuole dare il suo contributo attivo e concreto in base ai propri saperi/gusti/indoli.
Non pensa che bisogna coinvolgere gli utenti finali fin da subito perché sono loro i più tartassati dai
pagamenti,dalle tasse,sono loro che non possono cambiare niente ne possono decidere niente per
poter migliorare la loro vita come sanno fare e come vorrebbero fare ?.

Risposta: Non capisco il senso delle sue perplessità. Quello che ha spinto tanta gente ad aderire in
argentina al sistema dei crediti è il fatto che non c’era un’alternativa e dopo la crisi, in molti non
sapevano come sbarcare il lunario. Questo non ha nulla a che vedere con la struttura dei crediti che
sono una moneta alternativa come tante. Tra l’altro, in Argentina hanno deciso di emettere crediti a
tempo, proprio sull’idea di Gesell che a lungo ha vissuto in Argentina e che lì è molto conosciuto.
L’alto o il basso della catena non c’entrano niente nel sistema dei crediti. Semmai il problema di
quel sistema è proprio li, nel fatto che non è chiaro il meccanismo di emissione dei crediti, che ci
sono molti falsi in giro, che i crediti non sono convertibili e che non c’è alcuna forma di reddito di
cittadinanza. Insomma, è un’idea per l’emergenza che si fonda sul ritorno al baratto. L’idea forza dei
Titan è proprio nel meccanismo di emissione che io lego agli investimenti e sul presupposto che la
ricchezza NON sia l’accumulazione del capitale monetario ma tutto ciò che nasce dall’attività
dell’uomo e che non distrugga un’altra cosa. Questo è un rovesciamento bello e buono di tutta la
prospettiva del pensiero economico dalla sua nascita ai giorni nostri, ed è qui la rivoluzione vera. La
differenza con la crescita dell’open source consiste nel fatto che questo è alimentato anche da
migliaia di ragazzi che spendono qualche ora del proprio tempo libero per contribuirvi. Questo non
gli cambia la vita, ovviamente. Una FAZ, invece, ha la pretesa di cambiare la vita alle persone,
altrimenti non servirebbe a nulla. E per cambiare la vita alle persone è necessario che gli spazi
economici della loro vita siano coperti dalla FAZ, se no stiamo facendo accademia e chiacchiere a
vuoto, ma poi quando si tratta di mangiare si va a casa di papà e mamma. Per dare da mangiare alle
persone, e meglio ancora dargli anche un tetto e i soldi in tasca per le spese quotidiane è necessario
che la FAZ sia un sistema economico pressoché completo. Insomma, non è necessario prendere il
potere e cambiare lo Stato, ma per fare economia è necessario che ci sia un corpo per quanto
piccolo. Non si può fare FAZ in due o tre, mentre si può fare open Source in tre persone (almeno si
può iniziare e poi si aggregano gli altri). Chi ha detto che quelle persone debbano essere delegate a
compiti di semplice propaganda ? Devono anzi poter vivere con la FAZ altrimenti non eè una FAZ
ma una sega mentale. Come fanno a vivere con la FAZ ? Per risposta un’altra domanda. Come
fanno a vivere adesso? Immagino che abbiano un lavoro o qualcosa del genere. Oppure lo stiano
cercando e nel frattempo vivano con i soldi che gli da papa, lo zio, lo Stato, gli amici. Bene, nella
FAZ prendono soldi per gli investimenti che vengono fatti da altri, trovano opportunità di lavoro,
trova finanziamenti se gli viene in mente di tirare su una propria impresa. Insomma ha la possibilità
di rendere concreta la ricchezza che è in loro. Mi sembra che il suo ruolo possa diventare centrale in
tutta l’operazione, così come quello dei mille disoccupati che ci sono in giro e che non sanno come
fare per campare. D’altra parte, il nuovo concetto di ricchezza presuppone che il consumo sia
altrettanto importante della produzione. Quindi, anche se si decidesse di campare solo con i soldini
del RdC che ti da la FAZ va bene lo stesso. Ma è ovvio che se non c’è un corpo adeguato la FAZ
non può partire. Ripeto è un corpo che può essere anche piccolo ma che deve avere una consistenza
tale da garantire un giro economico di un certo rilievo. Non è necessario prendere il potere e
trasformare tutta la società dall’alto. Le FAZ partono dal basso, ma il basso richiede un minimo di
organizzazione altrimenti non è nulla. Al momento della partenza, si troveranno con il loro
conticino in titan nel quale ci sarà una cifra X. Poi troveranno un elenco delle cose che possono fare
con quei titan (vale a dire l’elenco dei negozi dove possono comprare e che cosa possono comprare,
nonché l’elenco delle iniziative che saranno finanziate e sulle quali sono chiamati a dire la loro
anche con un voto). Nell’elenco ci sono anche loro, ovviamente, con le cose che sanno fare. Se sono
carpentieri, nell’elenco dei carpentieri ci sarà il loro nome e se un’impresa ha bisogno di carpentieri
gli chiederanno di lavorare per lei. Se poi decidono di mettersi a lavorare in proprio chiederanno un
finanziamento alla BdM presentando un progetto, da soli o insieme ad altri. Insomma hanno mille
opportunità in più o sbaglio ? Una volta che la FAZ è partita è destinata ad attirare i mille
disoccupati che stanno con le mani in mano in attesa di trovare una cosa decente da fare. L’obiettivo
principale della FAZ è di stimolare la produzione di ricchezza da parte di tutti i suoi membri. Se si
tratta di fare software, non c’è bisogno che qualcuno che conti si renda conto delle potenzialità del
sistema. E’ il sistema che fa crescere l’iniziativa in dimensioni tali da renderle concorrenziali con le
imprese che “contano”. Queste contano perché hanno i soldi per contare. E’ questo il punto, il potere
finanziario, ed è questo l’obiettivo delle FAZ, smontarlo. Lo stesso vale per l’informazione. Per fare
televisione sono necessari soldi e tanti, essenzialmente per giornalisti e attività immateriali, le
attrezzature sono a poco prezzo e tra l’altro i produttori di quelle attrezzature stanno tutti in
sovrapproduzione. La FAZ da la possibilità di costruire una televisione (mille televisioni)
indipendenti senza che sia necessario il finanziamento di qualche banca o la pubblicità che tra l’altro
ti condiziona nelle scelte.

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