Cartolarizziamo Berlusconi!

Dall’inserto di Domenico de Simone nel libro Le mani sulla cultura, di Marcantonio Lucidi di prossima edizione per la Malatempora Editrice

Abbiamo sentito tutti parlare della cartolarizzazione degli immobili pubblici, che il governo ha deciso con decreto del settembre 2001 ed il parlamento ha pedissequamente approvato con legge del novembre dello stesso anno.
E’ necessario spiegare alle gente quello che sta succedendo, perché in realtà non si tratta di un operazione finanziaria qualunque ma di qualche cosa di molto importante che riguarda tutti e soprattutto i lavoratori da molto vicino.

Come funziona la cartolarizzazione?

Abbiamo sentito tutti parlare della cartolarizzazione degli immobili pubblici, che il governo ha deciso con decreto del settembre 2001 ed il parlamento ha pedissequamente approvato con legge del novembre dello stesso anno.
E’ necessario spiegare alle gente quello che sta succedendo, perché in realtà non si tratta di un operazione finanziaria qualunque ma di qualche cosa di molto importante che riguarda tutti e soprattutto i lavoratori da molto vicino.
Come funziona la cartolarizzazione? Immaginate di aver bisogno di soldi (non dovete fare un grande sforzo per questo), e che non sapendo dove prenderli avete deciso di impegnarvi casa. Invece di dare in garanzia ad una banca la casa per avere il prestito preferite venderla, però si sa che occorre del tempo per trovare l’acquirente giusto, fargli trovare i soldi, (in banca ci mandate lui), andare dal notaio eccetera, eccetera. Così, pensate che potreste emettere delle cambiali garantite dalla casa, a uno o due anni, giusto il tempo di vendere il vostro immobile con calma e ripianare il debito. Insomma, spostate il problema di qualche tempo e nel frattempo rendete liquido immediatamente il vostro patrimonio. Il diritto portato da una cambiale si chiama appunto, diritto cartolare e per questa ragione l’emissione di titoli garantiti da beni si chiama cartolarizzazione dei beni stessi.

Queste cambiali sono in pratica del denaro, come sanno tutti quelli che hanno avuto a che fare in qualche modo con il commercio. Cambiali con garanzia ipotecaria vengono scontate, a tassi poco usurai da qualsiasi banca, e così il vostro creditore li accetterà in pagamento senza fare troppe difficoltà.
Per quanto riguarda lo Stato le cose stanno più o meno così, con qualche complicazione dovuta al fatto che per decidere la vendita degli immobili e le operazioni finanziarie relative, compresa la cartolarizzazione, sono necessarie delle procedure che garantiscano i cittadini da imbrogli in loro danno. E vediamo che cosa è successo.
Dovete sapere che gli Enti previdenziali hanno a suo tempo acquistato, con i soldi versati dai lavoratori, una serie di immobili il cui reddito e patrimonio era posto a garanzia del pagamento delle pensioni.
Con la legge 410 del 23 novembre 2001, che ha convertito in legge il D.L. 351 del 25 settembre 2001, il Governo Berlusconi ha deciso di rendere liquidi questi immobili.
In altri termini se n’è appropriato e li ha trasformati in soldi, sotto forma di titoli di debito che sono stati immessi sul mercato.
Saltando a piè pari tutte le leggi che disciplinavano la vendita degli immobili pubblici, il nostro beneamato governo Berlusconi ha affidato una serie di immobili di proprietà degli enti previdenziali, del valore catastale pari alla bazzecola di 1.503 milioni di euro (all’incirca tremila miliardi delle vecchie lirette) all’agenzia per il demanio autorizzandola a trasferire questi immobili con proprio decreto ad una società di cartolarizzazione all’uopo costituita guarda caso una settimana prima dell’emissione del decreto legge del governo. La società che ha avuto questo bel regalo dallo Stato si chiama SCIP s.r.l., acronimo di Società per la Cartolarizzazione degli Immobili Pubblici.
Si tratta, infatti, di uno scippo vero e proprio.
La SCIP è una s.r.l. con 10.000 euro di capitale sociale, di quelle che si fanno dalla sera alla mattina dal notaio. E chi sono i soci di questa bella società? Lo Stato, direte voi, sembra ovvio. E invece no. Perché questa società è stata costituita da altre due società. Di proprietà dello Stato almeno queste? Ma fatemi il piacere, anche queste due società sono state costituite e sono di proprietà di un’altra società. Uffa, e questa società? Non si sa. Punto. Come non si sa? Eh, non si sa. La cosa che siamo riuscito a sapere è che tutte queste società non stanno in Italia ma in Olanda, tra i tulipani e le belle di giorno, i canali e le dighe, pattini sul ghiaccio e dita gonfie per salvare il paese dall’alluvione.
Ah, ma queste sono le favole. La realtà è un’altra.
L’amministratore della SCIP è inglese, il sig. Burrows Gordon Edwin Charles, che è anche amministratore o sindaco (che significa controllore), di una ventina di società in Italia, tra cui alcune di nota fama, come ad esempio Kataweb, Piaggio, Beenz.com ed altre. È pure Amministratore della Inail società di cartolarizzazione, sindaco della Società per la cartolarizzazione dei crediti e dei Proventi Pubblici S.C.C.P.P. r.l., nonché amministratore unico della Sovigest Società di valorizzazioni immobiliari e gestioni S.p.A.
A questo punto, però, ci viene un dubbio. Non si può essere gestori e controllori allo stesso tempo, anche se di società diverse ma tra di loro connesse, com’è il caso delle società di cartolarizzazione SCIP e Inail, della SCCPP e della Sovigest. Si rischia quello che viene comunemente chiamato conflitto di interessi.
Sembra una fissazione, lo so, ma è proprio così. Anche perché il nostro amministratore unico dotato di tutti i poteri, poverino, non se la sentiva di reggere il peso dello SCIP tutto da solo, e così ha pensato bene di nominare dei consulenti che l’aiutassero a compiere tutte le attività necessarie per la valutazione, la vendita tramite asta e a trattativa privata degli immobili, le ristrutturazioni, gli accorpamenti eccetera, eccetera. Per la verità queste attività di valutazione dovrebbe farle l’Ufficio Tecnico Erariale, detto UTE, che per decenni si è occupato di queste vicende relativamente agli immobili pubblici. Ma qui il caso è del tutto particolare, e così i consulenti sono addirittura un consorzio di imprese, detto pomposamente G6 Advisor (così, giusto per incutere con il nome un timore reverenziale nella gente che pensa subito al G8 ed al terrore di Genova). Questo consorzio è costituito da ben sei imprese, capofila la Pirelli & C. Real Estate che da qualche mese ha rilevato da Berlusconi nientepopodimeno che la Edilnord, che raggruppava buona parte delle attività immobiliari del nostro beneamato Presidente del Consiglio. Gli altri membri di questo nobile consesso sono la Romeo Gestioni e la Romeo Immobiliare, la Knight Frank, la IntesaBci e la Arthur Andersen, quella società di controllori che ha avuto recentemente qualche problemuccio negli Stati Uniti per via dei bilanci falsi delle società quotate in borsa.
Insomma c’è una gran puzza di conflitto di interessi pure qui. Voi ci credete che Berlusconi ha dato via tutte, proprio tutte tutte le azioni Edilnord? E che oltre alle azioni ha gratificato i suoi ex soci dell’inopinato regalo di 3.000 miliardozzi tondi tondi da gestire in nome dei lavoratori italiani? Così, gratis et amore Dei? Suvvia ragazzi, siamo seri! Se facesse tutti gli affarucci in questo modo ci sarebbe da defenestrarlo ipso facto da Presidente del Consiglio perché ci farebbe sicuramente fallire dopo pochi mesi, mentre Berlusconi è invece uomo provveduto che ha dato prova di grande abilità negli affari ed è per quello che è stato votato. O sbagliamo?
Ricapitoliamo.
Gli immobili costruiti con i soldi dei lavoratori, e messi lì a garantire le pensioni, sono stati trasformati in soldi con una legge che autorizza il Ministero ad impadronirsi di cose non sue e trasferirle a società che non hanno capitale, non hanno collegio sindacale, e quindi controllori, e che non si sa a chi appartengano, nascoste come sono dalle nebbie del nord atlantico.
1. I controllori e gestori delle vendite in questione sono una serie di società, tra le quali appare una di notevole importanza appartenuta fino a pochi mesi fa all’attuale Presidente del Consiglio.
2. I controllori dei controllori sono inquisiti negli Usa per la disinvoltura con cui hanno effettuato il loro lavoro consentendo ad amministratori infedeli di truffare milioni di piccoli azionisti.
3. Le procedure adottate nell’operazione di cartolarizzazione escludono ogni garanzia di trasparenza e di controllo pubblico sulle vendite e sulle valutazioni degli immobili. Ci si deve fidare di questi signori, insomma, che oltretutto non sono nemmeno italiani. Il tutto in una situazione in cui al conflitto di interesse si aggiungono altri conflitti di interesse dei soggetti implicati nella vicenda.
4. Gli immobili vengono trasformati in titoli che, con l’aria che tira in borsa per i fondi e le obbligazioni, mettono in grave rischio le pensioni dei lavoratori che invece degli immobili si ritrovano tanti pezzi di carta.
5. Gli utili della società SCIP non si sa dove finiscano, poiché è del tutto ignota la proprietà di queste società di cartolarizzazione. Bisogna fidarsi, certo, lo fa per noi. Voi vi fidate?

Quella del conflitto di interessi è una strana vicenda, che rischia di diventare noiosa. Sarebbe ora di metterci mano davvero e smetterla di pigolare come fa la sinistra italiana da tanti anni. Se non hanno fatto una legge quando erano al governo la colpa è loro, mica possono pretendere che Berlusconi smetta di fare i suoi affarucci adesso che ha pure il potere in mano e può fare quello che gli pare.
Ora, i lavoratori italiani si fidano certamente di Berlusconi. Soprattutto gli vogliono un gran bene e sono sensibili alle esigenze delle sue aziende così come alla sua rispettabilità.
E con questa storia della cartolarizzazione si pone l’occasione di risolvere il conflitto di interessi e allo stesso tempo di garantire a tutti i lavoratori che le pensioni saranno pagate davvero da qualcuno, e non con i pezzi di carta.
Con questa brillante operazione finanziaria, il governo Berlusconi ha cartolarizzato i lavoratori italiani. E per toglierlo dall’imbarazzo del conflitto di interessi e tutelare sé stessi, i lavoratori italiani cartolarizzeranno Berlusconi.
Come? Beh il conflitto di interessi consiste nel fatto che Berlusconi è proprietario di numerose aziende e che rischia ad ogni atto del governo di fare gli interessi dell’una piuttosto che dell’altra. Pensate che fatica che deve fare, poverino, ogni volta che viene approvata una legge, un decreto, un regolamento avente contenuto economico, a dover pensare se non confligge con qualche sua aziendina sparsa per lo stivale. Per toglierlo da questo faticosissimo imbarazzo abbiamo pensato di cartolarizzare anche lui, o meglio le sue aziende.
In questo modo i lavoratori italiani possono ottenere tre risultati importantissimi.
Il primo è che si risolve finalmente il conflitto di interessi e non se ne parla più. Fosse la volta buona che Fassino D’Alema e Rutelli si decidessero a stare zitti.
Il secondo è che cartolarizzando le aziende di Berlusconi ci si garantisce il pagamento delle pensioni, già garantite dagli immobili degli enti previdenziali che ora non ci sono più. Certo i lavoratori italiani si fidano del loro amato Presidente e dei geni della finanza che lo circondano. Ma la fiducia deve essere reciproca e così come potrebbe l’amato Presidente non fidarsi dei lavoratori italiani se questi gli prendono in carico le sue aziendine?
Il terzo è che con questo gesto d’amore nei suoi confronti i lavoratori italiani lo tolgono dall’imbarazzo, dalla fatica di dover fare tutto, dalla complicazione degli intrecci tra azioni delle società e leggi dello Stato. Non sarebbe un bel gesto per il nostro amato Presidente?
Qualche benpensante dirà che l’operazione non si può fare perché le aziende di Berlusconi sono appunto sue e non dei lavoratori italiani. E perché gli immobili degli enti previdenziali non erano dei lavoratori? E che questi hanno affidato i loro soldi così per gioco, hanno lavorato per finta, si sono sacrificati per gli amici del Presidente? Eh no, finché si gioca è una cosa, ma qui ci stanno di mezzo le pensioni e decenni di lavoro. Il passato, il presente ed il futuro di milioni di lavoratori e delle loro famiglie.
E allora come si fa?
In questo link trovate un certificato per cartolarizzare le aziende di Berlusconi. Un migliaio di euro a testa, e con qualche milione di lavoratori abbiamo cartolarizzato tutta la Berlusconeide. Dall’elenco allegato, voi scegliete l’azienda o la villa o quello che vi pare, e la riportate nel certificato. Sul valore della garanzia abbiamo pensato di indicare per tutte le azioni il valore di un euro. Forse non sarà precisissimo come le valutazioni dei consorziati del G6, però più o meno ci siamo. E poi se i lavoratori devono fidarsi delle valutazioni degli amici di Berlusconi perché Berlusconi non si dovrebbe fidare delle valutazioni degli amici dei lavoratori? Il certificato è in triplice copia: una la tenete voi, un’altra la mandate con tassa a carico del destinatario alla Presidenza del Consiglio, e la terza alla società che cartolarizza Berlusconi e che abbiamo pensato di chiamare SCIOP., Generale a difesa dei lavoratori s.c.r.l., che provvederà a raccogliere tutte le copie dei certificati e reclamare i soldi dei lavoratori presso Berlusconi. Non ci saranno problemi, SCIP e SCIOP sono sempre andati d’accordo. Ah, se volete potete anche utilizzare il certificato in vostro possesso come denaro.
Tranquilli, emesso dai lavoratori ha certamente più valore che emesso da questo Stato. Magari andando a fare la spesa presso una delle aziende del Cavaliere. Ne sarà felice e li accetterà in pagamento di sicuro. Se non ci crede lui alle sue aziende e chi ci deve credere?

CARTOLARIZZIAMO BERLUSCONI!
Elenco parzialissimo delle aziende, delle ville e delle altre proprietà di Berlusconi con l’indicazione approssimativa delle azioni che ne costituiscono il valore e dei certificati che le compongono.

Azienda

Valore in euro

Certificati

Blockbuster

10.000.000

10.000

Villa in Sardegna 1

2.000.000

2.000

Mediaset

240.000.000

240.000

Canale 5

110.000.000

110.000

Villa in Sardegna 2

2.000.000

2.000

Standa

50.000.000

50.000

Rinascente

50.000.000

50.000

Villa in Sardegna 3

2.000.000

2.000

Mondadori

100.000.000

100.000

Rete 4

30.000.000

30.000

Emilio Fede

138

0.138

Einaudi

20.000.000

20.000

Cinema 5

15.000.000

15.000

Pianeta scuola

5.000.000

5.000

Elemond

5.000.000

5.000

Villa di Arcore

20.000.000

20.000

Italia 1

20.000.000

20.000

Le veline

2.000

2

Maurizio Costanzo

126

0.126

Villa in Sardegna 4

2.000.000

2.000

Edizioni Frassinelli

5.000.000

5.000

Villa in Sardegna 5

2.000.000

2.000

Paolo Liguori

118

0.118

Publitalia

200.000.000

200.000

Federico Confalonieri

106

0.106

Villa in Sardegna 6

2.000.000

2.000

Blu

5.000.000

5.000

Grijalbo

5.000.000

5.000

Villa in Sardegna 7

2.000.000

2.000

Le Monnier

5.000.000

5.000

Sperling&Kupfer

5.000.00

5.000

Villa in Sardegna 8

2.000.000

2.000

Riccardo Ricciardi Editore

5.000.000

5.000

Villa in Sardegna 9

2.000.000

2.000

Editrice Poseidonia

5.000.000

5.000

Elicottero Personale

2.000.000

2.000

Medusa

5.000.000

5.000

Ville sparse

13.000.000

13.000

Mediolanum

50.000.000

50.000

Flotta aerea personale

20.000.000

20.000

Jumpy

5.000.000

5.000

Barche personali

20.000.000

20.000

Il Foglio con Giuliano Ferrara

2.745

2,745

Il Foglio senza Giuliano Ferrara

5.000.000

5.000

Panorama

10.000.000

10.000

Cucina moderna

5.000.000

5.000

Donna moderna

5.000.000

5.000

Donna in forma

5.000.000

5.000

EBT

5.000.000

5.000

Education

5.000.000

5.000

Interni

5.000.000

5.000

Sale e pepe

5.000.000

5.000

Superclassifica

5.000.000

5.000

Starbene

5.000.000

5.000

Focus

5.000.000

5.000

Marie Claire

5.000.000

5.000

Veronica Lario

96

0.096

Men’s health

5.000.000

5.000

Grazia

5.000.000

5.000

Sorrisi e canzoni TV

5.000.000

5.000

Chi

5.000.000

5.000

Piersilvio Berlusconi

88

0.088

Ciak

5.000.000

5.000

Cosmopolitan

5.000.000

5.000

Autooggi

5.000.000

5.000

Casa viva

5.000.000

5.000

Giulio Tremonti

75

0.075

Cose di casa

5.000.000

5.000

Confidenze

5.000.000

5.000

Pc Professionale

5.000.000

5.000

Panorama travel

5.000.000

5.000

Gianni Letta

68

0.068

Tutto

5.000.000

5.000

ZeroUno

5.000.000

5.000

Week.it

5.000.000

5.000

Milan S.p.A

100.000.000

100.000

Galliani

56

0.056

Rivaldo

30.000.000

30.000

Nesta

30.000.000

30.000

Esselunga

30.000.000

30.000

Mediolanum S.p.A.

50.000.000

50.000

Mediolanum Vita

50.000.000

50.000

Edilnord

20.000.000

20.000

Tronchetti Provera

48

0.048

Marina Berlusconi

41

0.041

Totale

1.503.005.705

1.503.005,705

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