La rivoluzione del lavoro

Il lavoro libero e creativo era per Marx, quello dell’artigiano padrone di sé, della propria vita, dei propri strumenti di lavoro, che costruiva attraverso il suo lavoro la propria vita e non era costretto ad alienarla ad altri. Essi quindi, erano sfruttati, al pari dei contadini, perché non erano liberi di determinare il proprio lavoro e perché una parte consistente di questo lavoro finiva nelle tasche del padrone sfruttatore. L’essenziale è che il lavoro deve esser libero, una scelta cioè, che non deve essere assoggettata a nessuna costrizione. Nella nostra società, questa libertà è possibile solo se a tutti i cittadini viene garantita quantomeno la sopravvivenza, il diritto cioè a rimanere in vita in condizioni decenti.

Continua a leggere

Annunci

O la Borsa o la vita!

dato che i briganti stanno al potere ci toccherà a tutti dipendere dalla borsa. E questi briganti non sono buoni neanche un po’ e se ne fregano dei poveri e degli indigenti. Eh già, dato che pensioni, liquidazioni, risparmi, salari, lavoro, debito pubblico, insomma tutto quello che serve per vivere decentemente deve passare per la borsa e per i suoi capricci.  Continua a leggere