L’arroganza, il potere, la libertà

E’ il potere che rende gli uomini ciechi di fronte alla propria stessa violenza e gli accorcia la memoria. L’illusione di un potere buono, che soppianti quello cattivo, è stata sempre smentita dalla storia. Soprattutto quando la ricerca del potere è stata sostenuta dalla fede in un’ideologia, sono state consumate le peggiori perversioni. Abbiamo bisogno di verità e soprattutto di meno potere. Meno Stato e più cultura della libertà, meno ideologia e più amore. 

Avanti! marzo 2000

Le immagini dell’incredibile avventura di Valerio Staffelli, picchiato, con violenza inaudita, dalla scorta di un ineffabile Scalfaro mentre cercava di consegnargli un innocuo tapiro d’oro, hanno allietato un paio di serate dei quindici milioni di italiani che seguono “Striscia la notizia” in TV. Siamo anche stati informati che a nome del Governo, il Sottosegretario Brutti ha risposto alle interrogazioni parlamentari presentate alla Camera sull’episodio giustificando le brutali iniziative degli uomini della scorta e sostenendo, contro ogni evidenza, che il sig. Scalfaro non si era accorto di nulla. Qualche giorno fa, il patron di Brutti, l’ineffabile Massimo D’Alema, ha sostenuto per l’ennesima volta contro ogni evidenza che il paese è ormai risanato ed avviato verso quel luminoso avvenire che deve avere riscaldato buona parte dei suoi anni di giovane comunista. Il radioso futuro della sua lungimirante opera di statista deve avergli anche ispirato l’azione giudiziaria che è valsa l’allontanamento dalla Repubblica di Forattini che tutto poteva disegnare finché non sono ascesi al soglio del potere i nuovi padroni. Allora giù botte da orbi sulla satira e su chi cerca di capire come vanno le nostre cose. Per ironia della sorte, pressoché contemporaneamente sugli schermi della RAI correvano le immagini di un altro ineffabile, tal Slobodan Milosevic che raccontava al popolo serbo alla fame l’ennesima favola di un paese in ripresa e pronto a raggiungere i nuovi traguardi che la sua illuminata guida gli assicura. Negli anni sessanta, gli inevitabili successi dei piani quinquennali elaborati dalle fulgide menti del centralismo sovietico, avevano ingannato non solo migliaia di giovani, ma anche un nugolo di economisti, pronti a giurare che la via del centralismo burocratico fosse l’unica salvezza per l’umanità. Salvo poi a scoprire che le cifre erano truccate, che la povertà imperava in tutto l’Est europeo e che gli strepitosi successi dei piani quinquennali altro non erano che spudorate menzogne coperte dai trucchi della disinformazione. Arte nella quale, in effetti, i burocrati comunisti eccellono davvero e che costituisce l’unico retaggio sicuro del loro passaggio sulla faccia della terra. Negare l’evidenza è un’arte difficile anche se si possiede una faccia come quella di Brutti, di D’Alema o di Milosevic. L’aggressione a Staffelli non è mai avvenuta. L’indignazione della gente alla stazione Termini di fronte all’arroganza del potere non esiste. E’ tutto un complotto o un equivoco. Nella mente dei nostri burosauri ex comunisti, la sola luce è fornita dall’arte della disinformazione che li in-duce a vivere nella loro mente l’idilliaco mondo agognato dalla loro fede. Salvo poi a trovarsi travolti da una folla inferocita, com’è accaduto all’ineffabile faccia di bronzo del compagno Ceaucescu, oppure con qualche milione di morti ammazzati sulla coscienza, come l’altro ineffabile compagno Pol Pot. Nei cui confronti, l’Isquierda unida non ha mai organizzato, non dico uno straccio di manifestazione, ma nemmeno una tavola rotonda per bacchettarlo un po’ e magari prenderne le distanze. Ma chi conosce la sinistra ha imparato la lezione di Lenin, per il quale qualunque via era buona purché portasse al potere. Dalla collusione con il nemico tedesco, al tradimento della rivoluzione internazionale, allo sterminio di un’intera classe sociale. Da ragazzi ci hanno insegnato che il ricorso alla violenza per battere gli avversari politici e per imporre la propria verità anche contro ogni evidenza, l’uso sistematico della menzogna e della sopraffazione per il raggiungimento del potere, si chiamano squadrismo. E’ il potere che rende gli uomini ciechi di fronte alla propria stessa violenza e gli accorcia la memoria. L’illusione di un potere buono, che soppianti quello cattivo, è stata sempre smentita dalla storia. Soprattutto quando la ricerca del potere è stata sostenuta dalla fede in un’ideologia, sono state consumate le peggiori perversioni. Abbiamo bisogno di verità e soprattutto di meno potere. Meno Stato e più cultura della libertà, meno ideologia e più amore. La lezione di un Papa che ha chiesto perdono per i peccati commessi dalla sua Chiesa contro la libertà e contro l’amore, deve essere la nostra lezione. Laico o religioso che sia, lo spirito umano è maturo per una nuova stagione di libertà e di amore.

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